Daspo per chi sbaglia, anche per amministratori truffaldini e finti banchieri

daspo.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Il Governo ed il PD si stanno rendendo politicamente complici delle responsabilità, civili e penali, dei dirigenti e degli amministratori truffatori di povera gente. Per il Governo sono tutti da proteggere e da salvare: da quelli di Banca Etruria, con il papà della Boschi in prima fila, sino a quelli che hanno spolpato le Banche Popolari Venete. Anziché stare dalla parte dei cittadini difendono chi fa sparire i soldi guadagnati con il sudore dei padri di famiglia, dei giovani, dei pensionati. Da che parte stanno ormai è chiaro a tutti.

Il MoVimento 5 Stelle vuole l’interdizione perpetua, il DASPO per intenderci, per questi dirigenti, presidenti amministratori finti banchieri che hanno rovinato intere famiglie; interdizione perpetua sia dai pubblici uffici che dagli uffici direttivi delle imprese private. Devono poi essere dichiarati incapaci di contrattare con la pubblica amministrazione. Tutto questo, chiaramente, dopo che hanno pagato sino all’ultimo centesimo tutti i danni provocati.

Danni che ricadono non solo sui correntisti e risparmiatori defraudati, ma anche sulle casse pubbliche dello Stato, visto che stiamo regalando miliardi e miliardi di euro agli istituti in crisi: già 85 miliardi negli ultimi anni. Senza sapere, poi, dove sono andati a finire tutti i soldi sottratti dai salvadanai custoditi dai banchieri!

Questo bisogna saperlo subito prima di attingere dai cittadini o prima di indebitare ancora di più il nostro Paese come irresponsabilmente sta facendo questo Governo. Chi ha truffato i risparmiatori deve pagare anche con il suo patrimonio personale e familiare.

Non possono solo e sempre perdere gli stessi: i cittadini. Adesso basta davvero. Basta soldi alle banche, basta impunità per chi commette illeciti e truffa i deboli. La responsabilità politica è di questo Governo e del PD di Renzi.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Daspo per chi sbaglia, anche per amministratori truffaldini e finti banchieri

Il governo regala 17 miliardi dei cittadini alle banche: #LadriDiRisparmi

Di domenica, mentre gli italiani votavano ai ballottaggi, in un Consiglio dei ministri durato appena 18 minuti, i partiti si sono giocati 17 miliardi dei soldi dei cittadini. Cinque sono già stati regalati sull’unghia a Intesa Sanpaolo e altri 12 sono a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti.

In pratica, hanno messo nel piatto un miliardo al minuto per chinare la testa di fronte al ricatto della prima banca italiana che si è presa solo le parti buone di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. E ha lasciato a noi il resto.

Risultato? I due istituti sono stati comunque cancellati dalla faccia della terra e circa 4mila persone perderanno il posto di lavoro. Mentre centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori urlano la loro disperazione. Questa politica, a livello nazionale e locale, è stata complice. Così come complice è stata una vigilanza (distratta?) che per anni ha visto nella Popolare di Vicenza di Zonin un soggetto così solido da poterne aggregare altri.

Partiti e regolatori hanno lasciato fare per anni a banchieri che hanno spolpato le aziende di credito con prestiti sciagurati (e mai tornati indietro) agli amici degli amici, con pressioni agli imprenditori onesti per l’acquisto delle loro azioni attraverso il sistema dei mutui “baciati” e con informazioni spesso inquinate ai piccoli risparmiatori che si son fidati di strumenti finanziari in realtà molto pericolosi, eppure presentati come un investimento sicuro.

Adesso, invece, questi partiti considerano il Parlamento soltanto uno zerbino del potere finanziario di cui loro stessi sono maggiordomi. E pretendono di farci digerire il decreto così com’è, perché corrisponda in pieno al contratto firmato con Intesa una domenica sera di fine giugno.

Noi non ci stiamo. Non accettiamo il ricatto. La tutela del risparmio e la sovranità economica dei cittadini sono valori chiave. Valori che difendiamo a spada tratta ancora oggi in aula
Noi non siamo il loro bancomat. Stop ai #ladridirisparmi.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Il governo regala 17 miliardi dei cittadini alle banche: #LadriDiRisparmi

Avete salvato i banchieri e massacrato i risparmiatori #IoNonDimentico

banchierisalvi.jpg

La Costituzione tutela il risparmio, chi la vuole stravolgere tutela i banchieri. Io non dimentico. Il 4 dicembre vota NO.

di MoVimento 5 Stelle

Siamo a un anno esatto da quella domenica notte che ha cambiato per sempre il rapporto in Italia tra politica, intermediari e risparmio privato. Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Banca Marche, Cariferrara, Carichieti fecero da cavie per un primo assaggio di bail-in, malgrado il meccanismo del “salvataggio interno” sarebbe entrato pienamente in vigore solo a inizio 2016. Sì, proprio quel bail-in che tutti i partiti votarono e che ora tutti disconoscono.

