La lotta alle mafie non è un compromesso

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di MoVimento 5 Stelle

Chiariamo subito una circostanza, già manifesta a tutti tranne al governo Gentiloni, al PD e a qualche giornalista. Le mafie e la corruzione sono diventate due facce della stessa medaglia. Il metodo corruttivo è il canale preferenziale per il mafioso che vuole impadronirsi di spazi di mercato ed arricchire la sua organizzazione, mantenendo ferma la volontà di affermare il proprio dominio e la propria egemonia su tutto il tessuto civile, politico ed economico.

Basti pensare al sistema messo in piedi a Roma facente capo a Buzzi e Carminati, ai comuni sciolti per mafia in tutta Italia, da nord a sud fino a toccare città delle dimensioni di Reggio Calabria. Pensiamo ai processi e agli scandali più importanti di questi ultimi anni. Nel processo Aemilia, quello che ha colpito la cosca Grande Aracri, emerge come fossero gli imprenditori vessati dalla crisi in difficoltà economiche ad andare a cercare gli ‘ndranghetisti e non il contrario. Le mafie oggi hanno dimensione sovranazionale e sono presenti in tutti i continenti con una capacità economica tale da poter corrompere ed offrire servizi senza aver quasi più bisogno di ricorrere alla violenza e all’intimidazione, da sempre loro elementi caratterizzanti.

Sulla base di queste fondamentali constatazioni, il M5s aveva proposto e sostenuto l’estensione delle misure di prevenzione previste per gli indiziati di mafia, anche agli indiziati di gravi reati corruttivi, chiaramente in presenza dei requisiti già indicati dall’articolo 1 del Codice Antimafia (d.lgs. 159/2011): l’abitualità delle condotte illecite, la pericolosità sociale del soggetto o quando si ritenga che viva abitualmente di proventi di attività delittuose.

Il PD aveva votato a favore alla Camera, salvo poi cambiare idea
(chissà perché?!) e stabilire che le misure di prevenzione si applicano ai corrotti ma soltanto se sono in associazione. Sei un potenziale corruttore solitario? Stai tranquillo: la norma non ti verrà applicata.

Per essere ancor più supini al volere di Forza Italia ed Ncd, il PD ha approvato l’impegno a valutare nei prossimi mesi la possibile modifica della legge entrata in vigore, togliendo del tutto l’applicazione delle misure di prevenzione ai gravi reati contro la pubblica amministrazione.

Stiamo parlando della legge più annacquata che si potesse concepire e dell’ennesima dimostrazione di debolezza dello Stato nella lotta alla mafia e ai metodi che le mafie utilizzano.

Questa riforma del codice Antimafia non risolve le questioni che sono emerse nel caso Saguto, non si stabilisce nessuna revoca dell’incarico a quegli amministratori giudiziari in conflitto d’interessi o nominati in stato di incompatibilità. Non ci sarà nessuna trasparenza. Si ingolferà ancor di più l’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati con la costituzione di un nuovo organo, il Comitato Consultivo d’Indirizzo che non è formato da esperti ma da rappresentanti politici e delle associazioni per dare pareri sulla spartizione dei beni. Il Governo ha deciso che le aziende sequestrate economicamente più rilevanti potrebbero essere gestite dai dipendenti di Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo di proprietà del Ministero dell’Economia, tutte persone entrate senza concorso pubblico.

Si destinano altri 850.000 euro all’Agenzia senza che vi sia alcun obbligo di relazionare su come verranno effettivamente impiegati. Insomma, si doveva fare molto di più sulla gestione dei beni dato che stiamo parlando di un patrimonio che vale milioni di euro e che lo Stato in tutti questi anni non ha saputo adeguatamente valorizzare, nonostante l’impegno costante di tutte le associazioni e gli operatori del settore.

Per non parlare del fatto che il Partito democratico alla Camera aveva approvato la nostra proposta per dare alle forze dell’ordine la possibilità di ristrutturarsi le case sequestrate ai mafiosi e assegnate loro come alloggi scorporando le spese dall’affitto. Lo stesso Pd, con la solita dissociazione mentale, al Senato ha cancellato la norma senza ragioni.

Questa riforma è stata un’occasione mancata.

