#PacificamenteARoma contro gli inciuci di chi non vuole perdere il potere

di MoVimento 5 Stelle

Era il 1923 quando per la prima volta nella storia d’Italia venne apposta la fiducia su una legge elettorale. C’era il Fascismo e si trattava della legge Acerbo, fortemente voluta da Benito Mussolini per assicurare al Partito N… Continua a leggere #PacificamenteARoma contro gli inciuci di chi non vuole perdere il potere

La politica è pensare a cosa lasciamo ai nostri figli e non la ricerca di alibi per non fare nulla

di Beppe Grillo

Ritornano continuamente, se ne vanno per sempre, ma sono sempre lì. Assomiglia ad un incubo doloso, a volte mi chiedo se per caso ho un microchip infilato da qualche parte, forse mi sveglio fra poco e non è più vero che stiamo comba… Continua a leggere La politica è pensare a cosa lasciamo ai nostri figli e non la ricerca di alibi per non fare nulla

#EmergenzaDemocratica: domani alle 13 tutti a Roma in piazza Montecitorio

di Luigi Di Maio

Bene. Ci siamo. Per anni ci avete detto “Convocateci in piazza e verremo lì”. È arrivato il momento. Abbiamo sempre rispettato questa vostra disponibilità, senza mai abusarne.
Ma adesso abbiamo bisogno di voi. Di tutti. Lo dico anch… Continua a leggere #EmergenzaDemocratica: domani alle 13 tutti a Roma in piazza Montecitorio

La grande ammucchiata

di Danilo Toninelli

Grandi ammucchiate tra partiti e nessuna soglia di sbarramento all’interno delle coalizioni. Tutto questo per consentire a chiunque di allearsi con la qualunque, con un solo obiettivo: racimolare qualche voto in più. Questa non è… Continua a leggere La grande ammucchiata

Terrorismo Mediatico di stampo partitico

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di MoVimento 5 Stelle

La strategia messa in campo dai partiti e dai media per denigrare e diffamare il MoVimento 5 Stelle segna oggi un cambio di passo. Oggi si inaugura la fase del Terrorismo Mediatico. Dopo aver tentato invano la narrazione dei “Grillini incompetenti” ed essere smentiti dalle azioni dei nostri amministratori, ora iniziano con il raffinato storytelling dei “Grillini violenti”. La suggestione è stata lanciata ufficialmente ieri da Renzi con un post su Facebook e immediatamente rilanciata da Berlusconi con la prima pagina de Il Giornale.

Nel giorno del referendum catalano, la Pravda berlusconiana, spara addosso al MoVimento a caratteri cubitali: “Delinquenti a Cinque Stelle”. Segue una ricostruzione completamente falsa a cura di Francesco Maria Del Vigo in cui afferma che il MoVimento 5 Stelle difende i violenti e lo accusa di complicità con gli organizzatori della macabra provocazione dei manichini. Balle che sono come ordigni lanciati in una piazza per scatenare il panico e la psicosi contro il MoVimento.

La verità è un’altra. Sono stati i nostri amministratori a ospitare il G7 a Torino e Venaria. Il MoVimento e i suoi principali portavoce (Chiara Appendino a livello locale e Luigi Di Maio a livello nazionale) hanno prontamente condannato i violenti e gli atti violenti. Nessuno di loro ha organizzato o preso parte a manifestazioni violente o macabre come quella dei manichini, che peraltro abbiamo condannato pubblicamente. E il popolo che ci sostiene mai si è macchiato di violenze o di azioni illegali, come invece vogliono far credere i terroristi mediatici. Questa è la posizione ufficiale del MoVimento 5 Stelle, chi ne ha altre le esprime a titolo personale e comunque al di fuori della nostra comunità.

La rabbia del Paese che sarebbe esplosa in faccia a chi l’Italia l’ha devastata, è stata trasformata dal MoVimento in un’energia positiva e pacifica che si esprime attraverso il voto popolare e all’interno di una cornice istituzionale. Delegittimare questa forza con mitragliate di accuse infamanti e menzogne è un atto terroristico di stampo mediatico con precisi mandanti politici: il segretario del Pd e il suo pregiudicato compagno di merende al Nazareno.

