Oggi rinasce Atac

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di Virginia Raggi

Oggi inizia il procedimento di rinascita di Atac, l’azienda pubblica di trasporti di Roma. Il Tribunale ha ammesso la procedura di concordato preventivo in continuità: si tratta del via libera ad un programma che punta a migliorare le linee, gli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che chiedono; tutelare i dipendenti.

È la vittoria dei cittadini. Ora possiamo portare a compimento quella rivoluzione nel trasporto pubblico che i romani attendono da decenni.

In questi mesi abbiamo responsabilmente lavorato ad un progetto che secondo i giudici può essere percorribile. Abbiamo avuto il coraggio di intraprendere una strada per mantenere Atac saldamente in mano pubblica tutelando i lavoratori ed evitando lo spettro della privatizzazione invocato o sostenuto da altre forze politiche.

Continueremo a lavorare insieme al Tribunale per rendere Atac una società sana ed efficiente. Non ci fermeranno le polemiche di chi vuole svendere la principale azienda di trasporto pubblico d’Europa, un patrimonio che appartiene a noi romani. Le polemiche di chi ha accumulato 1 miliardo e trecento milioni di debiti e ha anche la faccia tosta di fare la morale.

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#RomaInMoVimento: 150 nuovi autobus e controllori fissi

di Virginia Raggi

C’è fame di autobus a Roma ma la città si muove e lo fa partendo dalle periferie. Arrivano nella Capitale i primi dei nuovi 150 autobus. Questa mattina li abbiamo presentati ai cittadini con un giro sulla linea 558 Torre Maura-Gardenie. Con noi c’erano l’Assessore alla Città in Movimento Linda Meleo, l’Amministratore unico di Atac Manuel Fantasia, il presidente della commissione capitolina Mobilità Enrico Stefano e i parlamentari M5s Andrea Cioffi, Nicola Bianchi e Diego De Lorenzis.

I nuovi mezzi da oggi sono già in circolazione sulle strade della Capitale e serviranno soprattutto le periferie: da Rebibbia a Tor Vergata, da Cinecittà a Grottarossa, da Tor Sapienza a Porta di Roma, da Tor Lupara a Saxa Rubra fino a Centocelle. Ed oggi è stata anche l’occasione per presentare una novità che tanti romani ci hanno chiesto: il controllore fisso a bordo. Avvieremo una sperimentazione su cinque di questi nuovi autobus, su cinque diverse linee. Sarà uno strumento per contrastare l’evasione tariffaria che a Roma ha raggiunto livelli insostenibili.

La nostra priorità è migliorare il trasporto pubblico e la vita dei romani. Oggi si compie uno dei primi grandi passi in questa direzione. Perché sia chiaro a tutti: noi non vogliamo fare passi indietro ma investire per rilanciare Atac che deve restare pubblica. E i bus presentati oggi daranno nuova linfa ad un parco mezzi vecchio e che sconta la mancanza di investimenti non effettuati nel passato.

Ad ora sono già arrivati 25 nuovi bus. Entro novembre saranno 60 in circolazione a Roma mentre entro fine anno si toccherà quota 100, visto che a dicembre è previsto l’arrivo di altri 40 mezzi. I restanti 50 saranno operativi nei primi due mesi del 2017. Ma questo è solo l’inizio. Oltre i 150 ne arriveranno degli altri, circa una ottantina, che acquisteremo grazie ai fondi europei e alle risorse del Giubileo. Il bando partirà nei prossimi giorni e contiamo di averli entro il 2017.

Il nostro obiettivo è abbreviare le distanze.
Siamo tutti cittadini romani e dobbiamo tutti muoverci agevolmente nella nostra città. Per questo stiamo anche lavorando per aumentare le corsie preferenziali. Insomma la città è ripartita e va nella direzione che volevamo: una Capitale in movimento.

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Trasporto pubblico: a De Luca 600 milioni, agli altri il pugno di ferro

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di MoVimento 5 Stelle

Mentre in TV il premier si affanna a convincerci che la riforma costituzionale è cosa buona e giusta perché si risparmiano 57 milioni con l’abolizione del Senato elettivo, il governo si appresta ad elargirne ben 600, di milioni, alla Campania del suo De Luca.

E’ tutto scritto nero su bianco nel decreto fiscale, e probabilmente finirà nella legge di stabilità: l’azienda dei trasporti campani versa in condizioni debitorie disperate, e quindi è necessario un intervento di 600 milioni per ripianare i conti e rabbonire i creditori furibondi.

Sia chiaro: non siamo certo contrari all’idea che lo Stato intervenga nel settore pubblico quando c’è bisogno, anche se avremmo auspicato una gestione un po’ meno allegra delle aziende dei trasporti locali. Ma l’intervento dello Stato dovrebbe essere equanime per tutte le Regioni e i Comuni, e soprattutto indipendente da considerazioni di convenienza politica.

Però così non è. Ad esempio il Senato ha recentemente approvato un Ordine del Giorno, promosso dal PD, in cui si promuove il commissariamento dell’Atac, l’azienda dei trasporti pubblici di Roma (giunta M5S) che ha un debito analogo a quello della EAV campana. Come mai per l’Atac si adottano stringenti presupposti liberisti, ovvero commissariamento e possibile privatizzazione, mentre quando si tratta dell’amico De Luca il governo diventa magicamente statalista senza se e senza ma ed elargisce quattrini a pioggia?

Le teorie economiche hanno poco posto in tutte queste operazioni. Si tratta meramente di distribuzione di soldi in base all’appartenenza politica e ai bacini elettorali, secondo calcoletti a tavolino che nulla hanno a che vedere con le necessità del Paese. Eppure gli strumenti ci sarebbero: esiste un Fondo Nazionale dei Trasporti Pubblici di ben 5 miliardi, che versa però ormai da anni in carenza cronica di un miliardo e mezzo. Come ha chiesto il M5S con un emendamento a firma Dell’Orco e De Lorenzis: perché non versare i 600 milioni in quel fondo, e poi contribuire a ripianare le varie aziende dei trasporti con un criterio di equità per tutte le amministrazioni locali italiane?

Forse sarebbe troppo sensato: si sa, “i soldi sono pochi”, e quei pochi devono essere usati bene. Che, nel linguaggio dei partiti, non significa altro che elargire in modo mirato per mantenere al sicuro clientele e voti. Tutto il resto del Paese può anche andarsene in malora.

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Guardrail non a norma, Delrio si attivi subito!

ROMA, 24 GIUGNO 2015 – "I guardrail di Acqualonga non erano a norma e Autostrade per l’Italia è responsabile. La procura di Avellino conferma che avevamo ragione sulla strage dell’autobus», è il commento dei deputati della Commissione Trasporti del… Continua a leggere Guardrail non a norma, Delrio si attivi subito!