Maggioni e Dall’Orto hanno appaltato Rai Uno E Tg1 al Pd

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di Franco Bechis

La cifra è fra le più alte che sia mai stata registrata in Rai da quando si censisce la par condicio: 42,37%. E’ la percentuale ottenuta da esponenti del Pd nel mese di marzo 2017 grazie a interviste e dichiarazioni in voci rilasciate in programmi giornalisti della rete ammiraglia della Rai, a Rai Uno, guidata da Andrea Fabiano. Una rete (e un Tg) che stando ai dati sulla par condicio sembra che Monica Maggioni e Antonio Campo Dall’Orto abbiano direttamente subappaltato al Pd.

Stiamo parlando di comparsate a Porta a Porta di Bruno Vespa, alla Vita in diretta, a Uno Mattina, a Domenica In, l’Arena di Massimo Giletti, e negli speciali del Tg1. Un mese in cui il Pd ha letteralmente occupato le trasmissioni della Rai, perché pure unendo le trasmissioni di Rai Due, Rai Tre e Rai Educational la quota ottenuta nel tempo di parola (appunto dichiarazioni e interviste) è un po’ più bassa, ma comunque impressionante: 38,05% complessivo.

Siccome a queste percentuali si deve aggiungere anche il tempo riservato a Paolo Gentiloni premier e ai suoi ministri (21,05% sulla Rete Uno Rai, e 10,88% su tutte le reti della tv pubblica), oltre a quello di altre forze politiche che sorreggono la maggioranza di governo, con gli ultimi dati del monitoraggio di Geca Italia resi pubblici dall’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni è diventato evidente come non mai lo squilibrio dell’informazione politica dell’intera Rai ma soprattutto della sua rete ammiraglia. Il caso riguarda con proporzioni diverse anche il Tg1 di Mario Orfeo, ma è clamoroso nei programmi giornalisti al di fuori dei notiziari.

Di fronte al 42,37% del tempo di parola concesso al Pd (il 67% considerando governo e altre forze politiche di maggioranza), c’è un misero 3,07% concesso alle dichiarazioni e alle interviste del Movimento 5 stelle, una percentuale analoga (3,63%) per la Lega Nord, qualcosina in meno (2,11%) concesso ai Fratelli di Italia di Giorgia Meloni e un contentino riservato a Forza Italia con l’ 8,61% del tempo di parola. Se un dato simile di Rai Uno fosse stato registrato all’epoca di Silvio Berlusconi al governo, sarebbero insorte le piazze, fioccate le multe e si sarebbe chiesta la testa dei dirigenti Rai.

Oggi questi dati da Bulgaria ai tempi di Ceausescu grottescamente stanno suscitando solo lamentele del Pd, che evidentemente mira all’occupazione totale dell’informazione Rai, ritenendo più che sufficiente il pluralismo del confronto fra Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano. La strategia della lamentela (è stata fatta circolare perfino la voce su una presunta ostilità di una Rai mai così embedded al partito di maggioranza relativa) evidentemente porta frutti copiosi: negli stessi identici programmi in cui il Pd dilaga oggi con quel 42,37% solo un anno prima- nel marzo 2016- aveva ottenuto il 16,26%, sia pure accompagnato da una presenza più robusta (25,51%) di esponenti del governo.

Come accadeva nella Bulgaria di quei tempi cancellata anche la voce degli oppositori più fastidiosi, quelli interni: nemmeno una ospitata o una breve dichiarazione trasmessa in tutto il mese ad esponenti di Art.1-Mdp, gli scissionisti capitanati da Pierluigi Bersani, Roberto Speranza ed Enrico Rossi: zero secondi per loro. E zero secondi pure per chi strizzava l’occhio a loro, come gli esponenti di Sinistra Italiana-Sel.

Diversa ma non troppo la situazione del Tg1. A marzo 2017 il Pd ha ottenuto il 22,56% delle interviste e dichiarazioni, a cui si aggiunge il 28,66% del tempo riservato in voce ai membri del suo governo. Un anno fa il Pd era al 16,21%. La seconda forza politica sul Tg1 (nei sondaggi però sarebbe la prima) è il M5s, cui viene concesso però meno della metà del tempo riservato ai propri beniamini: il 10,69%. Terza forza a cui sono stati aperti i microfoni di Orfeo, Forza Italia. Ma deve accontentarsi del 7,92% degli spazi. Quarto posto per Ap-Ncd, con un 3,28% (il doppio dell’anno precedente) che però si somma all’area di governo, rafforzandola. La Lega di Matteo Salvini deve accontentarsi del 2,81% e la Meloni di un secco uno per cento. Sempre meglio del tempo riservato ai nemici interni del governo: agli scissionisti Pd riservato appena lo 0,80% del tempo di parola, e ai loro colleghi di Si-Sel ancora meno: 0,27%.

L’unica altra rete della tv pubblica dove il Pd raggiunge cifre da capogiro (38,44%) è Rai Tre nei programmi di rete extra tg (Cartabianca, Agorà, Gazebo, Mi manda Rai Tre, Presadiretta e Report). Ma in quel caso è anche a danno della presenza diretta di esponenti del governo, che complessivamente ottengono il 6,89% del tempo di parola. Su Rai Tre curiosamente il secondo partito è la Lega di Salvini: 13,19%, davanti al M5s (9,35%) e a Forza Italia (5,52%).

