Matteo Salvini, il grande bluff

di MoVimento 5 Stelle

Matteo Salvini è un traditore politico. Oggi ha perso definitivamente qualsiasi tipo di credibilità. La sua Lega Nord dopo gli scandali degli investimenti in Tanzania e dei diamanti comprati da Belsito con i soldi pubblici era … Continua a leggere Matteo Salvini, il grande bluff

Tu chiamala se vuoi ripresa #Pil2017

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di MoVimento 5 Stelle

L’ammucchiata di avvoltoi intorno al +0,4% di Pil del secondo trimestre è raccapricciante. I twittatori seriali del Pd, a partire da Renzi, si sono scatenati per prendersi i meriti di una ripresa che non dipende da loro e che poggia su basi fragilissime. Lo stesso Gentiloni ha deciso di partecipare alla festa tragicomica di un’economia in piena stagnazione.

Bastano poche semplici verità economiche per smontare il teatrino ipocrita della propaganda renziana:

1 – L’italia è tornata ad una (fragile e modesta) crescita principalmente a causa di fattori esterni, che hanno trascinato la nostra economia fuori dalla recessione senza alcun merito dei governi degli ultimi tre anni.
In particolare, il Quantitative Easing della Bce ha consentito di risparmiare risorse dagli interessi sul debito pubblico e quindi di diminuire il ritmo del massacro sociale, che è comunque proseguito (tagli alla sanità, alla spesa per investimenti e agli enti locali).

Il deprezzamento dell’euro ha spinto le esportazioni.

Il crollo del prezzo del petrolio ha avvantaggiato un Paese trasformatore come l’Italia, povero di materie prime che deve importare.

Questi fattori esogeni sono temporanei e presto cesseranno di esistere. La Germania sta aumentando le pressioni su Draghi perché metta fine all’espansione monetaria, e in ogni caso il mandato del governatore italiano finirà nel 2019. Senza QE che ne sarà del nostro debito pubblico e della spesa per interessi?

2 – L’Italia è fanalino di coda in Europa già dal 2016 e si conferma tale anche nella prima metà del 2017: mentre l’Ue cresce nel secondo trimestre ad una media dello 0,6% l’Italia fa 0,4% e su base tendenziale (rispetto cioè al secondo trimestre di un anno fa) l’Italia è nettamente ultima, con il suo 1,5%, mentre la media europea è del 2,3%, la Spagna cresce del 3,1%, l’Olanda del 3,8%, la Germania del 2,1%, la Francia dell’1,8% e persino il Regno Unito, rallentato teoricamente dalle trattative per la Brexit, fa meglio con l’1,7%

3 – La crescita italiana è squilibrata a favore dei grandi mentre penalizza lavoratori e PMI: è evidente a chiunque viva nel paese reale che l’occupazione stia crescendo a discapito della qualità del posto di lavoro e dei salari. Una volta scaduti i costosissimi incentivi renziani per il contratto a tutele crescenti, infatti, hanno smesso di crescere i contratti stabili e sono cresciuti solo contratti a termine e voucher. Questi ultimi sono stati aboliti per evitare un referendum popolare per poi rientrare dalla finestra nella manovrina imposta da Bruxelles.

La disoccupazione ufficiale, inoltre, continua ad oscillare tra l’11 e il 12% e quella reale, che comprende anche gli scoraggiati e i sottoccupati involontari è a livelli superiori che in Grecia, al 30%, come dimostra Alberto Bagnai in un recente articolo sul Fatto Quotidiano

4 – il nostro sistema bancario è sull’orlo del baratro, e basterà una corrente negativa, come la fine del QE o un nuovo capitolo della crisi greca, per mandare sul lastrico altre decine di migliaia di risparmiatori. A quel punto non ci saranno vie di uscita per una classe politica che ha nascosto per anni la realtà

5 – L’Europa ci chiede di ratificare il Fiscal Compact e di pareggiare il bilancio pubblico nei prossimi tre anni: questo significa che l’era della flessibilità è finita. Nei prossimi anni si tornerà a sputare sangue per rispettare parametri di bilancio insensati e già dall’1 gennaio 2018 l’Iva crescerà dal 22 al 25%.

