#100AnniDiVeleni: il docufilm sulla discarica di rifiuti tossici di Bussi

di MoVimento 5 Stelle Abruzzo

“Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare”. (Andy Warhol)

Dieci anni fa è venuta alla luce nella nostra terra una enorme discarica di rifiuti tossici e da allora po… Continua a leggere #100AnniDiVeleni: il docufilm sulla discarica di rifiuti tossici di Bussi

"Gli orsi confidenti sono maltrattati in Abruzzo" (26-09-2017)

Orsi confidenti o problematici colpiti, con proiettili di gomma, sassi e, addirittura, mattoni, da chi li dovrebbe proteggere, mentre i cittadini abruzzesi protestano. «Gli orsi marsicani sono maltrattati in Abruzzo, come molti cittadini denunciano e come articoli di stampa… Continua a leggere "Gli orsi confidenti sono maltrattati in Abruzzo" (26-09-2017)

L’Abruzzo brucia. D’Alfonso si dimetta

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di Sara Marcozzi, portavoce M5S Regione Abruzzo

L’Abruzzo brucia. Ancora. Il Morrone brucia da NOVE giorni! E sono circa un’altra decina gli incendi dislocati su tutto il territorio regionale. E’ ormai certa la mano dolosa che sta appiccando i fuochi: proprio nel sulmonese sono stati ritrovati gli inneschi dai Vigili del Fuoco durante gli interventi di spegnimento. Ettari ed ettari di Parchi sono andati in fumo, una vera mattanza della fauna che abitava quei boschi. Un danno incalcolabile per la nostra regione.

Ho preferito rimanere in silenzio perché credo che durante l’emergenza sia meglio impiegare le forze per risolvere i problemi, ma a distanza di nove giorni dal primo incendio sul Morrone non è più possibile restare zitti.

L’Abruzzo è una delle tante regioni che sta subendo l’emergenza incendi, a Luglio andò in fumo il Parco Nazionale del Vesuvio in Campania e in queste ore sono centinaia i fronti aperti su tutto il territorio nazionale. Siamo di fronte all’ennesima emergenza. Il Paese è ormai incapace di fare prevenzione e, cosa ancor di sconcertante, è anche impreparato a gestire l’emergenza”.

IL LIVELLO NAZIONALE

– LO SCIOGLIMENTO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO, ha prodotto solo una grande confusione su competenze, mezzi e risorse a tutto vantaggio dei malintenzionati, indebolendo peraltro il servizio anti-roghi. Infatti degli oltre 7.000 forestali, 6.754 sono passati ai Carabinieri, 390 ai Vigili del Fuoco e poche decine alla Polizia di Stato e alla Guardia di Finanza. Una riforma pasticciata che ha delegato ai Vigili del Fuoco l’esclusiva competenza sullo spegnimento degli incendi, un tempo assicurata anche dal Corpo Forestale. È di tutta evidenza che i 390 trasferimenti ai Vigili del Fuoco sono totalmente insufficienti per lo svolgimento di queste importanti attività e lo dimostrano le difficoltà che il nostro Paese e la nostra regione hanno avuto nella gestione degli incendi. Stesse dinamiche si evidenziano nella gestione dei mezzi, dei 32 elicotteri nelle disponibilità della Forestale, 16 sono stati assegnati ai Vigili del Fuoco e 16 all’Arma dei Carabinieri. Un pasticcio in salsa renziana che ha dimezzato la capacità di intervento, considerato che la riforma ha escluso i Carabinieri dalle competenze relative in materia di anti-incendio.

– LO SMANTELLAMENTO (DI FATTO!) DELLA PROTEZIONE CIVILE che dal 2012 in poi, complice anche la gestione Bertolaso, ha via via perso poteri, risorse e mezzi. Una rete un tempo efficiente e invidiata da tutto il mondo è stata svuotata dal proprio interno e oggi riesce a mantenere un livello insufficiente di intervento, per lo più garantito dall’impegno di migliaia di volontari a cui va il nostro ringraziamento. Basti pensare che l’attuale flotta nazionale adibita all’antincendio boschivo gestista dal Coau – Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile è composta da 16 Canadair, 4 Elicotteri Erickson S64F (i mezzi più efficenti per questo tipo di interventi: capacità di carico da 9-10.000 litri, 45 secondi per il rifornimento e possibilità di gestione del getto d’acqua) e altri 8 elicotteri provenienti dal Corpo dei Vigili del fuoco. Un flotta di 28 mezzi per tutto il territorio nazionale che, in questi due mesi estivi, si è dimostrata totalmente inadeguata alla gestione delle emergenze.

