Preserviamo i Parchi Nazionali italiani

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di Beppe Grillo

Siamo al passaggio finale in Senato di un disegno di legge che, se venisse approvato, avrebbe il potere di snaturare i Parchi Nazionali, come dicono le associazioni ambientaliste, aumentando il potere di condizionamento dei centri di potere politico locale e introducendo elementi rischiosi di mercanteggiamento su quelle risorse naturali, che proprio nelle nostre aree protette dovrebbero essere tutelate al meglio.
L’intento è quello di riformare la legge sulla aree protette (legge n. 394/1991), una normativa di oltre 25 anni che ha sicuramente bisogno di un tagliando e di un rilancio, non certo di modifiche che ne stravolgano il senso. Oggi i parchi nazionali proteggono effettivamente poco più del 10% del nostro territorio e dovrebbe imparare a custodire con maggiore efficacia e competenza la più ricca biodiversità d’Europa (sì, abbiamo anche questo invidiabile primato). Ma il testo in discussione al Senato non garantisce nulla di tutto questo e quindi va abbandonato o bocciato.

La vera scommessa in gioco, mancata da chi ha redatto la riforma, sarebbe quindi quella di destinare maggiori risorse alla tutela di un patrimonio naturale che contribuisce alla ricchezza della Nazione e di affinare ed estendere le competenze di gestione al di là dei 24 parchi nazionali e delle 30 aree marine protette per garantire una tutela attiva, ad esempio agli oltre 2.200 siti di interesse comunitario localizzati ne nostro Paese, fiore all’occhiello dell’Unione Europea nel mondo.

Invece, ancora una volta, abbiamo a che fare con una bassa cucina della politica, che vuole condizionare le nomine del Presidente e del Direttore dei parchi nazionali, possibilmente senza che abbiano curriculum all’altezza delle sfide in campo naturalistico e ambientale e mira a ridurre le aree marine protette (AMP) ad una sorta di condominii degli enti locali. Questo nonostante le AMP siano preposte alla tutela del bene demaniale per eccellenza: il mare.

Pur di soddisfare gli interessi localistici di questo o quel centro di potere e di alcune categorie economiche (agricoltori e pescatori professionisti), si va ben oltre, mettendo in discussione la stessa competenza dello Stato ad una tutela unitaria di un patrimonio indivisibile, di un capitale naturale che fa parte del patrimonio di tutti/e noi.

E’ la nostra Costituzione che all’articolo 9 chiede che sia lo Stato a tutelare il paesaggio e, quindi, l’ambiente e dovrebbe essere interesse delle nostre istituzioni garantire una rete di aree protette nazionali che costituiscano un’eccellenza nella protezione di habitat e specie vegetali e animali che stanno via, via scomparendo, in questa Italia dove è sempre più raro trovare aree di pregio con un paesaggio o un patrimonio naturalistico non degradato.

E, invece, si vogliono trasformare i parchi nazionali, non in laboratori avanzati di ricerca o in culle per lo sviluppo sostenibile e l’ecoturismo, ma in una sorta di pro loco, di camere di commercio (con tutto il rispetto per la funzione di questi enti) che càmpino sui proventi derivanti dalla messa sul mercato dei marchi di qualità concessi dai parchi e soprattutto da introiti derivanti da royalties una tantum, da compensi per l’esercizio di attività economiche produttive esistenti nelle aree parco. Insomma, una licenza a continuare ad inquinare nelle aree di maggior pregio così, ottenuta, per giunta, pagando un modico prezzo, una volta per tutte. Pensiamo cosa significhi assecondare questo andazzo, aprendo quindi un varco ad attività come quella delle trivellazioni per la ricerca e coltivazione degli idrocarburi, che già stanno condizionando pesantemente il futuro di un Parco Nazionale come quello della Val D’Agri.

E la deviazione dal mandato principale, dalla missione affidata ai parchi nazionali viene ribadita anche nel caso della gestione dell’area del Delta del Po (il sistema di zone umide più esteso del Paese), dove 20 anni di gestione inefficiente dei due parchi regionali (veneto ed emiliano romagnolo) non hanno insegnato niente. Nel disegno di riforma si propone la nuova istituzione di un parco ibrido in cui le Regioni, che sinora non sono state colpevolmente all’altezza, conservano forte potere di condizionamento e dove gli obiettivi di sviluppo economico, tout court, sono equiparati a quelli propri delle aree protette, che dovrebbero aiutarci a salvare, il salvabile di quelle risorse naturali che vengono rapinate e che, se meglio gestite, contribuirebbero ancor più al nostro benessere, a migliorare la nostra qualità della vita.

