Gioco d’azzardo: la tremenda storia di Massimo

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di Chiara Appendino

Ci tengo a condividere con voi questa lettera. Qui ci sono tutti i motivi che ci spingono a batterci con tutte le nostre forze contro la piaga del gioco d’azzardo patologico. A nome mio e di tutta la Città di Torino voglio ringraziare di cuore Massimo per aver avuto la forza di scrivere queste parole.

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Per tutelare la mia famiglia e il mio lavoro mi presento solo come Massimo.

Sono un ex giocatore delle slot machine e scrivo questa lettera aperta che non è altro che una riflessione e mi auguro possa servire a qualcuno.

Per prima cosa domandati perché stai leggendo questa mia lettera, sono due le opzioni: o sei curioso di leggere come certa gente ( che magari reputi anche stupida ) si è rovinata giocando alle slot, oppure sei un giocatore e di conseguenza ti senti toccato.

Se fai parte dei giocatori abbi il coraggio di ammettere a te stesso che HAI UN PROBLEMA come l’ho avuto io, ma la buona notizia è che i problemi si risolvono, e se ci sono riuscito io che sono il Signor nessuno, tutti ci possono riuscire.

Gioco d’azzardo: una droga silenziosa

Il gioco d’azzardo patologico è una vera e propria droga proprio come il tabacco, l’eroina, la cocaina ecc.., solo perché non si assume fisicamente nessuna sostanza non vuol dire che non crei dipendenza, anzi molto spesso è molto più deleteria e molto più distruttiva in quanto subdola, è subdola perché ci si accorge tardi di avere un problema, è subdola perché la trovi sotto casa, è subdola perché adesso è addirittura in casa tramite un semplice computer, è subdola perché anche la televisione pubblicizza il gioco online, è subdola perché ogni cosa che ha come fulcro il denaro non guarda in faccia a nessuno.

Ho usato il prefisso “ex“ giocatore – e lo reputo sbagliato, in quanto a mio modo di vedere essere convinti di aver smesso definitivamente con una qualsiasi dipendenza, elimina la paura di ricaderci e proprio per questo motivo è facile che ci ricadi, mi spiego meglio, il falegname che non ha paura della sega circolare probabilmente si taglia un dito, l’ex fumatore convinto che una sola sigaretta (magari offerta) non lo possa far ricadere nella dipendenza molto spesso è proprio il motivo per cui ci ricade, per cui non voglio definirmi “ex”, ma la definizione giusta è che sono TERRORIZZATO dai video poker.

Questo è uno dei motivi per cui inizia una qualsiasi dipendenza, la NON paura nei confronti di quello che si sta per provare, e questo accade per molti motivi che vanno dalla non conoscenza specifica, alla spavalderia intesa come “ io non sono mica scemo, non ci cascherò mai e smetto quando voglio! “.

Sappi che non voglio farti la morale e dirti quanti soldi stai buttano o dirti che giocare è deleterio, sono tutte cose che sai già, provo solo a dirti come ho IMPARATO ad avere il terrore delle slot machine.

Come tutto ha avuto inizio

Ho iniziato prendendolo come uno svago, un momento di relax e magari vincere qualcosa, l’ambiente mi ha catturato e rapito, ero lontano da tutti i problemi e i fastidi della vita.

Come tutte le dipendenze si comincia poco alla volta, ricordo benissimo di aver giocato 70 Euro, che sono pochi e nello stesso tempo sono molti, era il contante che avevo in tasca, una volta uscito dalla sala quel giorno dissi a me stesso che era una cosa da pazzi entrare in quei posti e la cosa sembrava terminata li.

Il giorno seguente avevo un’ora libera e questa sala era a 1 Km dalla mia abitazione, andai a prelevare proprio lì a fianco e memore di aver perso 70 euro il giorno precedente dissi a me stesso di ritentare, tutto sommato 70 euro non mi mandavano in fallimento, ma il fatto di averli persi mi infastidiva, mi dicevo che non era possibile e che me li dovevo riprendere, quel momento lo ricordo benissimo e fu il momento in cui senza saperlo è iniziata la mia dipendenza, e infatti anche quel giorno buttai via altri 100 Euro, senza vincere nulla.