Un governo nazionale che ha preferito investire in F-35 piuttosto che fornire al Paese una flotta di mezzi idonea per intervenire sui numerosi fronti di fuoco che si registrano ogni estate.

IL LIVELLO REGIONALE

– UNA FLOTTA REGIONALE INESISTENTE. A differenza di altre regioni che hanno investito cospicue risorse per i programmi antincendio, Regione Abruzzo è riuscita a stipulare una sola convenzione, peraltro con notevole ritardo, per la disponibilità di un solo elicottero. Altrove, i governi regionali, si sono mossi in anticipo con convenzioni che hanno innalzato il livello di intervento: Piemonte 5 mezzi, Lombardia 4 mezzi, Toscana 10 mezzi, Sardegna 12 mezzi e Calabria 4 mezzi. Un allarme lanciato in tempi non sospetti dalle associazioni ambientaliste e confermato anche dalle dichiarazioni del Capo della Protezioni Civile rimasto inascoltato.

– LA CATTIVA GESTIONE DEL PATRIMONIO BOSCHIVO. Il continuo abbandono delle aree interne ha generato una riduzione delle aree un tempo adibite a coltivazioni e pascoli con conseguente aumento della superficie delle aree boschive. La mancanza di manutenzione e di cure di queste aree aumenta esponenzialmente il rischio di incendi. Una su tutte: la mancata realizzazione di “Viali taglia fuoco” che in caso di incendio riuscirebbero a circoscrivere il fronte del fuoco in micro-aree, agevolando gli interventi da terra e riducendo la superficie delle aree su cui intervenire. Interventi di questo tipo avrebbero evitato che andassero in fumo interi versanti di montagna.

– LA PREVENZIONE E GLI STRUMENTI DI DETERRENZA. Stante la natura dolosa degli incendi, delle Istituzioni serie avrebbero tutti gli strumenti per arginare in maniera efficace l’azione dei piromani. Dall’impiego delle foto-trappole nei boschi, all’utilizzo di droni per la video-sorveglianza, passando per l’impiego di risorse umane specializzate nel controllo e nella sorveglianza di aree a rischio.

Quelle appena elencate sono solo alcune delle criticità e delle proposte che chi è al governo del Paese e della regione avrebbe potuto e dovuto mettere in campo. Un mix di incompetenza e scarsa attenzione alla prevenzione alla minima emergenza mettono in serio pericolo la nostra comunità. In inverno, piogge e neve inginocchiano la regione: black-out energetici, paesi isolati, strade impraticabili, ponti crollati e macchine sgombra neve numericamente insufficienti. In estate siccità e incendi alla mano dolosa dell’uomo e agli eventi atmosferici straordinari si deve rispondere con la programmazione, la prevenzione e la visione. Il PD governa il Paese da quasi 5 anni e il Presidente D’Alfonso guida la Regione da oltre 3 anni, eventi come questi vanno gestiti e programmati nel quotidiano e non derubricati a emergenze. Sono stanca di assistere al continuo scarica-barile della politica. Chi è al governo dei diversi livelli istituzionali faccia il proprio dovere, e se possibile, lo faccia prima del verificarsi di determinati eventi. Le criticità e le relative soluzioni sono ampiamente conosciute, il PD in questi anni ha sonoramente fallito.

Il Presidente D’Alfonso prenda atto dei pessimi risultati e rassegni le sue dimissioni.

[Fonte flotte aree: Helipress al 12 luglio 2017]

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L’Abruzzo brucia. D’Alfonso si dimetta

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di Sara Marcozzi, portavoce M5S Regione Abruzzo

L’Abruzzo brucia. Ancora. Il Morrone brucia da NOVE giorni! E sono circa un’altra decina gli incendi dislocati su tutto il territorio regionale. E’ ormai certa la mano dolosa che sta appiccando i fuochi: proprio nel sulmonese sono stati ritrovati gli inneschi dai Vigili del Fuoco durante gli interventi di spegnimento. Ettari ed ettari di Parchi sono andati in fumo, una vera mattanza della fauna che abitava quei boschi. Un danno incalcolabile per la nostra regione.

