#AlberiPerIlFuturo: facciamo respirare l’Italia

di Luigi Di Maio

Oggi siamo a Milano con Davide Casaleggio per piantare gli alberi per il futuro. Quelli stanno lavorando tutto il giorno sono i nostri attivisti, in tutta Italia, i nostri eletti, i nostri parlamentari, consiglieri regionali. L’obie… Continua a leggere #AlberiPerIlFuturo: facciamo respirare l’Italia

Domenica piantiamo gli #AlberiPerIlFuturo anche a Milano con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio

di Luigi Di Maio

Domenica 19 novembre, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi che si celebra martedì prossimo, il MoVimento 5 Stelle rinnova il proprio impegno per la creazione di nuovi boschi urbani a Milano e in tutta Italia (qui tutti… Continua a leggere Domenica piantiamo gli #AlberiPerIlFuturo anche a Milano con Luigi Di Maio e Davide Casaleggio

Gasparri e la casta intoccabile

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di MoVimento 5 Stelle

Dopo che si sono tenuti i vitalizi e i privilegi, ieri i partiti, dal PD a FI fino alla Lega, si sono resi protagonisti di un altro atto osceno al Senato.

Concedendo questa volta l’insindacabilità al senatore Gasparri che prima ha gravemente insultato, offeso e diffamato Davide Casaleggio e tutti i cittadini vicino al MoVimento 5 Stelle definendoli “siete sterco” e poi, nascondendosi dietro lo scudo dell’immunità parlamentare, è stato esonerato dal rispondere davanti al Giudice, come qualsiasi altro normale cittadino, grazie ai voti degli onorevoli di tutti i partiti (tranne chiaramente quelli del Movimento 5 Stelle) che hanno “salvato” il collega.

L’ennesimo atto vile da parte della casta che ormai si sente intoccabile. I politici ormai schiaffeggiano in tutti i modi i cittadini. Si sentono superiori in tutto e per tutto rispetto a loro e sono liberi di dire e fare qualsiasi cosa, tanto per le proprie azioni non rispondono mai davanti alla legge. Questa è una ingiustizia alla quale il MoVimento 5 Stelle darà fine non appena sarà al Governo del Paese.

Spariranno di colpo privilegi, vitalizi, immunità e le istituzioni verranno finalmente liberate da politici presuntuosi stipendiati grazie al sangue dei cittadini.

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#CalabresiRispondi: ti dimetti o ci dici la data del fantomatico incontro?

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di MoVimento 5 Stelle

Ieri, usando il famigerato Metodo Repubblica, il direttore Calabresi ha sbattuto in prima pagina la notizia falsa di un incontro tra Davide Casaleggio e Matteo Salvini. Entrambi hanno categoricamente smentito. Davide Casaleggio, che è stato definito dal direttore di Repubblica come un bugiardo, ha chiesto a Calabresi di pubblicare la data, l’ora e il luogo in cui si sarebbe svolto l’incontro, in modo da poter pubblicare la sua agenda personale ed eventualmente utilizzare dei testimoni per dimostrare a tutti dove si trovava e cosa faceva il giorno indicato.

Il direttore continua a dire che vuole tutelare le sue fonti.
Lo ribadiamo per la millesima volta: Calabresi, delle tue fonti non ce ne frega niente, tienile segrete. Noi pretendiamo che tu ci dica quando e dove è avvenuto l’incontro. Sono le basi del giornalismo Calabresi! Who? (Chi?), What? (Cosa?), When? (Quando?), Where? (Dove?), Why? (Perché?). Per lo scandalo Watergate, da lei citato, le prove c’erano eccome anche se la fonte non è mai stata rivelata. Se Nixon al posto di Bob Woodward e Carl Bernstein avesse trovato lei con le sue vaghe indicazioni che non provano nulla, sarebbe rimasto in sella ancora molti anni.

Una volta che avremo il giorno e l’ora allora si potrà fare un fact checking pubblico, incrociando le agende degli interessati e se necessario controllando le celle telefoniche. Ha paura di questo controllo pubblico? Le sue ottime fonti non sanno neppure il giorno, l’orario e il luogo preciso? Ci sta prendendo in giro? Qui, direttore, è in gioco la sua faccia e la continuazione della sua carriera. Deve rendere conto a tutti delle modalità con cui lei informa (o disinforma) l’opinione pubblica. Non è ancora finita Calabresi. Ti dimetti o ci dici la data? #CalabresiRispondi.