Siamo quindi di fronte ad una ripresina fantasma, che si accompagna alla precarizzazione del lavoro giovanile, alla stagnazione tendenziale dei consumi e della produzione industriale e all’aumento delle diseguaglianze sociali. Non appena finirà la congiuntura esterna favorevole, l’Italia tornerà nella spirale della recessione, e chi oggi gioca con la pazienza dei cittadini italiani dovrà raccogliere i cocci del suo partito e della sua breve carriera politica.

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Renzi e Gentiloni hanno mentito alla famiglia Regeni e al Paese

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di Alessandro Di Battista

Quanto scritto dal New York Times è gravissimo e chiama in causa quattro personaggi oscuri, che da più di tre anni tengono in mano il Paese a proprio uso e consumo: Renzi, Gentiloni, Minniti e Alfano. Il New York Times rivela che l’ex amministrazione Obama informò Renzi e Palazzo Chigi di un coinvolgimento diretto dei servizi di sicurezza egiziani nel barbaro omicidio di Giulio Regeni.

Malgrado ciò, questi soggetti in tutto questo tempo hanno continuato a lanciare appelli per la verità, facendo finta di nulla. E proprio in questi giorni, alla vigilia di ferragosto, Gentiloni in persona ha ben pensato di far tornare al Cairo l’ambasciatore Giampaolo Cantini: una misura che per modalità e tempistica ci indigna profondamente e che, oggi, uccide Giulio una seconda volta.

Che Renzi, Gentiloni, Minniti e Alfano fossero dei traditori della Patria non avevamo dubbi, ma questa volta hanno superato il limite. Non possiamo accettarlo. Non può accettarlo la famiglia di Giulio che ancora piange suo figlio.
Per un fatto del genere, in qualsiasi altra parte del mondo i diretti responsabili avrebbero rassegnato le dimissioni ritirandosi dalla vita politica, ma sappiamo bene come vanno le cose in Italia e conosciamo la spocchia e l’arroganza che questi signori hanno mostrato in più di una circostanza.

Sia chiaro, non voglio aprire alcuna polemica, nessuno deve azzardarsi a speculare sulla morte di Giulio Regeni, ma chi ha mentito al Paese questa volta deve pagare.
Gentiloni e Renzi in primis, e poi a seguire tutti gli altri, devono fare chiarezza e rispondere, subito, alle seguenti domande:

1. Confermate o no le rivelazioni del New York Times?
2. La Procura di Roma, che sta portando avanti le indagini, è stata messa al corrente dei fatti? Quando e in quale data?
3. Cosa vi ha spinto, il 14 agosto, a rimandare il nostro ambasciatore al Cairo, quindi a riallacciare i rapporti diplomatici tra il nostro Paese e l’Egitto?

Chiedo ufficialmente ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, di convocare le Camere affinché i diretti interessati vengano a riferire in aula. Vogliamo la verità e la vogliamo ora!

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Renzi: record di debito pubblico e di balle

di MoVimento 5 Stelle

I 3 anni di Governo Renzi si potrebbero riassumere in una frase: produrre debito senza produrre crescita. Eppure Renzi da Enrico Mentana è riuscito a sostenere che il suo Governo è il primo, dopo 10 anni, che non ha fatto salire il debito pubblico.

Questo è falso sia dal punto di vista del debito in valore assoluto, che sotto quello del debito/Pil. Renzi è salito a Palazzo Chigi a febbraio 2014. Le sue mirabolanti performance sono queste: +80 miliardi di euro di debito assoluto, +0,8% di debito/Pil. Fonte MEF.

Significa semplicemente che la flessibilità concessa a Renzi dall’Europa è stata spesa male, malissimo. E non servivano i numeri per capirlo. Tutti ricordiamo gli 80 euro gettati di qua e di là come fossero briciole per un popolo impoverito e i quasi 18 miliardi spesi nel complesso per pompare un contratto di lavoro a “tutele crescenti” che si è rivelato inutile appena gli incentivi sono stati eliminati.

Oltre 40 miliardi in tutto che potevano essere spesi per sostenere i redditi più bassi e rilanciare gli investimenti, questi ultimi invece tagliati da Renzi sulla scia di Monti e Letta. Renzi ha rottamato la crescita e aumentato il rapporto debito/Pil NONOSTANTE l’Europa, nello stesso periodo, sia tornata ad aumentare il Pil a ritmi incoraggianti. Si pensi alla Spagna, che faceva +2,3% mentre Renzi otteneva una sostanziale stagnazione, o alla stessa Grecia, che sempre nel 2016 otteneva un +2,7%.

