EMERGENZA URGENZA: DA DOMANI 118 DEPOTENZIATO NELL’AREA GORIZIANA-ISONTINA

Domani sarà attuato definitivamente il Piano dell’emergenza urgenza (Peu) nell’area Goriziana-Isontina. Evento annunciato trionfalmente nei giorni scorsi dall’assessore alla Salute Telesca che non ha perso l’occasione per annunciare che “vi sarà a disposizione un’ambulanza in più, collocata a Gradisca d’Isonzo”. Secondo l’assessore della giunta Serracchiani questo dimostrerebbe come “il servizio delle ambulanze dell’Isontino è stato […]

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NUMERO UNICO EMERGENZE: NECESSARIA UNA REVISIONE DEI PROTOCOLLI DI INTERVENTO

Sbaglia la giunta Serracchiani a sottovalutare i problemi legati allo smistamento delle informazioni tra i diversi operatori coinvolti nel Numero unico per le emergenze. In alcuni casi recenti i vigili del fuoco non sono stati proprio informati e quindi non sono stati messi nelle condizioni di intervenire. Episodi, facilmente verificabili, che dimostrano quanto il sistema […]

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Agricoltura, da Governo sistema farsa su controlli biologico (30-06-2017)

Roma, 30 giugno – "Il sistema di controlli per la lotta alla contraffazione dei prodotti biologici, previsto nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, è a sua volta, e paradossalmente, una farsa". Lo dichiarano i deputati del MoVimento 5… Continua a leggere Agricoltura, da Governo sistema farsa su controlli biologico (30-06-2017)

#ProgrammaFisco – Agenzia in rete

di Raffaello Lupi, Professore ordinario di diritto tributario Università Tor Vergata

La determinazione delle imposte è dovuta, in gran parte, agli uffici contabili delle organizzazioni, quindi che ci sia una certa burocrazia è abbastanza normale, quando però ci sono uffici pubblici, grandi aziende, centri contabili che quindi incassano consumi e pagano redditi, fanno la ritenuta e le imposte, l’IVA e l’IRPEF, arrivano da lì. Noi abbiamo allargato questo modello, anche dove le organizzazioni contabili, gli uffici di ragioneria, non ci sono, oppure dove sono molto piccoli e quindi abbiamo creato, come dice il quesito, una burocrazia enorme, anche dove la burocrazia non nasce dalle esigenze genuine dell’organizzazione.

Finché hai una grande industria, una grande banca, c’è l’ufficio di contabilità e lui fa da esattore delle imposte, tassa i consumi e i redditi che paga, i consumi che entrano e i redditi che escono. Però dove c’è magari un artigiano o un piccolo commerciante, grossomodo gli abbiamo fatto fare le stesse cose e gli abbiamo imposto il commercialista. Il direttore amministrativo esterno che non gli serve. Ci vuole una piattaforma tecnologica in cui, invece di dare una volta l’anno la dichiarazione tributaria, il modello unico, gli dai tutto mano a mano che lo emetti, questo va benissimo se semplifichiamo l’incubo della fattura elettronica, che oggi è un incubo.

Le immunità, bisogna vedere perché oggi tutti, pure quelli che fanno un po’ di cresta sugli incassi, incassano 100 e registrano 60, comunque mandano tutto, e farebbero così anche nel sistema nuovo, quindi uno non si può mettere al riparo dall’accertamento presuntivo, che sembra una specie di vessazione. L’accertamento è sempre stato presuntivo. Cioè, se uno fa il pasticcere, compra farina e vende bignè corrispondenti alla metà della farina che ha comprato, si può ragionevolmente presumere che, con il resto della farina ha fatto bignè venduti senza registrare, quindi sulle immunità starei attento.

Cioè, deve essere comunque un quadro credibile della situazione della pasticceria, quello che viene dai dati comunicati all’Agenzia delle Entrate che, a questo punto, potrebbe benissimo cominciare a dire: “guarda che tu mi hai dichiarato queste cifre, stanno nel tuo cassetto fiscale, dimmi le altre cose che non mi hai comunicato, che ti succedono una volta l’anno, magari l’iscrizione alla Camera di Commercio, il pagamento dell’affitto alla padrona delle mura del negozio, e io ti preparo non il precompilato dei lavoratori dipendenti, ti faccio trovare online quella che potrebbe essere la tua dichiarazione” cioè c’è ancora molto da fare.

