L’Acquedotto Pugliese ha un solo futuro

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di Antonella Laricchia, Gianluca Bozzetti e Marco Galante (MoVimento 5 Stelle Puglia)

L’Acquedotto Pugliese (AqP), il più grande acquedotto d’Europa, è sotto attacco! AqP ha la forma giuridica di una società per azioni di proprietà esclusiva della Regione Puglia, che ha in concessione le quote fino al 31 dicembre 2018.

Per il Movimento 5 Stelle il futuro di Acquedotto Pugliese è uno solo: la sua trasformazione in ente di diritto pubblico, come gli Italiani hanno deciso con il Referendum del 2011. Per questo abbiamo già iniziato a lavorare da tempo ottenendo risultati importanti.

Michele Emiliano, purtroppo, ha un’idea totalmente diversa e sta predisponendo tutto il necessario per la svendita di Acquedotto Pugliese evidentemente anche per crearsi un po’ di alleati politici illustri in vista della sua scalata interna al PD.

Eccone le prove:

1) ad aprile 2016, la Giunta Emiliano delibera la nomina a Presidente di Acquedotto Pugliese dell’ing. Nicola De Sanctis, con un curriculum di amministratore delegato di Iren e di Presidente di E.on Italia.

Il messaggio è chiaro: invece che lavorare alla ripubblicizzazione di AqP, gli si sta preparando un futuro da multiutility, espandendo il mercato a tutto il Sud, cercando addirittura accordi con l’Albania lasciando trascorrere il tempo noncuranti dell’avvicinarsi della scadenza della concessione; tutto ciò con il rischio che non rimarrà altro da fare che affrettarsi a mettere a gara la vendita delle quote aprendo così all’ingresso dei privati nell’ente che gestisce il bene pubblico per eccellenza, l’acqua. Rischieremmo così di assistere alla rimodulazione delle tariffe senza controllo, per gli scopi più diversi, come quello ad esempio di recuperare il mancato introito dovuto a politiche di risparmio del bene comune acqua, come accaduto per Acea.

Qualcuno pensa di vendere le quote ai Comuni ma se in un primo momento, si può pensare che questo lascerebbe pubblica la proprietà delle quote, nella realtà delle cose, allontanerebbe di molto la possibilità di una ripubblicizzazione dal momento che per avviare tale operazione, la Regione dovrebbe prima tornare ad essere il proprietario unico del pacchetto azionario.

2) Ma non solo! In occasione della riforma dei Consorzi di Bonifica, la Giunta Emiliano ha tentato di passare, il 1 dicembre 2018, ad Acquedotto Pugliese le funzioni irrigue. Un passaggio che sarebbe servito a rendere più succulento il piatto AqP prima della sua svendita e che avrebbe potuto causare un aumento dei prezzi dell’acqua per gli agricoltori. Un rischio per fortuna sventato grazie all’intervento del Movimento 5 Stelle. Ma il tentativo è solo rimandato.

3) Al fine di realizzare questo disegno, in AQP si sta sistemando una vera e propria piovra di cui a giorni daremo nomi e cognomi. In questi giorni si sta attuando una rivoluzione dell’organizzazione del personale senza precedenti con procedure di cui tra l’altro stiamo verificando la regolarità. Avantieri si sarebbe dovuto tenere un Consiglio di Amministrazione di Acquedotto Pugliese che avrebbe ratificato la nomina di 4 dirigenti sulle cui procedure di assunzione è mancata la trasparenza. Il Cda avrebbe inoltre dovuto assumere in pianta organica il Presidente de Sanctis, addirittura quadruplicandone lo stipendio portandolo da 60.000€ a 240.000€. Non è un caso che, nonostante le nostre richieste ufficiali sia in Commissione che inoltrate via PEC, de Sanctis si sia sempre rifiutato di fornirci il Piano Strategico di Sviluppo di AQP e il Piano di Sviluppo del Personale. Documenti che se non arriveranno per tempo andremo presto a chiedere di persona.