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La Repubblica massacrata sui social perde ogni credibilità #MetodoRepubblica

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di MoVimento 5 Stelle

La credibilità del giornale di De Benedetti, tessera numero uno del Pd, oggi è stata definitivamente compromessa, come dimostrano i tweet con l’hashtag #MetodoRepubblica.

Un loro giornalista si è inventato una notizia falsa che è stata messa in prima pagina del direttore Calabresi. Dopo la smentita nessuna scusa, anzi. Il direttore dice di avere “fonti certe” (Beatrice Di Maio?), ma si guarda bene dal fornire prove all’opinione pubblica. Sono arroganti e immorali. Arroganti perché pensano di far diventare vera una notizia falsa solo perchè la pubblicano loro: sono i bulli dell’informazione italiana. Immorali perché non c’è nulla di etico nel dare notizia di un incontro mai avvenuto, spacciandolo per segreto, e alludendo così a una generale mancanza di coerenza del MoVimento 5 Stelle.

Il fine non è informativo, ma politico. Far credere alle persone che il MoVimento non è quello che dimostra di essere. Si chiama mistificazione. In tutto questo Repubblica trova anche il modo di farci ridere e in un articolo afferma che il loro giornale non è mosso da interessi politici e che non esistono conflitti di interesse tra il loro lavoro e gli interessi nel Paese del loro padrone De Benedetti. Aspettiamo ancora di leggere inchieste sui morti causati dalla centrale a carbone Tirreno Power (di De Benedetti) e sul debito di 600 milioni contratti da Sorgenia (quando era di De Benedetti) con Monte dei Paschi di Siena. Dai Calabresi, schiena dritta!

Di seguito una piccola selezione dei tweet pubblicati dagli utenti che criticano e ironizzano sul Metodo Repubblica. Buona lettura.

Se la Repubblica adesso non tira fuori le prove dell’incontro Salvini-Casaleggio perde ogni credibilità.#metodoRepubblica

— Faccio domande (@Antigiornalista) 15 giugno 2017

Ormai il #MetodoRepubblica è assodato: abbattere l’avversario politico con balle e notizie false in prima pagina.

— Antonio Masia (@MasiaOssi95) 15 giugno 2017

La redazione di Repubblica in una foto di gruppo#MetodoRepubblica pic.twitter.com/POdjHyvYNv

— Ewan Roe Deer (@DeerEwan) 15 giugno 2017

Non puoi batterli? Diffondi il falso in #primapagina. Signore e Signori è questo il #MetodoRepubblica. pic.twitter.com/TCq59WweLc

— FabioClerici🦉DiMaio (@FabioClerici) 15 giugno 2017

Che differenza c’è tra la Repubblica e un qualsiasi cyberbullo? #MetodoRepubblica

— Faccio domande (@Antigiornalista) 15 giugno 2017

Io ho visto Casaleggio giocare a tennis con Hitler e Grillo a tressette con i virus di Siamo Fatti Così!!#MetodoRepubblica #fakenews

— Roberto Brandi (@Roberto84Brandi) 15 giugno 2017

L’invenzione dell”accordo tra Casaleggio e Salvini confermerebbe la svolta sci-fi di Repubblica. #MetodoRepubblica

— Arsenale K (@ArsenaleKappa) 15 giugno 2017

Ricordiamo chi c’è dentro repubblica. E pretendete che i cittadini si fidino delle vostre “autorevoli” fonti anonime? #MetodoRepubblica pic.twitter.com/FgUS76s108

— Grand Battery (@Grand_Battery) 15 giugno 2017

#escile… le prove. 😁 #MetodoRepubblica

— Ferdi (@e_c_o_c) 15 giugno 2017

Il #MetodoRepubblica conferme il fatto che se il #PD non vince le elezioni questo giornale non sarà buono neanche più per incartare il pesce pic.twitter.com/dZ7SVNfjVy

— lacorda cura (@lacordacura) 15 giugno 2017

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Le fake news di Marco Damilano

di MoVimento 5 Stelle

Marco Damilano, vice direttore de L’Espresso, ieri ha detto una cosa vergognosa e palesemente scorretta. Nello studio tv di Otto e Mezzo ha affermato che i candidati del MoVimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche saranno scelti da Beppe Grillo e Davide Casaleggio! E’ una clamorosa fake news diffusa nel salotto televisivo della Gruber e dimostra tutta la malafede di Damilano che finge di ignorare cosa sia davvero il MoVimento 5 Stelle e le regole di democrazia diretta e trasparenza che lo contraddistinguono. I nomi e l’ordine dei candidati M5S che gli elettori si troveranno sulla scheda elettorale non saranno imposti dall’alto, come accade negli altri partiti, ma saranno scelti dagli iscritti certificati del Blog. Il sistema è quello delle parlamentarie, lo abbiamo usato per le politiche del 2013 e continueremo ad usarlo anche alle prossime elezioni.

