Banche venete: tra silenzi e complicità

di MoVimento 5 Stelle

Ci avevano raccontato che il bail-in doveva servire a non mettere più a repentaglio risorse pubbliche per salvare le banche in crisi. Risultato? I partiti si sono resi conto, dopo averla votata, che la procedura per il cosiddetto “salvataggio interno” destabilizzava la fiducia dei risparmiatori e rischiava di far saltare il sistema. Dunque, hanno cercato ogni mezzo per aggirare le nuove norme europee.

Dopo la (mezza) risoluzione delle quattro banche e la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi (e pensare che hanno sempre considerato uno scandalo l’idea della rinazionalizzazione di alcune banche, avanzata dal M5S), ecco esplodere lo scandalo delle due banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Saltate a seguito della gestione sciagurata dei due “padroni”, i due satrapi, rispettivamente Gianni Zonin e Vincenzo Consoli, sono state cancellate dalla scena economica veneta: le parti “buone” sono state rilevate da Intesa Sanpaolo a un euro, mentre le parti “cattive” sono finite alla struttura di liquidazione, in attesa che la Sga (ex Banco Napoli) del Tesoro riesca a recuperare quanto più possibile dai circa 19 miliardi di crediti deteriorati che le sono stati affidati dai liquidatori.

Ma Intesa si è già presa circa 5 miliardi soldi pubblici senza colpo ferire, oltre alla possibilità di pescare dal cesto solamente ciò che le andava a genio delle due venete fatte a pezzi. E altri 12 miliardi di danari dei cittadini sono in pericolo sottoforma di garanzie pubbliche sugli Npl e sui rischi legali. Che ne è stato del principio per cui i contribuenti non devono pagare per i crimini dei banchieri (tutti per lo più inquisiti solo per il lieve reato di ostacolo alla vigilanza)?

Mutui “baciati” per gonfiare illecitamente il capitale, prestiti folli agli amici degli amici, moduli mifid taroccati per turlupinare i piccoli risparmiatori con le obbligazioni tossiche. La storia recente di PopVicenza e Veneto Banca è fatta di una tragica e letale commistione tra finanza spregiudicata, imprenditoria parassitaria, politica senza scrupoli in cerca di consenso. Potentati attecchiti come tumori che hanno inquinato tutta la vita pubblica dell’importante area del Nord-Est, condizionando persino il comportamento di investigatori e magistrati.

Il MoVimento 5 Stelle ha lottato, nella solitudine propria dell’unica forza politica mai coinvolta in scandali bancari, contro un sistema criminale che ha potuto prosperare anche grazie alle distrazioni e le complicità della vigilanza di Bankitalia.

Ora Intesa sta integrando le due venete nella propria struttura territoriale. Ma ci sarà un pesante taglio di sportelli bancari e di personale. Mentre si teme una riduzione del credito erogato al sistema delle imprese e si paventano altri esborsi pubblici legati all’escussione delle garanzie sui crediti deteriorati.

Ne abbiamo parlato oggi, alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in via della Dogana Vecchia 29 a Roma con i nostri portavoce Laura Bottici, Enrico Cappelletti, Emanuele Cozzolino, Mario Giarrusso, Gianni Girotto e Alessio Villarosa. Con loro l’ex magistrato Cecilia Carreri, che ha avuto a che fare da vicino con il sistema di potere di Zonin, e il presidente Adusbef Antonio Tanza. Perché uno scandalo del genere non può e non deve mai finire nell’ombra.

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Banche salvate, risparmiatori truffati #DecretoBancheVenete

di MoVimento 5 Stelle

Che a Palazzo Chigi ci sia Gentiloni o Renzi non cambia nulla, a gestire i salvataggi bancari è sempre Pier Carlo Padoan, l’uomo della grande finanza italiana e internazionale. Il decreto banche venete approvato oggi in Senato è solo l’ultimo capitolo di una sporca storia iniziata con la risoluzione delle quattro banche popolari durante il Governo Renzi-Boschi.
Le banche italiane hanno finanziato per anni gli amici degli amici e gli stessi partiti, poi quando il bubbone è scoppiato i partiti si sono sentiti in dovere di intervenire salvandole dal fallimento. Ora, le banche risanate con i soldi dei contribuenti e dei risparmiatori, rimaste in mano ai privati, torneranno a finanziare il sistema, in un circuito perverso in cui cittadini e risparmiatori sono solo vittime da spremere.