Lo scudo fiscale, di cui alla lettera “B” invece, sì lo scudo fiscale te lo do, cioè non mi posso reinterpretare a caso i dati forniti però devono essere dati congrui. La quarta, la lettera “D” ha una sua logica però, diciamo, è abbastanza di nicchia perché riguarda soltanto le prenotazioni online, gli alberghi online, è senz’altro giusta ma non è di portata generale come le altre. Ecco, ci sono due risposte, la lettera “A” e la lettera “C”, che riguardano il dialogo telematico fra contribuenti e Agenzia che però, non dev’essere inteso in senso ragionieristico-contabile. I dati telematici servono per una valutazione di ragionevolezza del ristorante, del bar, del rivenditore di calzature.

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FERRIERA: LA REGIONE E’ LATITANTE NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI

Nell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) della Ferriera c’è scritto a chiare lettere che per gli anni successivi al 2016 “i valori obiettivo … sono verificati e aggiornati”. Oggi in Aula l’assessore Vito ha trasformato il verbo “essere” con il più ipotetico “possono essere”, cercando come sempre di confondere le acque. Caro assessore, in base all’allegato B del […]

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Darsena, l’ennesima occasione persa di Sala e dei suoi

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di MoVimento 5 Stelle Milano

Un quartiere di storia, tradizione e cultura milanesi che, grazie alle decisioni della giunta Sala, rischia di diventare una semplice fonte di profitti e palcoscenico di movida selvaggia.

Ci riferiamo al regolamento della Darsena approvato il 17 maggio in consiglio comunale – con il voto contrario del MoVimento 5 Stelle. Un’accozzaglia di norme e regolette che non tutela né i valori architettonici e storici del quartiere né la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini che in Darsena (e nelle zone limitrofe) ci abitano e di tutti coloro che vi trascorrono del tempo.

Fatta eccezione per l’importante sezione dedicata alla pesca sportiva in Darsena, senza la quale le nostre vite molto probabilmente non sarebbero state più le stesse, le priorità della giunta sono state la regolamentazione dei canoni di affitto giornaliero e le norme per le concessioni temporanee dello spazio per l’ormeggio. Peccato che, di contro, niente si sia fatto per rimuovere le imbarcazioni prive di licenza, come richiesto da ben due sentenze e sulle quali il comune non ha fatto nulla per ottenerne il rispetto. Per non parlare poi di nuove imbarcazioni che su segnalazione sempre dei Comitati, sono comparse magicamente in Darsena senza rispettare alcuna distanza massima prevista dal regolamento tra un argine e l’altro.

E sì, che i cittadini di richieste all’amministrazione ne hanno fatto e neanche poche (e di poco conto!): dal limitare la durata delle concessioni ad un anno all’affidare ai Municipi il monitoraggio sull’attuazione del Regolamento e sulle concessioni, fino al porre un limite mensile per gli eventi organizzati in Darsena.

E il comune cos’ha fatto? Ha organizzato un tavolo di confronto o una commissione congiunta dedicata al tema? Un dibattito costruttivo per poter arrivare ad una proposta condivisa? Risposta negativa, niente di tutto ciò! La partecipazione tanto conclamata dalla giunta Sala è rimasta, ancora una volta, una parola nel vuoto.

Con il risultato che la Darsena continuerà a essere un’area dove il disordine imperante, la congestione del traffico, il degrado e la scarsissima sicurezza la fanno da padrone.

L’ennesima occasione persa da questa maggioranza che, dopo aver impostato la campagna elettorale sui temi del decentramento e della partecipazione attiva, decide – ancora una volta – senza interpellare né i cittadini né i consiglieri di municipio.

