Basta bufale! I “nasoni” di Roma non sono e non saranno mai a pagamento!

bastanibalan.jpg

di MoVimento 5 Stelle Roma

La campagna diffamatoria contro la Giunta Raggi e il MoVimento 5 Stelle, oggi raggiunge un nuovo apice con la bufala diffusa su QN-Carlino-Nazione-Giorno da Elena Polidori (già segnalata all’ordine dei giornalisti per altri articoli contenenti falsità contro esponenti del Movimento 5 Stelle e la Giunta Raggi).

Oggi i lettori del quotidiano diffuso in Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lombardia, Liguria saranno sobbalzati leggendo in prima pagina il titolo “I ‘nasoni’ a Roma. Sull’acqua giravolta Raggi Fontanelle a pagamento” e ancora all’interno sempre nei titoli: “bere dagli storici ‘nasoni’ costerà 5 centesimi” e all’interno dell’articolo altre falsità del tipo “I nasoni (ce ne sono duemilacinquecento e zampillano da sempre per la città) non erogheranno più l’acqua gratis, diventeranno a pagamento come le case dell’acqua”, per continuare poi con “per i nasoni quando verranno riaperti il discorso sarà similare: la proposta è dotarli di un erogatore d’acqua a gettone a 5 centesimi”.

Tutto falso eppure pubblicato da questo quotidiano diffuso fuori Roma, senza ottemperare alla disciplina deontologica di controllare e verificare le notizie.

Né l’amministrazione comunale di Roma Capitale, né i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Roma hanno mai proposto di mettere a pagamento i 2.500 ‘nasoni’ (fontanelle), di Roma che hanno una funzione sociale che va preservata. Tra l’altro la decisione di chiudere temporaneamente i ‘nasoni’, è stata avviata su iniziativa dell’azienda gestore del Servizio Idrico integrato dell’Ato2, Acea Ato2.

La mozione approvata nel consiglio di Roma Capitale impegna l’amministrazione a:

-Istituire un tavolo per la ripubblicizzazione dell’acqua di Roma e provincia.

-Gestire il servizio idrico con criterio, scorporando quanto ancora disponibile dei 3 milioni destinati ad installazione di “casette dell’acqua”. I fondi non ancora utilizzati saranno investiti per la manutenzione delle reti idriche, depurazione e fognature, opere necessarie e urgenti previste anche dall’ultimo Piano d’Ambito approvato il 27 luglio 2016.

– Richiedere al gestore di destinare una quota adeguata degli utili derivanti dalla gestione idrica agli investimenti sulla manutenzione dell’infrastruttura.

Il nuovo management di Acea è impegnato a perseguire questi obiettivi tanto che a maggio il gestore ha svolto una ricerca sulle reti (indagine che non veniva effettuata da anni) facendo risparmiare in poche settimane già 500 litri di perdite al secondo.

Per quanto riguarda le “casette dell’acqua” , già oggi il servizio non è gratuito e viene pagato in bolletta da tutti i cittadini. Con la proposta approvata dall’Assemblea Capitolina, come già avviene in altre città italiane, pagherà 5 centesimi al litro esclusivamente chi usufruisce del servizio.

I 2.500 “nasoni” una volta superata la crisi idrica (oggi ne sono stati chiusi meno di una trentina e viene verificato quotidianamente che venga seguita l’indicazione della loro funzione sociale ), continueranno ad erogare gratuitamente acqua per tutti i cittadini e turisti, contribuendo a ridurre la produzione di rifiuti nel rispetto del piano di gestione materiali post-consumo approvato da Roma Capitale.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Basta bufale! I “nasoni” di Roma non sono e non saranno mai a pagamento!

Lorenzin, un ministro bufalaro

Fonte:

Beatrice Lorenzin, parlando della copertura vaccinale in Veneto, afferma che «l’Austria invita a non andare a Gardaland». Ma il parco dei divertimenti smentisce: «Non ci risulta». È il botta e risposta a distanza di ieri tra il ministro della Salute l’amministratore delegato Aldo Maria Vigevani.

Lorenzin ha parlato dei rischi legata ad una insufficiente copertura vaccinale e dell’allarme legato al Veneto ai microfoni di Sky. «L’obbligo dei vaccini – ha dichiarato il ministro – è stato deciso dopo numerose riunioni con i rappresentanti di tutte le Regioni, anche del Veneto, ed è una necessità dimostrata dai numeri e dai fatti. Il Veneto ha gravi carenze nella copertura vaccinale, e di questo non si può far finta di niente, anche agli occhi del mondo. Una settimana fa i giornali austriaci hanno riportato l’indicazione espressa dalle autorità sanitarie austriache che invitano i loro connazionali a non andare a Gardaland perché c’è un problema di copertura vaccinale in Veneto. Ci rendiamo conto dei messaggi che passano fuori da qui per alimentare polemiche esclusivamente politiche?».