Nei giorni seguenti ritentai sempre con 50 o 100 Euro, rivolevo i miei soldi, e dopo una decina di giorni successe quello che mi portò alla rovina, vinsi ben 5000 Euro, come puoi immaginare ero sulle nuvole, ero contentissimo e abbondantemente appagato, ebbene vincere fu la mia rovina,

Vincere ti da fiducia e ti da l’illusione che tu non possa mai perdere o che comunque se provi oggi e provi domani prima o poi ti pagano, nulla di più falso, inutile dire che nel giro di una settimana me li ero rigiocati tutti e anche di più.

Le sfumature che portano a giocare tanto e assiduamente sono molteplici e non basta una lettera per analizzarle.

La discesa verso il baratro…

Con il tempo la frustrazione si era impossessata di me in tutti gli ambiti, dalla vita privata alla vita sociale, ero diventato schivo, nervoso e BUGIARDO, si bugiardo perché a casa dovevo trovare ottime scuse per giustificare la sparizione dei risparmi e non esiste cosa peggiore e puoi immaginare il perché.

Ma come sono arrivato ad avere il terrore?

Per 5 anni sono stato completamente dipendente, fino ad un anno fa quando mi sono ritrovato a dover fare i conti con tutti i debiti accumulati giorno per giorno, che alla fine sono diventati una vera e propria bomba, non avevo soldi per il mutuo, non avevo soldi per pagare la corrente, non avevo soldi per il gas, non avevo soldi per il cellulare, né tanto meno per portare la famiglia in vacanza e nemmeno per mangiare una pizza al ristorante, ero completamente assorbito da questa malattia che mi portava a inserire in quelle dannate macchine fino all’ultimo centesimo a disposizione.

Dopo varie vicende che mi dilungherei troppo a raccontare ero arrivato ad avere cattivi pensieri, quei pensieri davvero terribili che ti passano per la testa e che giorno per giorno maturano dentro di te fino a pensare di metterle in pratica, perché ti convinci che sia l’unica via di uscita, e sto parlando dell’atto estremo che un uomo possa fare. Ora non voglio né pronunciare né scrivere quell’orribile parola che senz’altro hai capito, solo a pensare a quella parola mi vengono i brividi memore di come mi sentivo.

Gioco d’azzardo: uscirne si può

Nel mio caso la svolta è stata osservando una foto, precisamente la foto di mio figlio nel pieno della sua pubertà, in quell’istante ho realizzato VERAMENTE che aveva bisogno di me come io avevo bisogno di mio padre alla sua età, realizzai che non potevo essere ricordato da lui come un fallito ma soprattutto non potevo essere ricordato da lui come un non padre.

Da quel momento tutti i soldi che mi passavano per le mani obbligavo me stesso a darli a mia moglie ( sempre stata ignara del mio problema anche se sospettosa ) feci una riflessione e presi una decisione, decisi di andare comunque nella sala slot non come giocatore ma solo come osservatore con niente in tasca, e con niente intendo proprio zero soldi! Non portavo nemmeno il bancomat per non farmi prendere dalla voglia di prelevare. Iniziai ad analizzare i comportamenti delle persone mentre giocavano ed è tremendamente sorprendente quello che si percepisce e si comprende da osservatore, potrei stare ore a raccontare aneddoti e situazioni.

Quello che osservavo io era quello che gli altri vedevano in me stando al di fuori e mi ha completamente aperto gli occhi, in quei giorni ho cominciato ad avere paura delle slot, questa paura è cresciuta a tal punto che non ho più inserito un centesimo ed è un anno che non gioco.

Rivedere un futuro
Oggi sono completamente terrorizzato e ogni persona che vedo giocare anche al bar vorrei avvicinarmi e fargli un discorso di ore per farlo smettere, questa dipendenza uccide senza saperlo.

In conclusione quello che mi ha dato la forza di uscirne è stato l’amore.

Troppe volte questa parola viene usata a sproposito, o viene percepita come una parola da usare in un romanzo, qui è tutto reale, non ho bisogno di romanzare nulla, se avessi pensato solo a me probabilmente adesso sarei a dormire in stazione a Milano, ma fare male alle persone che ti amano ti ferisce nell’anima e questo non lo posso permettere.

