Disinnescare la trappola dell’immigrazione, subito!

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di Beppe Grillo

Il nostro vicepresidente della camera, Luigi Di Maio, ha incontrato i responsabili di Frontex (l’agenzia che si occupa delle frontiere della UE). Gli hanno spiegato di come il nostro governo ha venduto un Paese quasi allo stremo per fare da unico porto (ed unica speranza possibile) per altra gente allo stremo con l’accordo Triton. Il nostro governo si è impegnato a ricevere tutte le navi cariche di disperati in cambio di… non riesco a scriverlo!

Così è stata ulteriormente fomentata la speranza di entrare nella UE attraverso l’Italia, dove invece resteranno intrappolati ad ammassarsi con noi. Neppure la più perversa delle immaginazioni poteva prefigurarsi una cosa del genere! Infatti non ci aveva pensato nessuno, come poteva questo caos arido essere frutto di un calcolo? Gentiloni e Renzi da settimane insistono, insomma inscenano delle mosse decise, con i paesi a cui ci hanno venduto perché facciano almeno finta di restituirci un minimo di dignità. Perché lo fanno se conoscono benissimo le ragioni di ciò che sta accadendo dal momento che ne sono la causa?

Avrei davvero preferito che le esternazioni della Bonino fossero delle Fake news. Insomma il bottegaio amorale ha comprato la soglia della povertà di molti italiani con 80 euro per rivendersela subito dopo: trasformare il nostro Paese e la nostra sovranità in una trappola per disperati. Tutti noi ne eravamo inconsapevoli, così come chi da noi arriva disperato. Capiamo bene adesso quelle quattro parole concesse dai giornalisti alla gente ammassata: “di dove sei? Come sei arrivato? Dove vuoi andare… vuoi restare qui da noi?” “No grazie per avermi salvato, ma io voglio andare in Germania, in Francia o in Belgio, li c’è qualcuno che mi aspetta…” Ed invece sarai tu ad aspettare qui, in mano a criminali e caporali, non si sa che cosa.

Quello che è venuto fuori con l’incontro tra il direttore di Frontex e Luigi Di Maio rappresenta un crimine contro l’umanità perché, di fatto, hanno costruito con la complicità del nostro “governo” una trappola demografica. Mentre lasciavano illudere dei poveracci e dei profughi di poter entrare in Europa attraverso l’Italia già sapevano che non avrebbero mai potuto superare i nostri confini: e questi poveretti infatti non lo sanno proprio! Ecco perchè tutti gli sbarcati dicono “voglio proseguire per la Germania e la Francia” illusi e ancora più ingannati di noi.

Hanno gettato nella confusione gli italiani (che non sapevano dell’accordo con Frontex). Così i nostri cittadini, non avendo la minima idea del perché tutte le navi sbarcano i profughi soltanto in Italia, cominciano a pensare male, molto male. E questo è pericolo, molto pericoloso, perchè una guerra fra poveri prende sempre il colore nero. Si tratta di un fenomeno più cinico rispetto agli scorsi crimini contro l’umanità, perché non li vede come atto finale ed estremo di un’involuzione della democrazia ma addirittura come scintilla per scatenare l’involuzione. Questo schifo può essere avvenuto soltanto con la complicità degli altri leader europei. Tu mi dai la possibilità di vincere le europee (gli 80 euro) e io mi faccio sommergere così sperimentiamo sull’Italia gli effetti dell’impoverimento di massa sul mercato del lavoro. Siamo diventati un laboratorio della miseria, forse il primo nel mondo occidentale.

In qualità di garante della prima forza politica in Italia ho l’obbligo di chiedermi cosa fare per salvare la nostra democrazia così in pericolo. Sono anni che i governi che si succedono sono illegittimi, le loro trovate sono sempre più pericolose; c’è il rischio che il malcontento tracimi in forme fortemente reazionarie. E’ necessario che le proposte presentate dal MoVimento 5 Stelle in tutte le sedi istituzionali ed europee vengano discusse SUBITO. La proposta di legge Bonafede sulle ONG deve essere discussa immediatamente. I nostri porti devono chiudersi alle imbarcazioni non in regola. Il Regolamento di Dublino deve essere rivisto subito. L’Europa deve attivarsi, a partire dagli Stati più vicini Francia, Germania e Spagna, e darci una mano. Non si può più aspettare. Ieri sono arrivate in un giorno oltre 4.000 persone. Luglio, agosto e settembre saranno mesi infernali. O abbiamo risposte immediate o l’Italia deve subito interrompere qualsiasi forma di contributo economico all’Unione Europea e annunciare il veto definitivo al Fiscal Compact. Non staremo a guardare.

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E ora Renzi si finge paladino anti-austerità

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di MoVimento 5 Stelle

Dopo aver preso in giro i cittadini italiani per 3 lunghi anni fingendo di combattere l’austerità europea mentre rispettava per filo e per segno il dettato di Bruxelles, Matteo Renzi torna a recitare la stessa identica parte. C’è però una grande differenza rispetto al passato: la Commissione Europea ha cambiato cavallo politico e in Renzi non ripone più alcuna fiducia. Ecco allora che alla sua proposta di facciata di abbandonare il Fiscal Compact e alzare il deficit al 2,9% del Pil per 5 anni, hanno risposto con un secco no sia il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici che il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Siamo venuti a sapere proprio in questi giorni ciò che sospettavamo da sempre. I pochi decimali di flessibilità sul deficit che Renzi si vanta di aver ottenuto quando era al Governo sono stati concessi al prezzo di un folle accordo sull’immigrazione. Al Governo italiano qualche misero spazio fiscale per finanziare bonus elettorali e all’Europa la garanzia che il flusso crescente di immigrati provocato dalle guerre occidentali sarebbe stato assorbito interamente dal nostro Paese.

