Martina, Castiglione, la neve e il pesce spada

di Ignazio Corrao, M5s Europa

Questa è bella. Lunedì e martedì a Bruxelles si è tenuto il Consiglio dell’Unione Europea, dove sono state prese importanti decisioni, alcune potenzialmente negative per l’agricoltura e la pesca. Nello specifico, marted… Continua a leggere Martina, Castiglione, la neve e il pesce spada

Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca: doccia fredda da Bruxelles

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di David Borrelli, EFDD – M5S Europa

Si è tenuto a Bruxelles l’incontro tra i due amministratori delegati di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca e la direzione generale Concorrenza della Commissione europea: l’incontro si è concluso con esito negativo. In effetti, la Commissione non ha modificato le sue posizioni e pretende un intervento privato da oltre un miliardo, al fine di dare il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale da 6,4 miliardi da parte dello Stato.

E’ partita dunque la caccia agli investimenti privati, cosa ben difficile da trovare; in primo luogo, perché sarà necessario trovare degli investitori pronti a restare celati dietro l’ombra del Tesoro, che diventerà socio di controllo delle due banche dopo la ricapitalizzazione precauzionale. Per giunta, pensare all’intervento di una banca straniera sembra assolutamente impossibile: nessuno investirebbe su due banche che stanno per crollare.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha incontrato i vertici di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca: durante l’incontro si è analizzata la situazione delle due banche, anche alla luce dell’incontro tenutosi a Bruxelles con le autorità europee. L’obiettivo è quello di arrivare a una soluzione che garantisca la stabilità delle due banche venete e salvaguardare i risparmiatori.

Nel frattempo, migliaia di risparmiatori sono danneggiati dal dissesto delle banche venete, e noi abbiamo deciso di tutelarli attraverso un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, poiché ogni cittadino ha diritto al rispetto dei suoi beni e il diritto di proprietà si applica anche con riferimento alle azioni ed alle obbligazioni bancarie.

Compila anche tu, come altri migliaia risparmiatori truffati, il modulo nel sito seguendo il link.

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Salute: perchè l’uomo promosso dalla Lorenzin a Bruxelles va rimosso (20-04-2017)

Nella puntata di report andata in onda domenica viene ricordato il caso Pasqualino Rossi, arrestato e mai giunto a giudizio per avvenuta prescrizione e promosso da Lorenzin alla Rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unione Europea ROMA, 20 aprile – "Tra gli… Continua a leggere Salute: perchè l’uomo promosso dalla Lorenzin a Bruxelles va rimosso (20-04-2017)

Terremoto: Bruxelles mette tetto a finanziamento col via libera di Pd e Fi (22-03-2017)

ROMA, 22 marzo – "Le notizie giunte da Bruxelles sul finanziamento per la ricostruzione post terremoto purtroppo confermano i timori già espressi dal M5s, che chiedeva di non imporre paletti alla destinazione dei fondi. Invece, così è stato: la commissione… Continua a leggere Terremoto: Bruxelles mette tetto a finanziamento col via libera di Pd e Fi (22-03-2017)

I 250.000 euro di multa di Affronte ai terremotati

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di Beppe Grillo

Affronte ha deciso di lasciare il MoVimento 5 Stelle e passare ai Verdi. Gravi inadempienze al rispetto del codice di comportamento prevedono la richiesta di pagamento della sanzione di 250.000 euro prevista dal Codice comportamento per i candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni europee e per gli eletti al Parlamento europeo che lui e tutti gli europarlamentari eletti del MoVimento 5 Stelle hanno firmato. Affronte dovrebbe dimettersi immediatamente dal Parlamento Europeo e lasciare spazio a un eletto del MoVimento 5 Stelle. Se questo non avverrà, con i soldi della sanzione di Affronte, che gli sarà notificata non appena saranno svolte le procedure burocratiche, aiuteremo i terremotati delle Marche e dell’Umbria.

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Votazione online: il gruppo politico europeo del MoVimento 5 Stelle

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di Beppe Grillo

Siamo entrati nel Parlamento europeo con le elezioni del 25 maggio 2014.
Dopo una consultazione online tra gli iscritti, abbiamo dato vita al gruppo EFDD (Europe of Freedom and Direct Democracy) insieme agli inglesi di Ukip e altre delegazioni minori. Con loro abbiamo condiviso i valori della democrazia diretta e abbiamo capito che nessun gruppo politico che siede al Parlamento europeo, è caratterizzato da una totale convergenza di vedute tra le varie componenti.