Ho preferito rimanere in silenzio perché credo che durante l’emergenza sia meglio impiegare le forze per risolvere i problemi, ma a distanza di nove giorni dal primo incendio sul Morrone non è più possibile restare zitti.

L’Abruzzo è una delle tante regioni che sta subendo l’emergenza incendi, a Luglio andò in fumo il Parco Nazionale del Vesuvio in Campania e in queste ore sono centinaia i fronti aperti su tutto il territorio nazionale. Siamo di fronte all’ennesima emergenza. Il Paese è ormai incapace di fare prevenzione e, cosa ancor di sconcertante, è anche impreparato a gestire l’emergenza”.

IL LIVELLO NAZIONALE

– LO SCIOGLIMENTO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO, ha prodotto solo una grande confusione su competenze, mezzi e risorse a tutto vantaggio dei malintenzionati, indebolendo peraltro il servizio anti-roghi. Infatti degli oltre 7.000 forestali, 6.754 sono passati ai Carabinieri, 390 ai Vigili del Fuoco e poche decine alla Polizia di Stato e alla Guardia di Finanza. Una riforma pasticciata che ha delegato ai Vigili del Fuoco l’esclusiva competenza sullo spegnimento degli incendi, un tempo assicurata anche dal Corpo Forestale. È di tutta evidenza che i 390 trasferimenti ai Vigili del Fuoco sono totalmente insufficienti per lo svolgimento di queste importanti attività e lo dimostrano le difficoltà che il nostro Paese e la nostra regione hanno avuto nella gestione degli incendi. Stesse dinamiche si evidenziano nella gestione dei mezzi, dei 32 elicotteri nelle disponibilità della Forestale, 16 sono stati assegnati ai Vigili del Fuoco e 16 all’Arma dei Carabinieri. Un pasticcio in salsa renziana che ha dimezzato la capacità di intervento, considerato che la riforma ha escluso i Carabinieri dalle competenze relative in materia di anti-incendio.

– LO SMANTELLAMENTO (DI FATTO!) DELLA PROTEZIONE CIVILE che dal 2012 in poi, complice anche la gestione Bertolaso, ha via via perso poteri, risorse e mezzi. Una rete un tempo efficiente e invidiata da tutto il mondo è stata svuotata dal proprio interno e oggi riesce a mantenere un livello insufficiente di intervento, per lo più garantito dall’impegno di migliaia di volontari a cui va il nostro ringraziamento. Basti pensare che l’attuale flotta nazionale adibita all’antincendio boschivo gestista dal Coau – Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile è composta da 16 Canadair, 4 Elicotteri Erickson S64F (i mezzi più efficenti per questo tipo di interventi: capacità di carico da 9-10.000 litri, 45 secondi per il rifornimento e possibilità di gestione del getto d’acqua) e altri 8 elicotteri provenienti dal Corpo dei Vigili del fuoco. Un flotta di 28 mezzi per tutto il territorio nazionale che, in questi due mesi estivi, si è dimostrata totalmente inadeguata alla gestione delle emergenze.

Un governo nazionale che ha preferito investire in F-35 piuttosto che fornire al Paese una flotta di mezzi idonea per intervenire sui numerosi fronti di fuoco che si registrano ogni estate.

IL LIVELLO REGIONALE

– UNA FLOTTA REGIONALE INESISTENTE. A differenza di altre regioni che hanno investito cospicue risorse per i programmi antincendio, Regione Abruzzo è riuscita a stipulare una sola convenzione, peraltro con notevole ritardo, per la disponibilità di un solo elicottero. Altrove, i governi regionali, si sono mossi in anticipo con convenzioni che hanno innalzato il livello di intervento: Piemonte 5 mezzi, Lombardia 4 mezzi, Toscana 10 mezzi, Sardegna 12 mezzi e Calabria 4 mezzi. Un allarme lanciato in tempi non sospetti dalle associazioni ambientaliste e confermato anche dalle dichiarazioni del Capo della Protezioni Civile rimasto inascoltato.

