Torino, nuovo regolamento nomine: giovani, merito e trasparenza

di Chiara Appendino

Con il nuovo Regolamento Nomine della Città di Torino si introducono per la prima volta in Italia delle specifiche che sono in grado di dare davvero una risposta a chi da troppo tempo aspettava un cambiamento in tema di nomine ne… Continua a leggere Torino, nuovo regolamento nomine: giovani, merito e trasparenza

Da oggi non staremo più zitti #IoCiMettoLaFaccia

di Luigi Di Maio

Quando vi abbiamo detto in questi anni che sarebbe stata la campagna elettorale più scorretta della storia, non scherzavamo. Siamo sotto attacco, il MoVimento è sotto attacco. In questo momento stanno provando ad accerchiarci da tut… Continua a leggere Da oggi non staremo più zitti #IoCiMettoLaFaccia

Verità, coraggio, futuro – la nostra scelta per risanare i conti di Torino

di Chiara Appendino

Abbiamo approvato in Giunta il cosiddetto Piano di Rientro. Ovvero una pianificazione di interventi che coinvolgerà tutto il nostro mandato di cui alcuni dettagli potete trovare nella presentazione qui.

Verità
Dobbiamo ripartire… Continua a leggere Verità, coraggio, futuro – la nostra scelta per risanare i conti di Torino

Gioco d’azzardo: la tremenda storia di Massimo

giocodazz.jpg

di Chiara Appendino

Ci tengo a condividere con voi questa lettera. Qui ci sono tutti i motivi che ci spingono a batterci con tutte le nostre forze contro la piaga del gioco d’azzardo patologico. A nome mio e di tutta la Città di Torino voglio ringraziare di cuore Massimo per aver avuto la forza di scrivere queste parole.

————————————————————

Per tutelare la mia famiglia e il mio lavoro mi presento solo come Massimo.

Sono un ex giocatore delle slot machine e scrivo questa lettera aperta che non è altro che una riflessione e mi auguro possa servire a qualcuno.

Per prima cosa domandati perché stai leggendo questa mia lettera, sono due le opzioni: o sei curioso di leggere come certa gente ( che magari reputi anche stupida ) si è rovinata giocando alle slot, oppure sei un giocatore e di conseguenza ti senti toccato.

Se fai parte dei giocatori abbi il coraggio di ammettere a te stesso che HAI UN PROBLEMA come l’ho avuto io, ma la buona notizia è che i problemi si risolvono, e se ci sono riuscito io che sono il Signor nessuno, tutti ci possono riuscire.

Gioco d’azzardo: una droga silenziosa

Il gioco d’azzardo patologico è una vera e propria droga proprio come il tabacco, l’eroina, la cocaina ecc.., solo perché non si assume fisicamente nessuna sostanza non vuol dire che non crei dipendenza, anzi molto spesso è molto più deleteria e molto più distruttiva in quanto subdola, è subdola perché ci si accorge tardi di avere un problema, è subdola perché la trovi sotto casa, è subdola perché adesso è addirittura in casa tramite un semplice computer, è subdola perché anche la televisione pubblicizza il gioco online, è subdola perché ogni cosa che ha come fulcro il denaro non guarda in faccia a nessuno.

Ho usato il prefisso “ex“ giocatore – e lo reputo sbagliato, in quanto a mio modo di vedere essere convinti di aver smesso definitivamente con una qualsiasi dipendenza, elimina la paura di ricaderci e proprio per questo motivo è facile che ci ricadi, mi spiego meglio, il falegname che non ha paura della sega circolare probabilmente si taglia un dito, l’ex fumatore convinto che una sola sigaretta (magari offerta) non lo possa far ricadere nella dipendenza molto spesso è proprio il motivo per cui ci ricade, per cui non voglio definirmi “ex”, ma la definizione giusta è che sono TERRORIZZATO dai video poker.

Questo è uno dei motivi per cui inizia una qualsiasi dipendenza, la NON paura nei confronti di quello che si sta per provare, e questo accade per molti motivi che vanno dalla non conoscenza specifica, alla spavalderia intesa come “ io non sono mica scemo, non ci cascherò mai e smetto quando voglio! “.