Far parte di un gruppo politico significa avere diritto di parola durante le sessioni plenarie del Parlamento, essere rappresentati all’interno della Conferenza dei Presidenti, avere la possibilità di seguire l’iter legislativo come autori di regolamenti europei, ottenere fondi da spendere sul territorio, per le numerose attività d’informazione e formazione, rivolte ai cittadini italiani ed europei. Rifiutare di appartenere a un gruppo politico significa confluire nel raggruppamento dei Non Iscritti e perdere ognuna di queste opportunità. Significa occupare una poltrona con le mani legate: significa non poter lavorare.

I recenti avvenimenti europei, come la Brexit, ci portano a ripensare alla natura del gruppo EFDD. Con lo straordinario successo del Leave, Ukip ha raggiunto il suo obiettivo politico: uscire dall’Unione europea. Parliamo di fatti concreti: Farage ha già abbandonato la leadership del suo partito e gli eurodeputati inglesi abbandoneranno il Parlamento europeo nella prossima legislatura. Fino ad allora, i colleghi inglesi saranno impegnati a valorizzare le scelte che determineranno il futuro politico del Regno Unito.

Abbiamo studiato le percentuali di voto condiviso con Ukip e le atre delegazioni minori: la cifra non supera il 20%. Molto poco. Rimanere in EFDD equivale ad affrontare i prossimi due anni e mezzo senza un obiettivo politico comune, insieme a una delegazione che non avrà interesse a portare a casa risultati concreti. Ci ritroviamo nelle condizioni di rimanere in Parlamento con le prerogative derivanti dall’appartenenza a un gruppo politico, ma senza la possibilità di fare il massimo per realizzare il programma del MoVimento 5 Stelle in Europa. Non nascondiamo anche un certo disagio rispetto all’utilizzo improprio di capitali delle Fondazioni (a cui noi abbiamo rinunciato e continueremo a rinunciare) da parte di alcuni colleghi di EFDD, in riferimento alle notizie pubblicate e da cui prendiamo le dovute distanze.

Oggi abbiamo, per la seconda volta in tempi ravvicinati, l’opportunità di scegliere se e come dare un futuro al MoVimento 5 Stelle in Europa. Come sempre accade, a metà di una legislatura (dopo due anni e mezzo dall’inizio della stessa) si aprono i negoziati tra gruppi politici. Anche noi ne abbiamo valutati alcuni e tra quelli che ci interessavano, gli unici ad aprire il dialogo con noi sono stati gli eurodeputati di ALDE (Alliance of Liberals and Democrats of Europe). Abbiamo fatto un tentativo di dialogo anche con il gruppo dei VERDI, che ha rifiutato la nostra richiesta di confronto. Ci è stato comunicato che un eventuale ingresso del MoVimento 5 Stelle nel gruppo dei VERDI avrebbe infatti “sbilanciato” gli equilibri del gruppo stesso.

Le condizioni politiche alla base dei negoziati con ALDE sono molto chiare:
– condivisione dei valori di democrazia diretta, trasparenza, libertà, onestà;
totale e indiscutibile autonomia di voto;
– partecipazione dei cittadini nella vita politica delle Istituzioni europee;
– schieramento compatto nelle battaglie comuni come la semplificazione dell’apparato burocratico europeo, la risoluzione dell’emergenza immigrazione con un sistema di ricollocamento permanente, la promozione della green economy e lo sviluppo del settore digitale e tecnologico con maggiori possibilità occupazionali.

Il MoVimento 5 Stelle manterrebbe la sua piena autonomia con l’opportunità di dare vita a una nuova identità europea, che chiameremo DDM (Direct Democracy Movement) un progetto ambizioso che apre a un futuro in cui sempre più realtà europee condivideranno il valore della democrazia diretta.

ALDE conta 68 eurodeputati e con la presenza del MoVimento 5 Stelle diventerebbe la terza forza politica al Parlamento europeo. Questo significa acquisire un peso specifico di notevole importanza nelle scelte che si prendono. Significa in molti casi rappresentare l’ago della bilancia: con il nostro voto potremo fare la differenza e incidere sul risultato di molte decisioni importanti per contrastare l’establishment europeo. Non rinneghiamo le scelte del passato che ci hanno portato dove siamo oggi. Vogliamo affrontare nuove sfide con maggiore determinazione.

