I giornalisti smentiti dal ristoratore: hanno deciso loro di andarsene

di MoVimento 5 Stelle Sicilia

In relazione all’articolo pubblicato da Il Messaggero a firma di Mario Ajello dal titolo “Grillo e Di Maio impauriti si sfogano col ristoratore: “Niente giornalisti nella nostra sala, o loro o noi” e ripreso da alcune a… Continua a leggere I giornalisti smentiti dal ristoratore: hanno deciso loro di andarsene

Non rassegniamoci alle bufale: smontiamo le fake news su Roma

di Pinuccia Montanari

La raccolta tra sogni e realtà: 10 anni di obiettivi mancati”. Si dice che la Raggi non ha un piano. La Raggi ha un piano, lo sta realizzando e, in realtà, la raccolta differenziata è aumentata al 44,5%, con il mese di agosto … Continua a leggere Non rassegniamoci alle bufale: smontiamo le fake news su Roma

#LaBallaDelGiorno – Le “gaffe” secondo La Repubblica

di MoVimento 5 Stelle

Siamo alla seconda puntata de #LaBallaDelGiorno. La prima aveva riguardato un video montato ad arte dal Corsera contro il nostro candidato premier Luigi Di Maio, ma questa seconda balla è ancora più pesante e vogliamo raccontar… Continua a leggere #LaBallaDelGiorno – Le “gaffe” secondo La Repubblica

Basta bufale su Gianroberto Casaleggio: #RenziChiediScusa

di Davide Casaleggio

Renzi deve smetterla di infangare la memoria di mio padre. E’ intollerabile che continui a ripetere una bufala da lui inventata che stravolge il pensiero di mio padre. Non è la prima volta che lo dico, ma ho il dovere di ribadirlo ancora. Mio padre ha detto, e ci sono le interviste e i video che lo dimostrano, che “Un messaggio in Rete perde la sua viralità se è falso, nel tempo” e che “i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli. Quelli degli altri, palesemente falsi, hanno bisogno di un supporto di truppe àscare, pagate magari 5 euro al giorno“. Ossia completamente il contrario di ciò che dice Renzi che “un messaggio che è virale diventa vero“. Un messaggio che è vero diventa virale, se è falso invece perde viralità. Ciò è quanto affermato da mio padre. Renzi dovrebbe saperlo sulla sua pelle viste tutte le menzogne propinate agli italiani in questi anni, compresa questa, che lo hanno portato a perdere completamente la sua credibilità. E’ inaccettabile che il segretario del Pd continui a mettere in bocca a mio padre parole che non gli sono mai appartenute. Lo invito a rettificare e chiedere scusa immediatamente per non perdere il minimo di dignità che dovrebbe contraddistinguere ogni dichiarazione politica. E se pensa che attaccando le persone scomparse non venga smentito: si sbaglia. Difenderó il pensiero di mio padre ogni volta che sarà necessario.

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Il #MetodoRepubblica denunciato all’ordine dei giornalisti

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di Davide Casaleggio

Stamani ho avuto conferma che l’Ordine dei Giornalisti ha ricevuto il mio esposto riguardo il #MetodoRepubblica. Dato che il direttore di Repubblica Calabresi non è riuscito a dire nemmeno il giorno del fantomatico incontro che ha sbattuto in prima pagina secondo il famigerato #MetodoRepubblica, nell’esposto ho prodotto le prove di come il bugiardo non fossi io.

Considerando l’intero periodo di tempo indicato da Repubblica (l’arco di una decina di giorni prima dell’affossamento della legge elettorale in Parlamento) non era possibile un incontro a Milano. Infatti per quattro giorni io ero all’estero e per i restanti Salvini era in piena campagna elettorale in giro per l’Italia: fa fede la sua agenda pubblica. 

Sembra ormai una pagliuzza, ma credo che la libertà di stampa passi anche dal valore e verità delle notizie. Oltre al fatto che non tollero di essere tacciato di bugiardo da chicchessia.

Ora esprimersi tocca all’ordine dei giornalisti. Confido nel fatto che abbiano il coraggio di fare ciò che è giusto e sanzionare questo comportamento scorretto.