– LA CATTIVA GESTIONE DEL PATRIMONIO BOSCHIVO. Il continuo abbandono delle aree interne ha generato una riduzione delle aree un tempo adibite a coltivazioni e pascoli con conseguente aumento della superficie delle aree boschive. La mancanza di manutenzione e di cure di queste aree aumenta esponenzialmente il rischio di incendi. Una su tutte: la mancata realizzazione di “Viali taglia fuoco” che in caso di incendio riuscirebbero a circoscrivere il fronte del fuoco in micro-aree, agevolando gli interventi da terra e riducendo la superficie delle aree su cui intervenire. Interventi di questo tipo avrebbero evitato che andassero in fumo interi versanti di montagna.

– LA PREVENZIONE E GLI STRUMENTI DI DETERRENZA. Stante la natura dolosa degli incendi, delle Istituzioni serie avrebbero tutti gli strumenti per arginare in maniera efficace l’azione dei piromani. Dall’impiego delle foto-trappole nei boschi, all’utilizzo di droni per la video-sorveglianza, passando per l’impiego di risorse umane specializzate nel controllo e nella sorveglianza di aree a rischio.

Quelle appena elencate sono solo alcune delle criticità e delle proposte che chi è al governo del Paese e della regione avrebbe potuto e dovuto mettere in campo. Un mix di incompetenza e scarsa attenzione alla prevenzione alla minima emergenza mettono in serio pericolo la nostra comunità. In inverno, piogge e neve inginocchiano la regione: black-out energetici, paesi isolati, strade impraticabili, ponti crollati e macchine sgombra neve numericamente insufficienti. In estate siccità e incendi alla mano dolosa dell’uomo e agli eventi atmosferici straordinari si deve rispondere con la programmazione, la prevenzione e la visione. Il PD governa il Paese da quasi 5 anni e il Presidente D’Alfonso guida la Regione da oltre 3 anni, eventi come questi vanno gestiti e programmati nel quotidiano e non derubricati a emergenze. Sono stanca di assistere al continuo scarica-barile della politica. Chi è al governo dei diversi livelli istituzionali faccia il proprio dovere, e se possibile, lo faccia prima del verificarsi di determinati eventi. Le criticità e le relative soluzioni sono ampiamente conosciute, il PD in questi anni ha sonoramente fallito.

Il Presidente D’Alfonso prenda atto dei pessimi risultati e rassegni le sue dimissioni.

[Fonte flotte aree: Helipress al 12 luglio 2017]

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Nuove aperture grazie al Microcredito del MoVimento in Abruzzo

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di Sara Marcozzi, M5s Abruzzo

E’ una grande emozione vedere come il taglio dei nostri stipendi si trasformi nell’apertura di una nuova attività! Gabriella a Pescara ha aperto “Il Cuoppo” grazie ad un finanziamento ottenuto dal fondo Microcredito M5S Abruzzo creato da noi consiglieri regionali abruzzesi!

È una piccola cosa, ma è il segno di come intendiamo la politica: tagli degli sprechi (come i faraonici stipendi dei consiglieri regionali) per aiutare cittadini e imprenditori.

E siamo solo all’opposizione. Pensate se fossimo al governo di questa regione! La prossima volta, metteteci alla prova!

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Microcredito 5 Stelle in Abruzzo