La risposta del ceo Vincenzi, poche ore dopo: «Gardaland tiene a chiarire che, all’interno del Parco, non c’è stato e non c’è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni. Tra l’altro non ci risulta sia stata divulgata da alcun Paese estero una circolare che dissuada dalla visita a Gardaland».

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Lorenzin, un ministro bufalaro

Il fango del Corriere della Sera su Virginia Raggi

virginia-raggiaa.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Dopo che la Raggi è stata sbattuta in prima pagina come fosse un mostro, accusata prima di essere una delinquente corrotta poi un’incapace, sta venendo a galla la malafede e la superficialità dei mezzi di informazione, quasi nessuno escluso.

Nella schiera dei confezionatori seriali di menzogne contro il M5S, fa il suo ingresso anche Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera, che si è avventurata in fantasiose ricostruzioni sulla storia delle polizze intestate da Salvatore Romeo alla sindaca Virginia Raggi nel suo articolo la Sarzanini getta ombre pesantissime sulla Raggi, parlando di sospetti e di presunti reati come ‘compravendita di voti’ e “finanziamenti occulti”. Parole pesanti come macigni che nulla hanno a che vedere con Virginia Raggi e con il M5S, e che non corrispondono alle ipotesi accusatorie dei magistrati, visto che la stessa Procura ha spiegato che non c’è alcun reato in quanto non è emersa nessuna utilità corruttiva.

Bastava approfondire la natura delle polizze contratte da Salvatore Romeo prima di infangare Virginia Raggi, bastava rispondere ad un minimo di deontologia professionale per capire che Romeo aveva fatto una serie di investimenti a suo esclusivo beneficio. Una polizza, quella intestata al sindaco di Roma, che rende il 4% a chi l’ha contratta, cioè allo stesso Romeo, in una fase in cui titoli di Stato e altre forme tradizionali di investimento rendono intorno allo 0%. Una polizza da 30.000 euro che assomiglia molto più ad un libretto di risparmio che ad una normale polizza vita, e che prevede, in caso di morte del contraente, un beneficiario sostitutivo. Quest’ultimo, naturalmente, può essere tranquillamente all’oscuro dell’investimento, come lo era Virginia Raggi.

Sarebbero bastate queste poche informazioni per non coprirsi di ridicolo, eppure giornali e giornalisti hanno preferito gettare fango ancora una volta su un’amministrazione nel mirino fin dal primo giorno dopo le elezioni. Li capiamo: Virginia Raggi ha detto no alle Olimpiadi di Malagò, sta preparando una stagione di trasparenza negli appalti pubblici e sembra essere determinata a non mollare davanti a nulla. Non sarà lasciata sola e il fango gratuito tornerà indietro a chi lo sta tirando solo perché nulla cambi.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Il fango del Corriere della Sera su Virginia Raggi

La fake news sull’attentato di Berlino. E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?

bufalaberlinober.jpg

di Marcello Foa

Ogni volta che sento qualcuno proporre “agenzie indipendenti” per far rimuovere “false notizie” sul web, rabbrividisco. Tanto più in un’epoca in cui l’establishment sta tentando di accreditare la necessità di censure contro chi pubblica “bufale” e “post-verità”. Il riferimento più immediato è ovviamente alla significativa dichiarazione rilasciata al Financial Times, dal presidente dell’antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella, subito denunciata da Beppe Grillo e da un esperto di comunicazione avveduto come Vladimiro Giacché, che vede giustamente rischi di controlli in stile “1984” di Orwell.

Ma la tendenza non è solo italiana; è sempre più forte in molti Paesi occidentali, come la Francia, come gli Stati Uniti. E’ tutto uno strepitare contro la disinformazione online, senza nemmeno una parola contro quello che invece rappresenta il vero problema: la disinformazione autorizzata ovvero le tecniche di spin doctoring che permettono di manipolare notizie e coscienze salvaguardando la forma; perché vengono diffuse dalle stesse istituzioni; approfittando – anzi, abusando – della loro autorevolezza.

Chi mi segue sa che da oltre 10 anni denuncio lo spin, che ho descritto nel saggio “Gli stregoni della notizia” e che è diventato un vero e proprio strumento di guerra asimmetrica. Guardate il paradosso: oggi politici e media mainstream denunciano i siti alternativi e i commenti sui social, con un’operazione che di persé è mistificatorie perché mischia tutto: siti di informazione, d’opinione, bufale (certo che ce ne sono), informazione ideologizzata. Ma non pronunciano una sola parola contro la manipolazione che viene generata dalle stesse istituzioni e che è pericolosissima e devastante perché è diventata uno strumento di guerra asimmetrica e incide profondamente nel rapporto tra Stato e cittadino, generando disgusto e diffidenza.

