Lettera aperta di Beppe Grillo al Pd

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di Beppe Grillo

Carissime elettrici ed elettori del PD, carissimi attivisti, cari Bersani, Renzi e Emiliano. Cari Vendola e – insomma – cari tutti voi della galassia paraPiddina.

Sono consapevole che nel dividere, ma non imperare, che vi sta travolgendo, i 5 punti di distacco dal Movimento potrebbero diventare una sorta di ossessione, insomma so che state passando un brutto periodo. Lo capisco anche dalla vostra fissazione per noi e dalle accuse o autocritiche di colpevolezza per averci facilitato. Stanno spuntando editoriali e dichiarazioni che ci paragonano ad una specie di problema di salute che voi avreste ignorato per troppo tempo. E credo proprio che questo non riconoscerci pubblicamente come avversari, ma subirci tutti i giorni mentre sveliamo le vostre tramette, stia diventando troppo duro per voi tutti.

Io voglio essere collaborativo, addirittura esservi vicino e consigliarvi per il meglio. Leggete di più i giornali: “caos a cinque stelle” anche se Di Maio prende un BUS diverso dalla Taverna. Non troverete “PD nel caos” oppure “sinistra in cerca di populismi” o ancora “Renzi battuto da Berlusconi nella specialità promesse elettorali der bomba”. Insomma potete fidarvi: a guardare i media noi siamo divisi su tutto mentre voi su una sola cosa: di chi è la colpa se il M5S oramai sta per doppiarvi? Mentre Buzzi a Roma incomincia a parlare, Matteo sta nominando tutto il cortile di quando era piccolo a dirigere Finmeccanica, la Filarmonica ecc … perché state litigando? Per noi.

Ma non deve essere necessariamente così, fa male alla salute incazzarsi per la cosa sbagliata e gettare nella nebbia la vera ragione del vostro malcontento.
Noi vi sconfiggeremo perché voi siete il vecchio, noi il nuovo. Gli elettori sanno che (ad esempio) volendo l’acqua pubblica intendiamo preservare dal liberalismo selvaggio il bene e l’interesse dei cittadini. E’ soltanto un esempio: i nostri elettori sanno che potranno capire se ci stiamo battendo e quando ci saremo riusciti, gli elettori… certo, voi non sapete neppure distinguere quelli a cui avete dato 10 euro rispetto agli altri, quelli “spontanei”. Deve essere uno stress adesso come adesso: chi voterà quello che ha preso 10 euro? Per quale frammento? E quelli che lo hanno fatto in buona fede?

Allora vi frammentate ancora di più
… senza lasciare capire dove starà chi e con chi, con quale simbolo, quale nuova casacca, come e dove, con chi parlate. Una confusione vera, la storia del più grande partito di sinistra del mondo occidentale buttata nel cesso. Una storia di onore e lotte che è diventata un tiepido gioco delle tre carte.
Sottomessi ad un capetto da cortile, spaventati dalle incertezze dei vostri poco invidiabili futuri personali e tentati come siete di trasformarvi in una nuova democrazia cristiana… cosa trovate da dire? Che io sono un despota! Straziati e lividi di invidia per non poter essere mai trasparenti (neppure i ristoranti intorno a Montecitorio prendono per sicure le vostre prenotazioni) vi abbracciate come pugili suonati al vostro avversario. E io ricevo il vostro abbraccio perché capisco, e voglio consolarvi, in fondo per essere dei semplici rappresentanti di banche e multinazionali ve la state davvero passando troppo male.

Arrendetevi, perché noi non abbiamo così tanti casi clamorosi dietro credere di potersi nascondere, per una ragione molto semplice: la gente non ci crede, come non crede più a voi personalmente, ma proprio come uomini, insomma… esseri umani. Non serve ostinarvi nelle vostre ridicole danze, quando tutti i Buzzi d’Italia avranno finito di parlare non vi salverà dire “no, io non sono più del PD”. La responsabilità penale è personale, ma non solo quella penale, lo è la responsabilità in tutti i sensi.

Allora accettate il mio abbraccio e le mie scuse anticipate, se non andiamo più bene come pretesto della vostra dissoluzione.