E lo stesso metodo varrà per la scelta del candidato premier: saranno sempre i nostri iscritti a sceglierlo. Damilano sa perfettamente, come lo sanno tutti i giornalisti parlamentari, che Beppe Grillo e Davide Casaleggio non conoscono la quasi totalità dei cittadini che si candidano ad essere eletti nelle istituzioni in rappresentanza del MoVimento 5 Stelle. Nel MoVimento 5 Stelle non esistono nominati né segreterie che al chiuso di una stanza decidono per gli elettori. I nomi dei nostri candidati presenti sulla scheda li scelgono gli iscritti in Rete, analogamente a quanto avviene nel sistema elettorale in uso in Germania dove vengono scelti dagli elettori iscritti al partito con voto segreto.

Con le nostre parlamentarie i cittadini hanno la possibilità di scegliere da chi essere rappresentati, senza dover aspettare che il Parlamento vari una legge elettorale con al suo interno le preferenze. Caro Damilano per il MoVimento 5 Stelle la democrazia è una cosa seria.

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Luigi Di Maio spiega il Reddito di cittadinanza a #RenziPinocchio

di Luigi Di Maio

Renzi continua ad andare in televisione ad attaccare il Movimento 5 Stelle con argomentazioni false. Un ex presidente del Consiglio che va in giro in Tv a sparare dati a caso, ha credibilità zero.

Renzi a Otto e mezzo ha detto: “Qui viene Casaleggio, in questa seggiola o quella, non so qual era, e dice: ‘Io voglio fare il reddito di cittadinanza per tutti’, penso a quelli che sono fuori da un posto di lavoro e che quindi seguono con attenzione queste parole. Lei gli dice: ‘Come la copri la cifra che va dai 20 ai 96 miliardi di euro necessaria per il reddito di cittadinanza? Da 20 a 96 miliardi di euro’ ‘Ah beh però possiamo fare per esempio… le pensioni d’oro e i vitalizi…’ Al massimo sta roba qui vale, al massimo esagerando, 100 milioni di euro. E devi arrivare a 96 miliardi di euro. Tu stai prendendo in giro gli italiani.”

Qui l’unico che prende in giro gli italiani è Matteo Renzi. Uno che ha governato per 3 anni questo Paese, e finge di non conoscere le coperture del nostro reddito di cittadinanza, parlando di cifre che vanno da 20 a 96 miliardi, facendo disinformazione con cifre a caso. Eppure questi sono atti depositati, sono atti depositati al Parlamento della Repubblica, e le coperture del reddito di cittadinanza sono approvate dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle costa 14,9 miliardi di euro, non lo diciamo noi, lo dice l’Istat. A quei 14,9 miliardi di euro si aggiungono 2 miliardi di euro per la riforma dei Centri per l’Impiego, che servono a far trovare lavoro a chi prende il reddito di cittadinanza. Renzi finge di non conoscere queste cose, e tra l’altro continua a difendere i privilegi della casta quando dice che con le pensioni d’oro non si può coprire il reddito di cittadinanza. Noi abbiamo individuato 25 voci di spesa che mettono insieme 17 miliardi di euro per erogare questa misura, tra queste ci sono anche le pensioni d’oro. Lui usa la retorica per continuare a difendere i privilegi della casta che durante il suo governo non ha mai voluto tagliare ma che noi taglieremo col primo decreto che istituirà il reddito di cittadinanza in Italia.

Renzi ha continuato: “In questi anni il lavoro giovanile… la disoccupazione è scesa, non troppo, purtroppo ha ragione, ma è scesa dal 46 al 35%.”