Eppure – insisto – la vera manipolazione non è quella di internet ma è quella ufficiale. Che, purtroppo, non diminuisce affatto.

JS116541868_AFP_berlin-sticks-together-large_trans_NvBQzQNjv4BqtGQB12KHxxQCrwnTZkX0nyW0qTysEG4yZuBUdXGakjAVoglio sviluppare fino in fondo il ragionamento di Pitruzzella e quello di altre autorevoli pensatori anglosassoni, riferendomi a un esempio recente, quello degli attentati di Berlino. Tutti ricordiamo gli epici titoli sull’autista del Tir che avrebbe lottato fino all’ultimo per impedire la strage. Ne ho già accennato in un post ma val la pena di riprendere la notizia. Scegliete voi la fonte: Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, Rai, Mediaset, Sky…. Non fa differenza. Tutti i media ripresero con grande evidenza la notizia della Bild Zeitung che, citando fonti investigative tedesche , scrisse che l’autista, seppur ferito, aveva tentato eroicamente di impedire che il Tir si schiantasse sul mercatino, lottando furiosamente con il terrorista a bordo.

Dopo qualche ora, questa dichiarazione fu avallata dal ministro degli Interni del Land di Berlino Andreas Geisel, sebbene fosse doveroso dubitare della sua attendibilità, come rilevato da chi scrive e da altri osservatori: come faceva il terrorista a lottare furiosamente con un autista di 120 chili, riuscendo al contempo a guidare un Tir ed evitare che sbandasse? Roba da film di Hollywwod, senza peraltro riscontri oggettivi, perché nessuno ha visto il Tir “zigzagare”prima dello schianto. Anzi, nell’unico filmato lo si vede procedere dritto a tutta velocità.

Com’è andata a finire? Ora ci viene detto, ed è ancora una volta la Bild Zeitung ad informarci, che secondo i primi risultati dell’autopsia, l’autista sarebbe stato colpito dai proiettili tre ore prima dell’attentato, tre ore durante le quali ha perso molto sangue. Forse era già morto al momento dell’attentato, in ogni caso era incosciente e di certo non era in grado “di aggrapparsi al volante”.

Insomma: ci hanno raccontato una gigantesca frottola. Una spettacolare “fake news”. Attenzione: chi ce l’ha raccontata? Un giornalista troppo fantasioso? Un inaffidabile blogger? Macché: ad impiantarla ad arte è stato uno spin doctor che lavora nelle istituzioni tedesche e poi certificata addirittura da un ministro locale.

E allora sorgono alcune domande.

Cos’hanno scritto i solitamente indignati debunker, tanto amati da politici come la Boldrini? Strepitano? Macché tacciono, come sempre in queste circostanze perché per loro la Verità è sempre solo quella formale, delle Istituzioni. E le Istituzioni, lo sanno tutti, non possono mentire. E allora certe notizie spariscono dai siti dei moralisti del web, semplicemente non esistono. Perché non possono esistere.

Altra domanda: lo spin doctor che ha diffuso scientemente una balla pazzesca verrà indagato e processato? La risposta è, come sempre no, perché i politici che oggi chiedono misure severe contro i blogger, non hanno mai sollecitato punizioni per chi compie reati ben più gravi, mentendo in assoluta cattiva fede, abusando della credibilità delle istituzioni. Quella menzogna non può essere punita. Non è nell’interesse dei politici mainstream.

E come la mettiamo con i giornali e con le tv che hanno diffuso, con toni epici, una bufala colossale? Seguiamo ancora la logica di Pitruzzella: che facciamo, presidente? Chiudiamo Repubblica, Corriere, i tg Rai eccetera? Eh sì, percepisco il suo disagio

E’ facile prendersela con un blogger o un utente Facebook accusandolo di diffondere post-verità, ma se vuole essere coerente dovrebbe oscurare i grandi siti e magari anche denunciare per falso le istituzioni tedesche. Che scena! Tutti i grandi giornali chiusi per manifesta manipolazione della realtà o obbligati a uscire con un bollino che ne certifica la non credibilità.

Impossibile? Ovvio non è così che si difende la democrazia e un’informazione davvero migliore. Chi invoca la censura non ha mai davvero a cuore la libertà d’espressione, ma persegue altri inconfessabili interessi. Incompatibili con i vostri.

Non fatevi ingannare, non fatevi intimidire.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere La fake news sull’attentato di Berlino. E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?