Sappi che non voglio farti la morale e dirti quanti soldi stai buttano o dirti che giocare è deleterio, sono tutte cose che sai già, provo solo a dirti come ho IMPARATO ad avere il terrore delle slot machine.

Come tutto ha avuto inizio

Ho iniziato prendendolo come uno svago, un momento di relax e magari vincere qualcosa, l’ambiente mi ha catturato e rapito, ero lontano da tutti i problemi e i fastidi della vita.

Come tutte le dipendenze si comincia poco alla volta, ricordo benissimo di aver giocato 70 Euro, che sono pochi e nello stesso tempo sono molti, era il contante che avevo in tasca, una volta uscito dalla sala quel giorno dissi a me stesso che era una cosa da pazzi entrare in quei posti e la cosa sembrava terminata li.

Il giorno seguente avevo un’ora libera e questa sala era a 1 Km dalla mia abitazione, andai a prelevare proprio lì a fianco e memore di aver perso 70 euro il giorno precedente dissi a me stesso di ritentare, tutto sommato 70 euro non mi mandavano in fallimento, ma il fatto di averli persi mi infastidiva, mi dicevo che non era possibile e che me li dovevo riprendere, quel momento lo ricordo benissimo e fu il momento in cui senza saperlo è iniziata la mia dipendenza, e infatti anche quel giorno buttai via altri 100 Euro, senza vincere nulla.

Nei giorni seguenti ritentai sempre con 50 o 100 Euro, rivolevo i miei soldi, e dopo una decina di giorni successe quello che mi portò alla rovina, vinsi ben 5000 Euro, come puoi immaginare ero sulle nuvole, ero contentissimo e abbondantemente appagato, ebbene vincere fu la mia rovina,

Vincere ti da fiducia e ti da l’illusione che tu non possa mai perdere o che comunque se provi oggi e provi domani prima o poi ti pagano, nulla di più falso, inutile dire che nel giro di una settimana me li ero rigiocati tutti e anche di più.

Le sfumature che portano a giocare tanto e assiduamente sono molteplici e non basta una lettera per analizzarle.

La discesa verso il baratro…

Con il tempo la frustrazione si era impossessata di me in tutti gli ambiti, dalla vita privata alla vita sociale, ero diventato schivo, nervoso e BUGIARDO, si bugiardo perché a casa dovevo trovare ottime scuse per giustificare la sparizione dei risparmi e non esiste cosa peggiore e puoi immaginare il perché.

Ma come sono arrivato ad avere il terrore?

Per 5 anni sono stato completamente dipendente, fino ad un anno fa quando mi sono ritrovato a dover fare i conti con tutti i debiti accumulati giorno per giorno, che alla fine sono diventati una vera e propria bomba, non avevo soldi per il mutuo, non avevo soldi per pagare la corrente, non avevo soldi per il gas, non avevo soldi per il cellulare, né tanto meno per portare la famiglia in vacanza e nemmeno per mangiare una pizza al ristorante, ero completamente assorbito da questa malattia che mi portava a inserire in quelle dannate macchine fino all’ultimo centesimo a disposizione.

Dopo varie vicende che mi dilungherei troppo a raccontare ero arrivato ad avere cattivi pensieri, quei pensieri davvero terribili che ti passano per la testa e che giorno per giorno maturano dentro di te fino a pensare di metterle in pratica, perché ti convinci che sia l’unica via di uscita, e sto parlando dell’atto estremo che un uomo possa fare. Ora non voglio né pronunciare né scrivere quell’orribile parola che senz’altro hai capito, solo a pensare a quella parola mi vengono i brividi memore di come mi sentivo.

Gioco d’azzardo: uscirne si può

Nel mio caso la svolta è stata osservando una foto, precisamente la foto di mio figlio nel pieno della sua pubertà, in quell’istante ho realizzato VERAMENTE che aveva bisogno di me come io avevo bisogno di mio padre alla sua età, realizzai che non potevo essere ricordato da lui come un fallito ma soprattutto non potevo essere ricordato da lui come un non padre.