La tutela della Natura non può, non deve, essere sacrificata allo sviluppo economico, e lo Stato non può e non deve venire meno al suo mandato costituzionale, consegnando ai soli interessi locali la gestione di un bene comune come il sistema dei Parchi Nazionali e delle Aree Marine Protette, che, a pensarci bene, va ben oltre le nostre responsabilità nazionali ed è bene di tutta l’umanità, solo per un caso affidato ad una entità che si chiama Italia. Una comunità nazionale che dovrebbe risponderne dimostrando di essere all’altezza della sfida. Cosa che, ancora una volta, se questa proposta diventasse legge, non saremmo capaci di fare di fronte al Mondo.

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E gli asini volano

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di Beppe Grillo

L’articolo apparso ieri su Il Giornale a firma di Giampiero Timossi è totalmente falso, un fake come altri dello stesso giornalista: Anche Grillo e Casaleggio vogliono farsi una banca, Grillo vara la supertassa Nel mirino gli stipendi superiori a 3.500 euro, Il “piano salute” del M5s: guerra totale alle medicine, Casaleggio accusa Grillo: un casinaro, il flop colpa sua e altri. Tutti articoli che col tempo si sono rivelati falsi. Lo stile è sempre lo stesso: notizie inventate e virgolettati falsi spacciati come retroscena senza nessuna verifica. Per questa gente gli asini volano. Quello con il MoVimento 5 Stelle per me è un rapporto siamese, inscindibile, indissolubile. Come ogni membro della nostra comunità mi impegnerò finchè avrò forza per il nostro Paese e per il MoVimento 5 Stelle e invito ognuno di voi a fare altrettanto. Da qui alle politiche nessuno può permettersi passi indietro. Avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, tutto il nostro entusiasmo e tutta la nostra forza.

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Il #VesuvioBrucia: chiediamo lo Stato di emergenza nazionale

di Beppe Grillo

Il Vesuvio è circondato, accerchiato, sfigurato. Centinaia di migliaia di persone sono bloccate in casa, finestre chiuse, con il caldo che arriva dal cielo e con quello, terribile, che si propaga con le fiamme da terra. Il Parco Nazionale praticamente non esiste più. Al suo posto cenere e carbone. E le fiamme non sono state ancora domate. Ci sono ancora tre fronti attivi. C’è paura, i cittadini sono soli e i vigili del fuoco si stanno arrangiando per non soccombere.

Questo accade in Italia, mentre chi ci dovrebbe governare è distratto da altro, è preoccupato di far arrivare il prima possibile alle banche venete l’ultima pioggia di miliardi. Guardate dove si trova questa notizia sugli “autorevoli” siti di notizie. Cercatele nei telegiornali. Munitevi di microscopi per trovarne traccia negli atti del governo.

Bruciano le discariche abusive, bruciano i boschi, brucia plastica, amianto, pneumatici, il patrimonio boschivo. Il più pericoloso vulcano che dorme è mangiato vivo dagli incendi appiccati da criminali. I focolai scoppiano organizzati, coordinati, tanto da non lasciare scampo. Brucia gran parte della Campania, non solo il Vesuvio.

Ci sono solo due canadair al lavoro ininterrottamente, pochi uomini e ancora meno mezzi. È una settimana che le fiamme non lasciano scampo.

E il governo? Dorme, più del vulcano.
E De Luca? Che fine ha fatto la sua voce grossa?
Il MoVimento 5 Stelle ieri ha chiesto già lo stato di emergenza regionale alla Campania ma già oggi non basta più, anche le case hanno cominciato aprendere fuoco e servono mezzi e uomini da tutta Italia

Hanno distrutto il Corpo Forestale per risparmiare una manciata di milioni e hanno regalato in tutto alle banche 86 miliardi. Ecco la priorità del governo!
Il movimento 5 Stelle chiede, pretende, che sia decretato immediatamente lo stato di emergenza nazionale. E che l’Europa si attivi per inviare aiuti e risorse. Ci sono canadair fermi in Germania. Li faccia arrivare qui. E faccia presto

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#PaoloVillaggio, un ultraitaliano

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di Beppe Grillo

Un dolore sordo per la morte di Paolo Villaggio, il mio primo pensiero è stato “macchè morto, sono balle…”. Ho provato lo stesso dolore quando morì Alberto Sordi, sto parlando di due “ultraitaliani”. Sordi e Villaggio hanno mostrato il nostro peggio, e per questo avvertiamo un dolore così intenso: nel rappresentarci davano la sensazione di capirci. Eppure erano assolutamente agli opposti: nei personaggi di Sordi era facile identificarsi in quanto italiani.

