Codice antimafia: il PD gioca ancora al ribasso

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di MoVimento 5 Stelle

Il Pd, come al solito, sul contrasto alla corruzione predica bene e razzola male: nella riforma al Codice Antimafia, approvato in Senato, il partito di Renzi all’ultimo minuto ha presentato in Aula e non in Commissione, dove per 3 anni è stato discusso il provvedimento, un emendamento che depotenzia il testo e di fatto riduce molti degli elementi positivi che la norma poteva avere in principio.

Lo hanno fatto con la legge anticorruzione approvata nel 2015, lo hanno fatto con il 416 ter cp sul voto elettorale di scambio politico – mafioso e sono tornati a farlo di nuovo anche con la riforma al Codice Antimafia.

E’ ormai chiaro che per il PD i singoli corrotti e corruttori che per esempio sono indiziati di aver dato una tangente per aggiudicarsi un appalto pubblico e lo hanno fatto senza far parte di una associazione a delinquere, sono anime innocenti, agnellini e non meritano di subire misure preventive come i sequestri o gli obblighi di soggiorno. Eppure sappiamo benissimo che nei reati contro la pubblica amministrazione, il vincolo associativo non viene contestato neanche nei processi penali, figuriamoci nell’applicazione delle misure di prevenzione! I processi per la maggior parte si fanno per corruzione, non per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Quindi, aver inserito il vincolo associativo, di fatto rende inapplicabile la norma e mette in pericolo l’applicazione delle misure di prevenzione.

Quando si parla di lotta alla mafia e alla corruzione non si fanno sconti a nessuno. Questo è il dovere della politica, non quello di cercare ogni volta vie d’uscita per i responsabili del malaffare e per coloro che delinquono: questi sono tali a prescindere se appartengono o meno ad una associazione. Ci vuole, dunque, un messaggio forte, chiaro e rigoroso contro tutti indistintamente se vogliamo davvero incidere sui fenomeni corruttivi. Ci vuole coraggio: quello che manca ai partiti.

In questo Paese è necessario introdurre immediatamente l’agente sotto copertura per i reati contro la PA, il whistleblowing sia nel pubblico che nel privato, il DASPO per politici, funzionari pubblici e imprenditori corrotti, una seria riforma della prescrizione, la modifica del 416 ter del codice penale sul voto di scambio elettorale politico-mafioso. Misure che verranno introdotte dal MoVimento 5 Stelle non appena al Governo.

Niente sconti contro corruzione e mafie. Non ci renderemo mai complici di compromessi al ribasso.
Quelli ai quali è abituato il PD!

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La proposta di legge M5s per portare la storia dell’antimafia a scuola (18-05-2017)

ROMA, 18 maggio – "Introdurre nelle scuole lo studio della storia dell’antimafia per far conoscere ai nostri studenti la storia di quei nostri cittadini, rappresentanti delle istituzioni e non, che a questa battaglia di legalità e giustizia hanno dedicato… Continua a leggere La proposta di legge M5s per portare la storia dell’antimafia a scuola (18-05-2017)

Azzardo: politica ipocrita, condanna fenomeno ma non lo contrasta (17-01-2017)

ROMA, 17 gennaio – "Condividiamo la struttura della relazione della commissione Antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito ma abbiamo deciso di astenerci dal voto per far emergere l’ipocrisia delle istituzioni, ormai infiltrate dalle lobby dell’azzardo…. Continua a leggere Azzardo: politica ipocrita, condanna fenomeno ma non lo contrasta (17-01-2017)

Sversamenti sospetti, intervenga l’antimafia

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di MoVimento 5 Stelle

La Commissione Ecomafie e quella antimafia si rechino in Toscana per indagare a fondo sullo scandalo degli sversamenti illegali, una inchiesta che a livello territoriale coinvolge diverse regioni italiane: oltre alla Toscana anche Lombardia e Umbria dove una parte degli scarti di cartiere veniva bruciato negli inceneritori di Brescia e Terni e aziende coinvolte per fatti di camorra.

Una richiesta che raccoglie l’appello dei consiglieri regionali del M5S Toscana affinchè queste due importanti commissioni d’inchiesta si occupino del caso.