Da qui in avanti sarà sempre peggio. I partiti e i mezzi di comunicazione al loro servizio (praticamente tutti) separeranno ad alzo zero contro il MoVimento e i suoi portavoce, senza nessun ritegno e senza nessun rispetto della verità. L’unico antidoto è informarsi sui fatti, non sulle opinione di editorialisti complici dei politici, e soprattutto diventare ognuno di voi un inviato del Paese reale, quello distante anni luce dalle redazioni dei giornali e dei telegiornali mantenuti in piedi con denaro pubblico o elargizioni di qualche magnate. Nessuno di noi è un delinquente e non permetteremo a nessuno di dirlo impunemente.

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Chi è senza finanziamento pubblico scagli la prima pietra: il MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle che dal 2010 ad oggi, tra Parlamento e Regioni ha rinunciato e restituito oltre 85 milioni di euro (qualche voce: 47,5 milioni di rimborsi elettorali, 34,5 milioni in tagli stipendi, oltre 1 milione in rinunce indennità di carica, 3 milioni per fondazioni e partiti politici europei etc).

Quello che sta andando in scena tra Salvini che grida al ‘complotto’ per la confisca di 48 milioni di euro per la vicenda ‘diamanti & Tanzania’ e Renzi che accusa il Carroccio di essere “ladri” è il teatrino degli ipocriti.

Mentre il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a oltre 47,5 milioni di euro di rimborsi elettorali, in questi anni la Lega per l’indipendenza della Tanzania ha incassato 180 milioni, il Pd e l’Ulivo oltre 770 milioni di euro di cui oltre 45 in questa legislatura, Forza Italia e Berlusconi 784 milioni di euro e così via fino alla destra della Meloni e la sinistra delle anime belle.

In totale in 20 anni un ‘tesoretto’ di 2 miliardi di euro rubato agli italiani, alla faccia del referendum del 1993.

A questi si aggiungono finanziamenti opachi tramite le varie “Fondazioni politiche”. Renzi quanto ha incassato da Buzzi?

Perché Renzi nel 2015 ha fatto coprire con 105 milioni di euro pubblici i debiti Ds dell’Unità?

Vogliamo parlare della legge Boccadutri che stanzia soldi ai partiti senza controlli? A questi si aggiungono manager di società partecipate pubbliche, nominati dal Pd, che sono obbligati a versare il “pizzo” al partito.

Salvini è disperato. Dichiara che per Pontida non ci sono soldi. Non si preoccupi. Li può chiedere all’attuale presidente della Lega Umberto Bossi. Oppure faccia come il Movimento 5 Stelle, che ha rinunciato a decine di milioni di euro e auto-finanzia incontri e campagne elettorali con micro-donazioni dei cittadini.

Può anche capitare, come accaduto per lo “Tsunami Tour” delle elezioni del 2013, che avanzino oltre 400.000 euro e vengano donati per ricostruire una palestra terremotata a Mirandola.

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Ministro delle finanze unico e Troika per tutti. Lo ‘stato dell’Unione’ di Juncker è terrificante

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Con il suo classico discorso sullo “stato dell’Unione” il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è accodato alle recenti dichiarazioni di Angela Merkel, Wolfgang Schäuble, Emmanuel Macron e Mario Draghi. Nulla di realmente nuovo per chi legge questo blog, e proprio per questo è stato un discorso terrificante. La direzione auspicata è quella tedesca, già formalmente approvata da PD e Forza Italia al Parlamento europeo, che hanno votato un report (qui tutti i dettagli) inglobante le idee teutoniche sul ministro unico delle finanze della Zona Euro e l’istituzionalizzazione della Troika.

IL MES DIVENTA FONDO MONETARIO EUROPEO
Così verrà istituzionalizzata la Troika attraverso la revisione dell’assetto istituzionale dell’Unione Economica e Monetaria. La proposta, sulla quale c’è già un mezzo accordo Parigi-Berlino porta alla trasformazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) in un Fondo Monetario Europeo, che interverrà in modo frequente con “aiuti” finanziari elargiti nelle situazioni ritenute “opportune” dai burocrati. Cosa vuol questo dire aiuto? Di certo non sarà gratuito. Per due motivi, primo e più paradossale: lo pagheremo noi stessi. L’Italia, infatti, è il terzo contribuente economico al Meccanismo Europeo di Stabilità. Il secondo motivo, e più crudele: l’attivazione di questo nuovo meccanismo comporterà il “commissariamento”, mirato, ad esempio, ad applicare riforme liberali ed impopolari nel mondo del lavoro, privatizzazioni di sanità e beni pubblici, aumenti di tasse o dell’età per il pensionamento.