di Andrea Colletti

Ciao a tutti, come sapete noi del M5S, deputati ma anche consiglieri regionali, restituiamo i soldi alla collettività per fare dei progetti di microcredito per aprire delle nuove attività, o per aiutare delle attività che sono già in essere da massimo 5 anni. Spesso ci hanno detto che non servono a nulla questi soldi, che non si sa dove vanno a finire. Però possiamo darvi un esempio di dove sono andati a finire qui in Abruzzo i nostri soldi.
Un cittadini abruzzese ha aperto una sua attività innovativa che riguarda i droni, con i soldi che abbiamo restituito attraverso il circuito del microcredito, e ce ne può parlare direttamente lui, si chiama Roberto della Facs Droni: “Mi sono informato e sono riuscito a trovare, tarmite il Microcredito di Pescara, tramite loro la banca, e poi sono riuscito ad avere questo fondo grazie ai 5 stelle di cui io sono anche simpatizzante. Ma questo fondo lo possono prendere tutti, anche i non simpatizzanti! Mi sono fatto coraggio e ho detto, proviamoci. Non è stato così lungo da aspettare. Ho trovato anche dei professionisti che mi hanno aiutato nel fare il progetto. In questo negozio soprattutto vendita di droni per hobby e speriamo per lavoro. Io sono anche operatore abilitato Enac, in Abruzzo siamo dieci, possiamo fare lavori di foto, video, per i Comuni, per le pro loco, per i capannoni industriali, per le frane, dove c’è stato un terremoto, noi col drone possiamo andare. Facciamo anche manifestazioni sportive, gare, gare ciclistiche. Dobbiamo stare anche attenti, perché come operatori la prima cosa è la sicurezza. Quindi questa è un’attività che può andare anche a favore dell’ambiente, si possono scoprire ad esempio discariche abusive, abusivismo edilizio, si può mappare il territorio, si possono fare le mappature 3D.”
Quindi si integra anche con i nostri principi del M5S se sappiamo utilizzare le nuove tecnologie, come possono aiutare. Una piccola dimostrazione di come questi fondi aiutano davvero le persone che hanno un’idea, soprattutto innovativa, e come sebbene ci siano sempre delle difficoltà, ci si può fare quealcosa con questi fondi e si possano aprire delle attività.

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Il MoVimento dona una turbina spazzaneve alla Protezione Civile in Abruzzo

GRAZIE AL TAGLIO DEGLI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI, IL M5S DONA UNA TURBINA SPALANEVE ALLA PROTEZIONE CIVILE

di Sara Marcozzi

Guardiamo al futuro! L’Abruzzo deve andare avanti. Le abbondanti nevicate dello scorso gennaio hanno messo in luce tutte le fragilità di una regione che non ha mezzi e infrastrutture adeguate ad affrontare le emergenze climatiche, neanche quando queste sono ampiamente previste.

Ecco perché noi portavoce del M5S in Abruzzo abbiamo deciso di impiegare una buona parte del fondo alimentato con il taglio dei nostri stipendi, per acquistare e donare alla Protezione Civile della nostra regione una turbina spalaneve. La turbina sarà offerta dalla regione alle quattro province in comodato d’uso gratuito.

L’Abruzzo ha bisogno di amministratori che taglino gli sprechi, quelli veri, e si battano contro il consumo del suolo. Abbiamo bisogno di amministratori attenti alla manutenzione di strutture e impianti, che tendano a un modello energetico che guardi al futuro. Il nostro territorio non permette di lasciare nulla al caso: siamo ricchi di splendide montagne, ma queste sono popolate da migliaia di cittadini che abitano località difficilmente raggiungibili da mezzi ordinari in caso di emergenza.

E’ tempo di agire con ogni mezzo, per questo motivo abbiamo deciso di aiutare l’Abruzzo per il futuro, con un nostro piccolo grande contributo. Le giornate che abbiamo vissuto durante lo scorso gennaio non devono verificarsi mai più. Abbiamo scelto un aiuto concreto alla prevenzione, con l’auspicio che possa fungere da sprone per la difesa e la tutela dei cittadini in ogni circostanza, soprattutto nei momenti più difficili.
Oggi partiamo da questo. Per noi oggi è tempo di agire.

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L’austerità e la tragedia di Rigopiano

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di MoVimento 5 Stelle

Quando si parla di austerità si dimentica spesso che a sopportarne il peso sono stati in gran parte gli Enti locali, dato che i Governi degli ultimi anni, compreso quello Renzi, hanno preferito farsi belli con il bilancio dello Stato mentre tagliavano trasferimenti a Comuni, Province e Regioni. I Governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno praticato un massacro scientifico che si può riassumere in due dati: 40 miliardi di euro di tagli dei trasferimenti centrali e altri 40 miliardi di euro che gli Enti locali hanno dovuto trovare per rispettare il Patto di Stabilità Interno.

In totale 80 miliardi di euro di minori risorse.
Non ci sono precedenti nella storia repubblicana.

Lo sforzo maggiore è stato richiesto ai Comuni: 13,5 miliardi di euro totali dal 2010 al 2015, con un crollo del 28% degli investimenti tra il 2010 e il 2014. Altro che ritorno alla crescita. Con l’austerità i Comuni hanno dovuto aumentare le tasse locali e soprattutto svendere o peggiorare la qualità dei servizi.

