Ceta, quali studi su rischi per Made in Italy? (13-07-2017)

Roma, 13 luglio – "Il ministro delle Politiche Agricole, Martina, dica se e quali studi scientifici sono stati condotti al fine di valutare l’impatto delle disposizioni del Ceta sul comparto agricolo e sull’agroalimentare Made in Italy e con quali… Continua a leggere Ceta, quali studi su rischi per Made in Italy? (13-07-2017)

L’inchiesta Consip fa tremare "l’Organizzazione Renzi" (21-06-2017)

Politica locale, ambizioni nazionali, amici, parenti, nomine, affari privati, affari pubblici, appalti, banche, società pubbliche, questi i settori dell’organizzazione di Renzi. La Consip, cioè appalti di Stato per 3.7 miliardi di euro, è una torta grossa per l’Organizzazione e… Continua a leggere L’inchiesta Consip fa tremare "l’Organizzazione Renzi" (21-06-2017)

Un altro privilegio per gli onorevoli: 20% in più di pensione di reversibilità

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di MoVimento 5 Stelle

È più forte di loro: non ce la fanno proprio a rinunciare ai privilegi. Dopo diversi mesi siamo riusciti a portare all’esame del Parlamento il ddl per il taglio ai vitalizi, riuscendo a superare le resistenze degli altri gruppi parlamentari, ed ecco che ci troviamo subito un emendamento trappola del Pd, volto a inserirne degli altri. Cioè da una parte i piddini, a parole, dicono di voler dire addio al vitalizio, e poi, nei fatti, si aumentano la reversibilità per i familiari.

Infatti, questo emendamento, a firma della deputata Pd Gasparini, prevede di aumentare la pensione di reversibilità per i congiunti dei parlamentari, addirittura del 20%. La giustificazione della deputata piddina è stata questa: “È ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano per fare la sguattera o il giardiniere”. A parte l’offesa gratuita alle rispettabilissime categorie professionali citate, dalla casta arriva uno schiaffo ai cittadini italiani che vivono con pensioni da fame e che non hanno neanche, in famiglia, un congiunto che prende uno stipendio da parlamentare.

È una vergogna e una presa in giro, il solito tentativo della casta di crearsi una corsia preferenziale, di approvarsi un privilegio che è negato ai comuni mortali. Noi ci opporremo con tutte le forze a quest’arroganza del potere e invitiamo il Pd a ritirare qiesto emendanento. E comunque, a tal proposito, abbiamo presentato un emendamento ad hoc, a prima firma Luigi Di Maio, volto ad impedire questo indegno sopruso e a sopprimere il piccolo golpe tentato dalla casta. Abbiamo sempre detto che avremmo votato il ddl Richetti così com’era, senza trucchi o inganni da parte dei democratici. Noi vogliamo l’abolizione dei vitalizi e non è accettabile che, con una mano togli un privilegio, e con un’altra ne inserisci un altro.

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Il megafono della casta

di MoVimento 5 Stelle

Finalmente abbiamo smascherato la Casta e il suo megafono. Un giornalista e un operatore video hanno cortesemente posto due domande al direttore del Tg1. Non lo hanno spintonato, non lo hanno sgomitato, non lo hanno neppure sfiorato. Al suo diniego di rispondere alle domande, poste con cortesia, ne hanno semplicemente preso atto. Dov’è lo scandalo? Orfeo non è un cronista che scava e lavora per scoprire le magagne dei politici o gli affari loschi della mafia, è un uomo potente che decide l’informazione che ogni giorno viene propinato a milioni di italiani sulla TV pubblica. Domandargli come svolge questo lavoro, da parte di un giornalista ma anche da un comune cittadino, è più che lecito. Soprattutto se risulta, e risulta, che il Tg di cui è responsabile tratta certe notizie in un modo, altre in un altro, ne censura altre ancora e, molto più grave, rilancia notizie false e non le smentisce. Lo scandalo è che nessuno finora aveva osato porgli queste domande. Il perché si è capito. L’operatore e il giornalista che hanno osato sono state ieri vittime di un linciaggio mediatico senza precedenti, attaccati e denigrati da tutti i giornali, da tutte le TV e da tutti i partiti. Il megafono della Casta non può essere messo in discussione.

Nonostante questo sia stato fatto con un livello di cortesia sconosciuto a gran parte dei giornalisti italiani, che usano metodi non rispettosi nè della privacy nè dei principi base dell’educazione. Come i giornalisti presenti in sala a Ivrea per SUM #01 che hanno disturbato lo svolgimento dell’evento piazzandosi di fronte alle persone sedute o di fronte al palco e che addirittura sono saliti in piedi sulle sedie riservate al pubblico, sporcandole e danneggiandole. O ancora i giornalisti travestiti da finti medici, con tanto di camice bianco, che si sono intrufolati all’ospedale Gemelli nella speranza di cogliere qualche scatto di Luigi Di Maio durante una visita clinica. O quelli, loro sì stalker, che in massa hanno campeggiato per giorni sotto casa di Virginia Raggi i giorni successivi alla sua elezione.
Porre domande, in maniera educata ma ferma, ai potenti di questo Paese non è intimidazione. È giornalismo. Qualcuno doveva pur farlo.