Non era lo stesso per Fracchia e Fantozzi, perché Villaggio dalla sua alienità non esprimeva mai un “volemose bene”, non ci ha mai assolti dai nostri peccati. Forse per questo era così inavvicinabile e indecifrabile. Cosa abbiamo perso oggi? Un grande artista che ci rappresentava come tante dualità: esseri che seguono la corrente contorcendosi e che si ribellano all’improvviso, ma senza speranze, contro il padrone drogato di cinema d’essai nella oramai mitologica e sintetica critica alla Corazzata Potemkin che è “una cagata pazzesca!”.

Un’originalità nel tratteggiarci che lo ha reso una stella, capace di recitare come per ispirazione ultraterrena.

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#CharlieGard e l’Europa senz’anima

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di Beppe Grillo

Neppure Pilato se ne lavò le mani in questo modo. Charlie Gard non è clinicamente morto, i suoi genitori non desiderano che siano spente le macchine che lo tengono in vita, addirittura se ne andranno via! Un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europetta insipida e senz’anima.

La corte europea per i diritti dell’uomo ha sentenziato: ciò che hanno deciso i tribunali inglesi riguardo la sospensione dei trattamenti per mantenere in vita il Piccolo Charlie Gard va bene così. Non è entrata nel merito la corte europea. Si è comportata come una corte di cassazione: non è più un processo al fatto in se, ma piuttosto alla forma dei gradì di giudizio precedenti.
E’ incredibile, significa che tutta la UE non ha da dire nulla, in più oppure in meno, riguardo una questione così atrocemente fondamentale.
L’ultimo grado di giudizio è fondamentale, serve a stabilire la presenza o meno di errori procedurali dei due gradi di giudizio precedenti, ed eventualmente fare in modo che siano corretti. Ciò avviene nel contesto della catena giudiziaria dello stesso paese, lo stesso terreno culturale ed etico, quindi nell’implicito rispetto della sovranità etica e morale di quella società, forse senza omettere di considerare il credo. Una comunità di stati, ognuno con il suo patrimonio di vittorie e sconfitte nei confronti delle sfide dell’esistenza dovrebbe avere un’altitudine morale maggiore di ognuno preso singolarmente. Dovrebbe… forse è una parola grossa, diciamo pure che “potrebbe”.

Avere la risposta in tasca per situazioni come queste è arrogante in ogni caso, ma la vita va salvaguardata senza dubbio. Per altro una malattia che distrugge i microscopici polmoni che stanno dentro le cellule (i mitocondri) progressivamente e senza eccezioni note è una specie di incubo solido! Un orrore che condanna a morte certa un bellissimo bimbo.

Mi chiedo: la speranza che cosa è? Si può negarla? E’ chiaro che la speranza è una delle forze della natura più travolgenti in assoluto. Per quanto vana o rischiosa nella sua attuazione la speranza non sente ragione. Siamo noi, è l’uomo ad essere fatto in questo modo. E’ stupefacente come la speranza di vincere al gioco venga fomentata e rinforzata dalla pubblicità di tutti i governi mentre quella che il proprio bimbo sopravviva possa essere soppressa così, con qualche tratterello di penna. E’ così che funzioniamo? Quale sarebbe la differenza che questa palla al piede morale, la UE, è in grado di aggiungere in una simile situazione: neppure un tentativo di conciliazione come fece Pilato, in sostanza la corte dei diritti dell’uomo di strasburgo ha detto “sono cazzi loro”… questioni interne degli UK.

La speranza è vissuta nell’intimità di una dimensione assolutamente soggettiva, il piccolo non è in morte cerebrale, i suoi genitori chiedono che vengano semplicemente proseguite le terapie di sostegno vitale mentre si preparano a togliere il disturbo per correre negli USA, grazie ad una colletta record (da 1,3 milioni di sterline). Tantissimi cittadini britannici hanno accordato una fiducia a quella speranza, con un appoggio economico! Neppure da quella campana ci sentono i nostri spettrali banchieri della UE?

