Morti e stranieri fra i tesserati Pd. Ma i giornali stanno muti

di Max Bugani

Il PD bolognese si sta spappolando per la scelta del segretario provinciale con gravissime accuse reciproche fra i candidati e le varie fazioni (iscrizioni improvvise di persone defunte, di stranieri che non sanno cosa sia il PD, di pa… Continua a leggere Morti e stranieri fra i tesserati Pd. Ma i giornali stanno muti

Chiesti 5 anni di carcere per l’ex capogruppo Pd in Emilia Romagna

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di Max Bugani

Il pm di Bologna Morena Plazzi chiede 5 ANNI DI CARCERE per l’ex capogruppo del PD in Regione Emilia-Romagna, Marco Monari, per il reato di PECULATO. Ma non finisce qui per i cari PIDDINI dell’Emilia-Romagna, perché vengono richieste condanne anche per altri consiglieri regionali della terra rossa: due anni e sei mesi per Luciano Vecchi, due anni e tre mesi per Rita Moriconi, un anno e sei mesi per Thomas Casadei, Valdimiro Fiammenghi e Roberto Piva. Tombola!!!!

Vi ricordo che fra le spese folli fatte da questi signori con i soldi dei cittadini emiliano-romagnoli c’era pure un VIBRATORE e la PIPÌ di un consigliere del PD.

La notizia ovviamente è una bomba e meriterebbe le prime pagine dei giornali nazionali e le aperture dei tg, ma invece…NIENTE!

A livello nazionale è evidentemente molto più interessante sapere se Virginia Raggi ha usato un pettine o una spazzola stamattina davanti allo specchio. A livello locale invece la notizia viene data, ma ovviamente in modo che non si disturbi il manovratore e che si faccia il minimo danno al partito di famiglia.

La notizia su Repubblica Bologna infatti merita solo il sesto titolo online. Buttata laggiù con un titolino innocuo e quasi invisibile. Ricordatevi invece il trattamento riservato da questo quotidiano a Marco Piazza per un’indagine su 4 firme VERE forse prese erroneamente a Roma (su 1431 firme prese in perfetta regola.)
Benvenuti a Bologna. Benvenuti in Emilia-Romagna.

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2 agosto, PD e governi vergogna, ogni promessa una menzogna

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di Max Bugani

Si avvicina il 2 agosto, data simbolo di Bologna e dell’Italia tutta. Il 2 agosto si ricorda la strage alla stazione di Bologna del 1980 in cui morirono 85 persone e 200 rimasero ferite. Come ogni anno Bologna si riunisce in un abbraccio commosso e pieno di dolore e rabbia.

Dopo 37 anni manca ancora la verità su quella strage e non si conoscono i nomi dei mandanti. Troppi i silenzi, troppi i depistaggi, troppi gli uomini vili e omertosi all’interno delle istituzioni di allora e di oggi.

Dopo 37 anni manca una puntigliosa e pubblica desecretazione di tutti gli atti riguardanti la strage che possa consentire a tutti di informarsi e di unire i puntini di questa intricata vicenda piena di segreti.

Dopo 37 anni manca una seria e dura legge sul reato di depistaggio.

Ma dopo questi 37 lunghissimi e dolorosissimi anni ai familiari delle vittime mancano pure quei risarcimenti costantemente e vigliaccamente promessi.

Vi cito solo gli ultimi 4 anni per darvi un’idea del livello di crudele ipocrisia a cui è giunto il PD negli anni dei governi Letta e Renzi:

Si parte con il duo BOLDRINI – DEL RIO nel 2013

Si prosegue con l’imbarazzante e bofonchiante POLETTI nel 2014

Poi è il turno degli impavidi GRASSO e DE VINCENTI nel 2015

e del mai domo DE VINCENTI che si concede il bis nel 2016

Che dire? Siamo leggermente stanchi di essere presi per i fondelli e ci farebbe molto piacere se anche il presidente dell’associazione familiari delle vittime del 2 agosto, Paolo Bolognesi, si rendesse definitivamente conto dell’inopportunità del suo ruolo di parlamentare del PARTITO DEMOCRATICO.