Da quel momento tutti i soldi che mi passavano per le mani obbligavo me stesso a darli a mia moglie ( sempre stata ignara del mio problema anche se sospettosa ) feci una riflessione e presi una decisione, decisi di andare comunque nella sala slot non come giocatore ma solo come osservatore con niente in tasca, e con niente intendo proprio zero soldi! Non portavo nemmeno il bancomat per non farmi prendere dalla voglia di prelevare. Iniziai ad analizzare i comportamenti delle persone mentre giocavano ed è tremendamente sorprendente quello che si percepisce e si comprende da osservatore, potrei stare ore a raccontare aneddoti e situazioni.

Quello che osservavo io era quello che gli altri vedevano in me stando al di fuori e mi ha completamente aperto gli occhi, in quei giorni ho cominciato ad avere paura delle slot, questa paura è cresciuta a tal punto che non ho più inserito un centesimo ed è un anno che non gioco.

Rivedere un futuro
Oggi sono completamente terrorizzato e ogni persona che vedo giocare anche al bar vorrei avvicinarmi e fargli un discorso di ore per farlo smettere, questa dipendenza uccide senza saperlo.

In conclusione quello che mi ha dato la forza di uscirne è stato l’amore.

Troppe volte questa parola viene usata a sproposito, o viene percepita come una parola da usare in un romanzo, qui è tutto reale, non ho bisogno di romanzare nulla, se avessi pensato solo a me probabilmente adesso sarei a dormire in stazione a Milano, ma fare male alle persone che ti amano ti ferisce nell’anima e questo non lo posso permettere.

Quindi caro giocatore, non devi smettere perché perdi soldi, non devi smettere perché potresti diventare un senza tetto, non devi smettere perché stai distruggendo la tua vita, devi smettere perché stai distruggendo la vita di chi ti ama e ha bisogno di te, loro non devono pagare per i tuoi errori, fosse anche solo il tuo cane.

Naturalmente sto pagando ancora le conseguenze e so che per ritornare al tenore di vita che avevo prima ( un tenore di vita normalissimo ) ci vorrà qualche anno ma sono sereno, sono tornato a sorridere, sono tornato a godere della mia vita fatta di piccolissime cose, la serenità e la consapevolezza mi rende forte e fiducioso per il futuro.

Considero la mia esperienza con le slot come fosse una grande storia d’amore, purtroppo la donna di cui mi sono innamorato era estremamente pericolosa e ho voluto e dovuto lasciarla per non morire, rimarrà nel mio cuore non come un bel ricordo ma come puro terrore.

Se tu che stai leggendo pensi che le mie parole possano essere esagerate, devi sapere che molte persone sono state o sono nella situazione da me descritta, non hanno il coraggio di dirlo come non lo avevo io, sono molti di più di quello che si possa pensare e sono persone normalissime che faticano a gestire le proprie debolezze e vanno aiutate

Insieme possiamo combattere questa piaga
In ultimo vorrei sensibilizzare i giocatori a farsi avanti e a chiedere con forza ai loro comuni o agli enti competenti di introdurre l’autoesclusione , proprio come avviene nei Casinò o nel gioco online.

Dovete chiedere che all’entrata delle sale ci sia un controllo sull’età in primis e inoltre chiunque deve avere la possibilità di chiedere di essere escluso, più volte preso dallo sconforto pensavo che se non mi avessero fatto entrare non avrei perso soldi e mi sarei rassegnato, ma questa possibilità nelle sale non esiste, so che di sale ce ne sono moltissime ma è anche vero che una volta che ci si è autoesclusi dalle sale nelle vicinanze si è sempre più scoraggiati a fare molti chilometri per andare a giocare, o perlomeno si limitano i danni, questa cosa credo fermamente che possa aiutare parecchie persone, so per certo che il comune di Torino sta lavorando per cercare di arginare questo fenomeno e mi auguro ci siano iniziative di propaganda informativa e legislativa.

