Cyberbullismo: M5s, bene centralità del minore ma non siano solo proclami (31-01-2017)

Roma, 31 gen. "Il testo di legge sul Cyberbullismo approvato oggi in Senato, e che tornerà alla Camera, prova a concentrarsi nuovamente, dopo lo stravolgimento avvenuto in precedenza, sullo specifico della tutela del minore, ai fini di una maggiore… Continua a leggere Cyberbullismo: M5s, bene centralità del minore ma non siano solo proclami (31-01-2017)

Giustizia: per la politica non è una priorità (31-01-2017)

La giustizia non interessa alla politica e ai partiti. Dopo le accuse lanciate al Governo dall’ANM, dopo quelle dei Giudici della Cassazione (che hanno confermato la necessità di riformare la prescrizione, di prevenire e reprimere la corruzione e di… Continua a leggere Giustizia: per la politica non è una priorità (31-01-2017)

IMMIGRAZIONE: I CIE VIOLANO LA LIBERTA’ DELLE PERSONE E I DIRITTI UMANI

“Iniziative come il Cie, alla prova dei fatti, si sono rivelate inutili, inefficaci, dannose e alimentano sprechi e illegalià”. Questa la posizione dei consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo e Andrea Ussai. “Con la nostra mozione – spiega

Continua a leggere IMMIGRAZIONE: I CIE VIOLANO LA LIBERTA’ DELLE PERSONE E I DIRITTI UMANI

Viareggio, M5S: condannato sistema di sicurezza RFI. Incubo prescrizione in secondo grado (31-01-2017)

Roma, 31 gennaio 2017 – «La sentenza di Viareggio lo urla senza possibilità di smentita: è stato condannato il sistema di sicurezza del trasporto merci in Italia. Quello di Viareggio non è stato un incidente ma un omicidio di… Continua a leggere Viareggio, M5S: condannato sistema di sicurezza RFI. Incubo prescrizione in secondo grado (31-01-2017)

RAPPORTO SULLA LEGISLAZIONE: TROPPO POCHE LE RISPOSTE DELLA GIUNTA SERRACCHIANI ALLE NOSTRE INTERROGAZIONI

«La giunta Serracchiani risponde poco alle interrogazioni presentate dal MoVimento 5 Stelle». La denuncia è del capogruppo Cristian Sergo, intervenuto questa mattina in Consiglio regionale durante la discussione sul Rapporto sulla legislazione e sulle altre attività consiliari svolte nel 2015.

Continua a leggere RAPPORTO SULLA LEGISLAZIONE: TROPPO POCHE LE RISPOSTE DELLA GIUNTA SERRACCHIANI ALLE NOSTRE INTERROGAZIONI

RAPPORTO SULLA LEGISLAZIONE E SULLE ALTRE ATTIVITÀ CONSILIARI 2015 – DAL ZOVO

Sono lieta di presentare l’annuale “Rapporto sulla legislazione e sulle altre attività consiliari 2015”, giunto alla sua dodicesima edizione. Questo documento rappresenta un utile strumento di comunicazione e diffusione dell’attività legislativa e regolamentare, dell’attività di controllo e di indirizzo esercitata

Continua a leggere RAPPORTO SULLA LEGISLAZIONE E SULLE ALTRE ATTIVITÀ CONSILIARI 2015 – DAL ZOVO

L’unico 40% del Pd è quello della #disoccupazione giovanile

polrenziho.jpg

di MoVimento 5 Stelle

La disoccupazione resta al 12% a dicembre. E quella giovanile si riaffaccia sopra quota 40%. E’ un tragico gioco dell’oca: si torna sempre al punto di partenza con questi governi. Gli occupati stabili diminuiscono con l’afflosciarsi del doping degli incentivi contributivi, i giovani continuano a emigrare o rimangono a marcire in casa, mentre aumenta il numero di quelli che hanno un lavoro solo tra gli over 50, imprigionati da una folle riforma delle pensioni targata Fornero.

Poletti appare l’unico che con il Jobs act ha trovato un posto stabile (da ministro), saltando dal governo del Bomba a quello dell’avatar del Bomba. E con queste norme sta realizzando il suo (nemmeno tanto segreto) sogno: cacciare via dall’Italia tutti i ragazzi che cercano di realizzarsi.

Ricordiamo che nel solo 2015 abbiamo perso 100 mila italiani
, in gran parte proprio giovani. C’è un solo modo per invertire la rotta ed è quello di sostenere i redditi e l’occupazione direttamente, ciò che prevede la nostra proposta sul Reddito di cittadinanza.

Insieme a un programma di investimenti pubblici nei settori strategici, sarebbe possibile trattenere la cosiddetta fuga dei cervelli che oggi rappresenta uno dei principali effetti negativi della crisi.
Loro sprecheranno almeno 18 miliardi in tre anni con il Jobs act. Al M5S sono bastati finora 18 milioni delle restituzioni sugli stipendi dei portavoce per creare quasi 10mila posti grazie al microcredito.

La differenza già si vede. E si vedrà molto di più quando andremo al governo. Al voto subito!