Anche in questo caso, solo grazie al tempestivo intervento del M5S Puglia la discussione nel CdA è stata rinviata e, forti di un parere pro veritate di un avvocato esterno, starebbero procedendo con queste assunzioni che tuttavia devono essere approvate anche dalla Giunta. Noi non molliamo! Abbiamo appena depositato una maxi interrogazione inviata alla casella postale di tutti gli Assessori diffidandoli dall’approvare quelle assunzioni, qualora il Cda le ratifichi, senza aver richiesto un parere all’Avvocatura Regionale.

Possiamo inoltre confermare che nel CdA siede una Consigliera, la dott.ssa Pace, che deve essere valutata da un OIV il cui Presidente, Cusmai è un suo ex collega dello studio Sabelli di Roma. Particolare questo, “stranamente” omesso dal Curriculum pubblicato sul sito di AQP e che è stato reperito in rete e poi confermato a seguito di nostra richiesta.

Noi del Movimento 5 Stelle Puglia continueremo a lavorare per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese. In estate infatti, con fatica, siamo riusciti a far approvare la nostra mozione per istituire un tavolo tecnico paritetico formato da 5 attivisti scelti dal Forum per l’Acqua Pubblica e 5 figure scelte dalla Giunta Regionale per decidere il futuro dell’Acquedotto Pugliese coerentemente con il risultato referendario del 2011.
Al tavolo, che in Commissione la segreteria del Presidente ci ha assicurato dovrebbe essere istituito a gennaio 2017, abbiamo chiesto inoltre di invitare al tavolo il Prof. Lucarelli: l’unico ad aver avviato in Italia un processo di ripubblicizzazione di un ente idrico, a Napoli, dove Arin S.p.A. è stato trasformato in Acqua Bene Comune Napoli.
Nel frattempo dobbiamo tenere gli occhi aperti per fermare il disegno che vogliono portare a termine in barba al risultato referendario del 2011 e per farlo abbiamo bisogno di tutti voi, condividete e aiutateci a farlo sapere a tutti.
L’acqua deve essere PUBBLICA!

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di Antonella Laricchia, Gianluca Bozzetti e Marco Galante (MoVimento 5 Stelle Puglia)

L’Acquedotto Pugliese (AqP), il più grande acquedotto d’Europa, è sotto attacco! AqP ha la forma giuridica di una società per azioni di proprietà esclusiva della Regione Puglia, che ha in concessione le quote fino al 31 dicembre 2018.

Per il Movimento 5 Stelle il futuro di Acquedotto Pugliese è uno solo: la sua trasformazione in ente di diritto pubblico, come gli Italiani hanno deciso con il Referendum del 2011. Per questo abbiamo già iniziato a lavorare da tempo ottenendo risultati importanti.

Michele Emiliano, purtroppo, ha un’idea totalmente diversa e sta predisponendo tutto il necessario per la svendita di Acquedotto Pugliese evidentemente anche per crearsi un po’ di alleati politici illustri in vista della sua scalata interna al PD.

Eccone le prove:

1) ad aprile 2016, la Giunta Emiliano delibera la nomina a Presidente di Acquedotto Pugliese dell’ing. Nicola De Sanctis, con un curriculum di amministratore delegato di Iren e di Presidente di E.on Italia.

Il messaggio è chiaro: invece che lavorare alla ripubblicizzazione di AqP, gli si sta preparando un futuro da multiutility, espandendo il mercato a tutto il Sud, cercando addirittura accordi con l’Albania lasciando trascorrere il tempo noncuranti dell’avvicinarsi della scadenza della concessione; tutto ciò con il rischio che non rimarrà altro da fare che affrettarsi a mettere a gara la vendita delle quote aprendo così all’ingresso dei privati nell’ente che gestisce il bene pubblico per eccellenza, l’acqua. Rischieremmo così di assistere alla rimodulazione delle tariffe senza controllo, per gli scopi più diversi, come quello ad esempio di recuperare il mancato introito dovuto a politiche di risparmio del bene comune acqua, come accaduto per Acea.