Utilizza un dato vero per dire una falsità. L’unica verità è che i giovani occupati italiani non aumentano, o emigrano o per disperazione smettono di cercare lavoro. Solo l’anno scorso sono andati via 115 mila italiani, non solo giovani, anche pensionati, over 40 che hanno perso le speranze di stare in questo Paese. E a quelli si aggiungono gli inattivi, quelli che restano in Italia ma perdono la speranza di trovare un lavoro e quindi non lo cercano più. Questi dati sono la dimostrazione del fallimento totale delle politiche di Matteo Renzi che lui ha anche il coraggio di sbandierare, ma che in realtà dimostrano che Jobs act, bonus, trovate elettorali che ha utilizzato, hanno fatto solo scappare gente e aumentare i giovani disoccupati. Queste sono le sue falsità sui dati che riguardano gli italiani, e con altrettante falsità attacca il Movimento 5 Stelle, ad esempio sulla democrazia diretta.

Il Movimento 5 Stelle ha oltre 2200 eletti nelle istituzioni grazie alla democrazia diretta, che non devono ringraziare nessun capobastone come nel suo partito, e nessuna lista bloccata per essere entrati nelle istituzioni. Lui è quel presidente del Consiglio dei Ministri mandato a casa da un referendum, quello del 4 dicembre, in cui il 60% degli italiani gli ha chiesto di andare a votare, ma lui e il suo partito tengono in ostaggio questa legislatura impedendo agli italiani di andare al voto perché devono prima risolvere i loro problemi interni, e lui deve tornare a fare il segretario. E lui viene a farci lezione di democrazia a noi! E’ ridicolo. E siccome non ha il coraggio di confrontarsi con noi sui temi seri, ad esempio sul nostro programma di governo che stiamo votando insieme ai nostri iscritti -abbiamo già chiuso il capitolo energia adesso stiamo affrontando il lavoro sempre con strumenti democrazia diretta-, allora Renzi utilizza fake news come microchip e le sirene, o strumentalizza temi seri come le mammografie, i vaccini su cui abbiamo ampiamente spiegato la nostra posizione, per attaccarci. Un modo di attaccare veramente di basso livello, di uno candidato alla segreteria del Partito Democratico che non ha argomenti per attaccare la prima forza politica del Paese e deve utilizzare questi mezzucci.

Dice anche che non vogliamo confrontarci con lui sui temi concreti
, sulle questioni importanti di questo Paese o sulle proposte che noi abbiamo presentato negli anni del suo governo e che loro ci hanno sempre fermato. Questo è falso: il Movimento 5 Stelle è sempre disponibile a confrontarsi sui temi concreti anche con lui, glielo avevamo chiesto più volte durante la campagna referendaria, e si è sempre rifiutato: anche per questo ha perso. Quindi quando vuole, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, noi siamo disponibili ad un confronto con lui.

Ps: Comunicazione di Beppe Grillo – “In seguito alle dichiarazioni dei portavoce sospesi dal MoVimento 5 Stelle Nuti, Mannino e Di Vita riportate dai giornali, in cui viene attaccato il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle a Palermo e in cui vengono fatte considerazioni sulla magistratura che non coincidono con i nostri principi, verrà chiesto ai probiviri di valutare nuove sanzioni oltre a quelle già applicate. Ho anche chiesto ai capigruppo del MoVimento 5 Stelle di raccogliere le firme dei parlamentari necessarie per indire la votazione dell’assemblea dei parlamentari per procedere anche alla sospensione temporanea dal gruppo parlamentare dei sospesi, fino a che sarà in vigore la loro sospensione dal MoVimento 5 Stelle come già stabilito dai probiviri.”

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8 aprile, Ivrea: #SUM 01 Capire Il Futuro

L’8 aprile sarò anche io a Ivrea per seguire i lavori dell’evento SUM #01. Di seguito l’invito di Davide Casaleggio pubblicato sulla sua pagina Facebook. Beppe Grillo

di Davide Casaleggio

L’8 aprile a Ivrea, presso le Officine H, ci sarà la prima edizione di SUM Capire Il Futuro. Il giorno, il luogo e il tema non sono casuali. Pochi giorni dopo infatti ricorrerà il primo anniversario della scomparsa di mio padre, Gianroberto Casaleggio, che in quella sede della Olivetti ha lavorato e che al futuro ha dedicato i suoi più importanti sforzi intellettuali. SUM #01 sarà un’occasione per ricordarlo, tenendo vivo il suo pensiero.