BUDGET DELL’EUROZONA
La proposta che è sul piatto non è ad oggi ben delineata, soprattutto su come verrà finanziata questa linea di budget. Non siamo a favore di un bilancio dell’Eurozona che comporterebbe altri sacrifici contributivi, senza che siano prima risolti gli squilibri economici dovuti all’adozione della moneta unica tra 19 economie diverse. Ad esempio chi accumula surplus (Germania, Olanda e Lussemburgo, violando le stesse regole europee odierne) dovrebbe contribuire di più attraverso trasferimenti fiscali nell’ordine di almeno decine di miliardi di Euro. Le riforme richieste in cambio del contributo economico non dovranno avere un orientamento eccessivamente liberale (svalutazione salari tramite riforme del lavoro, riforme delle pensioni, privatizzazioni e vendita di beni dello Stato).

SCHEMA DI GARANZIA DEI DEPOSITI COMUNE
Ad oggi non c’è una chiara volontà politica per creare un sistema di garanzia davvero europeo e credibile. Sul piatto c’è una situazione di compromesso che non comporta una reale condivisione dei rischi. In particolare per l’opposizione dei Paesi del Nord. L’Unione Bancaria nel suo secondo pilastro (che riguarda la risoluzione degli istituti in crisi, dove è contenuto il bail-in) mette di fatto a rischio il risparmio. Noi vogliamo difendere il risparmio degli italiani come sancito dalla Costituzione, quindi vogliamo che ci sia: o un meccanismo europeo credibile; o uno nazionale che garantisca con una banca centrale pubblica senza rischi per i cittadini di perdere risparmi.

EUROBOND
Anche in questo caso la proposta sul tavolo non prevede un vero e completo meccanismo di condivisione del rischio sul debito, ma un progetto dove rimarranno fortemente marcate le differenze tra i debiti dei Paesi. Nella proposta, la maggior parte dei titoli di Stato rimarrà escluso dal sistema di “condivisione”, e verrà introdotto il rischio sui titoli sovrani per i bilanci delle banche. Creando problemi ai sistemi bancari dei Paesi con “rating” inferiore, che ad oggi contabilizzano i titoli di Stato a rischio zero.

Il commento del portavoce Marco Valli:

“Oggi il presidente della Commissione europea Juncker ha confermato quello che già tutti sapevano: la Germania comanda l’Europa. Le idee di Merkel e Schäuble, su cui c’è già un accordo con Macron, sono quelle di un ministro delle finanze unico della Zona Euro e la conseguente istituzionalizzazione della Troika. Verrano così costretti gli Stati membri a ricevere aiuti da un fantomatico bilancio e fondo monetario europeo (finanziato da loro stessi) in cambio di pesanti condizionalità, sul modello greco. La cosa più incredibile è che PD e Forza Italia si accodino a queste richieste e che anzi abbiano già votato positivamente al Parlamento europeo un report che conteneva tutti questi elementi. Come al solito, la vecchia politica in Europa non è in grado di risolvere alcuno dei problemi degli italiani. Fa sorridere pensare oggi alle “sparate” di Matteo Renzi e del PD contro l’attuale assetto istituzionale imposto da Bruxelles, considerando il fatto che quest’ultimo andrà a peggiorare e divenire ancora più stringente anche grazie ai loro voti. L’Italia e gli italiani hanno bisogno di un Governo che in Europa si faccia rispettare e che non si pieghi supinamente ai voleri della Merkel”.

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Liberiamo la Sicilia da gente come Miccichè

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di MoVimento 5 Stelle

Ieri il commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Micciché, ha detto che il MoVimento 5 Stelle “è come l’Aids. Ricordate quando anche in Italia ci fu un gran caos sessuale, in cui tutti facevano l’amore con tutti? Poi spuntò l’Aids e questa cosa si fermò, si tornò a fare l’amore solo tra marito e moglie. Per questo credo sia un bene che, in un periodo di proteste, siano spuntati i Cinque Stelle. Hanno fermato un momento di degrado della politica. Ma ora basta, ora fuori dai coglioni, ora bisogna tornare a governare seriamente”. Parole folli, irrispettose in primis delle persone che ancora oggi in Italia hanno contratto l’HIV (140.000 persone), soprattutto se dette da questo personaggio, che sostiene la candidatura di Nello Musumeci insieme a tanti altri dinosauri che speravamo si fossero estinti, come Ignazio La Russa, Raffaele Lombardo e Totò Cuffaro. Invece no, si sono ritrovati tutti, uniti e compatti intorno a Musumeci. Ed oggi uno dei loro massimi esponenti, Miccichè, dice che il MoVimento 5 Stelle è come l’Aids e che bisogna tornare a governare “seriamente”.