Ci sono giornalisti e politici, però, che stanno ventilando rischi per persone innocenti, i quali starebbero addirittura per perdere la casa. Tanto rumore per nulla… la norma sulle misure di prevenzione troverà difficile applicazione, con buona pace di coloro che per trovare la mafia… devi seguire ancora la coppola e la lupara.

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Codice antimafia: il PD gioca ancora al ribasso

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di MoVimento 5 Stelle

Il Pd, come al solito, sul contrasto alla corruzione predica bene e razzola male: nella riforma al Codice Antimafia, approvato in Senato, il partito di Renzi all’ultimo minuto ha presentato in Aula e non in Commissione, dove per 3 anni è stato discusso il provvedimento, un emendamento che depotenzia il testo e di fatto riduce molti degli elementi positivi che la norma poteva avere in principio.

Lo hanno fatto con la legge anticorruzione approvata nel 2015, lo hanno fatto con il 416 ter cp sul voto elettorale di scambio politico – mafioso e sono tornati a farlo di nuovo anche con la riforma al Codice Antimafia.

E’ ormai chiaro che per il PD i singoli corrotti e corruttori che per esempio sono indiziati di aver dato una tangente per aggiudicarsi un appalto pubblico e lo hanno fatto senza far parte di una associazione a delinquere, sono anime innocenti, agnellini e non meritano di subire misure preventive come i sequestri o gli obblighi di soggiorno. Eppure sappiamo benissimo che nei reati contro la pubblica amministrazione, il vincolo associativo non viene contestato neanche nei processi penali, figuriamoci nell’applicazione delle misure di prevenzione! I processi per la maggior parte si fanno per corruzione, non per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Quindi, aver inserito il vincolo associativo, di fatto rende inapplicabile la norma e mette in pericolo l’applicazione delle misure di prevenzione.

Quando si parla di lotta alla mafia e alla corruzione non si fanno sconti a nessuno. Questo è il dovere della politica, non quello di cercare ogni volta vie d’uscita per i responsabili del malaffare e per coloro che delinquono: questi sono tali a prescindere se appartengono o meno ad una associazione. Ci vuole, dunque, un messaggio forte, chiaro e rigoroso contro tutti indistintamente se vogliamo davvero incidere sui fenomeni corruttivi. Ci vuole coraggio: quello che manca ai partiti.

In questo Paese è necessario introdurre immediatamente l’agente sotto copertura per i reati contro la PA, il whistleblowing sia nel pubblico che nel privato, il DASPO per politici, funzionari pubblici e imprenditori corrotti, una seria riforma della prescrizione, la modifica del 416 ter del codice penale sul voto di scambio elettorale politico-mafioso. Misure che verranno introdotte dal MoVimento 5 Stelle non appena al Governo.

Niente sconti contro corruzione e mafie. Non ci renderemo mai complici di compromessi al ribasso.
Quelli ai quali è abituato il PD!

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La proposta di legge M5s per portare la storia dell’antimafia a scuola (18-05-2017)

ROMA, 18 maggio – "Introdurre nelle scuole lo studio della storia dell’antimafia per far conoscere ai nostri studenti la storia di quei nostri cittadini, rappresentanti delle istituzioni e non, che a questa battaglia di legalità e giustizia hanno dedicato… Continua a leggere La proposta di legge M5s per portare la storia dell’antimafia a scuola (18-05-2017)

Azzardo: politica ipocrita, condanna fenomeno ma non lo contrasta (17-01-2017)

ROMA, 17 gennaio – "Condividiamo la struttura della relazione della commissione Antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito ma abbiamo deciso di astenerci dal voto per far emergere l’ipocrisia delle istituzioni, ormai infiltrate dalle lobby dell’azzardo…. Continua a leggere Azzardo: politica ipocrita, condanna fenomeno ma non lo contrasta (17-01-2017)

Sversamenti sospetti, intervenga l’antimafia

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di MoVimento 5 Stelle

La Commissione Ecomafie e quella antimafia si rechino in Toscana per indagare a fondo sullo scandalo degli sversamenti illegali, una inchiesta che a livello territoriale coinvolge diverse regioni italiane: oltre alla Toscana anche Lombardia e Umbria dove una parte degli scarti di cartiere veniva bruciato negli inceneritori di Brescia e Terni e aziende coinvolte per fatti di camorra.

