La grottesca fantasia di Anzaldi

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di Roberto Fico

Non saprei dire se il gesto di Anzaldi sia più grave o grottesco. Estrapolare una frase da uno show e sulla base di questo scrivere una lettera al Ministro dell’Interno a tutela dell’incolumità dei giornalisti è un atto irresponsabile.

Si tratta evidentemente di battute, che spesso Beppe Grillo rivolge direttamente ai presenti in sala. Credo che il Ministro dell’Interno abbia cose più serie da affrontare degli allarmi degli esponenti del Pd, privi di qualsiasi fondamento, frutto della loro fantasia. Anzaldi non scomodi il Ministro dell’Interno a sproposito e si preoccupi un po’ di più delle diffamatorie fake news che partono dal suo partito, come quella di recente rilanciata da Alessandra Moretti su un bimbo morto a Roma perché morso da un topo.

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Via il capocomunicazione di Renzi dalla Vigilanza RAI!

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di MoVimento 5 Stelle

Matteo Renzi ha scelto il proprio nuovo ‘uomo-comunicazione’. Dopo aver rottamato Filippo Sensi, rimasto a Palazzo Chigi con l’avatar Gentiloni, ha scelto Michele Anzaldi. Chi è Anzaldi? Cresce come giornalista nel mensile di Legambiente quando il direttore è l’attuale premier Gentiloni. A metà degli anni ’90 diventa l’ombra di Rutelli, in Campidoglio è il suo portavoce e capo ufficio stampa, lo segue praticamente per quindici anni. Fino a quando non arriva la possibilità di fare il salto, diventando deputato grazie ai buoni uffici renziani. Viene infatti paracadutato in lista in Emilia Romagna, approdando alla Camera dei deputati grazie al Porcellum. Così diventa il censore pd incaricato di attaccare giornalisti e conduttori Rai quando danno troppo spazio al MoVimento 5 Stelle.

Lo ha fatto in maniera sistematica, per esempio, con il Tg3 prima che venisse cambiato il direttore. Lo ha fatto anche con le trasmissioni che ospitavano interviste ai nostri portavoce. Oltre a ricoprire il ruolo di censore e di responsabile comunicazione di Renzi però Anzaldi ricopre un altro incarico: fa parte della commissione di Vigilanza Rai, di cui è segretario. Dunque si potrebbe trovare a difendere in commissione Bruno Vespa e poi trattare con lui determinate condizioni per un’intervista al suo Renzi. Un evidente conflitto d’interessi. Non sarebbe strano, lui ha già attaccato conduttori del Servizio pubblico, qualche tempo fa disse che al Tg3 “purtroppo non hanno seguito il percorso del Partito democratico: non si sono accorti che è stato eletto un nuovo segretario, Matteo Renzi, il quale poi è diventato anche premier”.

A distanza di poco più di un anno viene premiato. Adesso Anzaldi è il capo della comunicazione di Renzi. Così l’esercito renziano potrà avere sempre più controllo del servizio pubblico. Per questo abbiamo chiesto di dimettersi immediatamente, non può svolgere un doppio incarico con questo enorme conflitto d’interessi.

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Se la Rai affida al Pd la scelta dei palinsesti

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di Alberto Airola, M5S Senato

Apprendiamo dai corridoi di viale Mazzini che il ruolo che fu di Carlo Verdelli dovrebbe diventare appannaggio del deputato dem Michele Anzaldi. Sarebbe una scelta che non ci stupirebbe in alcun modo perché nel solco di un percorso ben preciso del management del servizio pubblico e della classe dirigente renziana.

E’ davvero bizzarro che le associazioni di categoria attacchino il MoVimento 5 Stelle quando fa notare delle storture che riguardano alcuni mezzi di informazione, in particolar modo i telegiornali, mentre quando Anzaldi pretende di dettare il palinsesto nessuno apre bocca.

Fanno sorridere infine la richiesta che il direttore editoriale dell’offerta informativa in pectore ha fatto ieri: silenziare lo scontro del Pd, che si sta preparando a una scissione. Ci prepariamo ad un servizio pubblico gestito dai luogotenenti di Renzi e Gentiloni, come il fedele Anzaldi.

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