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Rumino Bersani

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di Beppe Grillo

Dopo la ruminanza in parlamento sul voto contro il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, oggi esaminiamo la ruminanza dell’opposizione interna PD.
I ruminanti prima ingoiano e poi rigurgitano, quindi rimasticano poi ancora rigurgitano, apparentemente è uno schifo ma sinché succede nelle mucche… ora vi mostrerò che l’opposizione interna del PD funziona nello stesso modo. Se Rumino Bersani alla fine accetta possono ingoiarla tutta tutti questa ennesima trasformazione itinerante del PCI in boia delle speranze di un popolo fantastico.

Al PD verrà riconosciuta, un giorno, questa strabiliante invenzione della falsa opposizione interna. Non c’è nulla di divertente in questo meccanismo perverso ma è perfettamente funzionante. E’ importante che vo lo spieghiamo, casomai vi fosse sfuggito: partiamo dal caso più semplice da spiegare, il caso di “Rumino Bersani”, in arte Piero.

Quasi non si contano le “opposizioni” di Bersani ai progetti della cricca di governo negli ultimi anni. Viene sempre ospitato per lamentarsi nei Talk Show più patinati, lo abbiamo visto brontolare, mentre rigurgitava e ridigeriva le più infami “leggi ad Bancam”! Un processo di “revisione” nel quale molti italiani devono essersi pure identificati, partecipando inteneriti. Il suo volto da Signor Invernizzi, quegli occhi sinceri, ci disorientano. Questa stessa analisi non vorremmo mai scriverla, perché è come colpire Babbo Natale, è vero che non esiste, però si offendono sempre tutti.

Per questo referendum i Mal Di Pancia Farsa coprono uno spettro molto ampio:dal fiele di Massimo Iago D’Alema alle preoccupazioni del Tenero Bersani.

Ma…. se queste voci di dissenso fossero genuine, perché avrebbero un seguito così ampio sui mass media? La divisa che caratterizza il trio monnezza (menomato morale renzie, stupefatta laccata Boschi ed er bruciabaracche Verdini è la censura). Hanno inventato delle modifiche alla costituzione che solo il boia troverebbe vantaggiose. Allora chi le rumina? Così immagino si siano chiesti gli “esperti di comunicazione” berlusconiani del PD.

In fondo è semplice: l’indigestione metaforica davanti le telecamere tocca a Bersani, la bocca buona del gruppo… Bersani che rumina ma non digerisce mai, diverso da D’Alema che odia… ma che ha come arma il semplice rosicamento ad oltranza. Sappiamo che una è farsa, non significa che i partecipanti ne siano consapevoli!

E’ talmente triste questo gioco delle parti che nessuno oserebbe pensarlo come il frutto di una partita a tavolino, eppure è questa la domanda: hanno microchippato Bersani oppure sa quello che fa? Rassicurare gli italiani riguardo la sopportabilità, la decenza della porcata in corso? Se la manda giù lui c’è da fidarsi, come fosse un montanaro esperto di funghi velenosi.

E’ un ruolo tristissimo a ben pensarci, una trasformazione ancora più estrema di quella di Napolitato (da capetto del PCI a sterminatore dei diritti dei lavoratori). Eppure, entrambi pacati, questi finti oppositori interni aspirano il fastidio di molti elettori del PD e lo ruminano, lo digeriscono per loro.

Si pacati, moderati, ma neppure mai seriamente in apprensione… ecco come muoiono le anime! Ruminando e raccogliendo briciole: occhio bovino vuol dire tenerezza, esprime un mite sentimento e vive senza sforzi perché l’erba è sempre li: i soldi degli italiani, la nostra buona fede ed il nostro menefreghismo. Un pezzo importante delle nostre regole se ne sta andando via: non divorato, soltanto ruminato da questi poveri avanzi di finta decenza che, opponendosi per farsa, fanno male per davvero: vi fidate?

Il PD si è costruito una finta opposizione interna per prevenire gli effetti mediatici di quella vera: ce le ruminiamo da soli le nostre porcherie, dateci tempo e finiremo di rovinare l’Italia mentre crepiamo di noia i telespettatori del Talk Show. In fondo… non hanno neppure la preoccupazione di ricordarsi di pagare il canone, è già nella bolletta.

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