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Arroganza e codardia del #MetodoRepubblica

di Davide Casaleggio

La Repubblica qualche giorno fa ha pubblicato la notizia falsa di un mio incontro che ho immediatamente smentito, vista l’enfasi data in prima pagina. Incontro molte persone e non tutte persone che la pensano come me. Non avrei nessun problema a confermare un incontro se lo avessi fatto con chiunque, ma in questo caso questo era falso ed era mio dovere ristabilire la verità. Quello che è successo dopo ha dell’incredibile.

Posso capire che un giornale più o meno volontariamente, più o meno indirizzato dal suo proprietario, possa sbagliare, ma poi dovrebbe ammettere l’errore e correggere.

Quello che invece non accetto è che dopo aver inviato la rettifica il direttore Calabresi mi dia del bugiardo sulla base di presunte “fonti certe“, che certe non sono. Ho chiesto pubblicamente al direttore Calabresi di dire il giorno e l’ora di questo presunto incontro, di modo che io avrei potuto pubblicare tutti i miei spostamenti e incontri di quella giornata per dare il via a un fact checking pubblico. Se ci fossero davvero state “fonti certe” non ci sarebbe stato certo difficile pubblicare questo dettaglio. Il direttore ha avuto paura. E’ passata quasi una settimana e Calabresi si è ammutolito, le fonti certe sono scomparse rendendo chiaro a tutti il “Metodo Repubblica“: pubblicare notizie false in prima pagina, citare presunte fonti certe, tirarsi indietro davanti a un fact checking pubblico e lasciare il dubbio nelle persone che un fatto possa essere vero anche se non lo è.

Non è accettabile questo modo di fare informazione. Fonti inesistenti o inconsistenti non possono essere usate come clave mediatiche per indirizzare il pensiero degli italiani. L’operazione politica è bieca quanto evidente: far credere alle persone che esista un’alleanza del MoVimento 5 Stelle con la Lega Nord. Questo è falso. Quello che mi conforta è che i primi ad aver capito che il Metodo Repubblica non è finalizzato a un’informazione libera sono i lettori, che Repubblica perde al ritmo di 15-20.000 all’anno.

Il direttore di Repubblica Calabresi davanti alla richiesta di fact checking pubblico si è dileguato con le sue fonti, non mi rimane (come lui ha richiesto) che denunciarlo civilmente* per tutelare la mia onorabilità e fare un esposto all’ordine dei giornalisti che spero prenda le distanze da un giornalismo che pubblica falsi in prima pagina e diffama chi chiede una rettifica.

* La querela l’ha già fatta Luigi Di Maio​ , io procederò a fare l’esposto all’ordine dei giornalisti e la denuncia civile come suggeritomi dall’avvocato

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Calabresi lancia il sasso e nasconde la mano? #MetodoRepubblica

di Davide Casaleggio

Il direttore Calabresi non ha accettato la mia smentita e mi ha accusato di aver dichiarato il falso, dandomi pubblicamente del bugiardo. Io ho una parola sola e la ribadisco. Non ho mai parlato con Matteo Salvini. Ed è intollerabile che la mia onorabilità venga messa in discussione in prima pagina su un quotidiano nazionale senza portare uno straccio di prova.

Io non voglio sapere le fonti di Repubblica e nessuno glielo ha chiesto. Io voglio che Repubblica pubblichi tutti i dettagli su questo fantomatico incontro, visto che Calabresi afferma di avere delle “ottime fonti“. Finora hanno scritto che “l’incontro si è svolto a Milano una decina di giorni fa prima che la trattativa sulla legge elettorale fallisse“. E’ un po’ pochino. Ci dica invece quando è stato fatto l’incontro e dove si è svolto: due “ottime fonti” dovrebbero saperlo. Venga pubblicato il luogo preciso, il giorno preciso e l’ora precisa. Io pubblicherò la mia agenda personale e dimostrerò a tutti dove mi trovavo e cosa facevo quel giorno, se necessario con l’ausilio di testimoni.

Se sarà dimostrato, e sarà dimostrato, che io il giorno indicato ho fatto altro, allora credo che coerentemente il direttore Calabresi dovrà immediatamente dimettersi.

