Nell’#Italia5Stelle l’accesso al credito è uguale per tutti

di Alessio Villarosa, M5s Camera

Questo video è un invito per voi, per incontrarci a Italia 5 Stelle. Ogni anno l’edizione di Italia 5 Stelle è un momento per ritrovarci, confrontarci insieme su vari temi e parlare di come è l’Italia che vogliamo…perché noi, quell’Italia, ce l’abbiamo già in mente. Quest’anno è stato un altro anno in cui abbiamo visto gli ennesimi favori alle banche.

Ormai non sono più solo decreti salva banche e truffa-risparmiatori, sono veri e proprio scandali di favori agli amici degli amici…ai padri dei ministri… insomma a tutti tranne che ai cittadini.

Per il Movimento 5 Stelle il sistema bancario è un tema serio, che non può essere affrontato come una soap opera famigliare. Noi abbiamo le idee chiare. Abbiamo chiesto e ottenuto una commissione d‘inchiesta sulle banche e soprattutto vogliamo una divisione tra banca pubblica e banca d’affari. Famiglie, cittadini, imprenditori devono potere accedere al credito come avviene con le banche pubbliche di tanti altri Paesi europei. Parleremo di questo e di tanto altro nell’edizione di quest’anno di Italia 5 Stelle – Rimini 22, 23, 24 settembre 2017. Segnatevi la data!

Vi aspetto. Se potete, aiutateci con una piccola donazione per sostenere l’evento, come sapete il M5s non prende finanziamento pubblico o rimborsi elettorali. Grazie, ci vediamo a Rimini!

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Il MoVimento 5 Stelle in difesa del risparmio degli italiani

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di Alessio Villarosa

Questo è il rispetto che hanno nei confronti degli obbligazionisti azzerati. Solo 10 ore di discussione su un decreto così importante, un decreto che deroga a 66 norme che i cittadini invece devono rispettare, un decreto che regala due banche importanti alla prima banca del Paese, creando una sorta di oligopolio controllato.

Noi eravamo pronti a lavorare anche la domenica pur di riuscire a far capire al governo quali fossero i loro errori. Molti nostri emendamenti sono stati compresi, ma per la fretta (e per il richiamo irresistibile del weekend lungo) bocciati. Banca intesa viene prima del buon senso. In tanti hanno parlato circa il nostro emendamento che cercava di evitare che chi avesse amministrato la banca fino al giorno del decreto, potesse poi addirittura diventare commissario liquidatore della stessa banca. E quindi in palese conflitto di interessi, quel famoso conflitto di interessi che il Pd, quando al governo c’era Berlusconi, continuava a raccontarci di voler cancellare.

L’unica cosa che ci può far capire cosa c’è dietro questi movimenti sarà la Commissione d’inchiesta. Ma, guarda caso, manca ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nonostante siano passati 15 giorni. In 19 minuti, invece, hanno approvato questo decreto e in 10 ore lo hanno trasferito dalla commissione all’aula. In 15 giorni, questa porcata sarà già passata da Camera e Senato, mentre la Commissione d’inchiesta ancora aspetta.

Le stranezze le comprendete tutti, non bisogna essere un parlamentare. E lo sanno anche loro, ma probabilmente il guinzaglio è troppo corto e non possono muoversi neanche di un centimetro. Voi volete continuare a stare al guinzaglio o essere liberi?

Noi volevamo spostare in avanti la data di giugno 2014 (data limite di acquisto delle obbligazioni ammissibili ai ristori) per riuscire a salvare tutti gli obbligazionisti truffati, ma i partiti avevano così fretta, il giovedì pomeriggio, che non si son votati neanche il loro emendamento in tal senso, venuto fuori dopo una lunga pressione da parte nostra.

Hanno fatto accantonare numerose nostre modifiche, lasciando trasparire una falsa volontà di impegno sul decreto. Alla fine, l’unico impegno concreto era quello di affittare la sdraio in spiaggia per sabato e domenica. E appena abbiamo richiesto di proseguire con i lavori, non solo la maggioranza, ma anche i membri dell’opposizione hanno iniziato a prendere parola, nonostante fossero rimasti silenti dall’inizio della discussione.
Questo è un Paese fondato sull’ombrellone.

Pensate che, addirittura, questo Parlamento ha evitato di votare una proposta che prevedeva che condannati o rinviati a giudizio non potessero essere commissari liquidatori. Una ipotesi peregrina? Nient’affatto: uno dei liquidatori è proprio rinviato a giudizio e si chiama Fabrizio Viola. Il MoVimento 5 Stelle però non demorde. E continua a combattere in difesa del risparmio degli italiani.

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