Sia durante il governo Renzi che oggi il Pd ci ha detto che le banche devono essere salvate, altrimenti salta in aria l’intero sistema del credito. Il problema, però, è come salvarle. Il MoVimento 5 Stelle si oppone con forza al metodo Pd-Padoan, che consiste nel salvare gli istituti sia con miliardi di euro di soldi pubblici che con i sacrifici degli azionisti e degli risparmiatori, lasciando il controllo delle banche risanate ai privati.

Nel caso delle due banche venete, addirittura, i due istituti sono stati regalati ad una grande banca, Intesa, la quale ha dettato le sue condizioni sin dalla presentazione del decreto. Intesa ha poi respinto ogni mozione ed emendamento delle opposizioni servendosi dei parlamentari del Pd, compresi quelli veneti. I numeri del salvataggio gridano vendetta: oltre 17 miliardi di euro di nuovo debito pubblico, 5 dei quali girati a Banca Intesa per acquistare la parte sana di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza. Intesa si è presa quindi 30 miliardi di crediti a basso rischio e 500 milioni di patrimonio immobiliare, lasciando allo Stato le macerie, ovvero 10 miliardi di obbligazioni subordinate e i crediti più a rischio o irrecuperabili.

Oltre al danno immenso per risparmiatori, azionisti e contribuenti, c’è anche la beffa: gli amministratori indagati per il crac non potranno essere interdetti perpetuamente dai pubblici uffici, dato che il Pd si è rifiutato persino di discutere la nostra mozione, la quale avrebbe rafforzato i poteri dei giudici e garantito quella giustizia che a causa della prescrizione non arriverà mai. Un intero territorio produttivo è a rischio disgregazione e 210 mila risparmiatori hanno perso del tutto o in parte i soldi messi da parte per i figli. Le associazioni delle vittime colpite da questo indegno piano del Governo ci hanno assicurato che decine di persone stanno pensando, proprio in queste ore, a gesti estremi, proprio perché non solo hanno perso tutto, ma immaginano un futuro in cui i banchieri oggi indagati la faranno comunque franca, anche se verrà accertata la loro responsabilità nel crac. La prescrizione corre veloce, e le armi dei giudici sono spuntate, anche perché le procure venete soffrono da tempo di una pesante carenza di organico.

La situazione è tragica, e siamo solo all’antipasto. Non finirà con le due banche venete, anche perché gli accordi europei di Basilea sul patrimonio delle banche sembrano disegnati apposta per far saltare in aria il nostro sistema del credito. In un futuro così fosco, solo il metodo 5 Stelle può funzionare: interdizione perpetua per i banchieri colpevoli, tutela completa dei risparmiatori e intervento pubblico finalizzato a prendere il controllo delle banche fallite, così da risanarle pazientemente e riattivare un circuito del credito sano, legato ai territori e slegato dalla politica.

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Il MoVimento 5 Stelle in difesa del risparmio degli italiani

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di Alessio Villarosa

Questo è il rispetto che hanno nei confronti degli obbligazionisti azzerati. Solo 10 ore di discussione su un decreto così importante, un decreto che deroga a 66 norme che i cittadini invece devono rispettare, un decreto che regala due banche importanti alla prima banca del Paese, creando una sorta di oligopolio controllato.