Basta menzogne, un po’ di rispetto per chi questo debito improduttivo dovrà pagarlo, oggi e domani, con le sue tasse. Tra l’altro è patetico vedere la metamorfosi di Renzi, che ci ha sempre attaccato su tutto ma ora, alla canna del gas, ha deciso di fotocopiare il programma del MoVimento 5 Stelle vendendolo come fosse il suo. Sul debito sembra proprio che abbia preso lezioni dal prestigioso convegno organizzato alla Camera dei Deputati dal MoVimento 5 Stelle, nel quale diversi economisti di livello internazionale hanno sostenuto scientificamente che senza crescita il rapporto debito/Pil non calerà mai. Sul deficit ha proposto di stracciare il Fiscal Compact, come fosse una novità, quando il MoVimento 5 Stellelo propone da quando è stato ratificato. E sull’immigrazione attacca il Trattato di Dublino, propone di chiudere i porti e di approvare un codice di comportamento per le ONG.

Caro Renzi, è tutto inutile, gli italiani non votano le copie sbiadite, ma l’originale.

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I 20 miliardi che diamo all’Europa e le bugie di Renzi

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di Giorgio Sorial

Ogni anno l’Italia versa almeno 20 miliardi all’Europa. Renzi promette di non destinarli più ma intanto in legge di bilancio ha già preventivato di pagarli all’Unione Europea per i prossimi tre anni!

Per eludere l’attenzione dai disastri inflitti agli italiani in questi anni di governo e per sfuggire alle proprie colpe, Renzi e il Partito Democratico usano sempre le stesse tecniche:

– distolgono l’attenzione cambiando completamente argomento;
– addossano le colpe dei loro fallimenti ad altri o a variabili congiunturali internazionali;
– promettono nuove mirabolanti soluzioni che in realtà avrebbero già potuto attuare ma non hanno avuto il coraggio politico per farlo.

In questi giorni, dopo le acclamate bocciature delle politiche economiche di questo governo, arrivano i conti anche del disastro nella gestione dell’immigrazione.

E Renzi per sfuggire alle proprie colpe dichiara roboante che è pronto a non destinare più i circa 20 miliardi annui che versiamo all’Europa. Ma sarà vero?

Assolutamente no.

Renzi ha, infatti, già scritto nero su bianco di destinare le seguenti somme per i prossimi tre anni al bilancio dell’Unione Europea:

22 miliardi e 834 milioni per il 2017 (22.833.841.416 euro per l’esattezza)

23 miliardi e 785 milioni per il 2018 (23.784.539.736 euro per l’esattezza)

22 miliardi e 534 milioni per il 2019 (22.534.301.416 euro per l’esattezza)

Queste sono le quote delle previsioni di competenza indicate nella seconda sezione della legge di bilancio in riferimento al programma 3.1 “Partecipazione Italiana alle politiche di bilancio in ambito UE” della missione 3 “L’Italia in Europa e nel mondo”, esposte nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (Tabella 2).

Ossia sono le uscite che il Governo ha deciso di destinare nel corso del periodo di riferimento (triennio 2017-2019) e che hanno una valenza contabile imponente perché sottostanno al vincolo giuridico imposto dall’organo politico, all’organo amministrativo, nell’impegnare queste spese per i prossimi tre anni.

Lo avevamo già denunciato proprio durante la votazione alla Camera dell’ultima legge di bilancio (approvata durante gli ultimi giorni del governo Renzi, prima del referendum… praticamente l’ultima cosa che ha fatto da presidente del consiglio prima di passare il testimone).

Gli Italiani sono stufi degli ipocriti annunci renziani perché a questi non seguono mai atti concreti in difesa del nostro Paese.

Sono anni che chiediamo che non vengano più destinate queste risorse finché non riceveremo, come Paese, il giusto aiuto europeo per affrontare la tragedia dell’immigrazione.

Inutile che Renzi si limiti agli annunci o tolga le bandiere dell’Europa da Palazzo Chigi se poi, quotidianamente, offende la bandiera italiana e prende in giro un intero Popolo che chiede risposte concrete.

Sbugiardiamoli per l’ennesima volta e lavoriamo insieme per restituire all’Italia la dignità che merita e avere presto un governo che lavori per il benessere del suo popolo.