Il futuro è un argomento di cui si parla poco nel nostro Paese e che non si tiene in considerazione quando si prendono decisioni strategiche e si fanno investimenti importanti. Come è possibile che si investa sul carbone quando il futuro dell’energia è nelle rinnovabili? Perchè dare finanziamenti pubblici ai giornali cartacei quando il futuro dell’informazione è in Rete? Come non capire che il Reddito di Cittadinanza è necessario con l’avvento dell’intelligenza artificiale e della robotica? Il motivo è semplice: i decision maker non capiscono il futuro (e non ascoltano i cittadini che spesso ci arrivano prima di loro).

SUM #01 vuole dare un contributo al dibattito pubblico nel nostro Paese dando la parola a esperti, professionisti, scienziati e intellettuali con i quali discuteremo del futuro della Tecnologia, del Lavoro e delle Imprese, della Scienza, dell’Informazione, del Potere e in ultimo dell’Uomo. Sono temi che riguardano tutti: i ragazzi che devono scegliere un percorso di studi, i lavoratori che devono reinventarsi un lavoro, i politici che scelgono la strategia del governo, gli imprenditori che devono scegliere dove investire, i consumatori che devono acquistare consapevoli. Quindi siete tutti invitati. Per partecipare è necessario registrarsi a questo link. La partecipazione è ovviamente gratuita, ma sarà subordinata alla disponibilità dei posti. Se volete esserci: registratevi subito.

Hanno accettato l’invito a dare un contributo personalità come Gianluigi Nuzzi, Massimo Fini, Domenico De Masi, Marco Travaglio, Maria Rita Parsi, Nicola Bedin, Carlo Freccero e tanti altri che troverete a questa pagina, che sarà aggiornata non appena avremo le conferme definitive degli altri speaker. Saranno presenti anche come moderatori Luca De Biase e Franco Bechis.

Per agire con efficacia sul presente è necessario capire il futuro. SUM #01 ha questo duplice obbiettivo: stimolare il pensiero per innescare l’azione. Oggi più che mai abbiamo bisogno di prendere decisioni corrette che garantiscano un futuro prospero a noi e ai nostri figli.

Per sostenere l’organizzazione dell’evento ci affidiamo alle donazioni spontanee di chi vuole sostenere questo progetto. Se vuoi aiutarci puoi fare una donazione a questo link.

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Arriva Sharing, la nuova app di #Rousseau: la condivisione fa la forza

di Massimo Bugani

Ciao a tutti! Oggi all’interno della nostra piattaforma Rousseau finalmente lanciamo la funzione Sharing, cioè quell’applicazione che permetterà la condivisione di atti all’interno delle istituzioni. Si tratta di un tassello fondamentale per il nostro Sistema Operativo e per il MoVimento 5 Stelle stesso.

Perché Gianroberto Casaleggio ha scelto proprio Rousseau per il nome della piattaforma che ci ha lasciato in eredità? Dovete sapere che in un testo, il “contratto sociale” del 1762 Rousseau spiegava la sua proposta politica, una proposta per la rifondazione della società sulla base di un patto equo, costitutivo del popolo come corpo sovrano, solo detentore del potere legislativo. Questo, e altri suoi scritti, vennero condannati e contribuirono a isolare Rousseau dall’ambiente culturale del suo tempo. Vi ricorda qualcuno?

Sharing, dicevamo, condivisione. Una parola chiave fondamentale, per sfruttare dalla rete il massimo, migliorare sempre di più, per poi arrivare a quell’obiettivo finale che aveva a cuore il nostro caro e geniale Gianroberto: far tornare il potere al popolo.

Con sharing, nuovo tassello della piattaforma di democrazia diretta che è Rousseau potremo condividere gli atti, le interrogazioni, le interpellanze, gli ordini del giorno, le mozioni, discutere e migliorarle, trarre ispirazione da altre, condividere altri tipi di documenti utili, calarli nei rispettivi contesti territoriali per utilizzarli al meglio. Quindi, soprattutto: fare rete e migliorare insieme. Con questo nuovo strumento, che ci permetterà di sfruttare ancora meglio la rete, riusciremo a fare un altro passo verso il nostro più importante obiettivo: restituire la democrazia nelle mani dei cittadini.

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Il MoVimento 5 Stelle, una storia italiana raccontata al mondo

di seguito l’intervento di Davide Casaleggio al Global Forum on Modern Direct Democracy che si è tenuto a San Sebastian sabato 19 novembre.