Noi eravamo pronti a lavorare anche la domenica pur di riuscire a far capire al governo quali fossero i loro errori. Molti nostri emendamenti sono stati compresi, ma per la fretta (e per il richiamo irresistibile del weekend lungo) bocciati. Banca intesa viene prima del buon senso. In tanti hanno parlato circa il nostro emendamento che cercava di evitare che chi avesse amministrato la banca fino al giorno del decreto, potesse poi addirittura diventare commissario liquidatore della stessa banca. E quindi in palese conflitto di interessi, quel famoso conflitto di interessi che il Pd, quando al governo c’era Berlusconi, continuava a raccontarci di voler cancellare.

L’unica cosa che ci può far capire cosa c’è dietro questi movimenti sarà la Commissione d’inchiesta. Ma, guarda caso, manca ancora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nonostante siano passati 15 giorni. In 19 minuti, invece, hanno approvato questo decreto e in 10 ore lo hanno trasferito dalla commissione all’aula. In 15 giorni, questa porcata sarà già passata da Camera e Senato, mentre la Commissione d’inchiesta ancora aspetta.

Le stranezze le comprendete tutti, non bisogna essere un parlamentare. E lo sanno anche loro, ma probabilmente il guinzaglio è troppo corto e non possono muoversi neanche di un centimetro. Voi volete continuare a stare al guinzaglio o essere liberi?

Noi volevamo spostare in avanti la data di giugno 2014 (data limite di acquisto delle obbligazioni ammissibili ai ristori) per riuscire a salvare tutti gli obbligazionisti truffati, ma i partiti avevano così fretta, il giovedì pomeriggio, che non si son votati neanche il loro emendamento in tal senso, venuto fuori dopo una lunga pressione da parte nostra.

Hanno fatto accantonare numerose nostre modifiche, lasciando trasparire una falsa volontà di impegno sul decreto. Alla fine, l’unico impegno concreto era quello di affittare la sdraio in spiaggia per sabato e domenica. E appena abbiamo richiesto di proseguire con i lavori, non solo la maggioranza, ma anche i membri dell’opposizione hanno iniziato a prendere parola, nonostante fossero rimasti silenti dall’inizio della discussione.
Questo è un Paese fondato sull’ombrellone.

Pensate che, addirittura, questo Parlamento ha evitato di votare una proposta che prevedeva che condannati o rinviati a giudizio non potessero essere commissari liquidatori. Una ipotesi peregrina? Nient’affatto: uno dei liquidatori è proprio rinviato a giudizio e si chiama Fabrizio Viola. Il MoVimento 5 Stelle però non demorde. E continua a combattere in difesa del risparmio degli italiani.

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Banche Venete: pene per i manager, risarcimenti per i risparmiatori

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di MoVimento 5 Stelle

Mentre il nullatenente ed ex-presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Zonin fa shopping in via Montenapoleone a Milano (l’AD di Veneto Banca Vincenzo Consoli ha almeno avuto la decenza di sparire), ci sono imprenditori e lavoratori che si tolgono la vita. È il mondo alla rovescia, dove il Partito Democratico qualche giorno fa presenta un decreto legge che di fatto non salva le banche venete, ma evita la galera ai responsabili del disastro sugli istituti di credito italiani. Non solo, si licenziano 4000 dipendenti per poi svendere le suddette banche ad Intesa San Paolo a 1 Euro. Il tutto versando 17 miliardi di Euro proveniente dalle casse dello Stato, e quindi dalle tasche dei cittadini italiani. Follia pura.

Il MoVimento 5 Stelle ha le idee chiare: se è lo Stato a dover mettere i soldi per il salvataggio di una banca, allora quest’ultima deve diventare di proprietà statale ed interrompere il circolo vizioso che porta i finanziamenti agli amici degli amici, generando voragini nei bilanci. Vanno mandati in galera tutti i manager responsabili di aver creato questi dissesti nel sistema bancario, e con loro i politici conniventi (pensiamo ancora al PD col caso Monte Paschi di Siena). Il MoVimento 5 Stelle, pur all’opposizione, sta già finanziando con il taglio degli stipendi dei portavoce regionali veneti, un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, attraverso il quale tutti i risparmiatori truffati possono chiedere giustizia. Affinché vengano risarciti fino all’ultimo centesimo.
Scarica e compila il form per fare ricorso