Parliamo di una figura che deve la sua ascesa politica a Marcello Dell’Utri, il grande mediatore di Cosa Nostra condannato a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
Parliamo di un personaggio che negli anni ’80 candidamente ammise di assumere cocaina: “Non sono uno spacciatore, ma solo un assuntore di cocaina“. Di uno che, stando ad alcune informative dei Carabinieri, si faceva portare la droga al ministero delle Finanze quando era viceministro. E, non per ultimo, di una persona che nel 2012 affermava: “Ho fatto parte del governo Berlusconi, l’ho appoggiato ma me ne pento”. Giusto un anno prima di entrare a far parte del governo Letta con il Pd, poi ha visto che le cose non andavano ed è tornato col centrodestra. Il solito giro di poltrone, il solito salto tra destra e sinistra per restare ancorato al potere. Che programma ha uno come Miccichè? Che idea di Paese può offrire uno che, nella posizione pubblica che rivestiva, ammetteva di assumere cocaina fin farsela portare al ministero. Che esempio può dare a un giovane, ad un figlio? E questo signore qui è uno dei tanti a sostegno di Musumeci. Anzi, è il collante che tiene insieme tutti quei dinosauri di cui sopra (Lombardo, Cuffaro, La Russa, Alfano) vicino a Musumeci! Questi personaggi sono un pericolo autentico per il Paese. Sono il peggio del peggio e ce li abbiamo proprio in Sicilia.

Il MoVimento 5 Stelle ha la possibilità di mandarli a casa una volta per tutte. Chiunque il 5 novembre sceglierà di non votare, di restare a casa o di disperdere il suo voto potrà ritrovarsi al governo gente come Miccichè. A quel punto fare i conti con la propria coscienza non servirà più a nulla. Possiamo cambiare davvero le cose, possiamo davvero restituire alla nostra splendida isola la dignità che merita. Ora tocca a noi, facciamoci sentire!

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Cambiano il nome alle loro porcate per farcele digerire

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di Alessandro Di Battista

Sono 4 anni che cerco di mettere in guardia i cittadini dalle “truffe semantiche” del potere, per essere più chiari le loro prese per il culo con le parole. Avete visto come fanno questi truffatori professionisti? Cambiano il nome alle loro porcate per farcele digerire. Il puttaniere diventa “utilizzatore finale”, le guerre di invasione (come quella in Afghanistan) si trasformano in “missioni di pace”, gli inceneritori li chiamano “termo-valorizzatori” e i tagli alla sanità, alla scuola, alle forze di polizia “aggiustamenti strutturali”.

Anche a Berlusconi gli hanno cambiato nome: l’hanno chiamato Renzi ma l’operazione è durata poco
anche perché (mai avrei creduto di arrivare a pensarlo) l’originale era meno peggio della copia arrogante.

Oggi il “sistema” (politica, media, banche) adotta una strategia ancora più deprecabile. Dato che, grazie al M5S, il tema del reddito di cittadinanza è diventato tema nazionale, cosa fa il Governo? Di fatto prende uno strumento per contrastare la povertà (uno strumento già esistente che si chiama SIA – Sostegno Inclusione Attiva, tra l’altro drammaticamente insufficiente) e gli cambia nome. Come lo chiama? Reddito di inclusione! Mica stanziano più fondi per contrastare la povertà, figuriamoci, se non ci fosse povertà in questo Paese anche il cancro del voto di scambio verrebbe debellato. No, cambiano i nomi questi cialtroni. Credetemi non gli frega nulla di contrastare la povertà, il loro interesse è provare a disinnescare una battaglia del M5S ora che si avvicinano le elezioni.

P.S. Domani, domenica 3 settembre, alle 11.30, parteciperò alla Festa del Fatto al Parco la Versiliana (Marina di Pietrasanta – Lucca).