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere L’unico 40% del Pd è quello della #disoccupazione giovanile

L’edilizia pubblica milanese è stata demolita

di Iolanda Nanni, M5S Lombardia

ALER Milano, l’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale della provincia di Milano, è un cumulo di macerie. Decenni di gestione dissennata, folle, hanno portato a un disastro di dimensioni epocali che ha pochi precedenti nella storia della pubblica amministrazione. Formigoni ha seminato, Maroni ha continuato a innaffiare la pianta marcia, perseverando nel gestire come poltronificio della politica un ente che ha accumulato un debito di mezzo miliardo di euro, a scapito dei più poveri in primis, e di tutta la comunità poi. Il conto è salato, ed è ora che a pagarlo siano i responsabili, per ripristinare un diritto che in Lombardia è stato demolito, il diritto alla casa.

Questa mattina ho depositato presso la Procura Regionale della Corte dei Conti di Milano un esposto, frutto di due anni di lavoro del M5S, con scritto nero su bianco tutti gli scempi gestionali di ALER Milano, a partire dai mutui milionari e le ipoteche accese su interi quartieri di Milano con l’obiettivo dichiarato investire i soldi nella riqualifica degli alloggi, usati in realtà per nascondere i buchi di bilancio e coprire le spese correnti dell’ente (stipendi, costi di gestioni, etc.). Un circolo vizioso senza fine: più il rosso aumentava, più l’ente si indebitava per rimanere a galla, più le condizioni degli alloggi peggioravano, contribuendo anche ad alimentare le tensioni nei quartieri popolari. Oltre 250 milioni di garanzie ipotecarie prestate. Immaginate quale sarebbe il destino degli inquilini che non sanno di vivere in alloggi ipotecati, se gli immobili ALER finissero nelle mani delle banche.

Ma non solo, ci domandiamo che fine hanno fatto i 300 milioni di euro fra mutui, contratti derivati e conti correnti ipotecari richiesti alle banche, e fagocitati dal buco nero di ALER Milano e dalle sue “scatole cinesi”, prima fra tutte ASSET, controllata al 100% da ALER Milano, tramite la quale si avviavano operazioni immobiliari improbabili e fallimentari, come quella di Pieve Emanuele e di Garbagnate, che hanno generato un’ulteriore esposizione finanziaria per altri 150 milioni di euro. Le Giunte regionali che si sono susseguite sono riuscite nell’impresa di demolire un patrimonio catastale di 5 miliardi di euro, invece di sfruttarlo e riqualificarlo per migliorare la vita dei cittadini più poveri. 72 mila unità immobiliari, distribuite su Milano città e su 134 comuni della Città Metropolitana, in cui alloggiano circa 105 mila inquilini. Inquilini a cui troppe volte è stata addossata la colpa dei debiti di Aler, quando invece sono gli amministratori in giacca e cravatta che siedono a Palazzo Lombardia ad avere le mani sporche.

L’ente è affondato, e con lui, la politica sociale di Regione Lombardia che doveva tutelare i più deboli, garantire loro un tetto sotto il quale vivere dignitosamente. Ci auguriamo che, nell’interesse dei cittadini, venga aperto un fascicolo d’indagini al più presto, per chiarire le responsabilità amministrative, contabili ed erariali e per la mala gestione. I lombardi pagheranno un conto salatissimo, perché il debito prima o poi dovrà essere saldato, ma ora che la Corte dei Conti ha in mano tutte le carte, i cittadini sapranno anche chi dovranno ringraziare.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere L’edilizia pubblica milanese è stata demolita

Il grande bluff della ‘Buona Scuola’

sqlasq.jpg

di MoVimento 5 Stelle

A quasi cinque mesi dall’inizio dell’anno scolastico, tantissime scuole italiane si ritrovano ancora senza docenti, senza insegnanti di sostegno e con l’organico incompleto. La riforma di Renzi che doveva eliminare la supplentite e il precariato, non ha fatto nè l’uno nè l’altro. Ha solo contribuito a generare altro caos e altri disagi.

Renzi aveva spacciato la sua riforma come la grande rivoluzione che doveva cambiare la scuola e il Paese e invece ha scontentato tutti: docenti, precari, studenti e famiglie, presi in giro da un governo che aveva promesso di ascoltarli e di coinvolgerli, per poi ignorarli e fare una riforma sulle loro teste e sulla loro pelle. Lo stesso metodo e la stessa arroganza che abbiamo rivisto per gli otto decreti legislativi che completano la riforma e che sono ora all’esame del Parlamento.

Renzi diceva ‘basta precari e basta supplentite’ e invece ancora oggi circa 40mila docenti precari sono rimasti nelle Gae. Per loro c’è solo il precariato, a cui si aggiunge la beffa di mesi e mesi di lavoro dello scorso anno scolastico non ancora retribuiti.

