Sfiduciamo il ministro contro l’ambiente Galletti

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di MoVimento 5 Stelle

È venuto in Aula per raccontarci la favoletta dei piromani che appiccano il fuoco nei boschi. Il ministro Galletti non si è accorto di quale e quanta emergenza nazionale stiamo vivendo nei nostri boschi e nelle nostre città.

Siamo sotto attacco criminale. È terrorismo ambientale. Definire chi sta devastando il patrimonio naturale un semplice “piromane” è come considerare cleptomane un rapinatore a mano armata. Siamo sotto attacco su più fronti e il ministro in 40 minuti di informativa urgente ha dimostrato tutta l’inadeguatezza del governo. Per questo il Movimento 5 Stelle presenterà una mozione di sfiducia contro Galletti, che speriamo sia calendarizzata al più presto.

Il capo dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio in audizione al Senato ha raccontato che questa emergenza era prevedibile. Soprattutto per lo sfaldamento del Corpo Forestale che ha dimezzato uomini, mezzi e soprattutto DOS, cioè i direttori delle operazioni di spegnimento. Solo in Campania siamo passati da 100 a 50. Senza queste figure fondamentali i soccorsi sono allo sbando. E lo vediamo tutti i i giorni. Sono 390 i Forestali confluiti nei vigili del fuoco senza competenze di direzione operativa anti incendio, perché, si è detto, che il numero era sufficiente mentre un documento del ministero dell’interno sostiene che i VVFF sono sotto organico di 3500 unità.

Dimezzata anche la flotta aerea: i 32 mezzi del corpo Forestale sono stati divisi tra Vigili del Fuoco e carabinieri, dove non c’è competenza di spegnimento incendi. I fondi della Protezione civile sono diminuiti strada facendo fino a scomparire del tutto nell’ultima manovra di bilancio. Il Movimento 5 Stelle contestualmente alla presentazione della mozione di sfiducia ha presentato un pacchetto di 11 proposte che vanno dall’inasprimento delle sanzioni alla dichiarazione di stato di emergenza nazionale, incremento della flotta antincendi, potenziamento delle risorse del comando carabinieri tutela ambientale, riapertura dei termini della mobilità per consentire il transito al corpo dei vigili del fuoco del personale dell’ex corpo forestale dello stato assorbito in altre amministrazioni.

Chi appicca gli incendi è come il killer della criminalità organizzata: dietro di lui c’è un mandante e noi seguiremo il flusso dei soldi per poter capire chi c’è dietro.

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67 Green Machine per #RomaPulita

di Virginia Raggi

Erano abbandonate in un deposito, ricoperte di polvere e ferme da anni. Eppure il Comune di Roma le aveva pagate quasi due milioni di euro. Si tratta di 67 spazzatrici manuali – quelle che si usano per pulire i marciapiedi – che abbiamo recuperato e messo finalmente in funzione. Da oggi saranno al servizio di tutti i cittadini. È uno dei tanti sprechi che abbiamo trovato. Rimetterle in strada dopo tanti anni è un segnale importante. Da lunedì le “Green Machine” saranno in giro a spazzare i marciapiedi e pulire le aree pedonali.

Pochi mesi fa abbiamo rimesso in circolazione i filobus dimenticati e buttati in una rimessa Atac. Erano diventati, a causa della vecchia politica, il simbolo dello sperpero e del malaffare. Così come lo erano questi 67 mezzi della flotta Ama che dal 2013 sono stati abbandonati. Le spazzatrici erano state acquistate nel 2009, con i soldi di noi cittadini: costo 2 milioni di euro. Per non parlare poi delle spese di manutenzione, un ulteriore insulto alle tasche dei romani, costate oltre un milione di euro. Ora abbiamo recuperato questi mezzi, cominciando con venti, e la manutenzione sarà fatta in azienda senza ulteriori costi aggiuntivi.