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Il #MetodoRepubblica colpisce ancora. Fango e bugie su Luigi Di Maio


di Luigi Di Maio

Il Metodo Repubblica colpisce ancora. Notizie false e non verificate spacciate per vere con un obiettivo che è politico e non informativo. Non dovete mai dimenticare che La Repubblica è il giornale di Tessera Numero Uno del Pd De Benedetti.

Oggi, per continuare a spacciarci per pericolosi fascisti, si sono inventati di sana pianta che al Liceo avrei presentato una lista, per fare il rappresentante d’istituto, usando il motto della decima MAS fascista “Memento Audere Semper”.

E’ una balla. Sarebbe bastata una telefonata al mio ex liceo per evitare di scriverla, ma ovviamente i giornalisti di Repubblica non fanno alcuna verifica su ciò che scrivono. Per completezza aggiungo che nelle tre occasioni in cui mi sono candidato i motti erano:

1) Anno s. 2001/2002 “Cogito ergo sum”
2) Anno s. 2002/2003 “Per una scuola ricca di iniziative”
3) Anno s. 2003/2004 “Classico e Scientifico fanno la forza”

Non mi aspetto più neanche le scuse da questa gente, neanche mi interessano, ma volevo che voi sapeste la verità. Vi invito solo a non credere mai a ciò che scrive questo giornale: se scrivono una cosa, probabilmente è vero l’esatto contrario. Gli esempi ormai sono centinaia. Domani ne avremo un altro.

P.s: vi aspetto questa sera a Asti alle 20 in Piazza Libertà per sostenere Massimo Cerruti Sindaco

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Il Pd si tiene i vitalizi (e vogliono innalzare l’età pensionabile)

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di MoVimento 5 Stelle

Il Pd vuole mantenere il privilegio dei vitalizi. Renzi, che aveva detto di volerli tagliare, si è dimostrato per l’ennesima volta un mentitore seriale. Oggi, infatti, il Governo, in commissione Bilancio alla Camera, non ha presentato la relazione tecnica del Mef sul disegno di legge Richetti, atto senza il quale il testo dell’esponente dem rimarrà insabbiato in qualche cassetto della prima commissione. Questo documento, chiesto dal Pd per perdere tempo, non è arrivato in Parlamento e, di fatto, nessuno sa se mai arriverà, in quanto la Ragioneria generale dello Stato non ne sa nulla. Così l’iter della proposta sul taglio dei vitalizi viene affossato.

E pensare che il Movimento 5 Stelle aveva fatto di tutto per farlo approvare, rinunciando alla quota riservata all’opposizione, pur di farlo calendarizzare per il voto dell’Aula. E pensare che Padoan, sulla vicenda Consip, invece, è stato molto veloce nell’inviare una letterina al presidente del Senato, con allegata la relazione tecnica del Mef sui vertici Consip, nel tentativo di evitare la votazione a Palazzo Madama per salvare il ministro Lotti. E perché, allora, la relazione del Mef sui vitalizi si è stranamente persa per strada?

La verità è che Governo e Pd usano due pesi e due misure: quando si tratta di salvare gli amici degli amici, i potenti, o i componenti del giglio magico coinvolti in vicende giudiziarie inquietanti, si danno subito da fare e si inchinano alle richieste dei renziani. Quando, invece, si tratta di tagliare gli odiosi privilegi dei parlamentari, fanno orecchie da mercante e si esercitano in una vergognosa melina, pur di accaparrarsi il privilegio. Appena ci faranno tornare a votare, i cittadini spazzeranno via questa classe politica indegna che, sapendo di essere su una nave che sta affondando, cerca di afferrare tutto il denaro possibile.

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Ho querelato Renzi per contrastare le sue bugie

di Angelo Tofalo

Ciao a tutti sono Angelo Tofalo, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, membro della IV commissione Difesa e componente del COPASIR, il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Volevo comunicarvi che ho dato mandato ai miei legali di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi.

Come ho già avuto modo di spiegarvi in questi mesi sono stato oggetto di attenzioni da parte di alcuni giornalisti a caccia di facili scoop e qualche politico in declino in cerca di nuova visibilità.

Chi mi conosce sa bene che non mi piace andare a fare l’opinionista in TV eppure è già la seconda volta che Matteo Renzi mi cita. Io ho sempre preferito il confronto diretto e le sedi istituzionali per dire la mia, i palcoscenici in cui domina il ping-pong tra titoli e battute mi sono sempre apparsi poco utili. Ma torniamo a noi.