Massimo

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Gioco d’azzardo: la tremenda storia di Massimo

Fassino stroncato dalla Corte dei Conti: ha lasciato un disastro economico

faszzino.jpg

di Chiara Appendino

La giunta Piero Fassino ha lasciato al 31/12/2015 il bilancio della Città di Torino in una situazione di squilibrio strutturale: lo sancisce la Corte dei Conti nelle proprie conclusioni a termine della fase istruttoria.

Cade così, definitivamente, il falso mito di aver lasciato a me e alla mia squadra una città con i conti in ordine. La realtà dei fatti si dimostra molto distante da quanto propagandato fino ad oggi.

Ora toccherà a noi l’onere di rimettere i conti in equilibrio. Come prescritto dalla Corte dei Conti, entro il 30/9 illustreremo il piano con i provvedimenti che dovremo adottare.

Qui il testo integrale della Pronuncia

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Fassino stroncato dalla Corte dei Conti: ha lasciato un disastro economico

La battaglia di civiltà contro il gioco d’azzardo dei sindaci 5 Stelle

rappegindio.jpg

Lettera aperta dei sindaci del MoVimento 5 Stelle

L’azzardo di massa sta segnando sempre di più il volto delle nostre città: negozi e botteghe artigiane chiudono per mancanza di clienti e al loro posto proliferano sale da azzardo con il loro contorno di finanziarie e “compro oro”; bar e tabaccherie sono diventati mini-casinò -dove di fatto azzardano anche preadolescenti- e una delle cause principali di indebitamento di famiglie e imprese. Accanto a questi luoghi si è diffusa l’usura, dove non sia la criminalità stessa ad infiltrarsi nella gestione delle sale.
Nel 2016 in Italia, si sono “giocati” 95 miliardi, infrangendo ogni record: 7,9 miliardi al mese, 260 milioni al giorno, quasi 11 milioni l’ora; una somma pari al 4,75% del PIL, al 12% della spesa delle nostre famiglie, su cui ricadono i drammi umani, aggravati da indebitamento ed usura.

Per chi come noi, riveste il ruolo di Sindaco è un dovere morale
, prima ancora che politico, intervenire su questa nuova alienazione che spesso porta una pesante dipendenza patologica e danni al tessuto economico e sociale.
In questi anni molte amministrazioni comunali hanno disposto, attraverso regolamenti e ordinanze, limitazioni di orari e distanze dai luoghi sensibili (scuole, chiese, luoghi di socializzazione) a tutela della salute delle fasce deboli, anziani e minorenni su tutti, e per ridare un volto più umano alla città. Lo hanno fatto affrontando i ricorsi dei gestori, supportati dai colossi finanziari della filiera. E la loro costanza ha vinto: negli anni le sentenze dei TAR, del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale hanno sancito che le norme regionali e le prescrizioni comunali in questo ambito sono legittime, anzi doverose.

Sappiamo bene che un fenomeno di questa portata non si combatte solo con misure restrittive, ma anche promuovendo spazi sociali, sportivi e culturali, dove le persone possono sviluppare relazioni umane e coltivare quegli interessi che sono alla base di una società sana e consapevole. Ma è imprescindibile fronteggiare un mercato di massa che va a cercare le vittime nei contesti di vita e che porta solitudine, passività e degrado.

Le comunità locali, insieme alle autorità di pubblica sicurezza e alle forze di polizia dislocate sul territorio, sono i primi sensori in grado di percepire i rischi per la salute, il degrado urbano e il diffondersi delle illegalità, dovremmo dunque riconoscere ai sindaci poteri autorizzativi e di diniego oltre che di regolamentazione.
In Conferenza Unificata Stato/Regioni si cerca dunque di convincere gli Enti Locali a rinunciare alle loro prerogative e ad accettare un compromesso sulla pelle viva delle persone.

Il Governo propone una riduzione formale dei luoghi di azzardo, che diverrebbero però mini casinò non soggetti alle norme locali: dei porti franchi liberi di piazzarsi accanto ad una chiesa una scuola o un centro giovanile, divenendo più efficaci nell’andare a catturare nuove vittime.