La fake news sull’attentato di Berlino. E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?

bufalaberlinober.jpg

di Marcello Foa

Ogni volta che sento qualcuno proporre “agenzie indipendenti” per far rimuovere “false notizie” sul web, rabbrividisco. Tanto più in un’epoca in cui l’establishment sta tentando di accreditare la necessità di censure contro chi pubblica “bufale” e “post-verità”. Il riferimento più immediato è ovviamente alla significativa dichiarazione rilasciata al Financial Times, dal presidente dell’antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella, subito denunciata da Beppe Grillo e da un esperto di comunicazione avveduto come Vladimiro Giacché, che vede giustamente rischi di controlli in stile “1984” di Orwell.

Ma la tendenza non è solo italiana; è sempre più forte in molti Paesi occidentali, come la Francia, come gli Stati Uniti. E’ tutto uno strepitare contro la disinformazione online, senza nemmeno una parola contro quello che invece rappresenta il vero problema: la disinformazione autorizzata ovvero le tecniche di spin doctoring che permettono di manipolare notizie e coscienze salvaguardando la forma; perché vengono diffuse dalle stesse istituzioni; approfittando – anzi, abusando – della loro autorevolezza.

Chi mi segue sa che da oltre 10 anni denuncio lo spin, che ho descritto nel saggio “Gli stregoni della notizia” e che è diventato un vero e proprio strumento di guerra asimmetrica. Guardate il paradosso: oggi politici e media mainstream denunciano i siti alternativi e i commenti sui social, con un’operazione che di persé è mistificatorie perché mischia tutto: siti di informazione, d’opinione, bufale (certo che ce ne sono), informazione ideologizzata. Ma non pronunciano una sola parola contro la manipolazione che viene generata dalle stesse istituzioni e che è pericolosissima e devastante perché è diventata uno strumento di guerra asimmetrica e incide profondamente nel rapporto tra Stato e cittadino, generando disgusto e diffidenza.

Eppure – insisto – la vera manipolazione non è quella di internet ma è quella ufficiale. Che, purtroppo, non diminuisce affatto.

JS116541868_AFP_berlin-sticks-together-large_trans_NvBQzQNjv4BqtGQB12KHxxQCrwnTZkX0nyW0qTysEG4yZuBUdXGakjAVoglio sviluppare fino in fondo il ragionamento di Pitruzzella e quello di altre autorevoli pensatori anglosassoni, riferendomi a un esempio recente, quello degli attentati di Berlino. Tutti ricordiamo gli epici titoli sull’autista del Tir che avrebbe lottato fino all’ultimo per impedire la strage. Ne ho già accennato in un post ma val la pena di riprendere la notizia. Scegliete voi la fonte: Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, Rai, Mediaset, Sky…. Non fa differenza. Tutti i media ripresero con grande evidenza la notizia della Bild Zeitung che, citando fonti investigative tedesche , scrisse che l’autista, seppur ferito, aveva tentato eroicamente di impedire che il Tir si schiantasse sul mercatino, lottando furiosamente con il terrorista a bordo.

Dopo qualche ora, questa dichiarazione fu avallata dal ministro degli Interni del Land di Berlino Andreas Geisel, sebbene fosse doveroso dubitare della sua attendibilità, come rilevato da chi scrive e da altri osservatori: come faceva il terrorista a lottare furiosamente con un autista di 120 chili, riuscendo al contempo a guidare un Tir ed evitare che sbandasse? Roba da film di Hollywwod, senza peraltro riscontri oggettivi, perché nessuno ha visto il Tir “zigzagare”prima dello schianto. Anzi, nell’unico filmato lo si vede procedere dritto a tutta velocità.

Com’è andata a finire? Ora ci viene detto, ed è ancora una volta la Bild Zeitung ad informarci, che secondo i primi risultati dell’autopsia, l’autista sarebbe stato colpito dai proiettili tre ore prima dell’attentato, tre ore durante le quali ha perso molto sangue. Forse era già morto al momento dell’attentato, in ogni caso era incosciente e di certo non era in grado “di aggrapparsi al volante”.

Insomma: ci hanno raccontato una gigantesca frottola. Una spettacolare “fake news”. Attenzione: chi ce l’ha raccontata? Un giornalista troppo fantasioso? Un inaffidabile blogger? Macché: ad impiantarla ad arte è stato uno spin doctor che lavora nelle istituzioni tedesche e poi certificata addirittura da un ministro locale.

E allora sorgono alcune domande.

Cos’hanno scritto i solitamente indignati debunker, tanto amati da politici come la Boldrini? Strepitano? Macché tacciono, come sempre in queste circostanze perché per loro la Verità è sempre solo quella formale, delle Istituzioni. E le Istituzioni, lo sanno tutti, non possono mentire. E allora certe notizie spariscono dai siti dei moralisti del web, semplicemente non esistono. Perché non possono esistere.