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Terremoto: la sobrietà deve averla il governo – di Franco Bechis

di Franco Bechis

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, si è quasi offeso per qualche critica arrivata alla gestione dell’emergenza nel terremoto e anche con la valanga di neve che si è abbattuta su quelle zone martoriate da mesi. Ha chiesto a tutta la politica sobrietà. Sobrietà, a dir la verità, dovrebbe avere il governo, perché quello che sta emergendo è una disorganizzazione totale della macchina pubblica in quelle zone, e anche l’abbandono a cui sono state lasciate le popolazioni che avevano già sofferto tanto dal 24 agosto a oggi.

Sobrietà vorrebbe dire non promettere quello che sai di non potere mantenere, sobrietà voleva dire non dire “ho consegnato le casette ed è chiuso il tema ad Amatrice” quando avevi consegnato – lo disse Matteo Renzi in televisione in diretta – in quel momento qualche asse con cui costruirne una ventina, mentre le esigenze ovviamente sono di centinaia.

Sobrietà vorrebbe dire non aspettare che i sindaci di quelle zone lancino ogni volta degli allarmi anche drammatici, anche disperati. Il sindaco di Amatrice ha un buon rapporto con i media, deve chiamare sempre televisioni, radio, altri media per dire quello che dice anche direttamente ai responsabili della macchina della Protezione civile, ma che poi non viene fatto.

La sobrietà è una caratteristica importante durante l’emergenza da parte del governo. Io ho letto il 17 gennaio un appello fatto al Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, da tutti gli ordini professionali coinvolti nella ricostruzione nelle Marche. E’ un appello drammatico, anche pieno di critiche perché raccontano che le ordinanze, le circolari sul terremoto hanno cambiato almeno 5 o 6 volte le regole. E a questo punto i professionisti, sto parlando degli ingegneri, geometri, architetti che stavano lavorando nella zona, si rifiutano di farlo.

6000 persone che lavoravano lì dicono: “in queste condizioni non è possibile lavorare”. O vi mettete intorno a un tavolo e decidete una volta per tutte quello che va fatto – non ci fate fare una valutazione quando non avete ancora fatto la raccolta di tutti i detriti e portato via le macerie – oppure lavorare in queste condizioni è assolutamente inutile.

Sono molte le pecche che stanno emergendo in questa gestione della macchina organizzativa. So per certo – perché ho parlato con i diretti responsabili – che c’è un’organizzazione di volontariato che, ad esempio, aveva dei container già pronti che avevano utilizzato in altre occasioni e che li hanno offerti alla Protezione civile, al Commissario per la ricostruzione, perché li dessero ai terremotati. Alcuni di questi container servivano ad esempio per mantenere, come fossero delle stalle, gli allevamenti con un minimo di protezione e un minimo di calore. L’offerta è arrivata tra fine ottobre e i primi di novembre. E’ stata rifiutata, dicendo: “Noi vogliamo fare le cose regolari, fare le gare, non possiamo accettare questo modo di procedere.” Il risultato è stato che sotto la grande nevicata stanno morendo quasi tutti gli animali. Non sono protetti comunque anche quelli che sono vivi in questo momento. Di container ne sono stati consegnati 2 su 350 promessi.

Questi sono i risultati di un disastro organizzativo. Altro che non fare critiche. Bisogna dare voce a tutta la popolazione locale, che si lamenta in continuazione e ha mille ragioni per farlo, e a tutti gli amministratori locali che spesso si sono battuti soprattutto contro la burocrazia. Mille regole che hanno messo, sono decine le ordinanze, le circolari o della Protezione civile o del Commissario per la ricostruzione che hanno fatto null’altro che complicare la vita alla gente. Poi non si può abbandonarli lì.

Se c’era una cosa che era prevedibile, lo hanno detto in molti, erano le grandi nevicate in questo periodo. È impensabile che non esistano sul luogo, in una zona che era già devastata dal terremoto e che aveva tanti problemi di viabilità, i mezzi necessari ad assicurare di arrivare.

Ho sentito anche dal Responsabile della protezione Civile delle cose che non hanno alcun senso. La portavoce della Protezione in TV ha detto che non sapevano quanta gente era ritornata nelle case. Chi deve saperlo, se le case sono state dichiarate agibili e la popolazione è rientrata? Non c’è nemmeno una mappa di quelle, quindi non sapevano dove intervenire nel caso di emergenze, perché non sapevano se c’era qualcuno in quelle case.

Allora, qui il problema è la sobrietà nell’azione del governo, che non faccia più annunci che poi non è in grado di mantenere, che siano semplicemente degli spot per le mille campagne elettorali che ci sono, e anche una sveglia nell’azione, perché questa gente non può più essere lasciata sola, abbandonata, come è stato. Deve avere l’idea di avere di fronte uno Stato che protegge i propri cittadini soprattutto nel momento del bisogno.

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DIRETTA: I veri costi della riforma costituzionale #IoDicoNo

I veri costi della politica sono le sue decisioni sbagliate per i cittadini.
Per smentire le menzogne su costi e risparmi della riforma costituzionale, ma soprattutto per spiegare che lo scopo di questa riforma è quello di facilitare le decisioni sbagliate, abbiamo organizzato a Roma il prossimo 6 ottobre a Montecitorio un incontro con Luigi Di Maio, Danilo Toninelli ed esperti su questo tema.
Anche dal punto di vista dell’economia il 4 dicembre è fondamentale scegliere di dire NO.

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