Quindi caro giocatore, non devi smettere perché perdi soldi, non devi smettere perché potresti diventare un senza tetto, non devi smettere perché stai distruggendo la tua vita, devi smettere perché stai distruggendo la vita di chi ti ama e ha bisogno di te, loro non devono pagare per i tuoi errori, fosse anche solo il tuo cane.

Naturalmente sto pagando ancora le conseguenze e so che per ritornare al tenore di vita che avevo prima ( un tenore di vita normalissimo ) ci vorrà qualche anno ma sono sereno, sono tornato a sorridere, sono tornato a godere della mia vita fatta di piccolissime cose, la serenità e la consapevolezza mi rende forte e fiducioso per il futuro.

Considero la mia esperienza con le slot come fosse una grande storia d’amore, purtroppo la donna di cui mi sono innamorato era estremamente pericolosa e ho voluto e dovuto lasciarla per non morire, rimarrà nel mio cuore non come un bel ricordo ma come puro terrore.

Se tu che stai leggendo pensi che le mie parole possano essere esagerate, devi sapere che molte persone sono state o sono nella situazione da me descritta, non hanno il coraggio di dirlo come non lo avevo io, sono molti di più di quello che si possa pensare e sono persone normalissime che faticano a gestire le proprie debolezze e vanno aiutate

Insieme possiamo combattere questa piaga
In ultimo vorrei sensibilizzare i giocatori a farsi avanti e a chiedere con forza ai loro comuni o agli enti competenti di introdurre l’autoesclusione , proprio come avviene nei Casinò o nel gioco online.

Dovete chiedere che all’entrata delle sale ci sia un controllo sull’età in primis e inoltre chiunque deve avere la possibilità di chiedere di essere escluso, più volte preso dallo sconforto pensavo che se non mi avessero fatto entrare non avrei perso soldi e mi sarei rassegnato, ma questa possibilità nelle sale non esiste, so che di sale ce ne sono moltissime ma è anche vero che una volta che ci si è autoesclusi dalle sale nelle vicinanze si è sempre più scoraggiati a fare molti chilometri per andare a giocare, o perlomeno si limitano i danni, questa cosa credo fermamente che possa aiutare parecchie persone, so per certo che il comune di Torino sta lavorando per cercare di arginare questo fenomeno e mi auguro ci siano iniziative di propaganda informativa e legislativa.

Massimo

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Ecco come l’Europa delle banche gioca d’azzardo

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di MoVimento 5 Stelle

La BCE investe 125 milioni di euro in gioco d’azzardo invece che aiutare le piccole imprese italiane. Una follia. Antisociale e anti-economica. La denuncia arriva dai capigruppo del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato Simone Valente ed Enrico Cappelletti insieme a Laura Agea capo delegazione al Parlamento Europeo per il Movimento 5 Stelle ed il senatore Giovanni Endrizzi.

Il Movimento 5 Stelle presenterà interrogazioni nel Parlamento italiano ed in quello europeo.

La notizia rilanciata da Vita.it trova conferma nel sito di Novomatic, colosso del gioco d’azzardo e Concessionario di Stato che in Italia con il marchio “Admiral” controlla gran parte delle sale vlt oltre a produrre macchinette slo-vlt.

Le obbligazioni su cui Mario Draghi dovrebbe puntare i soldi del Quantitative Easing ammontano a 125 milioni di euro. Lo dichiara la stessa azienda di proprietà del multimiliardario Johan Graf. Negli scorsi mesi era stata la ong inglese Corporate Europe Observatory a denunciare l’operazione.

Questo investimento è totalmente inopportuno. Sono oramai noti i danni sociali ed economici derivanti dall’azzardopatia recentemente denunciati da Gian Antonio Stella.