Il vero delitto, però, è stato commesso con le Province. Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Renzi (poi confermato da Gentiloni), ha prima svuotato le Province di risorse e poi ha finto di abolirle mantenendo in realtà in capo ad esse alcuni servizi fondamentali, come la viabilità. Nel solo 2017 le Province saranno dimagrite di altri 650 milioni di euro, ma i servizi non saranno ridistribuiti ai Comuni o alle Regioni. Il Presidente dell’Unione delle Province Achille Variati ha scritto qualche mese fa a Mattarella che “senza un provvedimento straordinario nessuna Provincia sarà in grado di predisporre i bilanci 2017, con la conseguente interruzione dei servizi essenziali ai cittadini“.

Ciò che denunciava Achille Variati è già successo. La tragedia dell’hotel Rigopiano, e più in generale i ritardi e le inefficienze nelle operazioni di soccorso in Italia centrale, ne sono una chiara testimonianza. Il nostro Luigi Di Maio ha osato far notare ciò che è sotto gli occhi di tutti, sostenendo che “in Abruzzo quella provincia che si doveva occupare della viabilità e che avrebbe potuto mettere a posto la viabilità per raggiungere l’hotel Rigopiano aveva la turbina in manutenzione da diversi mesi perché non c’erano soldi, turbina che avrebbe dovuto togliere la neve dalle strade. Quando le leggi si fanno in questo Paese o si fanno seriamente oppure provocano danni e in alcuni casi pure morti”.

A parte le proteste di rito dei politicanti, c’è qualcuno che riuscirebbe a contraddirlo con dati alla mano?

Mentre il massacro degli Enti Locali proseguiva indisturbato i costi della politica rimanevano invariati. Le proposte di legge del M5S, ultima la legge Lombardi con la quale abbiamo tentato di tagliare le indennità dei parlamentari, sono state ignorate, e anche i risparmi sul fronte delle auto blu e degli altri privilegi si sono rivelati slogan elettorali a cui non è seguito alcun fatto. Un parlamentare della Repubblica continua a percepire di sola indennità quasi 12.000 euro lordi al mese, contro i poco più di 5000 euro dei parlamentari del M5S, che diventano 3000 al netto. Se ci limitiamo a Matteo Renzi, che sui tagli ai privilegi ha provato a costruire una sporchissima campagna di comunicazione, la realtà è ancora più amara. Tra aereo di Stato in leasing da quasi 170 milioni di euro, spese di Palazzo Chigi in ascesa e viaggi di Stato all’insegna degli sprechi, non c’è Presidente del Consiglio che abbia dimostrato con i fatti maggiore megalomania.

L’austerità, come sempre, ha una sola declinazione: tagli, sacrifici e persino morte per i cittadini, privilegi insopportabili per i politici.

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Cosa deve insegnarci l’emergenza terremoto

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di MoVimento 5 Stelle

Dall’Hotel Rigopiano giunge la notizia di un vero miracolo che commuove tutti e riaccende la speranza. Non potremo mai ringraziare abbastanza gli uomini e le donne che stanno facendo l’impossibile, operando senza sosta e in condizioni durissime.

Sulla grande qualità e dedizione di tutte queste persone non abbiamo mai avuto dubbi: solidarietà e sobrietà sono obbligatorie ma non è accettabile che a qualunque parola di critica, anche costruttiva, si replichi affermando che si sta facendo polemica, che si vogliono aizzare gli animi e che si vada solo alla ricerca di consensi.

Fin dal terremoto del 24 agosto scorso abbiamo detto chiaramente che saremmo stati collaborativi e propositivi ma il mutismo no, non possiamo accettarlo. Su quanto avvenuto in questi giorni nell’Italia Centrale è doveroso che vengano ricostruite e accertate le responsabilità che, a nostro parere, certamente esistono. Non è ammissibile che l’Italia sia stata messa in ginocchio da nevicate che, per quanto straordinarie, erano state ampiamente previste. Ancora adesso l’emergenza non è conclusa e le scosse avvenute nella giornata di mercoledì hanno finito con l’amplificare le dimensioni di una situazione che era già allo sbando.

Per questa ragione abbiamo chiesto al governo un’informativa urgente in Parlamento per venire a conoscenza delle conseguenze delle scosse di terremoto che sono tornate a colpire l’Italia Centrale il 18 gennaio e per capire in che modo si sia mossa la macchina dei soccorsi anche a seguito dell’ondata di maltempo. I drammatici eventi di questi giorni devono ricevere risposte puntuali.