Le prime due “Green Machine” saranno operative nel I Municipio, zona Fontana di Trevi, e a Ostia (X Municipio). Poi, gradualmente, entro settembre, entreranno in funzione le altre. A pieno regime saranno 18 gli itinerari di intervento che copriranno un totale di 50 vie della Capitale. Saranno molto utili per lo spazzamento dei marciapiedi e delle aree pedonali e per raccogliere i micro-rifiuti, come cicche e mozziconi, volantini e deiezioni canine. Vogliamo così garantire ai romani e ai turisti strade pulite e decorose. #RomaPulita

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Sfiduciamo il ministro contro l’ambiente Galletti! (20-07-2017)

È venuto in Aula per raccontarci la favoletta dei piromani che appiccano il fuoco nei boschi. Il ministro Galletti non si è accorto di quale e quanta emergenza nazionale stiamo vivendo nei nostri boschi e nelle nostre città. Siamo… Continua a leggere Sfiduciamo il ministro contro l’ambiente Galletti! (20-07-2017)

Pd devasta la Sardegna con la ‘nuova’ legge urbanistica (19-07-2017)

ROMA 19 LUGLIO – "La Regione Sardegna a guida Pd pronta a devastare le coste e l’ambiente mettendo mano alla legge regionale sull’edilizia e l’urbanistica" lo denunciano la senatrice sarda del MoVimento 5 Stelle Manuela Serra insieme ai colleghi… Continua a leggere Pd devasta la Sardegna con la ‘nuova’ legge urbanistica (19-07-2017)

Preserviamo i Parchi Nazionali italiani

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di Beppe Grillo

Siamo al passaggio finale in Senato di un disegno di legge che, se venisse approvato, avrebbe il potere di snaturare i Parchi Nazionali, come dicono le associazioni ambientaliste, aumentando il potere di condizionamento dei centri di potere politico locale e introducendo elementi rischiosi di mercanteggiamento su quelle risorse naturali, che proprio nelle nostre aree protette dovrebbero essere tutelate al meglio.
L’intento è quello di riformare la legge sulla aree protette (legge n. 394/1991), una normativa di oltre 25 anni che ha sicuramente bisogno di un tagliando e di un rilancio, non certo di modifiche che ne stravolgano il senso. Oggi i parchi nazionali proteggono effettivamente poco più del 10% del nostro territorio e dovrebbe imparare a custodire con maggiore efficacia e competenza la più ricca biodiversità d’Europa (sì, abbiamo anche questo invidiabile primato). Ma il testo in discussione al Senato non garantisce nulla di tutto questo e quindi va abbandonato o bocciato.

La vera scommessa in gioco, mancata da chi ha redatto la riforma, sarebbe quindi quella di destinare maggiori risorse alla tutela di un patrimonio naturale che contribuisce alla ricchezza della Nazione e di affinare ed estendere le competenze di gestione al di là dei 24 parchi nazionali e delle 30 aree marine protette per garantire una tutela attiva, ad esempio agli oltre 2.200 siti di interesse comunitario localizzati ne nostro Paese, fiore all’occhiello dell’Unione Europea nel mondo.

Invece, ancora una volta, abbiamo a che fare con una bassa cucina della politica, che vuole condizionare le nomine del Presidente e del Direttore dei parchi nazionali, possibilmente senza che abbiano curriculum all’altezza delle sfide in campo naturalistico e ambientale e mira a ridurre le aree marine protette (AMP) ad una sorta di condominii degli enti locali. Questo nonostante le AMP siano preposte alla tutela del bene demaniale per eccellenza: il mare.

Pur di soddisfare gli interessi localistici di questo o quel centro di potere e di alcune categorie economiche (agricoltori e pescatori professionisti), si va ben oltre, mettendo in discussione la stessa competenza dello Stato ad una tutela unitaria di un patrimonio indivisibile, di un capitale naturale che fa parte del patrimonio di tutti/e noi.

E’ la nostra Costituzione che all’articolo 9 chiede che sia lo Stato a tutelare il paesaggio e, quindi, l’ambiente e dovrebbe essere interesse delle nostre istituzioni garantire una rete di aree protette nazionali che costituiscano un’eccellenza nella protezione di habitat e specie vegetali e animali che stanno via, via scomparendo, in questa Italia dove è sempre più raro trovare aree di pregio con un paesaggio o un patrimonio naturalistico non degradato.