In questo enorme pasticcio esistono infatti tanti colpevoli: Bankitalia e Consob – che avrebbero dovuto vigilare -, il management degli istituti di credito e, dulcis in fundo, la classe politica. Perché anche chi oggi grida allo scandalo, fino a ieri si è sporcato le mani: la Lega Nord con Luca Zaia si è sempre opposta alla debole supervisione di Bankitalia sulle venete, denunciando addirittura un’ingerenza e andando a braccetto con il desaparecidos Vincenzo Consoli. Il PD e Forza Italia hanno votato assieme il bail-in in sede europea (un errore mastodontico che pagheremo per le prossime generazioni), senza poi fare nulla per aggiustare il tiro dell’UE. Sempre e solo comprimari e camerieri dello strapotere tedesco.

Questi cialtroni di professione che ci governano da ormai trent’anni cavalcano l’onda dell’indignazione, rendendosi perfettamente conto che sono loro ad aver trascinato l’Italia (e i suoi istituti di credito) nel baratro odierno. Il MoVimento 5 Stelle vuole costruire un’Italia nuova basata sui fatti, e non sulle chiacchiere da bar smentite il giorno seguente. Come dicevamo, abbiamo già lanciato una grande azione legale presso la Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo, sia per la tutela del risparmio e dell’integrità dell’individuo, sia per la salvaguardia e il futuro delle imprese.

Le infrazioni, sulla base di quanto previsto dalla “Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali” sono la violazione del divieto di schiavitù (art.4) – inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale – e la privazione della proprietà privata (art.1 del “Protocollo addizionale alla Convenzione”). Andremo fino in fondo, anche l’ultimo centesimo dovrà essere risarcito; i colpevoli istituti di credito stanno tentando di proporre, come ultimo schiaffo alla dignità, un’elemosina del 15% sul perduto. Questo affronto verrà spazzato via assieme a tutti quelli che in questi anni hanno voluto giocare con la vita e con i risparmi delle persone.

Oggi, venerdì 30 giugno, è prevista una manifestazione a Vicenza in Piazza dei Signori alle ore 20. Lì saranno presenti cittadini truffati, associazioni e qualche rappresentante di partiti “tutte fumo e niente arrosto”.
La Lega in Veneto aveva promesso di destinare una somma dal bilancio regionale ai truffati. Parliamo di una cifra pari a 300 mila euro per coprire le spese legali per ricorsi nazionali. In pratica si tratta di 1 euro a truffato. Questi soldi non sarebbero dovuti andare ai cittadini, ma alle associazioni.
Il MoVimento 5 Stelle vuole eliminare l’interediario e rivolgersi direttamente al cittadino. Come? Stiamo già coprendo le spese legali per il recorso al CEDU grazie al taglio degli stipendi dei nostri portavoce regionali veneti.

Oggi saremo in piazza a Vicenza ma non per parlare, non per fare passarelle o promesse da campagna elettorale. Saremo in mezzo ai cittadini truffati per distribuire e raccogliere i moduli e portare avanti la battaglia insieme alle vittime di un sistema bancario marcio.

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#BancheVenete, chiuso per rapina

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di David Borrelli e Marco Valli, EFDD – M5S Europa

Le vergognosa vicenda delle banche venete si avvia verso un triste epilogo. Le autorità europee, con la connivenza del Governo italiano, hanno tirato la carretta finché si è potuto, prosciugando le tasche dei piccoli azionisti, nell’attesa che si creassero le condizioni per svendere. La morale dei burocrati europei e dei politici corrotti, infatti, è semplice: accorpare le banche e coprire chi le ha gestite in modo irresponsabile o non ha vigilato (Bankitalia e Consob), facendo pagare il conto ai risparmiatori o ai contribuenti. Stesso copione della Grecia, stessi attori, medesime vittime: i cittadini. Dentro l’attuale sistema di governance non c’è scampo e noi italiani dobbiamo accettare il destino su cui ci hanno traghettato manager incapaci e politici in malafede. Sono loro ad aver spolpato gli istituti di credito e poi firmato accordi internazionali che ci mettono il cappio al collo.