Secondo gli studi promossi da Alea del professor Fiasco in Italia almeno 20 miliardi di euro finiscono nel ‘buco nero‘ dell’azzardo invece che nella crescita economica ed attività produttive, generando in una perdita di posti di lavoro pari a 90mila persone nel commercio, 25mila nell’industria oltre ai costi sociali di oltre 6 miliardi di euro l’anno” concludono i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

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Nell’#Italia5Stelle lotta dura all’azzardopatia

di Giovanni Endrizzi

L’azzardo è una rovina economica, ma anche sociale. Porta degrado e passività per questo il Movimento 5 Stelle lo contrasta fermamente. I giovani non devono essere attirati in un paese dei balocchi in attesa di un jackpot ma trovare un Paese che offre spazio alle idee, all’innovazione, al merito. Ti aspettiamo dal 22 al 24 settembre a Rimini a Italia 5 Stelle per disegnare insieme questo futuro diverso. Puoi far parte di questo progetto anche con una piccola donazione: DONA ORA! È importante, pensaci.

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Vogliamo i dati sull’azzardo

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di MoVimento 5 Stelle

Mentre è miseramente fallito il blitz d’agosto del governo per cercare di favorire “azzardopoli” (attenzione ci riproveranno nuovamente ai primi di settembre), è arrivata l’ora di alzare il velo sui numeri reali di questo fenomeno.

Stiamo parlando di decine di miliardi di euro di risorse, importantissime per lo sviluppo e l’innovazione del nostro Paese, che si disperdono nell’illusione del ‘tentar la sorte’. I Monopoli di Stato detengono dati importantissimi sui flussi di denaro provenienti dall’azzardo, scomposti per tipologia di gioco, che investono ogni singolo quartiere e comune italiano. Amministratori locali, consiglieri, operatori dei servizi, cittadini hanno diritto all’accesso a quei dati.

Il MoVimento 5 Stelle ha deciso di far piena luce attraverso i suoi amministratori e consiglieri comunali. Fino ad oggi è avvenuto un vergognoso silenzio su dati pubblici. I Monopoli di Stato hanno alzato un muro invalicabile a tutti – ma non ai lobbysti – sui dati reali e non manipolati della spesa degli italiani in azzardo “legale“. Quei dati sono necessari a amministratori locali, operatori sanitari, associazioni, cittadini per capire quanto denaro – e sono miliardi di euro – invade i territori e distrugge relazioni e legami e l’economia sana e produttiva.

Il Comune di Dello, in Provincia di Brescia, è riuscito a ottenere quei dati inviando un formulario di accesso agli atti generalizzato (FOIA). Pensate, solo in questo piccolo Comune di 5.625 abitanti, nel 2015 risulta una spesa in azzardo di 5 milioni e 971 mila euro, ovvero una spesa pro capite di 1.043,88 euro.

SCARICA QUI IL MODULO ATTRAVERSO IL QUALE SINDACI, ASSESSORI, CONSIGLIERI POSSONO RICHIEDERE I DATI PER COMUNE E PROVINCIA!

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Il Tar ci dà ragione: l’ordinanza contro le slot machine è legittima

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Ogni euro gettato nel ‘buco nero’ dell’azzardo, è un euro sottratto alle famiglie e all’ economia sana e produttiva del commercio e della piccola impresa. La sentenza del Tar del Piemonte che ripristina l’ordinanza ‘anti-slot’ di Torino è una grande vittoria. Come prevedono già le nostre proposte di legge il MoVimento 5 Stelle al Governo tutelerà e rafforzerà il potere di Comuni e Regioni per contrastare questa piaga. Non solo, come votato su Rousseau metteremo in campo tantissime altre azioni. Al primo punto l’abolizione di ogni forma di pubblicità. L’azzardo è come il fumo. Non si può promuovere ciò che è dannoso.

di Chiara Appendino

È notizia di ieri sera che il Tribunale Amministrativo Regionale ha respinto il ricorso di alcuni esercenti che si erano opposti ai limiti per gli orari delle sale gioco e delle VLT, definiti da un’ordinanza firmata da me lo scorso ottobre – la quale recepiva una direttiva della Regione – e che nel frattempo era stata sospesa dal Consiglio di Stato.

Personalmente ho accolto questa notizia con grande soddisfazione. Quella contro il gioco d’azzardo patologico è una piaga contro cui il Movimento 5 Stelle si batte da anni e che ha un impatto devastante sul territorio.