Qualcuno pensa di vendere le quote ai Comuni ma se in un primo momento, si può pensare che questo lascerebbe pubblica la proprietà delle quote, nella realtà delle cose, allontanerebbe di molto la possibilità di una ripubblicizzazione dal momento che per avviare tale operazione, la Regione dovrebbe prima tornare ad essere il proprietario unico del pacchetto azionario.

2) Ma non solo! In occasione della riforma dei Consorzi di Bonifica, la Giunta Emiliano ha tentato di passare, il 1 dicembre 2018, ad Acquedotto Pugliese le funzioni irrigue. Un passaggio che sarebbe servito a rendere più succulento il piatto AqP prima della sua svendita e che avrebbe potuto causare un aumento dei prezzi dell’acqua per gli agricoltori. Un rischio per fortuna sventato grazie all’intervento del Movimento 5 Stelle. Ma il tentativo è solo rimandato.

3) Al fine di realizzare questo disegno, in AQP si sta sistemando una vera e propria piovra di cui a giorni daremo nomi e cognomi. In questi giorni si sta attuando una rivoluzione dell’organizzazione del personale senza precedenti con procedure di cui tra l’altro stiamo verificando la regolarità. Avantieri si sarebbe dovuto tenere un Consiglio di Amministrazione di Acquedotto Pugliese che avrebbe ratificato la nomina di 4 dirigenti sulle cui procedure di assunzione è mancata la trasparenza. Il Cda avrebbe inoltre dovuto assumere in pianta organica il Presidente de Sanctis, addirittura quadruplicandone lo stipendio portandolo da 60.000€ a 240.000€. Non è un caso che, nonostante le nostre richieste ufficiali sia in Commissione che inoltrate via PEC, de Sanctis si sia sempre rifiutato di fornirci il Piano Strategico di Sviluppo di AQP e il Piano di Sviluppo del Personale. Documenti che se non arriveranno per tempo andremo presto a chiedere di persona.

Anche in questo caso, solo grazie al tempestivo intervento del M5S Puglia la discussione nel CdA è stata rinviata e, forti di un parere pro veritate di un avvocato esterno, starebbero procedendo con queste assunzioni che tuttavia devono essere approvate anche dalla Giunta. Noi non molliamo! Abbiamo appena depositato una maxi interrogazione inviata alla casella postale di tutti gli Assessori diffidandoli dall’approvare quelle assunzioni, qualora il Cda le ratifichi, senza aver richiesto un parere all’Avvocatura Regionale.

Possiamo inoltre confermare che nel CdA siede una Consigliera, la dott.ssa Pace, che deve essere valutata da un OIV il cui Presidente, Cusmai è un suo ex collega dello studio Sabelli di Roma. Particolare questo, “stranamente” omesso dal Curriculum pubblicato sul sito di AQP e che è stato reperito in rete e poi confermato a seguito di nostra richiesta.

Noi del Movimento 5 Stelle Puglia continueremo a lavorare per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese. In estate infatti, con fatica, siamo riusciti a far approvare la nostra mozione per istituire un tavolo tecnico paritetico formato da 5 attivisti scelti dal Forum per l’Acqua Pubblica e 5 figure scelte dalla Giunta Regionale per decidere il futuro dell’Acquedotto Pugliese coerentemente con il risultato referendario del 2011.
Al tavolo, che in Commissione la segreteria del Presidente ci ha assicurato dovrebbe essere istituito a gennaio 2017, abbiamo chiesto inoltre di invitare al tavolo il Prof. Lucarelli: l’unico ad aver avviato in Italia un processo di ripubblicizzazione di un ente idrico, a Napoli, dove Arin S.p.A. è stato trasformato in Acqua Bene Comune Napoli.
Nel frattempo dobbiamo tenere gli occhi aperti per fermare il disegno che vogliono portare a termine in barba al risultato referendario del 2011 e per farlo abbiamo bisogno di tutti voi, condividete e aiutateci a farlo sapere a tutti.
L’acqua deve essere PUBBLICA!

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