L’adesione al gruppo EFD, poi diventato EFDD, era stata successiva a una votazione online degli iscritti al MoVimento 5 Stelle. Oggi, alla luce delle considerazioni esposte vi chiediamo nuovamente cosa deve fare la nostra delegazione in Parlamento Europeo, le scelte possibili sono tre:
– Confluire nel gruppo politico ALDE
– Confluire nel raggruppamento dei Non Iscritti
– Rimanere nel gruppo politico EFDD

Puoi esprimere il tuo voto accedendo su Rousseau. Le consultazioni saranno aperte dalle 10 alle 19 di oggi 8 gennaio e dalle 10 alle 12 di domani 9 gennaio. Partecipate numerosi: dobbiamo scegliere il nostro futuro in Europa.

VOTA ORA!

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Un reddito per i disoccupati: in Finlandia c’è già, in Italia lo porterà il MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle Europa

La crisi si sconfigge con il reddito. La Finlandia avvia una sperimentazione di 2 anni che prevede un reddito mensile di 560 euro a 2.000 disoccupati. È la prima volta che accade in Europa. In Italia invece ancora non si è discussa la proposta di legge del Movimento 5 Stelle per il Reddito di cittadinanza. Per il Pd i poveri possono aspettare…

Al Movimento 5 Stelle è stato assegnato il rapporto sulle misure di contrasto alla povertà che dovranno essere comuni a tutti gli Stati membri. Un provvedimento che verrà presentato e discusso al Parlamento europeo e che darà le linee guida alla Commissione europea su come aiutare gli indigenti. Persino la Grecia ha avviato un progetto pilota sul reddito minimo garantito. L’Italia rischia di essere l’unico Paese europeo in cui i poveri sono abbandonati a loro stessi.

traduzione di un articolo pubblicato sul The Guardian. Ecco il link.

“La Finlandia è diventato il primo Paese in Europa a concedere ai suoi cittadini disoccupati un reddito mensile di base, pari a 560 euro, in un esperimento sociale unico che si spera possa tagliare la burocrazia, ridurre la povertà e aumentare l’occupazione. Olli Kangas dell’agenzia governativa finlandese KELA, responsabile per i servizi sociali del Paese, ha dichiarato lo scorso lunedì che l’esperimento durerà due anni e che 2.000 cittadini selezionati in modo casuale riceveranno il sussidio di disoccupazione dal 1°gennaio. Quelli selezionati riceveranno 560 euro al mese, senza alcun obbligo di spiegare come vengono spesi. L’importo verrà detratto da eventuali sussidi che già si ricevono.

Secondi i dati ufficiali, il reddito medio nel settore privato in Finlandia è pari a 3.500 euro al mese. Kangas ha dichiarato che l’idea del programma era quella di abolire il “problema disincentivo” tra i disoccupati. L’esperimento mira alle paure delle persone timorose di “rimetterci qualcosa”, ha detto, aggiungendo che le persone selezionate avrebbero continuato a ricevere i 560 euro anche dopo aver ottenuto un posto di lavoro.

Oggi una persona senza lavoro può rifiutare un reddito basso o un lavoro precario per la paura di avere ridotti drasticamente i suoi sussidi finanziari sotto il generoso e complesso sistema di sicurezza sociale finlandese. “E’ molto interessante vedere come le persone si comporteranno”, ha detto Kangas. “Li porterà a sperimentare con coraggio diversi tipi di lavoro? Oppure, come alcuni critici sostengono, li renderà più pigri grazie alla consapevolezza di avere un reddito senza fare nulla?” Lo scorso novembre il tasso di disoccupazione in Finlandia, una nazione di 5,5 milioni di cittadini, era pari all’8,1% con 213.000 persone senza un lavoro – un numero invariato rispetto all’anno precedente.

Il programma è parte delle misure del governo di centro-destra del primo ministro finlandese, Juha Sipila, per affrontare la disoccupazione. Per Kangas l’esperimento del reddito di base può essere ampliato successivamente ad altri gruppi sociali a basso reddito, come i liberi professionisti, i piccoli imprenditori e i lavoratori part-time”.

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Beppe Grillo il 9 novembre a Bruxelles #NoMesCina