Contestare il governo per le infinite promesse tradite in qualità di presidente dell’associazione, e poi nel ruolo di deputato del PD essere invece rappresentante di quella maggioranza che sostiene questi governi di ipocriti, non fa sicuramente onore alla sua buona fede e ai suoi mille sacrifici per la causa.

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Il degrado del centro di Bologna

di Massimo Bugani

A Striscia la Notizia ieri sera è andato in onda un bel servizio sullo spaccio e il degrado in piazza Verdi a Bologna con rissa finale davanti all’ingresso del teatro comunale.
A qualsiasi ora del giorno e della notte, nel cuore della città, la piazza è infatti preda di venditori abusivi di alcol a basso costo, spacciatori di ogni tipo di droga e fumo, venditori di bici rubate agli studenti e ai cittadini bolognesi. L’ingresso nel prestigioso teatro comunale che si affaccia sulla piazza è spesso ostacolato da spacciatori e urinatori professionisti.

Una vergogna a cui l’amministrazione PD risponde da anni voltandosi dall’altra parte. Un comitato di cittadini in collaborazione con il conservatorio e l’università ha tentato di organizzare eventi culturali nella piazza che potessero allontanare i soliti frequentatori della piazza, per avvicinarne altri, ma si è trovato addirittura deriso e sbeffeggiato dall’amministrazione comunale che invece lascia da anni il luogo in completo abbandono.
Di tutto questo sui tg nazionali non vi è traccia e sapete il perchè? Semplice, perchè qui non governa il M5S, ma l’incapace ed inetto Merola PD.
Virginia Raggi al suo posto sarebbe già stata descritta come una complice degli spacciatori. Resistiamo, resistiamo, resistiamo, e insieme spazzeremo via questa cappa ipocrita e omertosa che ci opprime e che trasforma le vittime in carnefici, i buoni in cattivi, i capaci in incapaci. Alla fine la verità viene sempre a galla…e non solo quella.

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Bologna piomba nella corruzione

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di Max Bugani

45 persone denunciate, 23 per abuso d’ufficio, 11 per corruzione e 3 per peculato. Una persona, invece, è stata arrestata.
Ahi ahi ahi Bologna! Qualche nodo inizia a venire al pettine. L’impero scricchiola.
Non sappiamo ancora i nomi, ma nei prossimi giorni vi terremo informati con tutti gli aggiornamenti.

(DIRE) Bologna, 22 mar. – Appalti pubblici irregolari, truffe alla sanita’ e danni all’erario per diversi milioni di euro sono stati scoperti, nel 2016, dalla Guardia di Finanza di Bologna. In particolare, il corpo ha individuato Appalti pubblici irregolari per oltre 3 milioni di euro e ha denunciato per questo otto persone. Altre 45 hanno subito una denuncia per reati o illeciti contro la pubblica amministrazione nell’ambito di 63 indagini e di 18 interventi conclusi nel 2016. Sui 45 denunciati, 23 per abuso d’ufficio, 11 per corruzione e tre per peculato. Una persona, invece, e’ stata arrestata. E’ solo uno dei paragrafi del capitolo del report 2016 della Gdf bolognese, dedicato al contrasto alle truffe sui fondi pubblici e all’illegalita’ nella pubblica amministrazione. Le Fiamme gialle, in questo ambito, grazie a 58 accertamenti svolti su delega della Corte dei conti, hanno segnalato sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici “che hanno cagionato danni patrimoniali allo Stato per piu’ di 211 milioni di euro”. E qui sono 58 i soggetti segnalati alla magistratura contabile per connesse ipotesi di responsabilita’ erariale. Sono stati scoperti anche casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici, comunitari e nazionali, per oltre 4 milioni di euro, con la denuncia all’autorita’ giudiziaria di 25 persone.
Ma c’e’ un altro settore pubblico fonte di truffe e illeciti sul quale le Fiamme gialle hanno trovato riscontro, quello sanitario: la Finanza, sempre nel territorio bolognese, ha infatti individuato truffe nel settore previdenziale e al Sistema sanitario nazionale per circa 2,2 milioni di euro, con la denuncia di sei soggetti.