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Fuori Renzi, dentro Berlusconi. La Merkel si prende gioco degli italiani

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di MoVimento 5 Stelle

C’era una volta Angela Merkel mano per mano con Matteo Renzi. Sguardi complici e parole sussurrate per nascondere i taciti accordi che hanno piegato il nostro Paese. Ma qualcosa in Europa è cambiato. E Angela, a quanto pare, non è una che perde tempo.La Merkel ha cambiato cavallo. Ha scaricato il suo pupillo Matteo Renzi per puntare sull’usato sicuro, Silvio Berlusconi, l’uomo che ha fatto dell’Italia il suo reame.
I giornali proveranno a fregarci. Ci racconteranno la storia romanzata di un amore tormentato fra due alleati che non si sono capiti: tutte balle. Italiani, non facciamoci fregare dal re delle Televendite e dei giornali amici dei partiti. Berlusconi e Merkel sono fatti della stessa pasta, figli della stessa cultura politica: quella in cui i cittadini comuni devono servire gli interessi dei burocrati. Oggi mi voti perché ti convinco a farlo, domani ti fotto e tu sorridi.

Rinfreschiamoci un po’ la memoria per non dimenticare. C’è lo zampino della Merkel dietro le più grandi truffe europee degli ultimi 20 anni. Ha imposto tasse e tagli in nome dell’austerity. Ha arricchito il sultano Erdogan con l’accordo sui migranti, solo per fermare la rotta balcanica e spostando la pressione migratoria verso l’Italia. Lei che i migranti se li sceglie e poi li paga 1 euro all’ora, ma questa non è schiavitù. Ha costruito l’attuale governance economica europea per imporre il dominio tedesco sulle economie del Sud Europa. Ha ordinato la deflazione salariale per rendere più competitive le proprie imprese. Ha svenduto la Grecia alle banche. Ha rovinato il popolo greco, spremendolo come le nostre olive che non produciamo più, perché i tedeschi hanno detto sì all’invasione dell’olio tunisino. Ha imposto trattati commerciali suicidi per l’Italia, come il Ceta, il Mes alla Cina.

Ci ha privato persino delle nostre arance, mettendo al lastrico migliaia di produttori e annesse famiglie. Ha dato il disco verde ai bombardamenti in Libia e in Siria e favorito le guerre civili, per poi marciare nel nome di una pace che conviene solo a parole. Ha nascosto lo scandalo Volkswagen che ha avvelenato mezza Europa. Non rispetta le regole europee, come il surplus della bilancia commerciale, ma fa la maestrina quando si tratta di qualche decimale nei conti degli altri. Idem sulle banche, ha salvato finanzieri e banchieri con i soldi dei cittadini europei.

A tutto questo Berlusconi e il suo partito azienda hanno sempre detto di sì. È stato complice e protagonista di questa buia stagione della nostra storia. E sia chiaro: Renzi come, se non peggio di, Silvio. Ma da mesi nei corridoi di Bruxelles tutti hanno compreso che il segretario del Pd non conta più niente. Ogni tanto manifesta disappunto rispetto accordi suicidi che lui stesso ha siglato, ma nessuno lo ascolta. Peggio: nessuno lo sente. Un lento ma inarrestabile declino.

E allora la storia che è ciclica, si ripete: il fantasma di Berlusconi ha bisogno della Merkel per dimostrare che può contare ancora qualcosa. La Merkel ha bisogno di Berlusconi perché teme che il MoVimento 5 Stelle smantelli una ad una le politiche che hanno regalato al popolo tedesco 20 anni di benessere alle nostre spalle. La Merkel deve finire il lavoro che ha iniziato e chiudere la camicia di forza che ha cucito per l’Italia. Il suo prossimo obiettivo è integrare il Fiscal Compact nel quadro giuridico dell’Unione Europea e istituzionalizzare un super-ministro delle finanze per l’Eurozona. Insomma, commissariare il nostro Paese.

Berlusconi è la stampella della Merkel. Gli italiani non sono fessi. E’ la boa di salvataggio per l’attuale progetto di un’Europa molto distante dal meraviglioso sogno di comunità. Un progetto suicida che noi cambieremo. E non soltanto noi, perché per fortuna sono sempre di più i Paesi che si stanno attrezzando per cambiare le carte in tavola e far crollare una volta per tutte questa dittatura fondata sull’austerità che minaccia i Paesi più poveri.

Ps. siamo curiosi di leggere l’ultimo tweet di Matteo Salvini sulla sua nuova alleata

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