Chissà, se la Darsena potrà mai tornare a essere un quartiere simbolo della città di Milano, dove i residenti siano felici di abitare. Confidiamo nel futuro ma, ahimè poco, in questa maggioranza…

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Lotta ai bagarini on line

di Sergio Battelli, M5s Camera

Dieci indagati per una truffa che ammonta a un milione di euro. È il nuovo triste bilancio dell’inchiesta sul bagarinaggio on line partita a Milano che sta passando al setaccio la vendita dei biglietti dei tour di big della musica, dagli U2 ai Coldplay fino a Bruce Springsteen, e che coinvolge le grandi società di organizzazione di eventi. Una notizia che arriva come una tremenda freddura prima dell’estate, quando imperversa la stagione di festival e concerti.

Una speculazione ai danni dei fans ma anche delle casse dello Stato, e quindi di tutti i cittadini, visto che, insieme a prezzi gonfiati, sarebbe in corso una vera e propria evasione fiscale.

Secondo i magistrati infatti i ticket ‘incriminati’
dei concerti italiani sarebbero stati passati a società straniere per aumentarne il prezzo fino al 90% del valore originario. Insomma, un doppio danno che dimostra l’inefficacia dell’intervento del Pd nell’ultima Legge di Stabilità, che si è limitato a inasprire le multe, fino a 160mila euro, per il fenomeno del cosiddetto ‘secondary ticketing’ (o bagarinaggio on line); multe che, a quanto pare, non sono servite a scoraggiare i ‘trafficanti di biglietti’.

Purtroppo ci troviamo di nuovo a fare la parte della Cassandra inascoltata. Ebbene sì: non solo avevamo detto che la sola azione punitiva voluta dal Pd non sarebbe stata sufficiente ma, in tempi non sospetti, avevamo offerto, con una nostra proposta di legge http://www.ilblogdellestelle.it/stop_al_bagarinaggio_on_line_arriva_la_legge_m5s.html, anche la soluzione per prevenire e stroncare all’origine il bagarinaggio on line.

Ne ricordiamo i punti principali: tutte le società che svolgono sul mercato italiano operazioni di compravendita online di titoli d’ingresso per concerti o qualsiasi evento artistico o musicale dal vivo sono obbligate a dotarsi di strumenti efficaci volti a bloccare i software usati per l’acquisto massivo di ticket. E ancora: obbligo di biglietti nominativi per spettacoli dal vivo con più di mille spettatori, il cui acquisto sarà possibile solo attraverso la registrazione con un documento di identità valido fino a un numero massimo di cinque ticket indicando i rispettivi nominativi dei destinatari. Il biglietto acquistato potrà essere venduto unicamente tramite siti principali o secondari o box office autorizzati che provvederanno a cambiare l’intestazione nominale del nuovo acquirente, il quale, per accedere allo spettacolo, dovrà poi essere riconosciuto.

Chi non rispetta queste regole, acquistando illegalmente per sé o per altri ticket senza indicare il nominativo del titolare, sarà punito con multe da 100 a 2000 euro. Prevista invece la reclusione da sei mesi a tre anni e multe da 51 a 1.032 euro per chi ‘riproduce illegalmente o falsifica i titoli di ingresso ufficiali al fine di favorirne la commercializzazione sul mercato secondario’, come previsto dal nostro Codice penale.

Caro ministro Franceschini, è semplice, no? Cosa manca ancora? Ah già… la solita ‘volontà politica’!

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TERRITORIO: IN FVG IL CONSUMO DEL SUOLO E’ FISSO DA ANNI AL 9% DELLA SUPERFICIE COMPLESSIVA

Sul consumo di suolo nella nostra regione l’assessore Santoro non dice tutto. La legge voluta dalla giunta Serracchiani, infatti, non può aver prodotto un risultato positivo come attesto dallo stesso Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Analizzando questo provvedimento legislativo, Ispra conferma che si tratti di una norma – in teoria […]

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DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISORSE AGRICOLE, FORESTALI E ITTICHE E DI ATTIVITÀ VENATORIA – RELAZIONE DEL M5S

Presidente, Consigliere, Consiglieri, Prima di entrare nel merito del provvedimento, lasciatemi dire che il titolo di questa legge non ne rappresenta il contenuto. Sarò molto chiara: questa legge dovrebbe essere rubricata “Minime disposizioni in materia di risorse agricole, forestali e ittiche, e massiccia riforma dell’attività venatoria”. Sui temi delle risorse agricole, forestali e ittiche infatti, […]

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