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Nel MoVimento chi sbaglia paga, nel Pd fa carriera

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di MoVimento 5 Stelle

Venerdì verrà votato online il collegio dei probiviri, organo di garanzia del Movimento 5 Stelle previsto dal regolamento approvato online dalla stragrande maggioranza degli iscritti, che ha facoltà di disporre la sospensione cautelare dell’iscritto. Nel MoVimento chi sbaglia va via, senza sconti. Siamo gli unici a farlo. Negli altri partiti, su tutti il Pd, l’abbrutimento, le falsità, le condanne, gli sprechi di denaro pubblico sono la chiave per fare carriera politica. De Luca potrebbe essere nominato capo assoluto della Sanità in Campania dopo le sue parole sulle clientele per il voto al Sì al referendum e le ripetute minacce di morte a chi lo critica. Nella vicenda delle firme false del Piemonte 9 piddini hanno patteggiato ammettendo dunque di aver falsificato degli atti pubblici e nessuno è stato sanzionato; uno di loro è addirittura consigliere regionale, i vertici del partito non hanno fiatato e Chiamparino è presidente della Regione grazie a una falsificazione piddina: uno scandalo su cui tutti i media tacciono. Tutti scandali su cui i giornali e i telegiornali di regime non informano i cittadini. Per un episodio tutto da chiarire su una decina di firme a Bologna e per quello di Palermo in cui coloro a cui è stato notificata l’indagine si sono già autosospesi così come faranno gli altri che dovessero venirne a conoscenza, il MoVimento viene passato ai raggi x, fioccano le inchieste sui giornali e i tg scatenano gli opinionisti. Due pesi e due misure. Se usassero con loro lo stesso metro che usano con noi, il MoVimento sarebbe al 60%. Anche qualcuno di noi a volte sbaglia, ma state sicuri che pagherà, come sempre è accaduto e come sempre accadrà. Di seguito riportiamo il comunicato del consigliere di Bologna Marco Piazza in seguito alle vicende di oggi.

di Marco Piazza

Ho appreso poche ore fa dalla stampa di essere iscritto nel registro degli indagati per la raccolta firme del 2014.
Vi dico quello che so e che ho detto anche ai giornalisti.
Al momento nessuno mi ha notificato nulla, nemmeno gli avvocati del Movimento sanno qualcosa, non sono stato identificato, non mi hanno chiamato a testimoniare e nemmeno so su cosa stiano indagando.
Appena saprò cosa mi contestano ve lo dirò nella massima trasparenza.
Ho fatto anche richiesta del 335.
Sapevamo dal 2014 che c’era un esposto fatto da un gruppo di attivisti del M5S da sempre molto critici. Avendo la coscienza a posto sono stati immediatamente querelati.
Sapevamo che questo esposto aveva generato un’indagine per cui venivano chiamate le persone che avevano sottoscritto la lista delle regionali.
Non sapevamo su cosa stessero indagando dato che il procedimento era iscritto contro ignoti.
Se avessi avuto dubbi sul mio operato non mi sarei assolutamente mai candidato quest’anno a portavoce in Consiglio Comunale.
Ho raccolto centinaia di firme a Bologna come sempre faccio con massima scrupolosità e grande attenzione alle regole che conosco ormai a memoria.
Non ho mai falsificato firme, né ho mai eseguito ricopiature di nessun genere.
Non avevamo nessun motivo di ricorrere a qualunque tipo di sotterfugi avendo raccolto molte più firme di quelle necessarie.
Abbiamo consegnato centinaia di firme in più del minimo richiesto e altre centinaia non le abbiamo nemmeno consegnate.
Se la procura confermerà la notizia di stampa della mia iscrizione e deciderà di chiamarmi sono ovviamente a totale disposizione per chiarire la vicenda. Se fossi stato a conoscenza di moduli irregolari non avrei avuto nessun problema a sostituirli con uno dei tantissimi altri che avevamo a disposizione (e tuttora conserviamo).
Ringrazio delle tantissime espressioni di stima e solidarietà che mi sono arrivate sia dall’interno che da altre forze politiche. Il rispetto dell’avversario testimonia più che mai la serietà che mi viene riconosciuta.
Il Movimento viene comunque prima di tutto: qualora la procura confermasse le notizie di stampa e mi arrivasse un avviso di garanzia mi autosospenderò immediatamente in attesa di chiarire la vicenda. Questa brutta esperienza che sto vivendo, deve essere l’occasione per ribadire la nostra trasparenza e serietà in ogni momento.