Se i dati ci dicono che il costo annuale per la sanità pubblica è di oltre 10 miliardi, questi numeri, per quanto grandi, non rendono comunque l’idea del dramma di famiglie che si presentano agli sportelli del comune perché la loro vita è stata letteralmente rovinata dal gioco d’azzardo patologico. Si tratta di una realtà propria di molte città e che sindaci e servizi sociali conoscono molto bene.
Non sono solo numeri: sono volti di cittadine e cittadini, con storie drammatiche alle spalle e nessun futuro davanti a loro.

Ribadisco, dunque, la necessità di una limitazione dell’attività delle sale slot e delle classiche “macchinette” che si possono trovare in molti bar e tabaccherie.
Limitazione che tuttavia da sola non porterà alla soluzione del fenomeno, la quale passa da una consapevolezza del problema e da una sensibilizzazione a tutti i livelli, in particolare in età scolastica.

Il sostegno a questa posizione è confermato dall’attività della Giunta. Pochi mesi fa infatti, abbiamo approvato una delibera, su proposta dell’assessorato al Commercio di Alberto Sacco, nella quale sono previsti sconti sulle tasse comunali per le nuove aperture che presentino determinati criteri qualitativi e, tra questi, vi è proprio l’assenza di apparecchi per il gioco d’azzardo.

Aggiungo inoltre, e credo sia un punto importante, che gli sforzi in questo senso debbano essere intentati a ogni livello di Amministrazione e di Governo. Questa è una battaglia che si vince solo collaborando.
Come tutti sanno, il gioco d’azzardo non si esaurisce alle sale slot e alle macchinette nei locali ma, purtroppo, ha uno spettro estremamente più ampio.
Penso, ad esempio, al gioco online. Oggi è sufficiente avere uno smartphone mediamente evoluto e una connessione ad internet per avere accesso a un’infinità di siti dedicati al gioco d’azzardo, con la differenza che in tantissimi casi si tratta di siti illegali dove la possibilità di essere truffati (anche dopo aver finito di “giocare”) è pressoché certa.

Il pensiero consequenziale, però, non deve essere: “Allora tanto vale non mettere divieti alle slot”, bensì incrementare gli sforzi affinché il buco nero del gioco d’azzardo venga controllato e regolamentato dalle Autorità competenti. Ripeto, a tutti i livelli.

Ringrazio infine i Giudici del TAR per il lavoro svolto, le Autorità che vigileranno sul rispetto dell’ordinanza e tutte le cittadine e i cittadini che fino ad oggi hanno dimostrato una grandissima sensibilità su questo tema. Fatti salvi i tempi tecnici, l’ordinanza tornerà subito in vigore e la nostra attenzione continuerà ad essere massima: la salute dei cittadini è una priorità.

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#ProgrammaSalute: lotta all’azzardo

L’azzardo è una industria di massa che coinvolge ormai 30 milioni di Italiani. Il boom è avvenuto per una serie di fattori: la selvaggia liberalizzazione, la crisi economica (che ha spinto molte persone a sfidare la sorte per cercare una soluzione alla perdita di reddito) e anche la massiccia pressione pubblicitaria sulle ricche vincite. Non possiamo accettare uno Stato che si comporta da biscazziere, che spinge le persone a giocare creando artificialmente la domanda di azzardo, quello stesso Stato che poi riconosce la azzardopatia come una patologia da curare. Discutiamo come invertire la rotta attraverso le soluzioni proposte.

di Marco Dotti, sociologo

La domanda di gioco d’azzardo, in Italia, è stata costruita e creata artificialmente attraverso un’offerta, un’offerta da parte dello Stato e da parte dei concessionari privati che hanno strutturato un sistema costruendolo per, appunto, indurre dipendenza, indebitamento, e fare molti affari, molti soldi sulle spalle dei cittadini. Oggi gli ultimi conti dell’azzardo legale parlano di 96 miliardi di euro di fatturato, stiamo parlando di una delle più grosse imprese, se così possiamo dire, del sistema italiano. Intervenire non solo è doveroso, etico e civile, ma ormai, vista la drammaticità della situazione, è necessario.

