Il disprezzo non fa ragionare (risposta ad Aldo Grasso del Corriere)

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di Roberto Fico

Mi hanno colpito molto le parole di Aldo Grasso nel suo articolo polemico nei confronti dei “girotondini”. Non ho mai fatto parte di quel mondo e sulle valutazioni del giornalista non mi esprimo. Ma sento l’obbligo di rispondere alla domanda che Grasso pone alla fine dell’articolo, e cioè come mai i girotondini di ieri, che scendevano in piazza contro Berlusconi, non scendono in piazza anche oggi contro il nuovo nemico della Costituzione: il Movimento 5 Stelle, che sulla Carta costituzionale “sputa ogni giorno”.

Sono affermazioni incredibili nella loro superficialità, ma anche colme di rancore, di odio o di chissà quale altre sentimento.
Se in questa legislatura dovessi rivendicare con orgoglio un’azione del Movimento 5 Stelle, probabilmente citerei la difesa della Costituzione. Una difesa che in questi anni si è sviluppata su diversi piani. L’opposizione alla riforma Boschi-Renzi è considerato il piano principale, ma giunge al termine di un percorso più lungo di difesa della Costituzione.
Ricordo quando nel 2013, da poco entrati in Parlamento, salimmo al Colle per fare sentire la nostra voce contro la procedura (incostituzionale) che il governo Letta si era inventato per riformare la Costituzione. E penso poi alle nostre battaglie notturne, due anni dopo, di fronte ai mezzucci utilizzati dal Governo Renzi e dalla sua maggioranza per portare a termine la riforma. Quelle furbizie, quei modi di agire, quell’atteggiamento strafottente di Renzi in Aula, quelli sì che possiamo definirli sputi al senso di una comunità che deve potersi rispecchiare nel Carta costituzionale.

Mi chiedo se stessimo sputando sulla Costituzione anche mentre difendevamo la scuola pubblica da una riforma pericolosa anche per i suoi riflessi sulla tenuta di alcuni diritti fondamentali; oppure quando chiedevamo che non fosse indebolito il diritto al lavoro, su cui la Repubblica è fondata, mentre il Governo procedeva spedito con il Jobs act.

Noi crediamo che la Costituzione possa – in alcuni casi, debba – essere modificata. Ma in modo mirato, senza stravolgerne la struttura, e sempre pensando al suo rafforzamento: questo è il punto che sfugge a molti. Penso, per esempio, alla proposta di legge costituzionale a prima firma di Paola Taverna volta a rendere più effettivo il diritto alla salute, uniformando le prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale.

Non capisco infine come Grasso possa confondere la nostra posizione sul vincolo di mandato con un’offesa alla Costituzione. È vero che il vincolo di mandato non è diffuso tra le democrazie occidentali, ma non lo è neppure il trasformismo della classe politica: un fenomeno che in Italia ha toccato punte drammatiche nella storia recente. Sarebbe il caso che Grasso e tanti altri giornalisti approfondiscano senza pregiudizi il tema del vincolo di mandato, che non per caso è sempre più dibattuto in ambito scientifico.

Ecco, sarà allora per tutte queste battaglie che i vecchi girotondini non hanno nulla da ridire nei confronti del Movimento 5 Stelle. Perché forse, a prescindere dalle differenze e dalle culture politiche, ci si riconosce nella cultura dei diritti e della Costituzione. Fare finta di non vedere tutto questo, rivolgendoci gratuite parole di odio, non è un buon servizio a chi cerca di comprendere i fenomeni e interpretare la realtà.

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