RC Auto: pur di aiutare la lobby assicurativa, il PD si scontra con se stesso

jnsdahugvasop.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Il PD, in uno dei suoi rari momenti di lucidità, ha proposto in Commissione Finanze un buon emendamento al DDL Concorrenza. E come da sempre fa, il M5S è stato subito pronto a sottoscriverlo.

Si tratta di RC Auto in regioni o aree dove gli automobilisti sono fortemente penalizzati, quasi sempre al Sud ma non solo. L’emendamento prevedeva che chi non ha fatto incidenti con responsabilità esclusiva o concorrente negli ultimi cinque anni e ha installato una scatola nera, ha diritto a una tariffa Rc auto equiparata a quella di un assicurato, con le medesime caratteristiche oggettive e soggettive, che sia residente in regioni con un costo del premio inferiore alla media nazionale. Era una norma giusta, perché le aree del Paese a più bassa sinistrosità sono quelle in cui i premi sono i più alti. Uno stato di cose che non ha nulla a che fare con la concorrenza e il corretto funzionamento del mercato.

Abbiamo detto “era”? Sì: perché lo stesso PD, dopo averla proposta, è corso immediatamente ad autobocciarsela, tra lo stupore dell’opposizione M5S che non aveva invece avuto nulla da obiettare.
Cosa sarà mai successo?

Nulla. Ovvero, siamo alle solite: il Pd e la maggioranza sono più sensibili alle istanze delle imprese assicuratrici che a quelle dei cittadini, e la potente lobby non ha alcuna intenzione di rimetterci quattrini solo per applicare una norma di giustizia. “Dove andremo a finire se gli interessi dei cittadini vengono anteposti a quelli delle lobby?” deve aver riflettuto, ancora una volta, il PD.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere RC Auto: pur di aiutare la lobby assicurativa, il PD si scontra con se stesso

5 giorni a 5 Stelle: altri 350.000 euro risparmiati grazie al MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle

5giornia5stelle questa settimana parte da una battaglia vinta: le assicurazioni per i deputati verranno cancellate a partire da quest’anno. Altri 350.000 euro risparmiati grazie al fiato sul collo che i portavoce del MoVimento 5 Stelle stanno facendo negli uffici di presidenza delle camere.
Le buone notizie non terminano qui: la battaglia contro il TAP, il metanodotto contestato dai cittadini pugliesi, segna una prima vittoria. Il Tar ha infatti accolto il ricorso della Regione Puglia contro l’espianto degli ulivi, proprio come auspicato dal MoVimento 5 Stelle anche attraverso interrogazioni come quella che vediamo esposta da Diego De Lorenzis.

Le nostre telecamere si spostano in Senato dove ascoltiamo Giovanna Mangili in due interventi. Il primo dove esprime la contrarietà del MoVimento al voto di fiducia chiesto dal governo, palesemente “non all’altezza del compito”, per il terzo decreto scritto dal governo in favore delle popolazioni colpite dal sisma dell’anno scorso.
Nel secondo invece la sentiremo approvare le relazioni della commissione d’inchiesta sull’omidicio di Aldo Moro e spingere sull’acceleratore alla ricerca della verità in un quadro che, come suggerito dal lavoro in commissione, travalica i confini nazionali.
Ci spostiamo a Strasburgo dove David Borrelli ci spiega del pericolo nascosto dietro all’abolizione dei costi di roaming della telefonia mobile sul territorio europeo.
Sempre in ambito UE, ma dal Senato, Andrea Cioffi ci parla del paradosso del mercato delle emissioni e della proposta del M5S di abolirle per istituire invece una carbon tax.
Ascoltiamo poi nell’aula della Camera Tiziana Ciprini motivare l’astensione del MoVimento 5 Stelle al decreto legge che abolisce i voucher per impedire il referendum.