Il delicato ruolo che ricopro mi offre la possibilità di accedere a informazioni riservate perché il COPASIR ha il compito di accertare che le operazioni già concluse che fanno capo alle Agenzie del Sistema Informativo italiano rispettino la nostra Costituzione e le Leggi.

Ho denunciato più volte sul mio blog, sui miei canali social e durante gli incontri in piazza che ho avuto con i cittadini che purtroppo il Comitato spesso ha negato ai suoi membri l’approfondimento di temi specifici e questo suppongo abbia fatto incazzare qualcuno.

In questi quattro anni ho lavorato su vicende molto delicate come il Datagate, la scomparsa di Davide Cervia, i tragici fatti di Ustica, l’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la questione Abu Omar, l’Operazione Farfalla, il caso Regeni, le vicende legate di volta in volta ad ostaggi, mettendo mano alle carte che raccontano i segreti più inconfessabili di questo Paese.

Ci sono tante cose che purtroppo non ho potuto contestare pubblicamente perché, prima di essere un Portavoce del MoVimento 5 Stelle, sono un cittadino italiano e come tale devo e voglio rispettare tutte le leggi del mio Paese. Mi sarei aspettato un comportamento affine da chi oggi sta mentendo per cercare disperatamente di accostare il mio nome a trattative, armi e viaggi in Libia. Ma su questo non ho molti timori perché il tempo è sempre galantuomo e mettere in difficoltà le istituzioni per rincorrere la politica è una debolezza che lascio a chi in questo momento ha capito di essere sotto strettissima osservazione.

Durante tutto il mandato ho cercato di riscontrare le esigue e spesso scarne informazioni contenute nei documenti ufficiali con una ricerca forsennata della verità. Ho acquisito informazioni da chiunque potesse allargare la mia visuale di osservazione sempre e comunque nel rispetto della Costituzione, delle leggi e delle mie prerogative parlamentari.

I riscontri li ho cercati nel dialogo con semplici cittadini informati, uomini di legge, istituzioni parlamentari e centri studi, lavoratori, manager e Amministratori Delegati delle grandi aziende di Stato, professori e ricercatori delle Università italiane e straniere, agenti, analisti e direttori di Agenzie italiane ed estere, figure apicali delle Forze Armate, leader politici di altri paesi e parlamentari che si occupano di controllo su Servizi segreti in altre democrazie. L’insieme di queste informazioni mi hanno fornito, oltre a conoscenze su fatti specifici, gli elementi per creare un quadro complessivo dell’attuale gestione della nostra sicurezza.

Ho voluto aspettare che si chiudessero le indagini su alcune persone per fare le prime dichiarazione per non intralciare il lavoro della procura, una scelta naturale per chi, come me, ritiene che se si hanno informazioni potenzialmente utili alla magistratura è un dovere inderogabile dare il proprio supporto prima ancora che ne nasca l’esigenza.

Per questo motivo una volta appresa dai media la notizia che una persona, conosciuta pochi mesi prima, era stata arrestata con l’accusa di aver venduto irregolarmente armi nel 2015 decisi di andare in procura e fornire un dettagliato racconto di vicende che, pur non avendo alcuna attinenza con i fatti processuali, potevano risultare di supporto al lavoro degli investigatori.

Mercoledì 14 giugno 2017 Matteo Renzi, l’ex Presidente del Consiglio e quindi anche diretto responsabile dei Servizi segreti italiani, per giustificare i drammatici risultati del suo governo rispetto al tema dell’immigrazione ha pensato di raccontare assurde bugie a milioni di italiani, in prima serata dalla Gruber, ospite della trasmissione “Otto e Mezzo”.

Ascoltate bene cosa ha detto nel video.

A specifica domanda, Renzi quindi rispondeva nei seguenti termini: >

È inaccettabile che una persona possa raccontare pericolose menzogne e indecenti falsità per attaccare due componenti di una forza politica di opposizione senza alcun contraddittorio o mediazione della conduttrice.

Per queste ragioni ho deciso di tutelare la mia onorabilità e di dare mandato al mio avvocato di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi.

Primo: In tutta la mia vita non sono mai stato in Libia, spero però di andarci presto per festeggiare la pace di quei popoli.