I punti su cui siete chiamati a esprimervi in termini di priorità per l’azione sono 9:

il primo riguarda il divieto di pubblicità e sponsorizzazione diretta e indiretta. Il tema è importante perché non solo la pubblicità e le sponsorizzazioni stanno, in qualche modo, invadendo lo spazio mediatico ma la vita quotidiana di tutti ma, in qualche modo, veicolano e legano, veicolano un messaggio negativo e legano anche la stampa, l’informazione, la comunicazione perché, appunto, dei 96 miliardi di euro di fatturato del gioco d’azzardo, gran parte va in pubblicità, non solo per alimentare quel business ma per impedire in qualche modo che la critica, che le reazioni civili escano allo scoperto e abbiano, appunto, la rilevanza che devono avere all’interno dei media.

Un secondo punto riguarda le campagne informative e di prevenzione soprattutto nelle scuole. Questo è importante perché è importante, e quindi è il punto pro, prevenire più che curare.

Un terzo, un terzo punto è quello di obbligare, per la prevenzione, appunto, la cura e il controllo, chi gioca d’azzardo a utilizzare una tessera, una tessera specifica, in molti paesi europei ci sono queste tessere, le tessere giocatore addirittura sono le tessere sanitarie fiscali e il pro è che ci sarebbe tracciabilità del denaro, tracciabilità dei redditi di chi gioca, perché oggi abbiamo il redditometro che controlla pressoché tutto tranne le spese del gioco d’azzardo.

Un quarto punto riguarda la trasparenza finanziaria delle società che, in concessione, operano per conto dello Stato nel settore dell’azzardo di massa, legale. Oggi questa tracciabilità non esiste di fatto perché le grandi concessionarie fanno capo a fondi d’investimento con sede in Lussemburgo piuttosto che a Londra e via discorrendo. I pro quindi sono la tracciabilità, anche qui, finanziaria dei flussi, impedire il riciclaggio e impedire che, come concessionari di Stato, vi siano soggetti che lo Stato, e il cittadino, di conseguenza, realmente non conosce

C’è poi un quinto punto che è la registrazione delle somme giocate per ogni comune e in ogni tipo di forma d’azzardo e dare massima pubblicità e consultabilità dei dati per i cittadini. Il pro in questo caso permette ad amministratori locali e cittadini di capire qual è il reale flusso di denaro che investe le loro comunità, i loro territori, e le vite stesse dei giocatori.

Il sesto punto riguarda quello di dare più risorse alle forze dell’ordine, alla magistratura e all’istituzione di nuclei specializzati per l’illegalità del gioco d’azzardo. Anche questo punto, come gli altri, è molto importante perché oggi, chiaramente, le forze dell’ordine intervengono ma, per quanto riguarda il gioco legale, l’azzardo legale, il controllo rischia di essere esclusivamente formale trattandosi di azzardo mediato da tecnologia, non si tratta semplicemente di guardare un libretto delle istruzioni o un timbro su un libretto di conformità o un prototipo della macchina o via discorrendo, si tratta di capirne di microelettronica, di capirne di algoritmica, di capirne di sistemi finanziari e di flussi mediati, appunto, in termini digitali e digitali complessi e quindi il pro è l’istituzione di veri e propri nuclei operativi specializzati, esperti in microelettronica ed esperti, appunto, in algoritmica che possano controllare, appunto, il territorio e il gioco d’azzardo sul territorio.

Il settimo punto riguarda l’abolizione dei concessionari. Oggi il gioco d’azzardo è strutturato attraverso lo Stato che detiene a tutt’oggi il monopolio e dà in concessione a dei privati, appunto, privati concessionari, lobbies, in sostanza, la gestione di questo immenso apparato. A loro volta loro, in qualche modo, esternalizzano con i piccoli padroncini, il famoso problema dei padroncini. Abolire i concessionari significherebbe tornare a qualcosa che in Italia c’è già stato all’inizio, appunto, degli anni ’90 quando a gestire era, appunto, lo Stato direttamente. I pro, quali sono? Che lo Stato si deve far carico del problema che ha creato e deve farsi carico, come avviene in Paesi europei, come la Norvegia, la Finlandia, etc. di prendere questo mega business e orientarlo verso l’estinzione.