Se il partito democratico teme i referendum, quello della democrazia diretta è IL tema per eccellenza del MoVimento 5 Stelle che, nella settimana che ha visto votare gli iscritti a Rousseau le priorità del programma di governo per gli affari esteri, in Campidoglio affida tra gli altri a Riccardo Fraccaro un annuncio storico: il Comune di Roma si dota di regolamenti per consentire la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni della giunta.
Quali effetti possano avere i metodi della democrazia diretta sulla politica di uno Stato è l’oggetto dell’ultimo servizio. Mirko Busto ci racconta infatti, nell’ultimo servizio di questa puntata, come nella Svizzera francese un gruppo di cittadini sia riuscito ad ottenere la calendarizzazione di un referendum sull’abolizione dei concimi chimici in agricoltura.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere 5 giorni a 5 Stelle: altri 350.000 euro risparmiati grazie al MoVimento 5 Stelle

Chiudiamo l’outlet Italia: difendiamo Generali dalle mani straniere

n-GENERALI-large570.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Ci risiamo, ancora una volta un asset importante del nostro paese, le Assicurazioni Generali, è a rischio di scippo da parte di investitori stranieri. E’ questo forse quello che intendeva Renzi quando invitava gli investitori esteri a credere nell’Italia?

E’ così che si deve leggere la partita che si sta giocando ai piani alti della finanza italiana dove Intesa San Paolo e Mediobanca si sfidano sul terreno del Leone di Trieste.

Generali è una delle eccellenze italiane di caratura internazionale, è presente in 60 paesi con 470 società e quasi 80 mila dipendenti. Un patrimonio da 74 miliardi di premi, costituiti da polizze a monte delle quali ruotano 90 miliardi di titoli del debito pubblico italiano, e un totale di 500 miliardi di attivi gestiti. Il risparmio di diverse generazioni di italiani é in sostanza custodito nella cassaforte di Trieste.

Adesso ci risiamo. La fatica dell’euro si fa sentire, indebolisce il nostro tessuto economico e crea le opportunità di shopping per il più forte, di solito estero. Prima della crisi di Lehman, quasi 10 anni fa, le Generali valevano in borsa 30 miliardi, quanto gli altri due colossi assicurativi europei, i francesi di Axa e i tedeschi di Allianz. Oggi Generali è ferma lì, mentre Axa vale il 40% in piu’ (45 miliardi) e Allianz il 70% (70 miliardi). Ci sono motivi strategici che hanno contribuito a creare questo gap ma è soprattutto alla crisi economica italiana che dobbiamo questo. Lo dimostrano le valutazioni delle principali aziende italiane quotate in borsa nel confronto con i loro pari europei, oggi rispetto a ieri.

E il nostro governo cosa fa? Ancora una volta starà a guardare di fronte all’affronto dei francesi?
Unicredit, Telecom, Edison, Ansaldo Energia, Ansaldo Breda, Alitalia sono solo alcune delle nostre aziende, del nostro know-how, del nostro patrimonio umano, finanziario e ingegneristico che è finito in mani straniere, ma l’elenco è lunghissimo.

Come non ricordare i casi Star, Carapelli o Parmalat?

È necessario dare un freno a questa tendenza o l’Italia sarà sempre più al guinzaglio di altri paesi. Non è accettabile nemmeno immaginare o assistere ad uno spezzatino di Generali con il ramo assicurativo in Germania ceduto ad ALLIANZ ed il ramo francese ceduto ad AXA.

Rigettiamo l’idea di veder replicate dinamiche “di provenienza Svizzera” già viste in passato nello smembramento di un importante banca olandese finito con la sciagurata vendita al Monte dei Paschi di Siena di Antonveneta.

Vogliamo scongiurare ciò che tecnicamente si chiama break up e che l’ultima volta che si è visto con dimensioni analoghe a quelle del leone di Trieste in Europa nel febbraio 2007 sulla olandese Abn Amro (web link).

Partirono da lì i problemi del Monte dei Paschi perché parte di quello spezzatino comportò la cessione agli spagnoli di Santander delle attività sudamericane di ABN Amro unitamente alla Banca Antonveneta allora controllata proprio dagli olandesi. Nel giro di sei mesi la stessa Antonveneta comprata per 6 miliardi dagli spagnoli (prezzo già alto) fu rivenduta da quest’ultimi al MPS al prezzo folle di 9 miliardi condannandola così a morte con un esborso che non avrebbe mai digerito grazie all’acume del PD e del suo manager paladino in MPS Mussari il quale anziché essere cacciato su due piedi fu addirittura premiato a capo della Associazione Bancaria Italiana.