E, invece, si vogliono trasformare i parchi nazionali, non in laboratori avanzati di ricerca o in culle per lo sviluppo sostenibile e l’ecoturismo, ma in una sorta di pro loco, di camere di commercio (con tutto il rispetto per la funzione di questi enti) che càmpino sui proventi derivanti dalla messa sul mercato dei marchi di qualità concessi dai parchi e soprattutto da introiti derivanti da royalties una tantum, da compensi per l’esercizio di attività economiche produttive esistenti nelle aree parco. Insomma, una licenza a continuare ad inquinare nelle aree di maggior pregio così, ottenuta, per giunta, pagando un modico prezzo, una volta per tutte. Pensiamo cosa significhi assecondare questo andazzo, aprendo quindi un varco ad attività come quella delle trivellazioni per la ricerca e coltivazione degli idrocarburi, che già stanno condizionando pesantemente il futuro di un Parco Nazionale come quello della Val D’Agri.

E la deviazione dal mandato principale, dalla missione affidata ai parchi nazionali viene ribadita anche nel caso della gestione dell’area del Delta del Po (il sistema di zone umide più esteso del Paese), dove 20 anni di gestione inefficiente dei due parchi regionali (veneto ed emiliano romagnolo) non hanno insegnato niente. Nel disegno di riforma si propone la nuova istituzione di un parco ibrido in cui le Regioni, che sinora non sono state colpevolmente all’altezza, conservano forte potere di condizionamento e dove gli obiettivi di sviluppo economico, tout court, sono equiparati a quelli propri delle aree protette, che dovrebbero aiutarci a salvare, il salvabile di quelle risorse naturali che vengono rapinate e che, se meglio gestite, contribuirebbero ancor più al nostro benessere, a migliorare la nostra qualità della vita.

La tutela della Natura non può, non deve, essere sacrificata allo sviluppo economico, e lo Stato non può e non deve venire meno al suo mandato costituzionale, consegnando ai soli interessi locali la gestione di un bene comune come il sistema dei Parchi Nazionali e delle Aree Marine Protette, che, a pensarci bene, va ben oltre le nostre responsabilità nazionali ed è bene di tutta l’umanità, solo per un caso affidato ad una entità che si chiama Italia. Una comunità nazionale che dovrebbe risponderne dimostrando di essere all’altezza della sfida. Cosa che, ancora una volta, se questa proposta diventasse legge, non saremmo capaci di fare di fronte al Mondo.

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Emergenza incendi, non c’è un solo istante da perdere (13-07-2017)

Siamo in piena emergenza incendi. Assistiamo a soccorritori stremati, con turni senza sosta, e le fiamme di centinaia di roghi che stanno devastando soprattutto la Campania, la Sicilia, la Calabria, ma anche altre regioni. Ebbene, lo diciamo a gran… Continua a leggere Emergenza incendi, non c’è un solo istante da perdere (13-07-2017)

Presidente Pd Ecomafie a convegno di società coinvolta in inchieste (11-07-2017)

Cosa ci fa il presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti ad un convegno con tanto di logo commerciale promosso da Eni-Sindyal, azienda già al centro di tantissime inchieste sul tema bonifiche? E’ gravissimo, politicamente ed eticamente, che un… Continua a leggere Presidente Pd Ecomafie a convegno di società coinvolta in inchieste (11-07-2017)

Dissesto idrogeologico, hanno mentito. Il ministro ammette che ci sono solo 7 milioni (05-07-2017)

Guardate: sul sito di Italia sicura, l’unità di missione che lavora sul dissesto idrogeologico, il governo aveva scritto nero su bianco di aver trovato 2,2 miliardi di euro, recuperati da fondi non spesi proprio per interventi contro il dissesto…. Continua a leggere Dissesto idrogeologico, hanno mentito. Il ministro ammette che ci sono solo 7 milioni (05-07-2017)

INVITO STAMPA – Convegno M5S: "Agricoltura, alternative eco sostenibili alla chimica" (03-07-2017)

Roma, 3 luglio – "Agricoltura del domani: le alternative concrete per coltivare il futuro" è il titolo del convegno del MoVimento 5 Stelle che si terrà venerdì prossimo, 14 luglio, dalle ore 15 alle 19.30, nella Sala della Lupa… Continua a leggere INVITO STAMPA – Convegno M5S: "Agricoltura, alternative eco sostenibili alla chimica" (03-07-2017)

Agricoltura, da Governo sistema farsa su controlli biologico (30-06-2017)

Roma, 30 giugno – "Il sistema di controlli per la lotta alla contraffazione dei prodotti biologici, previsto nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, è a sua volta, e paradossalmente, una farsa". Lo dichiarano i deputati del MoVimento 5… Continua a leggere Agricoltura, da Governo sistema farsa su controlli biologico (30-06-2017)