L’ottavo punto è fissare un tetto massimo all’azzardo per dare maggior potere a regioni, comuni e ulteriori azioni di tutela dei cittadini. In questo senso, il punto andrebbe fatto esplodere in due direzioni. Da un lato il tetto massimo della giocata. Dall’altro lato, però, c’è anche un tetto da imporre alle entrate: se lo Stato è, come dire, vuole sempre più entrate, ricordiamo che sui 96 miliardi di euro dello scorso anno, lo Stato ne hai incassati 9, quasi 10, e ogni anno queste entrate aumentano. Se lo Stato, quindi, non si pone un freno, nemmeno i privati si porranno un freno. Il pro quindi è mettere, nero su bianco, che va limitata la capacità di spesa dei cittadini in questo settore.

Il nono punto prevede l’eliminazione totale del machine gambling e le forti limitazioni alle forme d’azzardo con puntate ripetute. Che cos’è il machine gambling? È il gioco d’azzardo attraverso macchine, attraverso algoritmi, attraverso macchinette. Oggi metà, più della metà, di quei 96 miliardi di euro di cui ho parlato prima sono generati da macchine che al loro interno, ovviamente, funzionano secondo logiche algoritmiche. Non c’è più nulla nemmeno della macchina, non c’è una leva, non c’è un ingranaggio, non sono, in sostanza, i vecchi flipper, sono schede di microelettronica e algoritmi. Oggi metà, più della metà, quasi 53 miliardi di euro di fatturato sono generati da slot machines, quelle che vediamo nei bar, nelle tabaccherie e via discorrendo e video lotteries.

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La lotta all’azzardo nelle città 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Comune dopo comune la nostra battaglia contro la minaccia dell’azzardo in difesa dei cittadini continua con grande determinazione. Il nostro scopo è chiaro: limitare la diffusione delle slot, Vlt e scommesse in tutte le città amministrate dal Movimento 5 Stelle. E ci stiamo riuscendo.

In ogni città dove amministriamo abbiamo avviato politiche che si concluderanno con la difesa dei luoghi sensibili (scuole, chiese, centri anziani…) e con la limitazione degli orari di accensione delle macchine “mangiasoldi”.

Ieri è stato il turno di Roma. La capitale d’Italia e dell’azzardo per la prima volta nella sua storia avrà un regolamento in materia e questo grazie al lavoro della Giunta Raggi.

Serviva il Movimento 5 Stelle per farlo? Per forza. I partiti nella loro azione di governo hanno fatto sì che il fenomeno proliferasse fino al record di 95 miliardi “giocati” in tutta Italia. E il fatto che vengano finanziati da queste realtà sembra più un indizio che una semplice coincidenza.

Per questo i nostri sindaci attuali e quelli che verranno non si fermeranno nel contrastare un fenomeno che sta portando degrado, povertà e disoccupazione.

Il Professor Maurizio Fiasco, della Consulta anti-usura, già nel 2012 denunciava come le perdite effettive dei cittadini in scommesse portassero una sottrazione alla crescita economica di almeno 20 miliardi di euro annui con una dissipazione di posti di lavoro tradotta in almeno 115.000 impiegati tra commercio e industria.

Lo scopo di un vero amministratore pubblico è portare i ragazzi ed i propri cittadini a scommettere su se stessi e non in una slot, ad investire in attività sportive, cultura e relazioni sociali tutto il contrario degli effetti che provoca l’azzardo, ecco perché per noi tutto questo non è un “gioco” .

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Azzardo: Emiliano e Maroni battano un colpo contro il governo pro-slot (23-05-2017)

ROMA, 23 maggio 2016 – "Giù le mani dagli enti locali e dagli strumenti che hanno a disposizione per contrastare il dilagare dell’azzardo. Il governo torna a convocare giovedì 25 maggio la conferenza Stato-Regioni mettendo all’ordine del giorno il riordino… Continua a leggere Azzardo: Emiliano e Maroni battano un colpo contro il governo pro-slot (23-05-2017)

Azzardo: il tar boccia la bozza sui giochi del governo (09-05-2017)

"La sentenza appena emessa TAR della Campania azzera la bozza Baretta. Si tratta di una bocciatura inequivocabile rispetto alla proposta di riordino del settore che il governo vuole portare in conferenza Stato Regioni per raggiungere un’intesa. Il Tribunale amministrativo lo… Continua a leggere Azzardo: il tar boccia la bozza sui giochi del governo (09-05-2017)