Cedere la sovranità anche nella gestione del risparmio significa consegnare all’estero i soldi degli italiani, i loro risparmi, per fare investimenti in Francia e sostenere l’economia tedesca. Abbiamo il dovere di difendere e mantenere le proprietà delle aziende e degli asset principali in Italia. Se siamo diventati uno dei paesi cardine del G8, è merito del tessuto economico del nostro paese, di quelle realtà che stiamo svendendo pezzo dopo pezzo.

Si torna dunque sempre al risparmio degli italiani, la vera residua ricchezza del paese, quella che ci tiene a galla pur in agonia all’interno dell’Euro. Quello stesso risparmio a cui attinge la Germania con la sua politica deflattiva atta a traferire ricchezza dalla periferia al centro dell’Europa. Che si tratti di Generali, Antonveneta, Etruria, Pioneer, MPS o Atlante chi ci mette i soldi sono gli italiani con i loro risparmi messi a rischio o ceduti all’estero senza avere voce in capitolo.

La incapacità di fare sistema ha contribuito a spogliare l’Italia della proprietà dei suoi marchi migliori (Indesit, Krizia, Poltrona Frau, Loro Piana, Bulgari, Bottega Veneta, Galbani, Pernigotti, Eridania, Fiorucci, Orzo Bimbo, Peroni, BNL, Cariparma, ma l’elenco è lunghissimo).

Si tratta di una questione vitale per il nostro paese. Abbiamo il dovere di difendere e mantenere le proprietà delle aziende e degli asset principali in Italia. In Italia devono avere gli interessi principali e anche l’azionariato di riferimento.

Da più di un secolo c’è un palazzo delle Generali in ogni piazza grande di Italia. Vogliamo che continui ad esserci e che continui a parlare italiano.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Chiudiamo l’outlet Italia: difendiamo Generali dalle mani straniere

Dopo di noi; dal Pd legge-beffa che non tutela i più deboli (14-06-2016)

ROMA, 14 giugno 2016 – "Questa legge sul ‘dopo di noi’ rappresenta un’occasione mancata per la vera presa in carico di cittadini disabili, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più fragili e meno abbienti. Fortemente favorite, invece, sono le assicurazioni e… Continua a leggere Dopo di noi; dal Pd legge-beffa che non tutela i più deboli (14-06-2016)

Legge su responsabilità medica: meno tutele e più spese (e le assicurazioni ringraziano)

ROMA, 28 gennaio 2016 – "Una proposta di legge che determinerà l’abbassamento dei premi assicurativi di cliniche private e strutture pubbliche, aumenterà i profitti delle società assicuratrici, non ridurrà i casi di malasanità ma soltanto i risarcimenti nei confronti dei… Continua a leggere Legge su responsabilità medica: meno tutele e più spese (e le assicurazioni ringraziano)

Concorrenza: "Provvedimento supino alle lobbies. I cittadini ne pagheranno le conseguenze"

Roma, 7 ottobre 2015 – "Questo decreto di concorrenza ha solo il nome. Mette in difficoltà artigiani, consumatori, cittadini: è l’ennesimo decreto da cui può solo trasparire la volontà del Governo di non voler non solo aprire il mercato… Continua a leggere Concorrenza: "Provvedimento supino alle lobbies. I cittadini ne pagheranno le conseguenze"

Rc auto: M5S, appello al Pd, è occasione che non si può perdere

"Da sempre il Movimento 5 stelle ritiene che gli automobilisti virtuosi debbano essere premiati con la tariffa Rc auto piu’ bassa del territorio nazionale. Chiediamo l’applicazione di polizze e premi assicurativi minimi per tutti i cittadini che non hanno… Continua a leggere Rc auto: M5S, appello al Pd, è occasione che non si può perdere