L’informativa sarà anche l’occasione per confrontarci in Parlamento sul prolungamento dello stato di emergenza in quei territori e sull’ampliamento del Cratere.

Le criticità emerse rispetto a quanto avviene nella zona colpita dal sisma e dal maltempo sono numerose ed è indispensabile che l’esecutivo venga nella sede istituzionale preposta per relazionare dettagliatamente sull’accaduto.

L’allerta meteo era già prevista dalla scorsa settimana e almeno dal 16 gennaio era scattato allarme arancione, che prevede la riunione della cabina di regia regionale preposta ad affrontare emergenza maltempo. Ciò nonostante, ci sono frazioni e comunità isolate da giorni, con un impiego di mezzi che si è rivelato palesemente insufficiente rispetto alla gravità della situazione.

E passiamo al capitolo delle forniture di luce e acqua: tra Marche e, soprattutto, Abruzzo, abbiamo avuto centinaia di migliaia di cittadini senza servizi, isolati, costretti al gelo e ancora adesso ci sono 60 mila utenze da riattivare. Da Enel e Terna giungono scuse e giustificazioni legate all’eccezionalità degli eventi metereologici che non riteniamo sufficienti. Moltissimi cittadini e persino sindaci dell’area che hanno cercato di contattare Enel stanno ricevendo risposte vaghe o non ne ottengono. E’ necessario sapere cosa non ha funzionato e rilevare eventuali responsabilità: per questo chiederemo che le due società siano chiamate a riferire nelle sedi idonee in Parlamento. Non ci stiamo a liquidare quanto avvenuto con un’alzata di spalle: la sensazione che le istituzioni hanno dato al Paese è di una macchina organizzativa allo sbando. E’ necessario capire se e dove sono stati compiuti errori, anche per migliorare l’efficacia della macchina emergenziale ed evitare che ad ogni evento naturale rilevante il nostro Paese finisca sull’orlo del collasso

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Eroi e antieroi ai tempi del terremoto #ForzaRagazzi

di Luigi Di Maio

Ci sono eroi e antieroi. Gli eroi sono quelli che si mettono a disposizione, a volte rischiando la propria incolumità, per salvare la vita degli altri, per aiutare il prossimo. Alcuni sono volontari, altri sono professionisti che percepiscono stipendi a malapena dignitosi e sono costretti a usare mezzi obsoleti e strumenti inadeguati. Ieri c’erano eroi a lavoro in mezzo alla neve che non avevano guanti nè stivali da neve. Gli eroi (vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri, uomini del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza, medici, paramedici e volontari della Protezione Civile) quando sono arrivati all’hotel Rigopiano, a 1.200 metri, hanno pianto: 20 ore di fatica bestiale arrancando tra muri di neve e un vento gelido per trovare un pugno di macerie. Stanno ancora scavando, gli eroi, e grazie a loro hanno trovato 8 persone vive. Forza ragazzi!
Gli antieroi sono quelli che si nascondono dietro la sobrietà per celare disorganizzazione e incapacità. Alcuni sono nominati, altri sono addirittura eletti dal popolo, tutti percepisono stipendi abnormi che non hanno mai avuto la dignità di abbassarsi. Gli antieroi hanno tempi da Usain Bolt (copyright Franco Bechis) quando si tratta di tirar fuori dalle tasche degli italiani 20 miliardi per salvare la banca che hanno distrutto, e sono insopportabilmente lenti quando si tratta di dare ai terremotati 28 milioni di euro che gli italiani hanno donato con grande solidarietà.
Questa non è polemica, questa è la verità. Ringraziamo gli eroi che sono lì a lavorare per salvare una vita. Ringraziamoli tutti. Dicono che è fortunato il popolo che non ha bisogno di eroi, io dico: meno male che ci sono, ma sbarazziamoci di chi li rende sempre più spesso necessari.

Ps: Al governo Gentiloni, se avete bisogno di una mano per migliorare efficacia ed efficienza delle azioni (non per coprire errori fatti) il MoVimento 5 Stelle c’è. Iniziamo a parlare del prolungamento dello stato di emergenza per quei territori e all’ampliamento del Cratere

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