Altra domanda: lo spin doctor che ha diffuso scientemente una balla pazzesca verrà indagato e processato? La risposta è, come sempre no, perché i politici che oggi chiedono misure severe contro i blogger, non hanno mai sollecitato punizioni per chi compie reati ben più gravi, mentendo in assoluta cattiva fede, abusando della credibilità delle istituzioni. Quella menzogna non può essere punita. Non è nell’interesse dei politici mainstream.

E come la mettiamo con i giornali e con le tv che hanno diffuso, con toni epici, una bufala colossale? Seguiamo ancora la logica di Pitruzzella: che facciamo, presidente? Chiudiamo Repubblica, Corriere, i tg Rai eccetera? Eh sì, percepisco il suo disagio

E’ facile prendersela con un blogger o un utente Facebook accusandolo di diffondere post-verità, ma se vuole essere coerente dovrebbe oscurare i grandi siti e magari anche denunciare per falso le istituzioni tedesche. Che scena! Tutti i grandi giornali chiusi per manifesta manipolazione della realtà o obbligati a uscire con un bollino che ne certifica la non credibilità.

Impossibile? Ovvio non è così che si difende la democrazia e un’informazione davvero migliore. Chi invoca la censura non ha mai davvero a cuore la libertà d’espressione, ma persegue altri inconfessabili interessi. Incompatibili con i vostri.

Non fatevi ingannare, non fatevi intimidire.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere La fake news sull’attentato di Berlino. E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?

La fake news sull’attentato di Berlino. E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?

bufalaberlinober.jpg

di Marcello Foa

Ogni volta che sento qualcuno proporre “agenzie indipendenti” per far rimuovere “false notizie” sul web, rabbrividisco. Tanto più in un’epoca in cui l’establishment sta tentando di accreditare la necessità di censure contro chi pubblica “bufale” e “post-verità”. Il riferimento più immediato è ovviamente alla significativa dichiarazione rilasciata al Financial Times, dal presidente dell’antitrust italiano, Giovanni Pitruzzella, subito denunciata da Beppe Grillo e da un esperto di comunicazione avveduto come Vladimiro Giacché, che vede giustamente rischi di controlli in stile “1984” di Orwell.

Ma la tendenza non è solo italiana; è sempre più forte in molti Paesi occidentali, come la Francia, come gli Stati Uniti. E’ tutto uno strepitare contro la disinformazione online, senza nemmeno una parola contro quello che invece rappresenta il vero problema: la disinformazione autorizzata ovvero le tecniche di spin doctoring che permettono di manipolare notizie e coscienze salvaguardando la forma; perché vengono diffuse dalle stesse istituzioni; approfittando – anzi, abusando – della loro autorevolezza.

Chi mi segue sa che da oltre 10 anni denuncio lo spin, che ho descritto nel saggio “Gli stregoni della notizia” e che è diventato un vero e proprio strumento di guerra asimmetrica. Guardate il paradosso: oggi politici e media mainstream denunciano i siti alternativi e i commenti sui social, con un’operazione che di persé è mistificatorie perché mischia tutto: siti di informazione, d’opinione, bufale (certo che ce ne sono), informazione ideologizzata. Ma non pronunciano una sola parola contro la manipolazione che viene generata dalle stesse istituzioni e che è pericolosissima e devastante perché è diventata uno strumento di guerra asimmetrica e incide profondamente nel rapporto tra Stato e cittadino, generando disgusto e diffidenza.

Eppure – insisto – la vera manipolazione non è quella di internet ma è quella ufficiale. Che, purtroppo, non diminuisce affatto.

JS116541868_AFP_berlin-sticks-together-large_trans_NvBQzQNjv4BqtGQB12KHxxQCrwnTZkX0nyW0qTysEG4yZuBUdXGakjAVoglio sviluppare fino in fondo il ragionamento di Pitruzzella e quello di altre autorevoli pensatori anglosassoni, riferendomi a un esempio recente, quello degli attentati di Berlino. Tutti ricordiamo gli epici titoli sull’autista del Tir che avrebbe lottato fino all’ultimo per impedire la strage. Ne ho già accennato in un post ma val la pena di riprendere la notizia. Scegliete voi la fonte: Corriere della Sera, la Repubblica, la Stampa, Rai, Mediaset, Sky…. Non fa differenza. Tutti i media ripresero con grande evidenza la notizia della Bild Zeitung che, citando fonti investigative tedesche , scrisse che l’autista, seppur ferito, aveva tentato eroicamente di impedire che il Tir si schiantasse sul mercatino, lottando furiosamente con il terrorista a bordo.

Dopo qualche ora, questa dichiarazione fu avallata dal ministro degli Interni del Land di Berlino Andreas Geisel, sebbene fosse doveroso dubitare della sua attendibilità, come rilevato da chi scrive e da altri osservatori: come faceva il terrorista a lottare furiosamente con un autista di 120 chili, riuscendo al contempo a guidare un Tir ed evitare che sbandasse? Roba da film di Hollywwod, senza peraltro riscontri oggettivi, perché nessuno ha visto il Tir “zigzagare”prima dello schianto. Anzi, nell’unico filmato lo si vede procedere dritto a tutta velocità.

