Glifosato, Governo voti contro rinnovo in Ue (15-09-2017)

Roma, 15 settembre – "Il Governo voti nelle sedi dell’Unione Europea contro il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato, il pesticida della Monsanto più usato al mondo, e spieghi quali iniziative, in applicazione del principio di precauzione, intenda intraprendere per vietare… Continua a leggere Glifosato, Governo voti contro rinnovo in Ue (15-09-2017)

Glifosato, Governo voti contro rinnovo in Ue (15-09-2017)

Roma, 15 settembre – "Il Governo voti nelle sedi dell’Unione Europea contro il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato, il pesticida della Monsanto più usato al mondo, e spieghi quali iniziative, in applicazione del principio di precauzione, intenda intraprendere per vietare… Continua a leggere Glifosato, Governo voti contro rinnovo in Ue (15-09-2017)

Ogm, sentenza Corte Ue calpesta principio precauzione (13-09-2017)

Roma, 13 settembre – "Con questa sentenza viene calpestato il principio di precauzione, uno degli strumenti pilastro in difesa dell’ambiente e della salute dei Paesi membri e baluardo della normativa Ue contro i trattati di libero scambio come Ceta… Continua a leggere Ogm, sentenza Corte Ue calpesta principio precauzione (13-09-2017)

Agricoltura, su grano rischio etichetta ingannevole (12-09-2017)

Roma, 12 settembre – "L’etichetta per la pasta proposta dal Governo, che permette di indicare il Paese d’origine da cui derivi almeno il 50% del grano utilizzato rischia di essere ingannevole per i consumatori, spaccare la filiera tra industriali… Continua a leggere Agricoltura, su grano rischio etichetta ingannevole (12-09-2017)

L’assessore per il futuro dell’Agricoltura in Sicilia

di MoVimento 5 Stelle Sicilia

Lei è Federica Argentati e sarà la nostra assessora all’agricoltura e pesca. È una professionista di altissimo spessore ed è pronta a lavorare per rappresentare al meglio uno dei comparti più importanti della Sicilia. Ascoltate le sue parole:

“Mi chiamo Federica Argentati sono nata a Caltanissetta e mi sono laureata in Agraria a Catania. Sono sposata, ho due figli e da sempre mi occupo dei problemi relativi all’agricoltura siciliana. Sono un’esperta di cooperazione, di sviluppo territoriale, che raggruppa quindi diverse tematiche.

Ora sono presidente del distretto agrumi di Sicilia, ho diretto per molti anni una grossa cooperativa agrumicola, sono stata presidente di Fedagri Confcooperative per quattro anni. Cosa penso si possa fare? Si può fare tantissimo perché in Sicilia abbiamo tutte le carte in regola per poter andare molto più veloci. Però è chiaro che bisogna mettere a punto tutta una serie di fattori che sono a nostro favore.
Abbiamo produzioni d’eccellenza ma abbiamo una grande competizione che viene dall’esterno, abbiamo troppi costi di filiera, non riusciamo ad ottenere il valore aggiunto, dobbiamo quantificare e qualificare meglio le nostre produzioni, dobbiamo tutelare meglio l’ambiente, dobbiamo metterlo in connessione con il turismo. Dobbiamo valorizzare la nostra biodiversità naturale che caratterizza la nostra isola. Dobbiamo trovare le risorse umane che stanno all’interno dell’amministrazione pubblica e, ce ne sono tantissime, che devono diventare un’unica squadra che insieme a tutte le altre, possano davvero far svoltare quest’isola.”

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Il ciclone CETA spazzerà l’agricoltura italiana

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di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Il Ceta entrerà provvisoriamente in vigore il 21 settembre senza aspettare il sì definitivo dei Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri. E questo dice già tutto di quanto democratico sia questo Trattato commerciale firmato da Europa e Canada. Il Ceta è un pericolo soprattutto per la nostra agricoltura, nonostante la disinformazione di alcune associazioni di categoria che lo difendono. Questa è la verità sul Ceta. Ci dispiace che la Confederazione italiana agricoltori (Cia) nasconda la testa sotto la sabbia. Anche Coldiretti ha definito l’accordo con il Canada “un regalo alle lobby industriali”. Ecco punto per punto un po’ di chiarezza sulle conseguenze del Ceta:

PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
Il principio di precauzione stabilisce che qualora vi sia un ragionevole dubbio sulla pericolosità di un prodotto, le autorità possono comunque limitarne la circolazione o richiedere modifiche nella sua produzione anche in assenza di una inconfutabile prova scientifica.

L’idea di base è che la scienza non debba essere il solo ed unico fattore da considerare quando si valuta la pericolosità potenziale di un bene. In Canada, invece, solo un rischio scientificamente dimostrabile comporta la messa al bando di un prodotto. La CIA afferma, erroneamente che il principio di precauzione non sarà intaccato dal CETA. Questa affermazione, tuttavia, è falsa per i seguenti motivi:

1) Il campo di applicazione del CETA si estende ad ambiti in cui l’UE applica normalmente il principio di precauzione.