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di Beppe Grillo

Mercoledì 9 novembre sarò a Bruxelles per partecipare alla manifestazione contro il Mes Cina. Entro l’11 dicembre 2016 l’Unione Europea dovrà decidere se riconoscere alla Cina lo status di economia di mercato. Le implicazioni di una tale decisione sono ENORMI e dannose per i cittadini e le imprese europee. Mercoledì migliaia di cittadini manifesteranno perchè questa deve essere una decisione del popolo, non dei burocrati. Io sarò in mezzo a loro: #NoMesCina!
Il MoVimento 5 Stelle da mesi si batte contro questo scenario che per l’Italia, così come per molti altri Paesi europei, significherebbe non poter più applicare le misure di difesa commerciale, cioè i dazi applicati alle merci cinesi che raggiungono il continente europeo e circolano liberamente senza alcun controllo. A rischio ci sono 415 mila posti di lavoro in Italia, 3 milioni in tutta Europa.
Dobbiamo proteggere le nostre PMI da questa follia che potrebbe dare a migliaia di imprenditori il colpo di grazia. I prodotti cinesi sono artificialmente più concorrenziali dei nostri, perché la Cina non segue le logiche dell’economia di mercato: produce a prezzi più bassi grazie agli aiuti di Stato e a normative “allegre” in materia di diritti di lavoratori e di standard ambientali. Vi invito a raggiungermi e a unirvi a tutti noi.
Se non potrete essere lì, seguiteci nella diretta che verrà trasmessa qui sul blog e sulla pagina facebook del MoVimento 5 Stelle e usate l’hashtag #NoMesCina per esprimere la vostra vicinanza. Le rivoluzioni partono dai cittadini, i politici devono eseguire! Fatevi sentire.

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Xylella, l’eradicazione degli ulivi è illegittima

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Clamoroso autogoal europeo sulla xylella. Il piano di Bruxelles per combattere la xylella è illegittimo quindi l’eradicazione degli ulivi va fermata immediatamente! I diktat europei – e la conseguente delibera della Regione Puglia dell’8 aprile scorso – dovevano prevedere una valutazione ambientale strategica. Senza di questa però non si possono valutare gli effetti ambientali del piano taglia ulivi né monitorarli ex post. La Direttiva Europea sulla VAS è stata deliberatamente ignorata. Il Ministro dell’Agricoltura Martina è colpevole di non aver difeso il territorio pugliese.

La bocciatura arriva proprio dalla Commissione europea che – nella risposta a una interrogazione presentata da Rosa D’Amato– sostiene che il piano fitosanitario dell’Italia doveva obbligatoriamente prevedere una valutazione ambientale strategica. C’è una guerra interna alla Commissione europea? I Commissari Vella e Andriukatis non si coordinano? Al Movimento 5 Stelle interessa solamente il rispetto delle regole e la salvaguardia del territorio pugliese. Bene ha fatto la Francia a ribellarsi alle controproducenti decisioni che arrivano da Bruxelles: il no del governo francese all’abbattimento degli ulivi a Mentone conferma che siamo sulla buona strada. Andiamo avanti, più forti, nella difesa dei nostri ulivi.

VIDEO. Ecco l’intervento di Rosa D’Amato durante la discussione al Parlamento europeo sul nuovo regolamento “misure di protezione contro i pesticidi nelle piante”

di Rosa D’Amato, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa.

“Il Parlamento europeo ha votato un nuovo regolamento con l’obiettivo di combattere in modo più efficace i parassiti sulle piante che, a causa degli intensi scambi commerciali e del cambiamento climatico, minacciano in modo sempre più aggressivo i nostri territori. Questo regolamento è un passo avanti per la tutela dell’agricoltura, delle sue tradizioni e dell’ambiente. Grazie anche al contributo del Movimento 5 Stelle, sono stati decisi regimi d’importazione più stretti, compensazioni proporzionali al reale valore delle piante distrutte e condizioni restrittive per favorire la salvaguardia ambientale. Sostituendo la precedente direttiva, l’Europa finalmente va oltre le contraddizioni che, con la vicenda Xylella, sta mostrando non poche lacune nella gestione delle emergenze.

Dopo aver imposto misure impraticabili per il contrasto al batterio, la Commissione europa, nella figura del Commissario per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, ha attuato una procedura d’infrazione contro l’Italia negandole la possibilità di effettuare una valutazione di impatto ambientale. La giustificazione è quella che non si vogliono ritardi nell’eradicazione di uliveti, anche secolari. Il Commissario all’Ambiente Karmenu Vella, invece, non la pensa esattamente così e, rispondendo a una interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle, sottolinea che i piani per l’eradicazione degli organismi nocivi ai vegetali di interesse agricolo devono essere sottoposti a valutazione ambientale, non escludendo quindi i casi di emergenza.

Il Movimento 5 Stelle chiede di uniformare la ricerca scientifica a livello comunitario: il problema è europeo e come tale va trattato. E’ solo questione di tempo e nuovi focolai verranno scoperti. É inutile sanzionare gli Stati membri: non è con le eradicazioni irrispettose dell’ambiente né con il ricatto economico che si contrastano le emergenze fitosanitarie. Servono azioni politiche e regolamenti lungimiranti come quello che il Parlamento europeo ha votato”.

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