Gli istituti veneti saranno separati in una good bank e in una bad bank. La prima sarà probabilmente venduta al prezzo di 1 Euro. La seconda, pura spazzatura sotto il tappeto, sarà liquidata. Interverrà un bail-in mascherato che spezzerà le reni a tutti quelli che fino a poco tempo fa pensavano si trovasse una soluzione diversa.

La ricapitalizzazione pubblica sbandierata dal vassallo Padoan dov’è finita? Secondo la Commissione europea sarebbe servito più di un miliardo di Euro per dare ossigeno agli istituti di credito. Un miliardo di Euro che i privati (Banca Intesa e Unicredit in primis) si sono ben guardati dal concedere, visto che – come dimostrato – sarebbe bastato aspettare qualche settimana per spendere appena 1 Euro.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come la gigantesca riforma dell’unione bancaria voluta dall’attuale assetto europeo non vada ad affrontare le vere cause di natura sistemica della crisi, ma si concentri soprattutto sulla volontà di accorpare gli istituti bancari a favore dei giganteschi mostri finanziari, troppo grandi per fallire, i quali da anni stanno tessendo la tela, influenzando i regolatori “indipendenti” a Palazzo Koch, Basilea e Francoforte. Tutto questo per mettere in cantina il sistema bancario del credito tradizionale verso l’economia reale, favorire i prodotti finanziari speculativi più rischiosi e coprire tutta l’attività bancaria illecita svolta negli ultimi anni.

Il tanto sbandierato sistema unico europeo, tra l’altro, non prevede una banca centrale con la credibilità e gli strumenti necessari come quelli di uno Stato sovrano o una Federazione, quindi in caso di una pesante crisi non potrà mai fungere da prestatore d’ultima istanza attraverso un’adeguata protezione dei depositi. Una garanzia dei depositi unica, ovvero il cosiddetto terzo pilastro dell’Unione Bancaria, non è ancora stata realizzata a causa della solita opposizione dei Paesi del Nord, come la Germania e l’Olanda.

Tutto questo è già ben chiaro da tempo a personaggi come Padoan, Renzi e Gentiloni. Una delle loro più gravi colpe è l’aver sostenuto a tutti i costi un sistema fallimentare che ci penalizza, arrivando sempre in ritardo sui tavoli europei; questa eredità arriva dall’epoca del centrodestra italiano e si propaga con l’immobilismo dei finti governi di sinistra. Sono loro, il partito unico, ad aver deciso per gli italiani tutte le ingiustizie europee, che oggi stanno distruggendo l’Italia.

Il MoVimento 5 Stelle da quando è entrato nelle istituzioni ha sempre studiato i provvedimenti con molta attenzione e si è sempre opposto duramente alle regole europee, che avrebbero penalizzato il sistema bancario italiano, i risparmiatori e i contribuenti. Ci hanno sempre attaccato dandoci dei populisti o degli euroscettici, la verità è che gli unici rimasti a difendere gli interessi dei cittadini comuni siamo noi.

Da questo punto di vista, nella seconda metà del 2017 si giocherà l’ennesima fondamentale partita nelle istituzioni europee con la revisione della direttiva BRRD (ovvero quella che contiene il famigerato bail-in) e della CRR (il regolamento relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento). Parliamo quindi dei due provvedimenti comunitari che regolamentano rispettivamente le risoluzioni bancarie e i requisiti di capitale. Il MoVimento 5 Stelle sta già proponendo misure per stralciare il bail-in e orientare i requisiti di capitale verso i prodotti finanziari, invece che sul credito all’economia reale. Vedremo il Governo targato PD che scelte farà, se stare ancora una volta con gli speculatori contro gli italiani o seguire la nostra linea politica.