2) Il CETA, ad esempio, incorpora le norme sanitarie e fitosanitarie (SPS) dell’organizzazione mondiale del commercio (OMC), che pur prevedendo alcune flessibilità non hanno impedito all’Europa di perdere le dispute relative agli OGM e all’importazione di carne trattata con ormoni.

3) Lo stesso vale per il capitolo relativo alle barriere tecniche al commercio (TBT). Anche qui sono state incorporate le norme dell’OMC, senza però risolvere l’ambiguità che sta alla base di queste disposizioni riguardo il principio di precauzione.

Il principio di precauzione si è già mostrato inservibile in dispute avvenute secondo gli stessi principi giuridici su cui è stato basato il CETA. E’ ragionevole pensare che la medesima situazione possa riprodursi.

MISURE SANITARIE E FITOSANITARIE
La CIA afferma che, poiché il principio di precauzione è contenuto nei trattati costituitivi dell’UE e difeso nelle dichiarazioni di accompagnamento al CETA, esso non può essere disatteso. Purtroppo anche questa affermazione può essere facilmente confutata dal momento che tramite le procedure di reciproco riconoscimento (per quanto riguarda il capitolo TBT) e equivalenza degli standard (per il capitolo SPS) un prodotto commercializzabile in Canada ed approvato secondo regolamentazioni canadesi sarà vendibile anche sul mercato europeo senza essere prima stato sottoposto a un processo di approvazione basato sul principio di precauzione.

Ovviamente, questo non significa che le norme europee che vietano un prodotto diventino automaticamente inutili e come afferma correttamente la CIA, “prodotti trattati con additivi attualmente vietati nell’UE non potranno essere importati”. Tuttavia le norme europee che limitano questi prodotti potranno essere più facilmente indebolite, anche grazie alle procedure di cooperazione regolamentare incluse nel trattato.

Un possibile spunto per capire come il CETA possa indebolire nella pratica il principio di precauzione può essere individuato nel caso del regolamento sugli interferenti endocrini. Per facilitare l’entrata in vigore di CETA e (possibilmente) TTIP la Commissione Europea nel 2015 ha posposto l’entrata in vigore di criteri basati sul principio di precauzione per rendere operativa la legislazione europea in materia di interferenti endocrini.

UTILIZZO DEGLI ORMONI
Il CETA non comporta automaticamente l’entrata in commercio di carne trattata con ormoni, ma potrebbe renderla più facile. Esso non rinforza la posizione europea di blocco alla carne trattata con ormoni, ma anzi assume come riferimento il quadro normativo secondo cui la posizione europea è stata ritenuta non conforme alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e per cui l’UE ha dovuto compensare Stati Uniti e Canada importando quote senza dazi di carne americana e canadese.

INDICAZIONI GEOGRAFICHE
La CIA insiste sulla precedente assenza di tutela per le IG in Canada per difendere il magro risultato del trattato in termini di tutela dei nostri prodotti tipici sul mercato canadese, che non riguarda tanto la quantità delle IG protette, quanto la qualità della protezione offerta.

Se è vero che 41 IG italiane hanno ottenuto protezione, i principali prodotti canadesi che imitano formaggi italiani (Parmesan, Asiago, Fontina, Gorgonzola…) o salumi (prosciutto di Parma) potranno continuare ad essere presenti sul mercato canadesi accanto al prodotto originale italiano. E’ facile immaginare che il consumatore canadese opterà per le marche che conosce da tempo, che risulteranno anche meno care. La denominazione (-simil, -stile, -tipo) sarà obbligatoria solo per i produttori entrati nel mercato di un determinato prodotto dopo il 2013.

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Il ciclone CETA spazzerà l’agricoltura italiana

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di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Il Ceta entrerà provvisoriamente in vigore il 21 settembre senza aspettare il sì definitivo dei Parlamenti nazionali dei 28 Stati membri. E questo dice già tutto di quanto democratico sia questo Trattato commerciale firmato da Europa e Canada. Il Ceta è un pericolo soprattutto per la nostra agricoltura, nonostante la disinformazione di alcune associazioni di categoria che lo difendono. Questa è la verità sul Ceta. Ci dispiace che la Confederazione italiana agricoltori (Cia) nasconda la testa sotto la sabbia. Anche Coldiretti ha definito l’accordo con il Canada “un regalo alle lobby industriali”. Ecco punto per punto un po’ di chiarezza sulle conseguenze del Ceta:

PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
Il principio di precauzione stabilisce che qualora vi sia un ragionevole dubbio sulla pericolosità di un prodotto, le autorità possono comunque limitarne la circolazione o richiedere modifiche nella sua produzione anche in assenza di una inconfutabile prova scientifica.

L’idea di base è che la scienza non debba essere il solo ed unico fattore da considerare quando si valuta la pericolosità potenziale di un bene. In Canada, invece, solo un rischio scientificamente dimostrabile comporta la messa al bando di un prodotto. La CIA afferma, erroneamente che il principio di precauzione non sarà intaccato dal CETA. Questa affermazione, tuttavia, è falsa per i seguenti motivi:

1) Il campo di applicazione del CETA si estende ad ambiti in cui l’UE applica normalmente il principio di precauzione.