Non so quanto la terapia sperimentale americana (un paese dove tutto è già e solo moneta) sia valida oppure no. Può darsi che dare speranza a questi genitori disperati rappresenti un ulteriore atto di cinismo, oppure no. E’ una malattia rara, questo confonde ancora di più le cose, non c’è nulla di più abbordabile per i bufalari di una malattia rara, mortale, che colpisce i bambini. Roba che risveglia gli sciacalli. Però noi questo noi non lo sappiamo stabilire, mentre i genitori non vogliono imporre al servizio sanitario della regina di insistere ad oltranza (ed a spese del contribuente). Sono pronti, insieme a molti altri cittadini, ad imbarcarsi in un’assoluta incognita, ad esporsi ad altre pene.

Qualcuno chiese a John Glenn, il primo statunitense a entrare in orbita attorno alla Terra, che cosa avesse provato a starsene sull’Apollo durante il conto alla rovescia, lui rispose: “…come uno che stava per lanciarsi nello spazio su due milioni di singoli pezzi, tutti fabbricati da fornitori che avevano vinto gare d’appalto al massimo ribasso…”. Quanto coraggio ci vuole per salire su un mostro alto più di cento metri e farsi sparare nelllo spazio per andare e tornare dalla luna per la prima volta? Erano quasi solo calcoli, ma c’era una forza che accompagnava il coraggio, la speranza di farcela, l’ambizione. Questo è il lato più nobile dell’uomo.

C’è un modo di dire che amo tantissimo: “non esistono atei in trincea” soltanto che in questa storia la trincea riguarda solo il Papà e la Mamma del piccolo …. Mentre la Corte europea e la UE nel suo insieme assomiglia sempre di più al pubblico NON PAGANTE di un circo romano, dove dei disgraziati lottavano sperando di sopravvivere, ancora un po’.

Lui non è clinicamente morto, neppure i suoi genitori desiderano che siano spente le macchine, addirittura se ne andranno via per un viaggio di coraggio e di speranza: una musica che trova orecchie da mercante in questa europa sempre più insipidamente senz’anima…

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Ogni maledetta elezione il MoVimento 5 Stelle continua a crescere

Il MoVimento 5 Stelle ha vinto otto ballottaggi su dieci. Siamo passati da 37 sindaci a 45, un aumento di oltre il 20%. Siamo entrati con nuovi consiglieri in comuni dove prima non eravamo presenti. Ogni maledetta elezione continuiamo a crescere e questo è ciò che conta. Le prossime sfide sono la Sicilia e poi la battaglia campale delle politiche. Per vincere dobbiamo essere una squadra che lotta insieme per un obiettivo comune. Cittadini, attivisti, portavoce: tutti sono indispensabili se sono al servizio della squadra. Oggi come ieri dobbiamo continuare a lottare. Forza!

di Beppe Grillo (liberamente tratto dal monologo di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica“)

Otto mesi, alla nostra più difficile sfida: le elezioni politiche. Tutto si decide in questi mesi. Ora noi o andiamo avanti come squadra o cederemo un centimetro alla volta, un giorno dopo l’altro, fino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. L’Italia sta sprofondando trascinata giù da una montagna di debito pubblico, dal fallimento del sistema bancario, dalle aziende che chiudono quotidianamente, dalla disoccupazione, da chi fa business sugli immigrati. I media di regime ripetono che è tutta colpa del MoVimento 5 Stelle, che noi siamo il male dell’Italia e che la soluzione sono i soliti: Berlusconi con Montezemolo e Frattini da una parte e Renzi, Prodi, Pisapia, D’Alema dall’altra. Possiamo rimanerci dentro questo inferno, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Noi però, cari italiani, non possiamo farlo per voi. Abbiamo bisogno di tutto il vostro sostegno. Mi guardo intorno, vedo i vostri volti e penso “certo che senza di loro non avremmo fatto neanche un metro di strada“. Sì, perché siamo senza soldi per aver rinunciato a tutti i finanziamenti pubblici, che ci crediate o no, noi ci reggiamo solo sulle piccole donazioni volontarie che fanno i semplici cittadini come voi. Abbiamo allontanato chi tradiva i nostri valori e non siamo mai scesi a compromessi, anche se tanti, forse anche tu che leggi, ci dicevano di fare il contrario.

