Arroganza e codardia del #MetodoRepubblica

di Davide Casaleggio

La Repubblica qualche giorno fa ha pubblicato la notizia falsa di un mio incontro che ho immediatamente smentito, vista l’enfasi data in prima pagina. Incontro molte persone e non tutte persone che la pensano come me. Non avrei nessun problema a confermare un incontro se lo avessi fatto con chiunque, ma in questo caso questo era falso ed era mio dovere ristabilire la verità. Quello che è successo dopo ha dell’incredibile.

Posso capire che un giornale più o meno volontariamente, più o meno indirizzato dal suo proprietario, possa sbagliare, ma poi dovrebbe ammettere l’errore e correggere.

Quello che invece non accetto è che dopo aver inviato la rettifica il direttore Calabresi mi dia del bugiardo sulla base di presunte “fonti certe“, che certe non sono. Ho chiesto pubblicamente al direttore Calabresi di dire il giorno e l’ora di questo presunto incontro, di modo che io avrei potuto pubblicare tutti i miei spostamenti e incontri di quella giornata per dare il via a un fact checking pubblico. Se ci fossero davvero state “fonti certe” non ci sarebbe stato certo difficile pubblicare questo dettaglio. Il direttore ha avuto paura. E’ passata quasi una settimana e Calabresi si è ammutolito, le fonti certe sono scomparse rendendo chiaro a tutti il “Metodo Repubblica“: pubblicare notizie false in prima pagina, citare presunte fonti certe, tirarsi indietro davanti a un fact checking pubblico e lasciare il dubbio nelle persone che un fatto possa essere vero anche se non lo è.

Non è accettabile questo modo di fare informazione. Fonti inesistenti o inconsistenti non possono essere usate come clave mediatiche per indirizzare il pensiero degli italiani. L’operazione politica è bieca quanto evidente: far credere alle persone che esista un’alleanza del MoVimento 5 Stelle con la Lega Nord. Questo è falso. Quello che mi conforta è che i primi ad aver capito che il Metodo Repubblica non è finalizzato a un’informazione libera sono i lettori, che Repubblica perde al ritmo di 15-20.000 all’anno.

Il direttore di Repubblica Calabresi davanti alla richiesta di fact checking pubblico si è dileguato con le sue fonti, non mi rimane (come lui ha richiesto) che denunciarlo civilmente* per tutelare la mia onorabilità e fare un esposto all’ordine dei giornalisti che spero prenda le distanze da un giornalismo che pubblica falsi in prima pagina e diffama chi chiede una rettifica.

* La querela l’ha già fatta Luigi Di Maio​ , io procederò a fare l’esposto all’ordine dei giornalisti e la denuncia civile come suggeritomi dall’avvocato

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#CalabresiRispondi: ti dimetti o ci dici la data del fantomatico incontro?

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di MoVimento 5 Stelle

Ieri, usando il famigerato Metodo Repubblica, il direttore Calabresi ha sbattuto in prima pagina la notizia falsa di un incontro tra Davide Casaleggio e Matteo Salvini. Entrambi hanno categoricamente smentito. Davide Casaleggio, che è stato definito dal direttore di Repubblica come un bugiardo, ha chiesto a Calabresi di pubblicare la data, l’ora e il luogo in cui si sarebbe svolto l’incontro, in modo da poter pubblicare la sua agenda personale ed eventualmente utilizzare dei testimoni per dimostrare a tutti dove si trovava e cosa faceva il giorno indicato.

Il direttore continua a dire che vuole tutelare le sue fonti.
Lo ribadiamo per la millesima volta: Calabresi, delle tue fonti non ce ne frega niente, tienile segrete. Noi pretendiamo che tu ci dica quando e dove è avvenuto l’incontro. Sono le basi del giornalismo Calabresi! Who? (Chi?), What? (Cosa?), When? (Quando?), Where? (Dove?), Why? (Perché?). Per lo scandalo Watergate, da lei citato, le prove c’erano eccome anche se la fonte non è mai stata rivelata. Se Nixon al posto di Bob Woodward e Carl Bernstein avesse trovato lei con le sue vaghe indicazioni che non provano nulla, sarebbe rimasto in sella ancora molti anni.

Una volta che avremo il giorno e l’ora allora si potrà fare un fact checking pubblico, incrociando le agende degli interessati e se necessario controllando le celle telefoniche. Ha paura di questo controllo pubblico? Le sue ottime fonti non sanno neppure il giorno, l’orario e il luogo preciso? Ci sta prendendo in giro? Qui, direttore, è in gioco la sua faccia e la continuazione della sua carriera. Deve rendere conto a tutti delle modalità con cui lei informa (o disinforma) l’opinione pubblica. Non è ancora finita Calabresi. Ti dimetti o ci dici la data? #CalabresiRispondi.

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La Repubblica massacrata sui social perde ogni credibilità #MetodoRepubblica

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di MoVimento 5 Stelle

La credibilità del giornale di De Benedetti, tessera numero uno del Pd, oggi è stata definitivamente compromessa, come dimostrano i tweet con l’hashtag #MetodoRepubblica.

Un loro giornalista si è inventato una notizia falsa che è stata messa in prima pagina del direttore Calabresi. Dopo la smentita nessuna scusa, anzi. Il direttore dice di avere “fonti certe” (Beatrice Di Maio?), ma si guarda bene dal fornire prove all’opinione pubblica. Sono arroganti e immorali. Arroganti perché pensano di far diventare vera una notizia falsa solo perchè la pubblicano loro: sono i bulli dell’informazione italiana. Immorali perché non c’è nulla di etico nel dare notizia di un incontro mai avvenuto, spacciandolo per segreto, e alludendo così a una generale mancanza di coerenza del MoVimento 5 Stelle.