Nel frattempo, il MoVimento 5 Stelle ha anche deciso di tutelare migliaia di risparmiatori danneggiati attraverso un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, poiché ogni cittadino ha diritto al rispetto dei suoi beni e il diritto di proprietà si applica anche con riferimento alle azioni ed alle obbligazioni bancarie. Il ricorso è finanziato coi tagli degli stipendi dei portavoce. Compila anche tu, come altri migliaia risparmiatori truffati, il modulo nel sito seguendo il link.

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Banche venete: vogliamo la garanzia che non ci sia bail-in

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di MoVimento 5 Stelle

Avanti un altro. Mentre la vicenda Mps è ancora a bagnomaria con il rimpallo di valutazioni tra Bce e Ue sulla ricapitalizzazione precauzionale da 8,8 mld (?), di cui circa 6,5 (?) dovrebbero essere a carico dello Stato, ecco che la situazione rischia di precipitare per le due banche venete che non si capisce neanche più se potranno fondersi o meno.

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Gli ex feudi di Gianni Zonin e Vincenzo Consoli, oggi nel mirino della magistratura. Almeno 17 mld di impieghi lordi che tornano indietro con difficoltà e 9,5 mld di sofferenze lorde. Un’altra storia di risparmiatori traditi (almeno 170mila), banchieri spregiudicati, prestiti facili agli amici degli amici e vigilanza quantomeno distratta. Risultato? Boom dei crediti deteriorati, appunto, ma pure 3,5 miliardi iniettati da Atlante già in fumo e banche sull’orlo dell’insolvenza. Come con Montepaschi, il governo ha prima fatto spallucce e poi dormito per mesi.

Ora si allunga di nuovo l’ombra dello sciagurato bail-in o quantomeno del burden sharing (1,2 mld di obbligazioni subordinate a rischio), mentre qualcuno dal Nord Europa invoca l’intervento del Mes per gli istituti Italiani e per la piaga dei 360 mld complessivi di Npl che gravano sul sistema.

Il M5S oggi, alla Camera, ne chiede conto al Tesoro con un question time dei portavoce della Commissione Finanze. Padoan continua a tergiversare e a questuare il via libera dalla Ue per la ricapitalizzazione precauzionale. Ma intanto è evidente che il governo non ha una strategia complessiva. Lo si capisce dal diverso trattamento riservato ai risparmiatori Mps rispetto a quelli traditi dalle quattro banche risolte a novembre 2015. Trattamento che sarà ancora differente per i tanto soci delle due popolari venete.

Tante sfumature d’imbroglio. Mentre serve una nuova visione del credito e del risparmio. Una visione che il M5S trasformerà in realtà quando sarà al governo.

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Come fare ricorso per essere risarciti dalle banche popolari venete

di MoVimento 5 Stelle

La procedura è sempre la stessa. Non importa che tu sia un pensionato, uno dei pochi lavoratori che è riuscito a mettere da parte qualcosa, o un malato di Alzheimer. A loro interessa solo venderti il pattume, rifilarti con qualche formula magica della spazzatura finanziaria. Il management di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza sono un esempio di quel “loro”, l’antitesi dei cittadini che col sudore riescono ad accumulare qualche risparmio e si fidano di persone e di abitudini ereditate magari dalla passata generazione. Perché è sulla fiducia, quando si abbassano le difese o quando proprio non si ha tempo di controllare tutto, che la truffa prende forma: “Non si preoccupi, abbiamo un prodottino carino dove investire i suoi risparmi, con un ritorno sicuro. La aspettiamo domani quando vuole, le offriamo il caffè come al solito“. Oppure: “Deve iniziare a ragionare in un’ottica futura, di questi tempi non si sa mai. È d’accordo? Allora investiamo“. Queste sono solo due delle formule magiche usate per prosciugarvi i risparmi. Perché una volta che vi sarete fidati e comprerete delle azioni subordinate o altra spazzatura simile, i vostri soldi potrebbero essere polverizzati. Con il vostro consenso, preso con l’inganno. Per i pochi che ancora non lo sapessero è ciò che è successo a risparmiatori, azionisti e clienti delle due banche venete di cui sopra.