Se il direttore Calabresi invece lancia il sasso ma nasconde la mano, e si rifiuta di pubblicare la data precisa dell’incontro allora prenderemo atto del fatto che si sono inventati tutto di sana pianta e procederò alle vie legali, tramite la richiesta di costituzione di un Giurì d’onore o con una querela, per tutelare la mia onorabilità.

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Il #MetodoRepubblica e la morte dell’informazione

L’intervento di Davide Casaleggio a Rapallo from Confindustria on Vimeo

di Davide Casaleggio

Oggi La Repubblica apre con una notizia falsa in prima pagina. Non ci sarebbe niente di nuovo se non fosse che questa volta riguarda me ed è stata creata ad arte per screditare il MoVimento 5 Stelle. Non ho mai incontrato Matteo Salvini. Non è mai avvenuto nessun incontro segreto né con lui né con altri rappresentanti della Lega. Primo perché non ci interessa, secondo perché il MoVimento 5 Stelle agisce sempre nella massima trasparenza: gli incontri segreti non fanno parte della nostra cultura.

Quella di oggi è l’ultima di una serie di fake news diffuse dai giornali, ormai alla canna del gas, negli ultimi giorni. In occasione del mio viaggio a Roma di qualche settimana fu l’Adnkronos a mettermi in bocca parole mai pronunciate né in pubblico né in privato. Poi è stata diffusa la falsa notizia dei fischi al mio intervento a Rapallo: non ci sono mai stati e per avere conferma basta guardare i video diffusi da Confindustria, si troveranno solo applausi. Hanno continuato inventandosi una mia contrapposizione con Beppe Grillo che è inesistente ed è quanto di più lontano dalla verità ci possa essere. Infine un fantomatico incontro con Gherardo Colombo, anch’esso mai avvenuto.

Quello dei giornali è un metodo rodato, per comodità lo chiameremo “Metodo Repubblica” dato che questo giornale ne fa ampio e smodato uso. Un giornalista X inventa dal nulla una notizia falsa, il suo giornale complice la poca professionalità e negligenza del direttore (che dovrebbe pretendere più fonti certe) la pubblica, tutti gli altri giornali e le agenzie la diffondono senza verificare né chiedere conferma o smentita a nessuno, arrivano gli opinionisti che iniziano a blaterare su una notizia falsa che sembra diventare vera per il circuito mediatico deviato. Quando infine giunge la smentita, tutti fanno finta di niente e continuano a commentare la notizia falsa. Un metodo malato che è la morte dell’informazione.

Anziché inventare notizie false, questi giornalisti dovrebbero dedicarsi a raccontare i fatti senza doppi fini politici. Ci sono certamente i professionisti che fanno informazione vera e ci sono quelli che utilizzano questi metodi. Ma oggi con la maggioranza dei mezzi di informazione in mano alla politica la normalità sono le fake news in prima pagina.

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#FakePoint: 9 bufale di Repubblica sui successi di Virginia Raggi a Roma

In una rubrica video di Repubblica, dal titolo Checkpoint, si tenta di fare un fact-checking sui successi di Virginia Raggi. Peccato che questa verifica sia piena di bufale. Ecco il nostro Fakepoint, il primo di una lunga serie. Diffondete questo post: aiutateci a ristabilire la verità!

1) “La diminuzione della Tari era già prevista a partire dal 2015”: MEZZA BUFALA
Esisteva l’impegno di procedere a una progressiva riduzione della Tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.), nella misura dell’1,5% l’anno, ma la conferma di tale impegno non era affatto scontata vista la situazione disastrosa in cui le precedenti amministrazioni hanno lasciato l’azienda. E va sottolineato che l’amministrazione Raggi ha innalzato il risparmio previsto in bolletta all’1,6%.