2) Il CETA, ad esempio, incorpora le norme sanitarie e fitosanitarie (SPS) dell’organizzazione mondiale del commercio (OMC), che pur prevedendo alcune flessibilità non hanno impedito all’Europa di perdere le dispute relative agli OGM e all’importazione di carne trattata con ormoni.

3) Lo stesso vale per il capitolo relativo alle barriere tecniche al commercio (TBT). Anche qui sono state incorporate le norme dell’OMC, senza però risolvere l’ambiguità che sta alla base di queste disposizioni riguardo il principio di precauzione.

Il principio di precauzione si è già mostrato inservibile in dispute avvenute secondo gli stessi principi giuridici su cui è stato basato il CETA. E’ ragionevole pensare che la medesima situazione possa riprodursi.

MISURE SANITARIE E FITOSANITARIE
La CIA afferma che, poiché il principio di precauzione è contenuto nei trattati costituitivi dell’UE e difeso nelle dichiarazioni di accompagnamento al CETA, esso non può essere disatteso. Purtroppo anche questa affermazione può essere facilmente confutata dal momento che tramite le procedure di reciproco riconoscimento (per quanto riguarda il capitolo TBT) e equivalenza degli standard (per il capitolo SPS) un prodotto commercializzabile in Canada ed approvato secondo regolamentazioni canadesi sarà vendibile anche sul mercato europeo senza essere prima stato sottoposto a un processo di approvazione basato sul principio di precauzione.

Ovviamente, questo non significa che le norme europee che vietano un prodotto diventino automaticamente inutili e come afferma correttamente la CIA, “prodotti trattati con additivi attualmente vietati nell’UE non potranno essere importati”. Tuttavia le norme europee che limitano questi prodotti potranno essere più facilmente indebolite, anche grazie alle procedure di cooperazione regolamentare incluse nel trattato.

Un possibile spunto per capire come il CETA possa indebolire nella pratica il principio di precauzione può essere individuato nel caso del regolamento sugli interferenti endocrini. Per facilitare l’entrata in vigore di CETA e (possibilmente) TTIP la Commissione Europea nel 2015 ha posposto l’entrata in vigore di criteri basati sul principio di precauzione per rendere operativa la legislazione europea in materia di interferenti endocrini.

UTILIZZO DEGLI ORMONI
Il CETA non comporta automaticamente l’entrata in commercio di carne trattata con ormoni, ma potrebbe renderla più facile. Esso non rinforza la posizione europea di blocco alla carne trattata con ormoni, ma anzi assume come riferimento il quadro normativo secondo cui la posizione europea è stata ritenuta non conforme alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e per cui l’UE ha dovuto compensare Stati Uniti e Canada importando quote senza dazi di carne americana e canadese.

INDICAZIONI GEOGRAFICHE
La CIA insiste sulla precedente assenza di tutela per le IG in Canada per difendere il magro risultato del trattato in termini di tutela dei nostri prodotti tipici sul mercato canadese, che non riguarda tanto la quantità delle IG protette, quanto la qualità della protezione offerta.

Se è vero che 41 IG italiane hanno ottenuto protezione, i principali prodotti canadesi che imitano formaggi italiani (Parmesan, Asiago, Fontina, Gorgonzola…) o salumi (prosciutto di Parma) potranno continuare ad essere presenti sul mercato canadesi accanto al prodotto originale italiano. E’ facile immaginare che il consumatore canadese opterà per le marche che conosce da tempo, che risulteranno anche meno care. La denominazione (-simil, -stile, -tipo) sarà obbligatoria solo per i produttori entrati nel mercato di un determinato prodotto dopo il 2013.

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Nell’#Italia5Stelle c’è un’agricoltura a misura d’uomo

di Daniela Donno, M5s Senato

L’agricoltura non è solo una pratica. È anche un legame tra le generazioni, gli usi e i costumi di un popolo, come le tradizioni contadine, che tramandate nel tempo lasciano un segno indelebile, da difendere e sostenere.

Proponiamo un’agricoltura a misura di uomo e dell’ambiente, rivolta ai piccoli coltivatori con uno sguardo verso l’imprenditoria. Di questo e di tanto altro parleremo a Rimini nel corso di Italia 5 Stelle – Rimini 22, 23, 24 settembre 2017. Vienici a trovare, e se puoi fai una donazione. Contribuirai anche tu alla costruzione dell’Italia che verrà.

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Agricoltura, Martina garantisca continuità ricerca Crea (19-07-2017)

Roma, 19 luglio – "Il ministro delle Politiche Agricole, Martina, garantisca la continuità dei progetti di ricerca del Crea, il Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, valutando una modalità per poter valorizzare le centinaia di… Continua a leggere Agricoltura, Martina garantisca continuità ricerca Crea (19-07-2017)

Agricoltura, Martina garantisca continuità ricerca Crea (19-07-2017)

Roma, 19 luglio – "Il ministro delle Politiche Agricole, Martina, garantisca la continuità dei progetti di ricerca del Crea, il Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria, valutando una modalità per poter valorizzare le centinaia di… Continua a leggere Agricoltura, Martina garantisca continuità ricerca Crea (19-07-2017)