Sapete col tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è la nostra sfida per andare al governo. Perché in entrambi questi giochi il margine di errore è ridottissimo, capitelo. Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloce o troppo lento e mancate la presa. La nostra squadra è grande, siamo cittadini, siamo attivisti, siamo portavoce. Ognuno ha il suo compito e ognuno ha il dovere di non mollare mai. Da qui al governo è questione di pochi metri, non lo dico per arroganza, ma per senso di responsabilità. Dobbiamo avere ben chiaro che su questa squadra poggiano le speranze di milioni di persone.

In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra ci massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire, fra governare questo Paese per i cittadini e subire ancora il governo delle lobby e degli amici e dei figli di.

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste, è per questo che lavoriamo come pazzi dal 4 ottobre del 2009 e anche da prima. In questi 8 mesi che abbiamo davanti ci giochiamo il nostro futuro, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il cittadino che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che vedrete un uomo determinato a cambiare il Paese con voi, che vi troverete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi andiamo avanti adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È tutto qui. Questo è quello che dobbiamo fare!

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Il #FakeBallottaggio a Trapani

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di Beppe Grillo

Cittadini di Trapani, e Trapanesi del MoVimento (vi chiamano aghi della bilancia ma non ci credete) vi rivolgo un appello! NO, non andate a votare! Queste non sono elezioni, non è votare questa roba qui. Avete già fatto troppo con il 59% al primo turno, c’erano Fazio e Savona, il primo era in vantaggio ma si è ritirato (problemi con la giustizia che si era dimenticato?) e Savona, quello di centrosinistra con il simbolo del PD affiancato da mulini a destra e sinistra?

Con tutto il rispetto per i mulini delle saline, proprio per quel rispetto per la vostra città, si facciamolo per la città di Trapani, per quelle mura e quella storia secolare. Non andate a votare!
Non potete andare dietro a questi giochetti, vi chiedono di essere in almeno il 50% perché vinca l’unico che è rimasto, fa il ballottaggio con la palla a muro… se la gioca da solo ed ha paura di se stesso. Allora chiede che quegli altri che tirino fuori chessò… un senatore… D’Alì che non so più qual è dei due, uno con obblighi di dimora e l’altro che viene da casa, ma dai domiciliari.

Io non so dirvi con esattezza quali siano i calcoli di questa gente… Fazio che chiede un candidato di soccorso, “ma si va bene D’Alì”… Comunque è gente importante, uno aspetta la cassazione. Gente che sa aspettare e dove stare, ai domiciliari per esempio, uno è anche stato giudicato pericoloso.
Fazio, il monologo, si auspica di essere sfidato al ballottaggio da personaggi che sono dei fascicoli, il loro curriculum lo riconoscete subito. Un faldone con il loro nome a pennarello sotto “Procura della Repubblica”.

Aghi della bilancia, soppesate bene il vostro ruolo in tutto questo: nessuno! State a casa, diamine! Mi appello al vostro senso della decenza e vi prego, mi rivolgo a tutti gli elettori: questo non è un voto, è l’autopsia del cadavere di una democrazia marcia. Siete elettori e non dei dissotterratori di mostruosità.

Non so e non voglio sapere qual è quello che aspetta la cassazione e quell’altro che era ai domiciliari, ma se non andate a votare potrete forse creargli qualche difficoltà in più, qualche nodo da sbrogliare e speriamo che gli venga la nausea di se stessi nel frattempo: difficile si, lo so. Mandate all’aria questa machiavellica torta di merda e lasciate che la città venga commissariata subito, che cos’altro potrebbe succedere, fra un anno, o molto meno che verrà commissariata.

Perché sarà pure una realtà complessa ma la materia di cui è fatta è chiara a tutti: collusi e collusori.

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Il MoVimento è la forza politica più presente alle elezioni comunali

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di Beppe Grillo

Oggi, insieme a nove milioni di italiani, sono chiamato al voto per scegliere il sindaco della mia città. Invito tutti ad andare a votare: è importante!

Il MoVimento 5 Stelle è presente con le sue liste in 225 comuni ed è la forza politica nazionale più presente a questa tornata.

Il Pd infatti si presenta con il suo simbolo in appena 134 comuni (fonte). Faccio un grande in bocca al lupo a tutti i nostri candidati sindaci e consiglieri.

ANDATE A VOTARE!