La tassa sulla povertà dello Stato biscazziere

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di Beppe Grillo

Ci sono moltissime persone che mettono nelle mani del caso il loro futuro, questo comportamento è diffuso ed ha molto in comune con l’assunzione di stupefacenti. Le persone che sperperano i loro risparmi, spesso addirittura anticipi su pensioni o stipendi che devono ancora arrivare, lo fanno o rivolgendosi alla criminalità organizzata oppure allo stato (Tramite equivoche “concessionarie”). Le persone che si rovinano in questo modo, se lo accettano, sono in cura presso gli stessi servizi predisposti per le patologie psichiatriche (Servizi di Salute mentale) oppure per le dipendenze (i SERD dove vengono trattate tutte le forme di dipendenza: droga, alcool, psicofarmaci e azzardo). Nonostante queste cubitali premesse viene ancora chiamato “gioco d’azzardo” e la dipendenza “ludopatia”. Il gioco non c’entra nulla, giocare è una delle chiavi dell’apprendimento, l’unica comunanza fra l’azzardo ed il gioco è il senso di piacere. Si attivano gli stessi circuiti nel cervello dei “ludopati” ed in quello di chi gioca felicemente, è un paradosso?
Per comprendere l’entità di questo dramma sociale è necessario darvi qualche dato. Nel 2016 in Italia, si sono “giocati” 95 miliardi, praticamente 260 milioni al giorno tolti alla nostra economia reale; una somma pari al 12% della spesa delle nostre famiglie. Dal 2000 ad oggi siamo diventati il paese Europeo dove si ‘azzarda’ di più. Di un giro d’affari mondiale stimato intorno ai 380 miliardi di euro, la parte italiana rappresenta più del 22%. Una enorme tassa sulla povertà
Certamente lo stato si comporta in modo paradossale nei confronti di queste persone: le incita, le tenta, inventa sempre nuovi “giochi” facendo incassare cifre enormi alle concessionarie (lobbyes intoccabili) quasi ne volesse prendere le distanze. Allo stesso tempo il SSN, quindi lo stato stesso, considera la “ludopatia” come qualcosa da curare! Uno stato biscazziere? Un comportamento incomprensibile, corredato da tantissime foglie di fico. E’ stato dimostrato che più sei povero e più rischi di cadere vittima di questa spirale, la pubblicità è incessante e compra la miseria dilagante delle persone, non la loro volontà, a cui non può essere fatto alcun appello. La costituzione prevede che la Repubblica, unica ed indivisibile, articoli la propria azione in modo decentrato, infatti: 1) la capillarità della distribuzione delle risorse e delle attenzioni è la chiave del successo di un organismo funzionante. 2) la sua centralizzazione risponderebbe ad una visione del cittadino unica, l’essenza di ogni dittatura. Non può quindi esistere una politica unica per combattere un fenomeno come questo, tranne che per la sua definizione: non è un gioco ma una degenerazione della debolezza sociale! Chi deve combattere questo male sono gli amministratori locali, proprio secondo quel principio di decentramento amministrativo e assistenziale sancito dalla costituzione. E’ ovvio che il disagio sociale e quello mentale non seguono lo stesso copione in tutto il territorio nazionale, sono davanti agli occhi dei Sindaci, non a caso e da sempre responsabili dell’assistenza sul territorio. Questa visione, che non dovrebbe essere originale, lo diventa per una ragione tanto semplice quanto riprovevole: è uno dei tanti trucchi che permettono a governo, regioni e comuni il rimpallo delle responsabilità… insieme alla ambigua definizione di questa piaga come “gioco”. Così, responsabilizzando i sindaci e le ASL in modo obbligatorio, potremo essere efficaci non solo perché è nella natura dell’impostazione costituzionale della Repubblica ma anche perché saranno annientate le fette di salame che le istituzioni mantengono sugli occhi. L’azzardo e le sue conseguenze pestilenziali sui cittadini saranno visti, combattuti o ignorati, dai sindaci. Chiunque, semplicemente facendo un giro per la città, sarà in grado di vedere come si sta comportando quell’amministrazione locale verso questa piaga. La trasparenza può eliminarla, l’opacità la nutre… come ogni maledizione.

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