IL RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
Il Movimento 5 Stelle è, e lo sarà sempre, schierato dalla parte del popolo. Per questo vuole che tutti i risparmi accaparrati dai banchieri disonesti con l’inganno (e che poi hanno bruciato) tornino nelle tasche dei cittadini. Lo scorso 21 gennaio, a Castelfranco Veneto, si sono incontrati per una conferenza stampa il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, il portavoce al Parlamento europeo David Borrelli, quelli al Senato Gianni Girotto ed Enrico Cappelletti e in collegamento telefonico Alessio Villarosa (Camera dei deputati); davanti a centinaia di risparmiatori truffati. Ebbene, il Movimento 5 Stelle lancerà (grazie ai fondi derivanti dal taglio degli stipendi dei parlamentari regionali veneti) una grande azione legale presso la Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo, sia per la tutela del risparmio e dell’integrità dell’individuo, sia per la salvaguardia e il futuro delle imprese. Non sarà chiesto un solo Euro ad alcuno. L’incarico è stato affidato agli avvocati Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto banca e Popolare di Vicenza) e Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato alla Università La Sapienza.

RISARCITO FINO ALL’ULTIMO CENTESIMO
Verranno poste nero su bianco, anche a livello internazionale, le omissioni di chi doveva controllare: Bankitalia e Consob in primis. E di chi doveva tutelare, ovvero lo Stato, e non l’ha fatto. Già, lo Stato, che è riuscito a trovare in fretta e furia ben 20 miliardi di Euro (a debito, sempre dei cittadini) per salvare Monte Paschi di Siena, senza contemporaneamente ripulire il management e allontanare quei partiti che hanno creato il disastro. Ad essere polverizzati dovrebbero essere loro, questo duo inverecondo costituito da banchieri disonesti e uomini “amanti della cosa pubblica“, non i risparmi dei cittadini. Le infrazioni, sulla base di quanto previsto dalla “Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali” sono la violazione del divieto di schiavitù (art.4) – inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale – e la privazione della proprietà privata (art.1 del “Protocollo addizionale alla Convenzione”). Andremo fino in fondo, anche l’ultimo centesimo dovrà essere risarcito; i colpevoli istituti di credito stanno tentando di proporre, come ultimo schiaffo alla dignità, un’elemosina del 15% sul perduto. Questo affronto verrà spazzato via assieme a tutti quelli che in questi anni hanno voluto giocare con la vita e con i risparmi delle persone.

IL MODULO DA COMPILARE
Inviate a questo indirizzo (ricorsocedu@davidborrelli.it) il seguente modulo (scaricalo qui) se volete essere tutelati. Il Movimento 5 Stelle intende procedere ad una attività di verifica conoscitiva tra i risparmiatori, azionisti e clienti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, finalizzata alla promozione di azioni presso le Corti di Giustizia Sovranazionali e, in particolare, innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la tutela del risparmio dei cittadini e della integrità e salvaguardia del futuro delle imprese, fortemente danneggiati dall’operato e dalle politiche dei predetti Istituti di Credito.

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Come fare ricorso per essere risarciti dalle banche popolari venete