Per evitare tutto questo, basta che una sola regione resista e il Governo non potrebbe più procedere con decreto legislativo: sarebbe necessario passare per il Parlamento dove, lo sappiamo, esiste una sensibilità contraria all’azzardo.

Chiediamo dunque ai presidenti di Regione, soprattutto a quelli che in questi anni si sono dimostrati più sensibili al problema, di essere coerenti con l’impegno di tutelare sempre e comunque i propri cittadini, garantendo la facoltà di Comuni e Regioni di regolamentare il fenomeno dell’azzardo. Ai nostri colleghi sindaci, invece, chiediamo di condividere il presente appello a sostegno di una battaglia di civiltà per il benessere delle comunità.

È un appello che ci sentiamo di rivolgere anche pensando alle famiglie delle vittime dell’azzardo, ai volontari dei centri anti-usura e dei giocatori anonimi, alle tante persone che hanno messo a disposizione il loro tempo per organizzare gli SlotMob.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere La battaglia di civiltà contro il gioco d’azzardo dei sindaci 5 Stelle

Boschi, ma cosa mi dici mai?

ertuapebo.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Maria “Etruria” Boschi, la ministra riscaldata dal governo Gentiloni nonostante avesse spergiurato che in caso di vittoria del NO al referendum se ne sarebbe tornata a casa, ieri ha dimostrato la sua incompetenza e pochezza istituzionale. Ha snobbato le legittime richieste dei torinesi, come fossero figli di un dio minore solo perchè hanno democraticamente eletto a sindaco la portavoce del MoVimento 5 Stelle Chiara Appendino. Secondo leiLa sindaca Appendino sa che il governo ha un confronto con il comune e che i 61 milioni non sono dovuti“.

Boschi, ma cosa mi dici mai? Non lo sai che ci sono due sentenze, una del Tar e l’altra del Consiglio di Stato, che danno ragione ai torinesi? Persino il profeta Fassino ha dovuto ammettere che la ragione è di Chiara Appendino. I torinesi hanno diritto a quei soldi e lo Stato li deve sganciare, punto. I rappresentanti del governo non possono permettersi di discriminare una comunità cittadina solo perchè il sindaco che amministra non è del loro partito. Basta con l’arroganza. Il governo faccia quello che deve fare e restituisca i soldi ai cittadini. La Boschi chieda scusa ai torinesi e si dimetta. La sua spocchia la rende indegna di continuare a ricoprire un ruolo istituzionale.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Boschi, ma cosa mi dici mai?

Corto circuito in salsa PD

caste_faaob.jpg

di Laura Castelli

Non c’è nulla di peggio di un partito che si incarta e si contraddice da solo.

I fatti:

– Chiara Appendino chiede al Governo ciò che deve al Comune di Torino. 61 milioni così come da sentenze del Tar e del Consiglio di Stato.
– Piero Fassino comincia a scalpitare perché se oggi Torino vanta questo credito è grazie a lui. E quindi chiede riconoscenza.
– Maria Elena Boschi in TV dichiara che a Torino non spettano questi soldi, che non sono dovuti.

Ammetto di essere un po’ confusa. Sarà mica questione di colore politico? Chissà cosa risponderà Fassino alla sua compagna Boschi.

Noi rispondiamo così:

“Non lo dice Chiara Appendino che quei 60 milioni spettano a Torino, ma due sentenze, una del Tar e l’altra del Consiglio di Stato – ha dichiarato la Sindaca di Torino – Il Governo dovrebbe avere con le amministrazioni locali un rapporto istituzionale e non legato all’appartenenza politica, cosa che dalle dichiarazioni di Boschi mi sembra che non avvenga per Torino.
Faccio appello affinchè tutta Torino si unisca a noi in questa battaglia che è una battaglia per la nostra comunità e per tutti i torinesi”.
E ancora: “Gli esiti delle due sentenze dei giudici amministrativi certificano la correttezza dei calcoli effettuati dai nostri uffici. Per questa ragione abbiamo deciso di rimettere la questione al Consiglio di Stato con un ricorso di ottemperanza che sarà notificato nei prossimi giorni ai ministeri. Come sono state trovate soluzioni transattive per altri comuni come Lecce, tramite l’inserimento di un emendamento specifico nella finanziaria, ci saremmo aspettati lo stesso trattamento per Torino. Chiediamo niente di più e niente di meno di ció che ci è dovuto.” ha concluso Chiara Appendino.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Corto circuito in salsa PD