Una richiesta che raccoglie l’appello dei consiglieri regionali del M5S Toscana affinchè queste due importanti commissioni d’inchiesta si occupino del caso.

Parliamo di oltre 45mila tonnellate di fanghi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali che sono finite illegalmente nei terreni della campagna Toscana coltivati a grano. Un campione di fango prelevato da un campo a Montaione (FI) aveva idrocarburi 200 volte oltre il limite di legge. In parallelo alcune cartiere toscane mandavano ad incenerimento anche fuori Toscana negli impianti di Brescia e Terni scarti del pulper.

Sei le persone arrestate e 31 gli indagati, e sono coinvolte anche la 3F Ecologia dei Fornaciari e la Del.Ca dei Del Carlo , aziende di smaltimento rifiuti che il pentito di camorra Carmine Schiavone, 20 anni fa, ha indicato come corresponsabili della contaminazione nella Terra dei Fuochi fra Napoli e Caserta. continua la capogruppo M5S in Ecomafie.

Nell’inchiesta è coinvolto anche Lazzaro Ventrone della ditta Veca Sud, già indagata dalla Procura antimafia di Napoli per i rapporti coi casalesi.

Il Movimento 5 Stelle chiede che Commissione parlamentare antimafia e quella Ecomafia si rechino in Toscana per relazionare sul quadro toscano e avviare la verifica di quanto accaduto d’accordo con la Direzione Distrettuale Antimafia.

Come richiesto dai nostri colleghi del M5S in consiglio regionale della Toscana va inoltre sostenuta l’attivazione dell’Osservatorio Antimafia regionale sul ciclo dei rifiuti, ed è opportuno che la Regione Toscana si attivi come parte civile nei procedimenti penali che seguiranno all’inchiesta e si avvii immediatamente l’accertamento delle responsabilità istituzionali, regionali e provinciali, dietro quanto accaduto.

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CAMORRA A TRIESTE E UDINE: ENNESIMO EPISODIO INQUIETANTE CHE LA POLITICA REGIONALE NON PUÒ SOTTOVALUTARE

«Più volte in Consiglio regionale ci siamo sentiti dire: “La mafia in Friuli Venezia Giulia non esiste”. Oggi, invece, quegli stessi politici “distratti” sono costretti a registrare l’ennesima operazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri nell’ambito di un’indagine della

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MAXI SEQUESTRO AL CLAN MAFIOSO DEI GRAZIANO. IL FVG HA BISOGNO DI UNA LEGGE ANTIMAFIA

Il maxi sequestro tra Palermo e Udine effettuato dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria ai danni clan mafioso dei Graziano rappresenta l’ennesimo campanello di allarme per la nostra regione. Alcuni mesi fa, con la mozione di solidarietà nei

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PD E ALTRI PARTITI DEVONO SPINGERE PER CALENDARIZZARE E APPROVARE LA NOSTRA PROPOSTA DIO LEGGE PER CONTRASTARE AL MEGLIO I FENOMENI SI STAMPO MAFIOSO

«Per una volta, come gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, ci sentiamo di accogliere la proposta del senatore Russo di “gareggiare insieme per combattere le infiltrazioni mafiose”. La nostra speranza – sincera -, però, è che questo invito

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ALTO IL PERICOLO DI INFILTRAZIONI NEL TESSUTO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA. INTERVISTA A GIULIA SARTI

«Il Fvg è una re­gio­ne ad alto ri­schio di in­fil­tra­zio­ni ma­fio­se». A de­nun­ciar­lo Giu­lia Sarti, por­ta­vo­ce del Mo­vi­men­to 5 stel­le alla Ca­me­ra non­ché com­po­nen­te della com­mis­sio­ne An­ti­ma­fia. Il pre­mier Renzi al G20 di An­ta­lya ha af­fer­ma­to che l’I­ta­lia ha scon­fit­to

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MAFIE E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA: PRESENTATA OGGI UNA PROPOSTA DI LEGGE PER CONTRASTARE IL DIFFONDERSI DI QUESTI FENOMENI NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Una proposta di legge per introdurre una serie di “Norme in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso”. Questo è il nuovo obiettivo del MoVimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia. «Dopo i

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