#CondividoControLaCensura l’inchiesta su Renzi delle Iene

di MoVimento 5 Stelle

Allarme censura alla vigilia del referendum costituzionale! Prima un servizio tv sulle spese pazze del premier bloccato da Palazzo Chigi e mai andato in onda, oggi un’altra inchiesta delle Iene che mette a nudo le inadempienze del governo sul rinnovo del nomenclatore tariffario, cioè l’elenco degli ausili rimborsabili per i disabili, censurata da un intervento dell’Agcom. Ancor più gravi sono però le motivazioni alla base dello stop, che l’Autorità giustifica con un rispetto della par condicio. Ma cosa c’entrano i problemi dei disabili con il referendum costituzionale? Perché l’Agcom tace di fronte alla costante presenza del premier in ogni talk e si erge a censore quando si diffonde un servizio che denuncia una questione di importanza vitale per centinaia di migliaia di disabili? Si fa carne da porco dell’articolo 21 della costituzione per censurare un servizio scomodo per Renzi. L’informazione italiana è schiava delle televisioni e dei giornali di regime controllati direttamente o indirettamente dal governo. L’informazione libera può circolare solo in Rete. Vi invitiamo a diffondere ovunque sui social questo articolo e la video inchiesta delle Iene sullo sfregio di Renzi ai disabili. Se il premier se ne frega dei più deboli è giusto che tutta l’Italia lo sappia e non possiamo contare sui media per fare quello che sarebbe il loro dovere. Dobbiamo pensarci noi: diffondiamo per fare informazione. Dobbiamo raggiungere milioni di italiani. Condividiamo contro la censura!

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La Serracchiani spende soldi pubblici per promuovere il Sì al referendum

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di Elena Bianchi, portavoce MoVimento 5 Stelle Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia

“Game over”. Se vinciamo noi che diciamo NO a questa riforma dannosa e disonesta, Debora Serracchiani è finita. Il conto alla rovescia è già iniziato per il vice segretario nazionale del Pd e presidente del Friuli Venezia Giulia.

Dopo la lunghissima collezione di incarichi istituzionali, le riforme assurde imposte alla sua Regione, la sfilza di balle raccontate ai cittadini (Tav, Elettrodotto, vigilanza sulle cooperative fallite, scandali diossina, punti nascita, finto dimezzamento dell’indennità dei consiglieri regionali, moratoria sui centri commerciali ecc ecc) e le continue batoste elettorali – l’ultima pochi giorni alle amministrative -, Serracchiani sa di giocarsi il futuro al referendum del 4 dicembre. Sente avvicinarsi la madre di tutte le sconfitte. Allora è pronta a tutto pur di vincere. Anche a violare la legge. Fortunatamente l’abbiamo beccata con le mani nella marmellata e, su nostra precisa segnalazione, l’Agcom non ha potuto fare altro che sanzionare la Regione.

Ma cos’ha combinato Debora Serracchiani per essere sanzionata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni? Ha violato spudoratamente la par condicio sul referendum (legge 28 del 2000) scattata lo scorso 28 settembre, utilizzando per lo più risorse pubbliche, denari dei cittadini. Il 7 ottobre a Udine ha organizzato infatti in pompa magna un convegno intitolato “Riforma Costituzionale e Autonomie speciali” totalmente privo di contraddittorio. Chi era in sala – come me – non ha potuto nemmeno alzare la mano per fare una domanda, per insinuare qualche dubbio, per presentare un altro punto di vista.

All’evento però, largamente pubblicizzato dai media, hanno preso parte importanti cariche istituzionali come il ministro degli Affari regionali e le autonomie Enrico Costa, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, l’assessore della Regione Sardegna Gianmario Demuro, il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop e alcuni sindaci. Tutti testimonial del SÌ che non hanno certo nascosto al pubblico presente il loro orientamento di voto. Una sceneggiata indegna, aggravata dalla firma della famigerata “Carta di Udine”, una vergognosa resa incondizionata alla volontà del governo Renzi di stravolgere la Carta costituzionale. Il tutto violando la legge a spese dei contribuenti!

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I media di regime propagandano il SI #AgcomFuoriidati

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di Roberto Fico

Come ricorderete, nei mesi scorsi l’informazione sul referendum, Rai in testa, è stata gravemente squilibrata a favore del Sì. A dirlo sono i dati Agcom, prima tenuti in un cassetto e poi, dopo le reiterate richieste della Commissione di Vigilanza, pubblicati solo parzialmente all’inizio di luglio. Nonostante le gravi disparità fra e No, l’Agcom non ha messo in atto alcun intervento forte, trincerandosi dietro una serie di formalismi giuridici e limitandosi a invitare le emittenti al rispetto dell’equilibrio.

Dopodiché silenzio. Ad agosto ho chiesto all’Autorità tutti i dati aggiornati e completi del tempo di notizia – cioè la posizione dei soggetti politici sul referendum riportata dal giornalista – su cui si erano registrate le violazioni più gravi. Ho sollecitato di nuovo i dati all’inizio di settembre. Sono passati due mesi, ancora niente. Uno sgarbo istituzionale, ma soprattutto un atto gravissimo nei confronti dei cittadini, che hanno il diritto di accedere a queste informazioni e, così, di sapere in che modo le tv stanno trattando un argomento così delicato come il referendum costituzionale e le posizioni in campo.

Questo Paese vive la grave anomalia di avere Autorità amministrative con poteri enormi, chiamate indipendenti ma lottizzate dai partiti. Perché questo, in due parole, è il problema dell’Agcom: inerte o pavida di fronte alle violazioni, perché politicamente bloccata. Del resto i metodi di elezione dei vertici delle Autorità, uniti alla mancanza di etica pubblica dei partiti, non possono che partorire istituzioni simili.

La prossima settimana entrerà in vigore la delibera della Commissione di Vigilanza, che dovrebbe prevedere la pubblicazione quotidiana dei dati di monitoraggio dell’informazione Rai. Ricordo però che la Rai pubblica i dati raccolti dall’Osservatorio di Pavia, mentre i dati ufficiali, su cui possono essere irrogate le sanzioni, sono quelli dell’Agcom.

Nel frattempo dobbiamo pretendere che l’Autorità renda pubblici tutti i dati sull’informazione delle settimane precedenti. E lo deve fare in modo completo, senza timori, perché è un diritto dei cittadini sapere. Mandiamo tutti subito una mail e un tweet all’Agcom a info@agcom.it e @AGCOMunica per richiedere al Presidente e ai consiglieri di rendere accessibili a tutti i dati sull’informazione sul referendum. E continuiamo fino a quando non saranno pubblicati in forma completa. È una questione di trasparenza e democrazia.

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Farmaci: su trasparenza farmaci maggioranza getta occasione, "Big Pharma" ringrazia (27-04-2016)

La timida risoluzione della maggioranza non ha affrontato il nodo centrale, facendo così felice "Big Bharma". Per il "sì" alla trasparenza sulla contrattazione dei prezzi dei farmaci da parte dell’Aifa si erano espressi il presidente dell’Agcom, il professor Garattini e… Continua a leggere Farmaci: su trasparenza farmaci maggioranza getta occasione, "Big Pharma" ringrazia (27-04-2016)