Così stiamo trasformando Torino

appendino_chiarApp.jpg

di Chiara Appendino, sindaco di Torino

La sfida di un’Amministrazione è quella di tradurre in azioni concrete quelle che sono le idee che sostiene, e soprattutto, dare motivo ai cittadini di crederci con la stessa forza.
È in questa direzione che va la scelta presa martedì 14 marzo dalla nostra Giunta sul tema del Commercio. Abbiamo infatti intenzione di favorire le nuove aperture commerciali che risponderanno ad alti standard qualitativi.

Tra le caratteristiche di questi standard ci saranno, ad esempio: la possibilità di accedere a una rete wi-fi gratuitamente, la disponibilità di fasciatoi per i bebè, la presenza chiara ed evidente di informazioni sugli effetti dell’abuso di alcolici, la promozione di iniziative della Città, l’apertura durante le principali festività e nelle due settimane centrali di agosto, e il rispetto della normativa per il superamento delle barriere architettoniche per l’accesso ai locali e per i servizi igienici.

Ma, più di tutto – e si tratta di un punto a cui teniamo particolarmente – la totale assenza di slot-machine in un’ottica di contrasto serrato alla piaga della ludopatia.

Tutti i nuovi locali che presenteranno queste caratteristiche qualitative avranno agevolazioni in termini di sconti sugli oneri comunali fino al 20% della somma totale, e con la possibilità di rateizzare l’importo fino a sette anni.
Questo contribuirà al rinnovamento del commercio locale in un orizzonte qualitativo con benefici per lo stesso commercio e per tutti i cittadini.

Puntiamo in questo modo a dare una spinta alle nuove aperture di locali commerciali, al lavoro e, in particolare, a stili di vita virtuosi in cui crediamo fortemente.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Così stiamo trasformando Torino

A Torino arriva la rete 5G

torino5g.jpg

di Chiara Appendino, sindaco M5s Torino

Sono particolarmente orgogliosa di annunciare che la Città di Torino sarà la prima in Italia a sperimentare la rete 5G.
Internet è un mezzo potente e prezioso: attraverso la rete si uniscono mondi lontani, si scambiano emozioni e si sviluppano possibilità lavorative. Con l’accesso a una rete solida si promuovono sviluppo, tecnologia, conoscenza, informazione e trasparenza.
Ma, soprattutto, si dà la prova concreta di una volontà di Torino di investire in infrastrutture e innovazione per creare un ecosistema fertile all’insediamento di nuove imprese sul territorio.
Il protocollo d’intesa con TIM, stipulato dall’Assessora all’Innovazione e Smart City Paola Pisano e approvato stamattina in Giunta prevede la sperimentazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazioni, basata su tecnologie e standard di quinta generazione in grado di offrire prestazioni superiori alla rete 4G.
La rete 5G infatti si traduce in una maggiore capacità e affidabilità di trasmissione dati e nella possibilità di connessione di un numero molto elevato di oggetti. Self-driving car, smart-traffic, domotica, cloud-computing e molto altro sono grandi passi avanti per la qualità della vita dei cittadini e per lo sviluppo delle imprese.
Il protocollo prevede che entro il 2018 possano usufruire di questa rete 3.000 utenti e che successivamente TIM realizzi la prima rete commerciale 5G.
È un’importante opportunità per la nostra Città, che vuole essere sempre più territorio aperto all’innovazione. E noi sapremo coglierla.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere A Torino arriva la rete 5G