Grazie per avermi invitato qui oggi. Sono qui per raccontarvi una storia avvenuta in Italia, dove in 5 anni siamo passati da 0 a 8.700.000 voti, circa il 25% dei voti del paese.
Tutto ciò senza fondi e utilizzando solo la rete. Ho alcune storie da condividere con voi, lo farò brevemente per rimanere nei tempi.
L’elemento rivoluzionario è sicuramente internet. Ha cambiato le regole del gioco nel mondo e in particolare in Italia.
Oggi vi parlerò del MoVimento 5 Stelle. Cosa è successo in Italia e come siamo arrivati a questo traguardo? Il Movimento oggi ha quasi il 30%, Ma nel 2013 abbiamo ottenuto il 25% dei voti a livello nazionale. Queste sono alcune cose che siamo riusciti a fare usando la rete,
sovvertendo le strategie dei partiti tradizionali.

Scelte dei candidati online

Per esempio abbiamo permesso ai cittadini di scegliere direttamente i propri candidati attraverso l’uso di internet. Abbiamo permesso alle persone di candidarsi per il Parlamento, per il Parlamento europeo e per le città. Gli iscritti potevano candidarsi postando i loro curriculum, video di presentazione e proposte. Per le elezioni europee, circa 87.000 persone potevano candidarsi. 5.000 di queste si sono proposte mettendo online cv e video di presentazione,
chiedendo di essere votati per il parlamento europeo. 73 sono stati votati e iscritti nelle liste elettorali del Movimento 5 stelle. Oggi abbiamo 17 membri del Parlamento europeo eletti.
Nelle elezioni a Roma avevamo circa 10.000 candidati potenziali, di cui 200 si sono effettivamente proposti. 29 di loro sono stati eletti, e oggi abbiamo la prima sindaca della Capitale, Virginia Raggi.
Abbiamo applicato lo stesso sistema anche a livello regionale, nelle altre città e per il Parlamento.

Mettere a punto il programma online.

L’esigenza è quella di capire cosa sta a cuore al Movimento, cosa vogliono che si proponga e si discuta in Parlamento, per arrivare a coprire tutti i temi che devono far parte del programma del Movimento.
Abbiamo affrontato la questione in diversi modi.
Innanzitutto ogni parlamentare deve mettere le proprie proposte in rete per due mesi e discuterle. Oggi abbiamo 247 proposte discusse in rete del parlamento nazionale, con quasi 80.000 commenti sulle leggi proposte. I parlamentari raccolgono i suggerimenti e propongono la legge considerando tutti i commenti e le integrazioni.
Abbiamo creato un sistema analogo a livello regionale.
Ogni eletto al consiglio regionale deve discutere le proposte su LEX, che è il nome della nostra piattaforma, le norme proposte. Infine, a livello europeo ogni report affrontato dai nostri 17 parlamentari viene pubblicato online e discusso.
C’è stata un’altra questione.
Non necessariamente le proposte sono già pronte per essere discusse. Questo esempio concerne la legge elettorale. Ad un certo punto abbiamo scoperto che la legge elettorale italiana era incostituzionale, quindi abbiamo dovuto proporne una nuova, ma il MoVimento 5 stelle non aveva una legge elettorale già pronta da proporre. Quindi ne abbiamo discusso con il MoVimento, un professore universitario ha spiegato gli elementi principali delle leggi elettorali, per 3 mesi abbiamo discusso e votato online e alla fine di questi 3 mesi avevamo cittadini informati. I cittadini hanno scelto la legge elettorale che il Movimento doveva proporre.
Useremo lo stesso modello per formulare il programma di Governo che speriamo di presentare alle prossime elezioni.

Raccogliamo soldi dai cittadini e non accettiamo sussidi dallo Stato.

