La macchina del fango è partita. Anche a Palermo

di Ugo Forello, candidato sindaco 5 Stelle, Palermo

Gli attacchi denigratori di questi giorni oltre a ledere la mia immagine, quella del Comitato Addiopizzo, di cui ho fatto parte per anni, in piena campagna elettorale, sono un attacco al MoVimento 5 Stelle. A tutto ciò rispondiamo a testa alta.

L’azione di contrasto al racket delle estorsioni portata avanti con il Comitato Addiopizzo ha segnato una rivoluzione del popolo palermitano alle pressioni mafiose, senza precedenti nella storia di Palermo. E non permetteremo a nessuno di strumentalizzare a fini politici la lotta e il contrasto alla mafia.

Mi preme sottolineare che:
grazie all’azione di Addiopizzo in questi anni oltre 250 imprenditori hanno denunciato il racket delle estorsioni, sono stati accompagnati alla denuncia e sostenuti a titolo gratuito.

Gli unici (e legittimi) importi ricevuti dal sottoscritto e dagli altri legali delle associazioni antiracket hanno riguardato somme liquidate a seguito di sentenza emanata dai giudici e relativamente alla copertura delle spese legali. Quindi io, come qualsiasi altro avvocato, non potevo decidere nulla sulle somme legali, è un giudice terzo che lo decide.
In riferimento al progetto Pon sicurezza, citato nell’audio circolato in questi giorni, realizzato in città dal Comitato Addiopizzo (da cui non ho preso una euro e che ha comportato il pagamento di tredici lavoratori con uno stipendio di circa mille euro al mese) la Commissione Antimafia e dall’Autorità di verifica e gestione dei progetti, ha accertato la “completa e corretta rendicontazione dell’uso delle risorse pubbliche”.
Adesso è tempo di continuare il lavoro avviato in questi mesi a Palermo, ma soprattutto è tempo di tornare a mettere al centro dell’agenda politica i temi che riguardano la città, lotta alla povertà, l’autorecupero dei beni per l’emergenza abitativa, il reddito di cittadinanza, la valorizzazione del patrimonio culturale e lo sviluppo di nuove opportunità di lavoro.

Tra un mese i cittadini non dovranno scegliere solo il proprio sindaco ma, soprattuto, dovranno scegliere quale futuro desiderano per Palermo. E allora, riprendiamoci Palermo e facciamolo insieme.

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