Il fine non è informativo, ma politico. Far credere alle persone che il MoVimento non è quello che dimostra di essere. Si chiama mistificazione. In tutto questo Repubblica trova anche il modo di farci ridere e in un articolo afferma che il loro giornale non è mosso da interessi politici e che non esistono conflitti di interesse tra il loro lavoro e gli interessi nel Paese del loro padrone De Benedetti. Aspettiamo ancora di leggere inchieste sui morti causati dalla centrale a carbone Tirreno Power (di De Benedetti) e sul debito di 600 milioni contratti da Sorgenia (quando era di De Benedetti) con Monte dei Paschi di Siena. Dai Calabresi, schiena dritta!

Di seguito una piccola selezione dei tweet pubblicati dagli utenti che criticano e ironizzano sul Metodo Repubblica. Buona lettura.

Se la Repubblica adesso non tira fuori le prove dell’incontro Salvini-Casaleggio perde ogni credibilità.#metodoRepubblica

— Faccio domande (@Antigiornalista) 15 giugno 2017

Ormai il #MetodoRepubblica è assodato: abbattere l’avversario politico con balle e notizie false in prima pagina.

— Antonio Masia (@MasiaOssi95) 15 giugno 2017

La redazione di Repubblica in una foto di gruppo#MetodoRepubblica pic.twitter.com/POdjHyvYNv

— Ewan Roe Deer (@DeerEwan) 15 giugno 2017

Non puoi batterli? Diffondi il falso in #primapagina. Signore e Signori è questo il #MetodoRepubblica. pic.twitter.com/TCq59WweLc

— FabioClerici🦉DiMaio (@FabioClerici) 15 giugno 2017

Che differenza c’è tra la Repubblica e un qualsiasi cyberbullo? #MetodoRepubblica

— Faccio domande (@Antigiornalista) 15 giugno 2017

Io ho visto Casaleggio giocare a tennis con Hitler e Grillo a tressette con i virus di Siamo Fatti Così!!#MetodoRepubblica #fakenews

— Roberto Brandi (@Roberto84Brandi) 15 giugno 2017

L’invenzione dell”accordo tra Casaleggio e Salvini confermerebbe la svolta sci-fi di Repubblica. #MetodoRepubblica

— Arsenale K (@ArsenaleKappa) 15 giugno 2017

Ricordiamo chi c’è dentro repubblica. E pretendete che i cittadini si fidino delle vostre “autorevoli” fonti anonime? #MetodoRepubblica pic.twitter.com/FgUS76s108

— Grand Battery (@Grand_Battery) 15 giugno 2017

#escile… le prove. 😁 #MetodoRepubblica

— Ferdi (@e_c_o_c) 15 giugno 2017

Il #MetodoRepubblica conferme il fatto che se il #PD non vince le elezioni questo giornale non sarà buono neanche più per incartare il pesce pic.twitter.com/dZ7SVNfjVy

— lacorda cura (@lacordacura) 15 giugno 2017

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La stanza di Ciriaco de La Repubblica

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articolo liberamente ispirato allo stile di giornalismo di Repubblica, fatto di virgolettati inventati, episodi mai accaduti, spaccature inesistenti, totali falsità e bufale clamorose. Questo modo di fare giornalismo è insulso e deve finire. Prima di continuare con la lettura, rileggete l’articolo pieno di balle di Tommaso Ciriaco pubblicato La Repubblica. Niente è più triste di leggere un quotidiano il giorno dopo, Repubblica è l’unico che ti intristisce anche lo stesso giorno

di Agenzia Ansia

C’è una stanza della Repubblica in cui si lavora da tempo a un obbiettivo preciso: la diffamazione del MoVimento 5 Stelle. “Oggi cosa mi invento? – è il ragionamento di Tommaso Ciriaco, articolista del giornale – Potrei inventarmi di sana pianta un qualche virgolettato inesistente su delle assurde ipotesi alleanze di governo.” Il “giornalista” pensa proprio alla destra di Salvini e Meloni, che tanto ci cascheranno come delle pere e gli permetteranno di scrivere un altro articolo, e se ne frega se il MoVimento ha sempre detto e dimostrato che non fa alleanze con nessuno. “Ma sì: Ciriaco può pure scrivere tutte le balle che vuole sui 5 Stelle – è l’analisi che il direttore Calabresi ripete in privato – Una bufala più è grossa meglio è, ormai ne pubblichiamo una al giorno.”

Ogni articolo dei giornalisti di Repubblica parte da una premessa: se diciamo la verità sul MoVimento 5 Stelle prenderanno ancora più voti di quelli che prendono nonostante le nostre bugie. Meglio allora continuare a sparare balle tutti i giorni, “pubblicate” con soddisfazione negli ultimi mesi dal giornale di De Benedetti. Come quella di ripetere che la Casaleggio Associati fa contratti con gli eletti del MoVimento 5 Stelle, un’invenzione diffamatoria che solo giornalisti “a la Ciriaco” potevano creare. Nulla è lasciato al caso, in questa fase. Ogni cosa che dice Beppe Grillo – come l’ultima intervista al giornale francese – viene completamente stravolta nel senso e nel significato. E’ un lavoro di fino, forse pagato troppo poco.

A Ciriaco va bene così. Da pragmatico, il giornalista si dedica alla rincorsa di un posto migliore nella redazione: “E’ meglio continuare a dire balle e mantenere il posto e magari far carriera – è la sua linea – piuttosto che iniziare a dire la verità e dovermi cercare un nuovo lavoro.” Tra i giornalisti di Repubblica, nessuno la pensa diversamente: “Siamo un giornale che non dice la verità“.

Ps: Salvini, Meloni, mangiate tranquilli. Il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze con quelli che da decenni sono complici della distruzione del Paese.

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