di MoVimento 5 Stelle

La procedura è sempre la stessa. Non importa che tu sia un pensionato, uno dei pochi lavoratori che è riuscito a mettere da parte qualcosa, o un malato di Alzheimer. A loro interessa solo venderti il pattume, rifilarti con qualche formula magica della spazzatura finanziaria. Il management di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza sono un esempio di quel “loro”, l’antitesi dei cittadini che col sudore riescono ad accumulare qualche risparmio e si fidano di persone e di abitudini ereditate magari dalla passata generazione. Perché è sulla fiducia, quando si abbassano le difese o quando proprio non si ha tempo di controllare tutto, che la truffa prende forma: “Non si preoccupi, abbiamo un prodottino carino dove investire i suoi risparmi, con un ritorno sicuro. La aspettiamo domani quando vuole, le offriamo il caffè come al solito“. Oppure: “Deve iniziare a ragionare in un’ottica futura, di questi tempi non si sa mai. È d’accordo? Allora investiamo“. Queste sono solo due delle formule magiche usate per prosciugarvi i risparmi. Perché una volta che vi sarete fidati e comprerete delle azioni subordinate o altra spazzatura simile, i vostri soldi potrebbero essere polverizzati. Con il vostro consenso, preso con l’inganno. Per i pochi che ancora non lo sapessero è ciò che è successo a risparmiatori, azionisti e clienti delle due banche venete di cui sopra.

IL RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA
Il Movimento 5 Stelle è, e lo sarà sempre, schierato dalla parte del popolo. Per questo vuole che tutti i risparmi accaparrati dai banchieri disonesti con l’inganno (e che poi hanno bruciato) tornino nelle tasche dei cittadini. Lo scorso 21 gennaio, a Castelfranco Veneto, si sono incontrati per una conferenza stampa il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, il portavoce al Parlamento europeo David Borrelli, quelli al Senato Gianni Girotto ed Enrico Cappelletti e in collegamento telefonico Alessio Villarosa (Camera dei deputati); davanti a centinaia di risparmiatori truffati. Ebbene, il Movimento 5 Stelle lancerà (grazie ai fondi derivanti dal taglio degli stipendi dei parlamentari regionali veneti) una grande azione legale presso la Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo, sia per la tutela del risparmio e dell’integrità dell’individuo, sia per la salvaguardia e il futuro delle imprese. Non sarà chiesto un solo Euro ad alcuno. L’incarico è stato affidato agli avvocati Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto banca e Popolare di Vicenza) e Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato alla Università La Sapienza.

RISARCITO FINO ALL’ULTIMO CENTESIMO
Verranno poste nero su bianco, anche a livello internazionale, le omissioni di chi doveva controllare: Bankitalia e Consob in primis. E di chi doveva tutelare, ovvero lo Stato, e non l’ha fatto. Già, lo Stato, che è riuscito a trovare in fretta e furia ben 20 miliardi di Euro (a debito, sempre dei cittadini) per salvare Monte Paschi di Siena, senza contemporaneamente ripulire il management e allontanare quei partiti che hanno creato il disastro. Ad essere polverizzati dovrebbero essere loro, questo duo inverecondo costituito da banchieri disonesti e uomini “amanti della cosa pubblica“, non i risparmi dei cittadini. Le infrazioni, sulla base di quanto previsto dalla “Convenzione europea dei diritti e delle libertà fondamentali” sono la violazione del divieto di schiavitù (art.4) – inteso come privazione della possibilità economica di sostentamento nell’ambito sociale – e la privazione della proprietà privata (art.1 del “Protocollo addizionale alla Convenzione”). Andremo fino in fondo, anche l’ultimo centesimo dovrà essere risarcito; i colpevoli istituti di credito stanno tentando di proporre, come ultimo schiaffo alla dignità, un’elemosina del 15% sul perduto. Questo affronto verrà spazzato via assieme a tutti quelli che in questi anni hanno voluto giocare con la vita e con i risparmi delle persone.

IL MODULO DA COMPILARE
Inviate a questo indirizzo (ricorsocedu@davidborrelli.it) il seguente modulo (scaricalo qui) se volete essere tutelati. Il Movimento 5 Stelle intende procedere ad una attività di verifica conoscitiva tra i risparmiatori, azionisti e clienti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, finalizzata alla promozione di azioni presso le Corti di Giustizia Sovranazionali e, in particolare, innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, per la tutela del risparmio dei cittadini e della integrità e salvaguardia del futuro delle imprese, fortemente danneggiati dall’operato e dalle politiche dei predetti Istituti di Credito.

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