Il piano di assunzioni del governo si è rivelato un disastro. Il M5S lo aveva annunciato e così è stato, come poi lo stesso Renzi è stato costretto ad ammettere. Ci siamo ritrovati con insegnanti costretti a spostarsi centinaia di Km da casa, dal sud al nord del Paese, con situazioni paradossali in cui docenti con punteggi più alti sono stati penalizzati nell’assegnazione delle cattedre rispetto a chi aveva punteggi più bassi. Per non parlare degli effetti del potenziamento dell’organico: insegnanti usati come tappabuchi, molto spesso parcheggiati nella sala professori senza fare nulla.
Una situazione folle di cui abbiamo chiesto conto al governo senza mai ottenere risposte chiare.

E alla quale abbiamo contrapposto un serio Piano di stabilizzazione dei precari – sia i docenti che sono ancora nelle Graduatorie ad esaurimento, sia quelli della seconda fascia con abilitazione – che si basa non sulla chiamata diretta da parte dei presidi ma sullo scorrimento delle graduatorie in base ai punteggi, cioè sul merito e non sulla discrezionalità del singolo.

Ad oggi moltissimi docenti hanno chiesto e ottenuto il riavvicinamento nelle proprie Regioni e di conseguenza moltissime cattedre sono rimaste vuote. A settembre 2016 quasi una cattedra su 10 era senza insegnante titolare. In totale sono 207mila i docenti trasferiti (che diventano 257mila aggiungendo i circa 50mila docenti precari che annualmente prendono servizio in istituti scolastici diversi) e due milioni e mezzo gli studenti che hanno avuto uno o più insegnanti diversi rispetto all’anno precedente. Alla faccia della continuità didattica!

Sembra assurdo, ma a decidere le assegnazioni dei docenti alle cattedre è stato un algoritmo che il Miur ha pagato profumatamente. Su questo sistema il M5S sin da subito aveva espresso forti dubbi e ancora oggi rimangono troppe ombre, a fronte di troppi errori e troppi soldi spesi.
I tanti disagi della scuola diventano veri e propri drammi quando parliamo degli insegnanti di sostegno. Qui il precariato è una piaga che viene pagata cara soprattutto dagli studenti disabili, che avrebbero bisogno di più cura e attenzione.

Negli ultimi tre mesi 60 mila docenti di sostegno hanno cambiato posto, con la conseguenza che il 43% dei ragazzi disabili ha cambiato insegnante di sostegno, perdendo così il proprio punto di riferimento. Il M5S, da quando è entrato in Parlamento, non ha mai smesso di chiedere al governo un impegno serio proprio per risolvere questo problema: lo abbiamo fatto con una risoluzione per garantire la ‘continuità didattica’, approvata ma poi ignorata dal governo Renzi; e con numerosi atti con i quali abbiamo chiesto l’assunzione degli insegnanti specializzati sul sostegno sui posti vacanti.

Una scuola migliore è possibile, il M5S è pronta a realizzarla.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Il grande bluff della ‘Buona Scuola’

Paolo ha vinto la sua battaglia. Comune a guida PD condannato

porcia_s.jpg

di MoVimento 5 Stelle Porcia

Il 26 gennaio 2017 verso le 14:00 il Tribunale di Pordenone nella figura del Giudice Riccio Cobucci ha condannato il Comune di Porcia a guida PD nella causa che lo vedeva coinvolto contro un ex dipendente comunale.

Nello specifico il lavoratore con oltre 12 anni di servizio impeccabile all’interno dell’ufficio tecnico era stato “per ragioni organizzative” spogliato delle sue mansioni e spostato in un’altra area.

In realtà Paolo, attivista storico del MoVimento 5 Stelle invece di una promozione come si aspettava ha iniziato a subire scelte discriminatorie non essendo allineato politicamente con la nuova amministrazione

Il giudice:

1- ha dichiarato illegittimo il trasferimento operato nei confronti del ricorrente;

2- per effetto del riconosciuto demansionamento ha condannato il comune al risarcimento dei danni quantificandoli nella misura di 1/3 dello stipendio mensile, da moltiplicarsi per le mensilità di arco temporale in cui questo è avvenuto ( febbraio -luglio 2015);

3- Ha condannato il comune alla riduzione delle spese di lite che liquida in € 7.125,00 oltre accessori di legge

Paolo stava combattendo la sua battaglia per la vita contro una malattia che se lo è portato via il 19 novembre scorso. Gli ultimi suoi 2 anni sono stati devastanti: ciò che ha sopportato a livello lavorativo lo ha ulteriormente indebolito e reso estremamente fragile di fronte alla malattia, lo stress causatogli ha sicuramente inciso su una situazione già compromessa.

Paolo era un attivista di quelli che lanciano il cuore oltre l’ostacolo, senza timori e senza compromessi. La sua battaglia per la trasparenza mutuata dai principi del Movimento è stata senza sconti, consapevole che avrebbe rischiato in prima persona. Ci chiediamo dal punto di vista umano che razza di persone ci siano ad amministrare questa città. Ora qualcuno dovrà risponderne e assumersene tutta la responsabilità di ciò che è stato fatto.

Sindaco Gaiarin a nome del Movimento 5 Stelle di Porcia che rappresenta la seconda forza politica del territorio si assuma la responsabilità di ciò che è successo, faccia un passo indietro, chieda scusa e si dimetta.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Paolo ha vinto la sua battaglia. Comune a guida PD condannato