Com’è andata a finire? Ora ci viene detto, ed è ancora una volta la Bild Zeitung ad informarci, che secondo i primi risultati dell’autopsia, l’autista sarebbe stato colpito dai proiettili tre ore prima dell’attentato, tre ore durante le quali ha perso molto sangue. Forse era già morto al momento dell’attentato, in ogni caso era incosciente e di certo non era in grado “di aggrapparsi al volante”.

Insomma: ci hanno raccontato una gigantesca frottola. Una spettacolare “fake news”. Attenzione: chi ce l’ha raccontata? Un giornalista troppo fantasioso? Un inaffidabile blogger? Macché: ad impiantarla ad arte è stato uno spin doctor che lavora nelle istituzioni tedesche e poi certificata addirittura da un ministro locale.

E allora sorgono alcune domande.

Cos’hanno scritto i solitamente indignati debunker, tanto amati da politici come la Boldrini? Strepitano? Macché tacciono, come sempre in queste circostanze perché per loro la Verità è sempre solo quella formale, delle Istituzioni. E le Istituzioni, lo sanno tutti, non possono mentire. E allora certe notizie spariscono dai siti dei moralisti del web, semplicemente non esistono. Perché non possono esistere.

Altra domanda: lo spin doctor che ha diffuso scientemente una balla pazzesca verrà indagato e processato? La risposta è, come sempre no, perché i politici che oggi chiedono misure severe contro i blogger, non hanno mai sollecitato punizioni per chi compie reati ben più gravi, mentendo in assoluta cattiva fede, abusando della credibilità delle istituzioni. Quella menzogna non può essere punita. Non è nell’interesse dei politici mainstream.

E come la mettiamo con i giornali e con le tv che hanno diffuso, con toni epici, una bufala colossale? Seguiamo ancora la logica di Pitruzzella: che facciamo, presidente? Chiudiamo Repubblica, Corriere, i tg Rai eccetera? Eh sì, percepisco il suo disagio

E’ facile prendersela con un blogger o un utente Facebook accusandolo di diffondere post-verità, ma se vuole essere coerente dovrebbe oscurare i grandi siti e magari anche denunciare per falso le istituzioni tedesche. Che scena! Tutti i grandi giornali chiusi per manifesta manipolazione della realtà o obbligati a uscire con un bollino che ne certifica la non credibilità.

Impossibile? Ovvio non è così che si difende la democrazia e un’informazione davvero migliore. Chi invoca la censura non ha mai davvero a cuore la libertà d’espressione, ma persegue altri inconfessabili interessi. Incompatibili con i vostri.

Non fatevi ingannare, non fatevi intimidire.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere La fake news sull’attentato di Berlino. E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?

La bufala delle perquisizioni in Campidoglio

m5sssbuf.jpg

di Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle è sotto attacco e presto, mano a mano che ci avvicineremo alle politiche, sarà molto peggio. Ora si inventano vere e proprie bufale. Quanto riportato oggi da tutti i media su Virginia Raggi è falso. Contrariamente a quanto riportato dai giornali e dalle tv non c’è stata nessuna perquisizione in Campidoglio. Si é trattato di una semplice acquisizione di atti. Hanno mentito ai cittadini facendo immaginare uno stuolo di forze dell’ordine che si aggira tra i corridoi e le stanze di Palazzo Senatorio, rovesciando scrivanie, aprendo cassetti e seminando il panico tra i dipendenti. Tutto falso.

Si è trattato di una semplice acquisizione di documenti che il Campidoglio, come ha chiarito Virginia Raggi, ha messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria dopo formale richiesta. Nulla da nascondere.
Basta falsità e bugie, basta ricostruzioni fantasiose.
La Raggi non può neppure fare un di tweet di ringraziamento per la lettera inviata da Papa Francesco, come ha fatto anche la sindaca di Barcellona, che i giornali gridano allo scandalo. Ma che avete? Vi vietano di scrivere del governo fotocopia e vi sfogate così?