Renzi è con le spalle al muro e non riesce a far altro che tirar fuori dal cilindro il solito coniglietto spennato. Gli italiani non ci sono cascati prima, come hanno dimostrato in occasione del referendum costituzionale, e non ci cascheranno adesso.
Il M5S, da parte sua, lo ha sempre detto: né con Renzi, il falso paladino anti-austerità, né con i burocrati di Bruxelles. Il Fiscal Compact va cestinato il più presto possibile e l’Italia deve usare il suo rilevante peso strategico per invertire sia le politiche economiche europee che quelle immigratorie.

D’altra parte, l’unica forza politica che non si è resa complice delle trappole economiche (Fiscal Compact) o sull’immigrazione (Trattato di Dublino II) è la nostra, mentre Pd, FI e la stessa Lega sono privi di qualunque residua credibilità perché il sistema che contestano a corrente alternata lo hanno costruito loro, con le loro facce e i loro voti in Parlamento.

Basta teatrini. Alle prossime elezioni politiche la scelta sarà tra chi finge di svegliarsi ora dopo aver distrutto il Paese, da una parte, e il M5S dall’altra.

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L’Italia sull’orlo del fallimento #IlDebitoDiRenzi

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di MoVimento 5 Stelle

Il debito pubblico raggiunge un nuovo record storico per colpa delle politiche disastrose di Matteo Renzi. A marzo lo stock di debito è salito a 2260 miliardi e pochi giorni fa la Commissione europea ha previsto che il rapporto debito/Pil sarà in crescita anche nel 2017 (al 133,1%). Di fronte a questo Renzi, tutti i partiti e l’informazione fanno finta di nulla, con il il Paese a un passo dal default. A breve si raggiungerà un punto di non ritorno.

Non serve un economista per capire il perché di questo fallimento.

Il rapporto debito/Pil sale se anno dopo anno il debito cresce più velocemente del Pil. Renzi ha strozzato il Pil e mantenuto alto il deficit con misure clientelari invece che con investimenti produttivi. Il mix perfetto per condurre l’Italia verso il default.

Facciamo un appello al Capo dello Stato affinché non lasci che questa situazione ormai disperata porti l’Italia nel baratro finanziario e politico.

In 3 anni il Governo Renzi ha piazzato l’Italia all’ultimo posto in Europa per crescita, ha eliminato il posto di lavoro stabile con il Jobs Act e ha scialacquato decine di miliardi per bonus elettorali.

JOBS ACT
Se togli ai giovani qualsiasi prospettiva di un futuro stabile i consumi non ripartono e il nostro tessuto di piccole e medie imprese soffoca per mancanza di profitti. Un giovane precario non si sposa o si sposa molto tardi, non fa figli (e per forza dopo c’è bisogno di migranti per far crescere l’economia) e soprattutto tende a risparmiare il più possibile il misero reddito che guadagna.
Non contento di ciò, Renzi ha drogato il Jobs Act con quasi 18 miliardi di incentivi statali per poi toglierli all’improvviso dall’1 gennaio 2016. La bolla dei contratti a tutele crescenti si è così sgonfiata in pochi mesi e dall’anno scorso sono cresciuti solo voucher e contratti a termine

BONUS A PIOGGIA, NIENTE INVESTIMENTI
Il “Rottamatore” ha rottamato solo le sue promesse di cambiamento. Come un navigato politico della prima repubblica ha speso decine di miliardi per bonus elettorali, sacrificando l’unica spesa necessaria in tempi di crisi: gli investimenti produttivi. Basta un elenco veloce per capirci: 10 miliardi all’anno per il bonus 80 euro (che ha poi ripreso a quasi 1 milione di italiani), quasi 18 miliardi per il Jobs Act e varie altre mancette miliardarie. In tutto più di 40 miliardi che potevano essere utilizzati per creare occupazione diretta intervenendo nella manutenzione diffusa del territorio, negli investimenti locali (la rete ferroviaria per i pendolari, ad esempio) e nei settori strategici (energie rinnovabili, connettività, ricerca e sviluppo)

I TAGLI AI SERVIZI PUBBLICI E AGLI ENTI LOCALI
Mentre sperperava la flessibilità concessa dall’Unione Europea per tentare di vincere il referendum costituzionale Renzi si dimostrava un fedele esecutore del Fiscal Compact, tagliando risorse reali alla sanità pubblica e agli enti locali (quindi a scuola, strade, trasporto pubblico e raccolta differenziata)

Questa tenaglia terrificante di sprechi e austerità ha distrutto ogni speranza di una solida ripresa economica. Il Pil italiano è cresciuto di qualche misero zerovirgola, trascinato a stento dal calo del prezzo del petrolio e dalle manovre monetarie di Draghi. Intanto il resto della zona Ue cresceva a ritmi doppi o tripli. Oggi Gentiloni e Padoan devono fare il lavoro sporco per riparare il disastro Renzi: l’Iva salirà di nuovo a partire dal 2018, raggiungendo l’aliquota folle del 25 %.
Più Iva significa ancor meno consumi primari, ancor meno profitti per le nostre imprese e ancor meno investimenti privati. Il rapporto debito/Pil è quindi destinato ad aumentare fino al default, che potrebbe arrivare anche prima a causa di una crisi bancaria che lo stesso Renzi, insieme a Padoan e alla famiglia Boschi, ha contribuito ad alimentare.

La cura Renzi ha mandato in coma il paziente Italia. O si cambia ora o mai più.

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