Parliamo di oltre 45mila tonnellate di fanghi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali che sono finite illegalmente nei terreni della campagna Toscana coltivati a grano. Un campione di fango prelevato da un campo a Montaione (FI) aveva idrocarburi 200 volte oltre il limite di legge. In parallelo alcune cartiere toscane mandavano ad incenerimento anche fuori Toscana negli impianti di Brescia e Terni scarti del pulper.

Sei le persone arrestate e 31 gli indagati, e sono coinvolte anche la 3F Ecologia dei Fornaciari e la Del.Ca dei Del Carlo , aziende di smaltimento rifiuti che il pentito di camorra Carmine Schiavone, 20 anni fa, ha indicato come corresponsabili della contaminazione nella Terra dei Fuochi fra Napoli e Caserta. continua la capogruppo M5S in Ecomafie.

Nell’inchiesta è coinvolto anche Lazzaro Ventrone della ditta Veca Sud, già indagata dalla Procura antimafia di Napoli per i rapporti coi casalesi.

Il Movimento 5 Stelle chiede che Commissione parlamentare antimafia e quella Ecomafia si rechino in Toscana per relazionare sul quadro toscano e avviare la verifica di quanto accaduto d’accordo con la Direzione Distrettuale Antimafia.

Come richiesto dai nostri colleghi del M5S in consiglio regionale della Toscana va inoltre sostenuta l’attivazione dell’Osservatorio Antimafia regionale sul ciclo dei rifiuti, ed è opportuno che la Regione Toscana si attivi come parte civile nei procedimenti penali che seguiranno all’inchiesta e si avvii immediatamente l’accertamento delle responsabilità istituzionali, regionali e provinciali, dietro quanto accaduto.

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CAMORRA A TRIESTE E UDINE: ENNESIMO EPISODIO INQUIETANTE CHE LA POLITICA REGIONALE NON PUÒ SOTTOVALUTARE

«Più volte in Consiglio regionale ci siamo sentiti dire: “La mafia in Friuli Venezia Giulia non esiste”. Oggi, invece, quegli stessi politici “distratti” sono costretti a registrare l’ennesima operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri nell’ambito di un’indagine della

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MAXI SEQUESTRO AL CLAN MAFIOSO DEI GRAZIANO. IL FVG HA BISOGNO DI UNA LEGGE ANTIMAFIA

Il maxi sequestro tra Palermo e Udine effettuato dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria ai danni clan mafioso dei Graziano rappresenta l’ennesimo campanello di allarme per la nostra regione. Alcuni mesi fa, con la mozione di solidarietà nei

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PD E ALTRI PARTITI DEVONO SPINGERE PER CALENDARIZZARE E APPROVARE LA NOSTRA PROPOSTA DIO LEGGE PER CONTRASTARE AL MEGLIO I FENOMENI SI STAMPO MAFIOSO

«Per una volta, come gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, ci sentiamo di accogliere la proposta del senatore Russo di “gareggiare insieme per combattere le infiltrazioni mafiose”. La nostra speranza – sincera -, però, è che questo invito

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ALTO IL PERICOLO DI INFILTRAZIONI NEL TESSUTO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA. INTERVISTA A GIULIA SARTI

«Il Fvg è una re­gio­ne ad alto ri­schio di in­fil­tra­zio­ni ma­fio­se». A de­nun­ciar­lo Giu­lia Sarti, por­ta­vo­ce del Mo­vi­men­to 5 stel­le alla Ca­me­ra non­ché com­po­nen­te della com­mis­sio­ne An­ti­ma­fia. Il pre­mier Renzi al G20 di An­ta­lya ha af­fer­ma­to che l’I­ta­lia ha scon­fit­to

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MAFIE E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA: PRESENTATA OGGI UNA PROPOSTA DI LEGGE PER CONTRASTARE IL DIFFONDERSI DI QUESTI FENOMENI NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Una proposta di legge per introdurre una serie di “Norme in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso”. Questo è il nuovo obiettivo del MoVimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia. «Dopo i

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SOLIDARIETÀ A DI MATTEO, LA NOSTRA MOZIONE APPROVATA ALL’UNANIMITÀ

«Esprimiamo grande soddisfazione per il voto unanime del Consiglio regionale alla mozione con la quale abbiamo voluto manifestare pubblicamente tutta la nostra solidarietà al pm Nino Di Matteo, ai magistrati e alle forze dell’ordine che ogni giorno contrastano le mafie

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