Secondo: non sono nelle condizioni di trattare con nessuno. I governi, i ministri trattano; i parlamentari, soprattutto dell’opposizione, ascoltano prendono nota ed interrogano il governo.

Secondo voi Matteo Renzi per dire queste assurde bugie sarà stato male informato o è in cattiva fede?

Siamo nella carne viva, vi prego di condividere questo video per aiutarmi a contrastare questa ennesima menzogna di Matto Renzi!

La somma di denaro che riceverò come risarcimento per i danni che ho subito sarà utilizzata per garantire la formazione a giovani studenti nelle materie della sicurezza. Renzi, a sua insaputa, per la prima volta nella vita finanzierà la crescita delle nuove menti che domani difenderanno la democrazia nel nostro Paese.

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Oplà Equitalia è sempre qua

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di MoVimento 5 Stelle

Ieri sul Blog abbiamo pubblicato la notizia, lanciata dal sito Rainews, che dal primo luglio sarebbe scattata la norma che consente alla nuova Equitalia di pignorare il conto corrente agli italiani senza bisogno del giudice. Il PD si è stracciato le vesti. Non hanno detto che non è vero, ma che è così dal 2005. Ma se fosse stato vero, come diceva Renzi, che “cucù Equitalia non c’è più”, allora quella norma non sarebbe dovuta più esistere. E invece resta in vita con il nuovo ente. Morale: il bomba non ha abolito Equitalia, gli ha solo cambiato nome. La prova è che il pignoramento dei conti correnti è sempre incombente e dal primo luglio sarà confermato.

Avevano parlato di un fisco più equo e “gentile”: hanno raccontato bugie agli italiani. Ancora una volta.

La procedura di aggressione diretta ai risparmi dei contribuenti è resa infatti più rapida ed efficiente a causa dei nuovi poteri di accesso diretto del riscossore alle banche dati di Agenzia delle entrate. Un cambiamento non da poco, che nessuno può negare. Una porcata che abbiamo provato a contrastare con varie iniziative, a partire da una proposta di legge (a prima firma Sibilia) che modifica molti dei meccanismi della riscossione, testo che si pone accanto a quello Cancelleri che invece abolisce davvero Equitalia.
Equitalia Società per azioni ha lasciato il posto all’ente economico, ma sono rimasti tutti gli abusi, gli sprechi e le storture. Ci sono ancora gli odiosi aggi (ossia il profitto sulla riscossione) e i famigerati obiettivi quantitativi di riscossione. Sicuramente il nuovo ente erediterà anche la pletora di consulenti (soprattutto avvocati) che ne hanno gonfiato i costi. Insomma, il carrozzone inefficiente e clientelare rimane.

In più, risulta rafforzata l’invasività del nuovo organismo che avrà accesso diretto alle banche dati dell’Agenzia delle entrate, precluse in precedenza a Equitalia.

Il M5S e gli italiani conoscono bene ormai le favole del Bomba. E’ solo propaganda un tanto al chilo. Perchè non pignorano i conti correnti degli amici banchieri, finanzieri, imprenditori e faccendieri che hanno scassato le banche e che finanziano le loro campagne elettorali. Quando andremo al governo, porteremo vera equità nel rapporto tra Stato e cittadino.

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A Roma nessuna emergenza rifiuti

di Pinuccia Montanari, Assessore alla Sostenibilità Ambientale di Roma

In primo luogo è bene ricordare a tutti i cittadini romani che non c’è assolutamente emergenza rifiuti. Roma non ha mai avuto un Piano per la gestione sostenibile dei materiali post-consumo. Noi in pochi mesi abbiamo approvato e stiamo attuando un Piano che prevede l’obiettivo di raggiungere il 70% di raccolta differenziata.

Quindi la situazione attuale di criticità sarà risolta in pochi giorni. Abbiamo ereditato una situazione impiantistica assolutamente molto fragile e quindi dobbiamo, anche in termini di sistema, fare una programmazione seria. Ed è quello che stiamo facendo con il nostro Piano.

Quello che suggerisce Renzi è solo uno spot elettorale. I romani non vogliono più essere presi in giro come è stato negli ultimi venti anni. Buttino giù la maschera. Renzi, il Governo e la Regione Lazio dicano dove vogliono fare la discarica e l’inceneritore, perché è questo quello che vogliono.

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