2) “I progetti finanziati con 18 mln del Bando Periferie sono ripresi dalle precedenti amministrazioni”: BUFALA
Considerando che sono stati presentati a fine agosto, a poco più di un mese dall’insediamento della nuova giunta, è chiaro che si è lavorato sui progetti con il più alto grado di avanzamento. Si tratta comunque di opere utili per la città e l’importante è saperle portare avanti: se così non fosse, andrebbero tralasciati anche altri interventi già avviati in passato come la Metro C o lo stadio della Roma. Portando alle estreme conseguenze questa bizzarra teoria, non dovremmo gioire neppure per l’aumento di visitatori del Colosseo, perché inaugurato dall’imperatore Tito! Inoltre, il Campidoglio viene accusato di non aver già avviato la riqualificazione delle periferie con quelle risorse, ma si tralascia di spiegare che l’esito del bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solo a inizio anno e che quei fondi non sono stati ancora erogati dal Governo.

3) “430 MLN PER il Tpl sono il corrispettivo del contratto di servizio Atac”: BUFALA
Sono i fondi previsti nel piano triennale degli investimenti 2017-2019, incluso nel Bilancio di previsione appena approvato. Il costo del contratto di servizio Atac, che non c’entra nulla, è invece inserito tra le spese correnti, come dovrebbero sapere gli esperti di bilancio e di fact-checking.

4) “I 10 mln ai Municipi per la manutenzione stradale sono pochi e diminuiscono rispetto al passato”: BUFALA
Si fa grande confusione: 10 milioni è la cifra stanziata tra gli investimenti previsti dal bilancio di previsione 2017-2019 e destinata ai Municipi per la manutenzione della viabilità di loro competenza. Queste risorse si vanno ad aggiungere a tutte le altre già previste per la manutenzione della grande viabilità e di quella municipale, che fanno parte del “Piano buche” che verrà presentato a breve. Quindi non si spende di meno ma si investe di più rispetto al passato, con interventi strutturali e di qualità.

5) “La spesa per gli incarichi esterni assegnati dalla giunta Raggi si riferisce solo ai primi mesi di amministrazione e non tiene conto degli incarichi futuri”: BUFALA
Chi appare in video dovrebbe sapere che i contratti di collaborazione esterna prevedono un impegno di spesa per l’amministrazione che riguarda l’intero anno. Per essere ancora più precisi, l’amministrazione Raggi ha stipulato contratti per una spesa ANNUA pari a poco più di 3 milioni di euro. Molto meno rispetto a tutte le altre amministrazioni precedenti, che si voglia fare la media o meno: per esempio, Alemanno nel 2012 ha speso quasi 12 milioni di euro; Marino, nel 2014, ha speso 5 milioni e 600mila; e il commissario Tronca non è stato da meno con ben 5 milioni nel 2015. I collaboratori assunti dalla Giunta Raggi sono poco più di 40. Le Giunte Alemanno e Marino dal 2012 al 2015 hanno stipulato 311 contratti. Una cosa però è vera: nessuno può sapere quanti contratti verranno siglati nel corso del mandato, né chi vincerà lo scudetto o se finalmente a Pasquetta, quest’anno, ci sarà il sole.

6) “Il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici già esisteva e la giunta Raggi aveva dimenticato di rinnovare il bando”: MEZZA BUFALA
Non è vero: la gara non si era conclusa per l’inidoneità della documentazione presentata dai concorrenti. L’attuale amministrazione ha avuto il merito di riattivare il servizio nel più breve tempo possibile.

7) “La lotta all’abusivismo è un’attività di ordinaria amministrazione”: BUFALA
È vero, ma ai controlli ordinari sono stati affiancati maggiori verifiche che hanno riguardato aree a vocazione turistica e commerciale. Quindi l’incremento degli interventi sul territorio non può che essere salutato come un successo per questa amministrazione, che ha predisposto le linee guida del nuovo ‘piano sicurezza’ della Capitale intensificando il contrasto ai fenomeni dei parcheggiatori abusivi, della sosta selvaggia, delle doppie file e dell’abusivismo commerciale. Ricordiamo, tra le altre cose, che l’utilizzo degli agenti in borghese per la lotta ai parcheggiatori abusivi è una novità assoluta. Inoltre, l’amministrazione capitolina non si è assolutamente dimenticata di rinnovare il bando per il servizio carro attrezzi, come si dice erroneamente: dal 2015, anno in cui è stata annullata la gara d’appalto, il servizio viene svolto avvalendosi dell’elenco di ditte della Prefettura. Il Campidoglio sta lavorando per inserirlo all’interno di Atac e si sono avviate tutte le procedure per realizzare questo iter.