Un figlio senza più i suoi molti padri. La risoluzione voluta dal governo e orchestrata da Bankitalia con la supervisione del Meccanismo unico di vigilanza europeo costrinse in pratica al fallimento (con una svalutazione draconiana degli asset deteriorati) quattro istituti che stavano messi male, ma non così male da dover chiudere per forza. Fu un’operazione che il M5S denunciò fin dal primo momento. La procedura costò al sistema bancario 3,6 miliardi in prima battuta. Di essi quasi due sono già andati in fumo con il valore azzerato delle quattro “banche ponte” (la tagliola sui tempi della loro vendita è un favore enorme ai potenziali compratori, leggi Ubi). Nel frattempo l’azione della Rev Gestioni crediti (la bad bank che doveva valorizzare i crediti deteriorati) non ha dato ancora frutti e addirittura abbiamo assistito a guerre e veleni intestini, sfociati nelle improvvise dimissioni della presidente, il magistrato Livia Pomodoro.

Lo Stato, poi, ci rimetterà anche in modo diretto, perché la risoluzione contempla una garanzia di Cdp (inizialmente prevista per soli 400 milioni, salvo poi scoprire che arriva a 1,6 miliardi) sul prestito ponte fino a 4 miliardi potenziali che tre banche (Unicredit, Intesa e Ubi) misero un anno fa sul piatto in aggiunta ai contributi del sistema bancario nel suo complesso al fondo di risoluzione di Bankitalia. Soldi che sarebbero dovuti rientrare con i proventi della vendita delle quattro new bank. E che difficilmente rientreranno, dato che queste ultime hanno nel frattempo maturato quasi 4 miliardi di crediti deteriorati lordi e il candidato compratore, Ubi, punta a prenderne tre al prezzo simbolico di un euro, dovendosi accollare gli attivi deteriorati (con relativo aumento di capitale).

Il governo, compresa la portata del pasticcio, continua a infilare qui e lì dei regalini da far approvare al Parlamento che rendano meno fallimentare l’operazione e meno indigesta la minestra alle banche. Ricordate il puntello ai quattro nuovi istituti grazie al trasferimento in loro favore dei crediti fiscali generati dalle imposte anticipate differite (Dta) per le svalutazioni dei prestiti delle banche fallite? Adesso, in legge di Bilancio e nel decreto fiscale collegato, il governo ci ha provato almeno due o tre volte ad alleggerire ancora la palla al piede di Ubi e del sistema bancario. Ma il M5S ha sempre denunciato marchette che poi sono state sistematicamente bocciate o comunque respinte.

E i risparmiatori truffati? Mentre in Italia le autorità di vigilanza si muovono con estremo ritardo nell’individuare reati, abusi e nel punire i colpevoli tra banchieri e dirigenti, a un anno dalla risoluzione del 22 novembre 2015 appena 4mila piccoli investitori stanno ottenendo rimborsi soltanto parziali. Nel frattempo restano in alto mare le regole della procedura arbitrale alternativa al risarcimento forfettario e il ministero dell’Economia non ha nemmeno chiarito come questi ristori saranno tassati.

Intanto il decreto ‘salva-banchieri’ ha causato direttamente e indirettamente disagio, disperazione e persino suicidi. Una catastrofe in molti territori che si aggiunge al disastro delle due ex popolari venete, al fallimento quasi annunciato di Mps, alla nuova tragedia che si profila all’orizzonte per la Popolare di Bari e a un lungo elenco di altri casi di forti dissesti bancari, Carige in testa.

Il governo che vuole stravolgere la Costituzione non rispetta nessuno dei suoi principi fondamentali, men che meno quello della tutela del risparmio. Il M5S si schiera accanto ai truffati del salva-banchieri e punta a una vera separazione bancaria, con la vigilanza autorevole di una Banca d’Italia finalmente pubblica.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Avete salvato i banchieri e massacrato i risparmiatori #IoNonDimentico