Negli anni ’90 si è tenuto un referendum per chiedere agli italiani se volessero dare soldi ai partiti, gli italiani hanno detto NO. Successivamente i partiti hanno detto di non volere sussidi ma rimborsi. I rimborsi erano più alti dei sussidi. Strano modo di rispettare i risultati di un referendum. Noi invece abbiamo deciso di rispettare il referendum e non accettare sussidi dallo Stato, Questo significava chiedere ai cittadini soldi per la campagna elettorale per fare politica in Italia.
Ad esempio nel 2013 abbiamo raccolto circa 700.000 euro dai sostenitori del moVimento, che corrispondono circa a 30 euro ciascuno, micro donazioni.
Ne abbiamo usati la metà. Abbiamo donato l’altra metà ad una città colpita dal terremoto per ricostruire una scuola. Questo ci ha permesso di ottenere 8.700.000 voti. Calcolando abbiamo speso circa 4 centesimi a voto, avremmo avuto diritto a 4,87 euro di rimborsi elettorali per voto, ovvero quanto hanno ricevuto gli altri partiti dallo Stato, che è oltre 100 volte quanto abbiamo speso.
Abbiamo detto NO a 42 milioni di euro pubblici di cui avevamo diritto, successivamente abbiamo rifiutato molti altri sussidi pubblici.

Coinvolgere e far incontrare le persone
Come fare? Abbiamo usato i meetup, fin da subito, anche prima del MoVimento. Per darvi idea abbiamo 1.400 gruppi nel mondo, 170.000 persone in 1.100 città.

Consentire la partecipazione agli attivisti
Con un’applicazione facebook attraverso cui gli attivisti potevano fare inviti, proporre eventi, raccogliere fondi, distribuire il programma, per ogni attività si ricevevano punti e i 100 cittadini più attivi hanno partecipato ad una grande festa finale, così abbiamo coinvolto più di 50000 persone.

Bypassare i media tradizionali per comunicare
Argomento particolarmente importante in Italia. Siete mai stati a Washington a vedere il museo della storia dell’informazione nel mondo? Mi ha sorpreso vedere questa mappa su un grande muro. Ho cercato e ho visto un punto giallo in mezzo all’Europa, quella era l’Italia. Mi ha sorpreso che addirittura a Washington sapessero che i nostri mezzi di comunicazione sono solo parzialmente liberi. Questo era un problema per un nuovo movimento che voleva svilupparsi in un paese dove i mezzi di comunicazione sono solo parzialmente liberi
Abbiamo iniziato con un blog nel 2005 fondato a gennaio e a dicembre ricevemmo un premio come miglior blog di informazione in Italia da un giornale tradizionale, il sole 24 ore, il più conosciuto giornale finanziario in Italia.
Dopo non abbiamo più avuto premi dalla stampa italiana, forse è normale…
Abbiamo avuto dei riconoscimenti dal mondo. Nel 2006 Technorati ha affermato che fossimo il 28 blog più visitato al mondo. Nel 2008 l’Observer ci ha classificato il 9 blog più influente del mondo. Abbiamo costruito un network di informazione e fiducia sul blog. Abbiamo continuato con i social media ma non ho tempo per approfondire.

Proposte di legge degli iscritti

E’ un nuovo strumento che sperimentiamo dalla scorsa estate. Con LEX iscritti, i cittadini propongono le leggi da portare in parlamento. Abbiamo circa 400 proposte di legge dei cittadini e ogni iscritto può votare su quale proposta portare in parlamento. 6 sono già state portate in parlamento e il proponente viene invitato in Parlamento. Hli eletti nel Movimento aiutano l’ideatore a definire la proposta, definirla, scriverla e discuterla proprio come dovrebbe essere e viene presentata in parlamento.

Organizzazione degli eletti
Abbiamo 2200 eletti in parlamento, nelle regioni, comuni e al parlamento europeo. Non tutti sanno cosa fanno gli altri. Ogni eletto con sharing può caricare ciò che sta proponendo al proprio livello. Gli altri possono cercare cosa fanno gli altri, copiarlo, modificarlo, commentarlo. Un nuovo modo per organizzare in consigli comunali mettendo in comune la conoscenza.

Formazione degli iscritti e degli eletti
Abbiamo creato dei corsi online, il primo è rivolto ai neoeletti nei consigli comunali. Non conoscono il consiglio prima di entrarci e quindi abbiamo creato corsi online in cui possono prepararsi e devono fare dei test per provare di avere le conoscenza adeguate.

Rousseau
Abbiamo messo tutte le applicazioni descritte all’interno di Rousseau. Lo stiamo sviluppando e avremo presto nuove funzionalità. Perché lo abbiamo chiamato Rousseau? Perché per come lo concepiamo, per interpretare il volere dei cittadini bisogna chiedere ai cittadini. Grazie per l’attenzione. Spero di vedervi tutti a Torino il prossimo anno!

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