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Dai Pd, dicci la verità sulla #LeggeElettorale

di Beppe Grillo

Ma dai, PD. Far saltare tutto per il Trentino Alto Adige. Ma potevate dircelo, vi davamo anche la Val d’Aosta. Poi escono questi fantasmi dal passato, questo signore di 90 anni che ancora dà moniti e dice «non bisogna andare alle elezioni». Poi c’è De Benedetti, un imprenditore che ha causato catastrofi naturali nelle sue aziende, che dice «non bisogna andare a votare».

Dai Pd, siate sinceri. Diteci il perché. Ci sfugge un po’ questa cosa. Se ce lo dite, noi ci ritiriamo, e vi fate una leggina con lo psico-nano, con Dudu. Vi fate una bella leggina, democratica, meravigliosa, e fate quello che volete, coi vostri franchi, genuini e liberi tiratori. Prodi se li ricorda, eh!
Ditecelo, noi ci ritiriamo e vi fate una bella leggina come piace a voi. Democratica… Certo, non tutta l’Italia sarà coinvolta nella legge elettorale. Noi volevamo esagerare, avevamo pensato di coinvolgere tutta l’Italia. Ma noi siamo ancora indietro, voi siete avanti col pensiero.

La colpa? Non lo so. Questa è psicologia, è paranoia, siamo nel campo degli psicodrammi. Quindi, per seguirvi dovrei chiamare il mio neurologo che adesso è dall’analista.
Dai, ditecelo. Mandatemi anche due righe, giuro che non le pubblico. Ma spiegateci. Non volevate andare a votare? È colpa del maggioritario? Del proporzionale?
Sarebbe stata una legge perfetta. Bella. E voi avreste goduto, anche. Ma siete masochisti, lo so. L’avevamo proposta noi e questo, per voi, era una gastrite neurologica. Non potevate sopportarlo.

Dai, fatemi una telefonata. Me lo dite, e noi ce ne andiamo in Trentino.

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Sulla legge elettorale hanno già deciso gli iscritti

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di Beppe Grillo

Il MoVimento 5 Stelle chiede di andare al voto dal 4 dicembre e sin da allora abbiamo proposto di approvare una legge elettorale costituzionale che permettesse di farlo. Prima era il Legalicum, ora è il modello tedesco, votato a stragrande maggioranza dai nostri iscritti con oltre il 95% delle preferenze. I portavoce del MoVimento 5 Stelle devono rispettare questo mandato perché il testo depositato in commissione mercoledì sera corrisponde al sistema votato dai nostri iscritti: proporzionale con 5% di sbarramento e divisione tra seggi proporzionali e collegi uninominali con predominanza dei primi per assegnare i seggi.

Le differenze esistenti con il modello tedesco sono dovute alle diversità dell’assetto costituzionale esistenti tra la Germania e l’Italia. In Italia il numero dei parlamentari non può essere modificato perchè è fissato dalla Costituzione. Il “tedesco” non prevede preferenze, ma prevede liste talmente corte da renderle superflue, che sono proprio quelle raccomandate dalla Corte costituzionale nella sua sentenza ammazza-Porcellum perché in grado di far riconoscere gli eletti agli elettori, e in ogni caso il MoVimento 5 Stelle indirà le parlamentarie online che si svolgeranno su Rousseau. Non ci interessa garantire la rielezione di questo o quell’altro portavoce. Quello che conta è far rispettare il nostro metodo e garantire al Paese di avere una legge elettorale costituzionale, non il Verdinellum.

Il proporzionale tedesco non è il nostro modello ideale, ma è un sistema costituzionale che può diventare legge solo grazie a noi. Come gli iscritti hanno deciso, stiamo cercando di inserire alcuni correttivi di governabilità che possano evitare il grande inciucio post elettorale. Correttivi che potrebbero permettere ad un solo partito di avere la maggioranza dei seggi in Parlamento raggiungendo circa il 40% dei voti. Il proporzionale tedesco ha garantito al partito della Merkel il 49% dei seggi con il 41% dei voti. Noi vogliamo qualcosa di più per favorire ulteriormente la governabilità.

Se gli altri partiti non cambieranno idea sul modello tedesco, i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento voteranno a favore del testo, come deciso dai nostri iscritti che hanno e avranno sempre l’ultima parola su tali questioni. Vogliamo garantire agli italiani che potranno votare al più presto con una legge elettorale costituzionale.

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