8) “I fondi per le scuole sono dedicati dal Governo nell’ambito del piano di attuazione della Buona Scuola”: BUFALA
La giunta Raggi ha aperto una linea di finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti di oltre 47 milioni di euro, per la messa in sicurezza e l’adeguamento alla normativa anti-incendio degli edifici scolastici. Questa operazione, quindi, non ha nulla a che vedere con i fondi stanziati dal Governo nell’ambito della sedicente “Buona Scuola” di Renzi.

9) “Anche i bilanci delle precedenti amministrazioni sono stati presentati nei termini di legge e quindi non c’è alcuna novità rispetto al recente passato o alla giunta Marino”: BUFALA
È scontato che il Bilancio di un qualsiasi Comune vada approvato entro i termini di legge, altrimenti quello stesso Comune verrebbe commissariato dal Prefetto (e neppure Alemanno, di cui si sottolineano i ritardi, arrivò a tanto). La giunta Raggi ha semplicemente e orgogliosamente rivendicato di aver approvato il bilancio preventivo 2017-2019 con due mesi di anticipo sulla scadenza fissata dal Governo e prima delle altre grandi città italiane. Confermiamo che per la prima volta, almeno negli ultimi dieci anni, il Comune di Roma da via libera al bilancio di previsione così presto rispetto ai termini di legge. Nel recente passato l’approvazione in Consiglio è avvenuta non prima della fine di marzo (Bilancio di previsione 2015 con Marino sindaco).

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Mantenere gli impegni presi con gli elettori: #QuestoèilMoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Il Codice di comportamento che il MoVimento 5 Stelle propone ai propri candidati ed eletti e che questi ultimi accettano, come impegno morale, etico e politico nei confronti degli elettori, attraverso la libera sottoscrizione, è legittimo, valido e pienamente efficace.

Se lo mettano bene in testa tutti: dai partiti ai giornali, fino ai sapientoni della vecchia politica.

Il Tribunale di Roma, infatti, con l’ordinanza n. 779/2017 ha rigettato integralmente tutte le istanze presentate dall’avv. Monello (iscritto al PD) e sostenute ufficialmente sia dalla senatrice Monica Cirinnà (PD) che della deputata Stella Bianchi (PD), condannando l’avv. Monello a pagare anche le spese processuali al Comune di Roma.

Dalla sentenza si deducono chiaramente 3 principi:

i) che il Codice di comportamento del M5S e gli impegni in esso contenuti non sono cause che comportano la ineleggibilità dell’eletto o la decadenza della carica ricoperta;

ii) che il Codice di comportamento non condiziona in alcun modo la libertà di manifestazione del voto da parte degli elettori e non produce conflitti di interessi;

iii) che gli unici soggetti che potrebbero tentare di impugnare la validità dell’impegno assunto sono gli stessi sottoscrittori. In questo caso pero’, qualora lo facessero, rinnegherebbero se stessi davanti a tutti gli elettori e farebbero capire che la loro parola data ai cittadini vale zero;

Il Codice, dunque, persegue solo ed esclusivamente finalità lecite ed in favore dei cittadini e chiunque pensi che detto impegno sia solo “carta straccia” tradisce evidententemente la fiducia ricevuta dai cittadini e riduce il proprio onore a carta straccia.

Quanto ai parlamentari del PD, infine, farebbero bene a iniziare ad occuparsi dei problemi dei cittadini e delle imprese anzichè pensare solo a come far fuori il Movimento 5 Stelle e a mantenere le proprie poltrone.

P.s.: a seguito della campagna diffamatoria portata avanti in questi mesi, sia dagli organi di stampa che da diversi esponenti politici, attraverso le fake news che davano, in modo palesemente infondato, la Casaleggio Associati quale parte contraente del codice etico del M5S con i candidati o eletti, si precisa che la società si riserva di procedere, a tutela della propria immagine, decoro e reputazione lesi dalla suddetta diffamazione, nelle sedi opportune.

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