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Ultimo appello per il rispetto della Democrazia #IoDicoNo

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di Massimo Bugani

Il Movimento 5 stelle non ha mai creato problemi di ordine pubblico ad ogni comizio. L’evento sul referendum previsto martedì 15 novembre dalle 20.30 circa a Bologna vedrà la presenza di 13 parlamentari nazionali e 3 consiglieri regionali dell’Emilia Romagna. E’ prevista la presenza di: Alessandro Di Battista, i bolognesi Matteo Dall’Osso, Michela Montevecchi, Elisa Bulgarelli e poi Roberto Fico, Vittorio Ferraresi, Paola Taverna, Andrea Cecconi. Riccardo Nuti, Dalila Nesci, Mattia Fantinati, Roberta Lombardi, Carlo Sibilia ed i consiglieri regionali Silvia Piccinini, Giulia Gibertoni e Raffaella Sensoli.

Crediamo che l’evento meriti uno spazio adeguato in luoghi come Piazza XX Settembre, Piazza Santo Stefano o simili. Assegnare spazi di dibattito adeguati alla prima forza politica del Paese e seconda forza più votata a Bologna crediamo sia l’abc della democrazia.

Comune di Bologna se ci sei batti un colpo in difesa della democrazia.

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#IoDicoNo Treno Tour, il Comune di Bologna ci vieta le piazze

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di Massimo Bugani

La tappa bolognese del nostro tour in treno per il NO al referendum costituzionale è in calendario per il 15 novembre.
Per quella data la disponibilità delle piazze del centro sarà fortemente limitata dall’allestimento del Cioccoshow che impegnerà piazza Maggiore, piazza Nettuno, piazza Re Enzo e piazza Galvani. Vista la situazione eccezionale, avevamo chiesto piazza Santo Stefano o piazza XX Settembre, ma ci hanno detto di “no”.

Il responso è arrivato oggi dalla segreteria generale del Comune. Ci hanno spiegato di aver fatto tutte le verifiche con la Questura e non c’è niente da fare. Come spazi disponibili per i comizi restano dunque disponibili due piazze distanti dal centro, piazza dell’Unità e piazzale Jacchia: ma la prima è troppo piccola e la seconda è una soluzione non adeguata, visto che l’iniziativa è prevista alle 20.30 e la cosa mal si coniugherebbe con il contesto dei Giardini Margherita.

Sono impegnate alcune piazze per via del cioccoshow e il Comune ci spinge verso l’esilio. Non vorrei che ci fosse un preciso disegno atto a non dare visibilità al nostro evento e a una forza politica in grado di portare moltissime persone nelle piazze per il NO al referendum.

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Delrio sblocchi subito i soldi per i ciclisti

Una nuova mobilità è possibile, anzi, necessaria e indifferibile. Progettare le nostre città per dare più spazio e più sicurezza ai ciclisti e ai pedoni, costruire una rete di percorsi extraurbani per la "mobilità dolce" è sempre stata una… Continua a leggere Delrio sblocchi subito i soldi per i ciclisti