Il M5s è al lavoro per ripulire le macerie lasciate dal Pd e dagli altri partiti, supportati dai media, contro un’amministrazione finalmente trasparente e impegnata a curare le ferite lasciate da Mafia Capitale. Ci impegneremo a smascherare giorno per giorno tutte le falsità raccontate ai cittadini. Voi dateci una mano.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere La bufala delle perquisizioni in Campidoglio

L’inchiesta di Buzzfeed è una fake news

bufalabuzzfeed.jpg

UPDATE: Buzzfeed ha cancellato il riferimento al contratto firmato dai parlamentari M5S con la Casaleggio Associati, tuttavia ha omesso di inserire una nota per spiegare che si trattava di una notizia falsa. Chiediamo di provvedere immediatamente all’inserimento di tale nota. La verità e la corretta informazione vengono prima di tutto.

di M5S Camera e Senato

L’articolo di Buzzfeed pubblicato ieri rilancia le teorie complottiste pubblicate dalla Stampa che si sono eclissate dopo l’articolo di Bechis su Beatrice Di Maio / Titti Brunetta. Il M5S ha i suoi account social ufficiali, il suo sito ufficiale e il suo blog ufficiale, così i suoi portavoce. Altri siti o account social non ufficiali non sono riconducibili al MoVimento 5 Stelle, come ha dimostrato il caso Beatrice Di Maio.
Gli eletti del M5S negli ultimi mesi hanno incontrato centinaia di figure istituzionali di paesi stranieri, tra cui quello russo, sia La Stampa sia Buzzfeed hanno omesso questo piccolo particolare. Le accuse di fare propaganda pro Cremlino o di diffondere notizie false è ridicola. In Italia i produttori di bufale sono i giornali tradizionali e l’unica propaganda che fanno è quella pro Renzi e pro Pd. Buzzfeed dovrebbe fare un articolo sulla libertà di stampa in Italia visto che il nostro Paese è al 77° posto nella classifica di Reporter senza Frontiere ed è considerato parzialmente libero.
Un’altra bufala riportata da Buzzfeed è che i parlamentari M5S abbiano firmato un contratto con la Casaleggio Associati. I due giornalisti che firmano l’articolo dovrebbero correggere immediatamente almeno questa frase e scusarsi tramite una nota con i lettori per aver diffuso questa informazione falsa e che avrebbe richiesto solo un attimo di attività di verifica per non essere pubblicata, così come tutto il resto dell’articolo.

L’inchiesta di Buzzfeed è una fake news: https://t.co/lCOTGTa11Q pic.twitter.com/T1ls5n7mzv

— Movimento 5 Stelle (@Mov5Stelle) 30 novembre 2016

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere L’inchiesta di Buzzfeed è una fake news

#RenziBugiardo: il veto italiano al bilancio UE è una bufala

stampubblicaver.jpg

di MoVimento 5 Stelle Europa

Siamo stanchi di ascoltare le fandonie di Renzi sul bilancio dell’Unione Europea e sul presunto veto che starebbe minacciando. Il Primo Ministro italiano le sta provando davvero tutte: lo scorso 22 agosto a Ventotene brindava assieme ad Angela Merkel e Francois Hollande per una rinnovata armonia continentale. Tre settimane dopo, al vertice di Bratislava, faceva trapelare di non aver voluto partecipare alla conferenza stampa con la cancelliera tedesca e il presidente francese, perché non ne condivideva le conclusioni (pur avendo avallato le richieste del Consiglio). Poi è arrivato il tempo dei sorrisi e delle scaramucce con l’impresentabile presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che il gruppo S&D (il raggruppamento dei socialisti cui fa parte il Partito Democratico) ha sostenuto e continua a sostenere all’insegna del rispetto degli assurdi vincoli europei.

IL VETO MANCATO QUANDO SERVIVA
Il famoso veto a cui si riferisce il Bomba e a cui nessuno a Bruxelles crede davvero si riferisce al cosiddetto quadro pluriennale dell’UE. Una sorta di accordo con cui ci si impegna riprogrammare la spesa in una certa direzione e con programmazione di lungo periodo. Il Consiglio ha già detto che andrà avanti comunque, confermando la non credibilità di Renzi a livello europeo. Ma il vero bilancio, quello sull’esercizio 2017, è stato già votato dal Parlamento europeo un paio di settimane fa. E come vi abbiamo spiegato, ha visto il ripetersi delle solite pantomime: gli eurodeputati del PD a Strasburgo hanno bocciato ogni proposta di riduzione delle spese. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto tagli per eliminare centinaia di milioni di Euro di spese inutili su un bilancio che costa 300 Euro all’anno ad ogni cittadino dell’Unione (circa 150 miliardi complessivi). Soldi che, se investiti male in un periodo nel quale vengono chiesti grandi sforzi ai cittadini, risultano un insulto.

UNA LEGGE “ILLEGGIBILE”
Il disastro del terremoto e il referendum costituzionale sono stati i pretesti per presentare un decreto fiscale e una legge di bilancio illeggibili ed infarciti di mancette elettorali. Una manovra che l’esecutivo europeo non vede l’ora di stroncare, ma su cui ancora non si pronuncia ufficialmente in attesa del voto sul referendum. Ogni giorno, con l’avanzare della sua disfatta nei sondaggi, Renzi alza la posta della demagogia e del populismo annunciando anche sgravi totali per le assunzioni al Sud di giovani e disoccupati a partire dal 2017, replicando un modello jobs act “dedicato” e dimostratosi ampiamente fallimentare (perché genera un impatto meramente statistico e solo per il periodo di tempo di validità degli incentivi). Misure che, come spesso è accaduto, saranno coperte dal Governo con aumento di altre tasse per rispettare le regole ed i vincoli di Bruxelles ai quali è tanto affezionato. Contemporaneamente, il commissario socialista agli affari economici Pierre Moscovici ribadisce l’intenzione di valutare l’operato del Governo italiano sul bilancio solo a partire dal prossimo anno, rinnovando il balletto dei disonesti, visto che i falchi tedeschi saranno già pronti a bacchettare l’Italia dal 5 dicembre a prescindere dall’esito referendario.

IL “NO” AL REFERENDUM
Questa impostazione politica insensata ha portato l’Unione Europea e l’Italia sull’orlo del precipizio. I cittadini sono le cavie della propaganda sia del Governo italiano, sia degli eurocrati. Dire sempre e comunque “si” ha ridotto il nostro Paese a dover elemosinare qualche virgola di flessibilità per sostenere la demagogia di Renzi. Questo Governo è incapace di produrre una legge che non sia una millefoglie di ricatti, favori e – come detto – propaganda. Il 4 dicembre votiamo “NO” per proteggere la nostra Costituzione, per evitare che venga intaccata nei suoi fondamenti e venga resa vulnerabile dai corrotti. Ma non solo. Votiamo “NO” anche per mandare questo ammasso di gente disonesta a casa. Una volta per tutte.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere #RenziBugiardo: il veto italiano al bilancio UE è una bufala

L’ultima bufala di Repubblica sul M5S #IoNonLeggoRepubblica

bufalarep.jpg

di Roberta Lombardi

Il 2 novembre 2016, Repubblica Palermo titola così: “‘Le mie arancine non pagate’. Lo chef del raduno di Palermo fa causa ai 5 stelle“. Firma del giornalista? Non pervenuta. In sostanza, nell’articolo si insinua che il MoVimento 5 Stelle non ha tenuto un comportamento corretto nei confronti di un fornitore di arancine ingaggiato per l’evento di Palermo.
L’articolo riporta ampi virgolettati di questo signore che addirittura annuncerebbe una causa nei nostri confronti per la restituzione del presunto maltolto. Tanto che Repubblica Palermo si lancia in una previsione delle sue: “Quelle quattromila arancine vendute agli attivisti nei giorni di Italia “5 stelle” – scrive – rischiano di costare più care del previsto all’organizzazione grillina“.
Una previsione alla Fassino, verrebbe da dire, visto che questa storia delle arancine più che costare cara al M5S, rischia di costare cara proprio a Repubblica Palermo, che ha raccolto una voce senza effettuare la benché minima verifica. Il comitato organizzatore che presiedo ha infatti sottoscritto un contratto con un Consorzio di produttori locali che a sua volta ha provveduto ad assegnare gli spazi presenti all’interno dell’area ristoro in base alle singole specificità alimentari. Il Consorzio è stato pagato immediatamente dopo la conclusione dell’evento, come è nostra abitudine. Il Consorzio, quindi, ha stipulato autonomo (ripetiamo: autonomo) contratto con il Sig. Giuseppe Roberto Lombardo, produttore delle arancine.
Ma tant’è, per Repubblica Palermo evidentemente bastava che qualcuno infangasse il 5 Stelle, bastava trovare una persona qualsiasi pronta a gettare discredito nei nostri riguardi e della manifestazione. Questo è il modo di lavorare di alcuni giornalisti. Ma non di tutti, sia chiaro. Perché, ad esempio, in questo caso sappiamo che lo stesso commerciante aveva provato a chiamare anche Striscia la Notizia, che invece a differenza di Repubblica ha verificato le accuse, compreso che tra noi e l’arancinaro non c’era alcun rapporto e che quindi le sue eventuali pretese economiche dovevano essere indirizzate verso il soggetto con cui noi avevamo il contratto di fornitura servizi, suo appaltatore.
Ora, sempre a Repubblica Palermo che nel suo pezzo sottolinea come il caso rischia di “causare un nuovo danno d’immagine al M5S“, suggeriamo accortezza e professionalità. Non fatevi prendere dalla frenesia del falso scoop. Abbiate rispetto del vostro mestiere, ma soprattutto abbiate rispetto dei vostri lettori. Qui l’unico danno d’immagine lo ha ricevuto il vostro giornale, dimostrando scarsa credibilità.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere L’ultima bufala di Repubblica sul M5S #IoNonLeggoRepubblica