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Il Parlamento, luogo di concessione della grazia per indagati e condannati (22-03-2017)

I cittadini italiani, grazie al PD, si trovano tra l’incudine e il martello. Dei veri e propri ostaggi. Da una parte non possono esercitare il proprio diritto di voto per mandare a casa chi non li ha mai rappresentati,… Continua a leggere Il Parlamento, luogo di concessione della grazia per indagati e condannati (22-03-2017)

La Casta assolve il pregiudicato e si dà il quarto grado di giudizio

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di Massimo Fini

Qualche giorno fa Matteo Renzi, ex premier e ora segretario dimissionario del Pd, dichiarava (a proposito di Luca Lotti, di Virginia Raggi e di altri) che qualsiasi cittadino deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva, che in Italia è quella della Cassazione. Giusto. Renzi non ha fatto che ripetere quanto sancito dall’articolo 27 della Costituzione che recita: “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.

L’altro giorno il Senato, con l’apporto dello stesso Pd, o di parte di esso, ha respinto il parere favorevole della Giunta per le immunità alla decadenza da senatore di Augusto Minzolini condannato in via definitiva dalla Cassazione a 2 anni e 6 mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per peculato continuato (ha usato la carta di credito della Rai per spese personali per un ammontare di 65 mila euro, diciamo quattro o cinque volte lo stipendio annuale di un normale cittadino). Esiste quindi una presunzione d’innocenza che va anche oltre la condanna definitiva? Ho sentito una senatrice del Pd affermare che c’era un sospetto di ‘fumus persecutionis’ nei confronti di Minzolini.

Ora il ‘fumus persecutionis’ può eventualmente essere invocato
quando un giudice chiede l’autorizzazione all’arresto di un parlamentare nel corso del processo e quindi nessuna condanna definitiva era stata inflitta all’imputato. Ma non può esistere un ‘fumus persecutionis’ di fronte a una sentenza definitiva. Se lo si ammettesse vorrebbe dire che in Italia i gradi di giudizio non sono più tre (primo grado, Appello, Cassazione) ma quattro perché, almeno nel caso di deputati e senatori, il Parlamento si costituisce come Corte di ultima istanza.

La legge Severino non fa che confondere le acque. Poniamo pure che sia incostituzionale. La domanda che si pone il privato cittadino, la mia domanda, è: posto che il senatore o il deputato può venire salvato dal Parlamento dallo scontare la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici è anche esentato dallo scontare la pena principale cioè il carcere se al carcere è stato condannato? Evidentemente sì, visto che Minzolini, condannato a 2 anni e 6 mesi di carcere, è a piede libero. Ma se un cittadino comune, che non appartiene a questa oligarchia, è condannato alla reclusione per un periodo superiore a due anni e non può usufruire della sospensione condizionale della pena, in carcere o ai domiciliari o ai servizi sociali ci va senza se e senza ma.

Queste mie considerazioni potranno probabilmente sembrare agli addetti ai lavori e anche ai lettori, ingenue e magari mal formulate. Ma la sostanza è inequivocabile: noi siamo nella Fattoria degli animali di cui parlava George Orwell, a proposito del comunismo staliniano, “dove tutti gli animali sono uguali, ma ce ne sono alcuni più uguali degli altri”. Insomma è stato sancito ufficialmente che la legge non è uguale per tutti, principio cardine di ogni ordinamento democratico e che nel nostro caso è sancito dall’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini…sono eguali davanti alla legge”. Noi non siamo che sudditi, pecore da tosare, asini al basto. E, quel che è peggio, accettiamo di essere tali. Siamo in fondo degli animali mansueti. Ma un giorno o l’altro l’esasperazione che cova sottopelle in quelle pecore e in quegli asini che oggi noi siamo esploderà d’improvviso. E scorrerà il sangue. Perché, come dice la Bibbia, “terribile è l’ira del mansueto”.

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Il nuovo slogan della Lega: Prima i Minzolini

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di MoVimento 5 Stelle

Sono lontani i tempi della Lega ‘Roma Ladrona’, ormai anche il partitino guidato da Matteo Salvini si è fatto Casta e nella Roma dei Palazzi ci sguazza. Insieme a PD, Forza Italia, Ncd e tanti altri, anche la Lega ha salvato la poltrona al senatore forzista Augusto Minzolini, condannato in via definitiva per peculato. Con il loro voto i senatori leghisti hanno fatto carta straccia della Legge Severino, che per i politici condannati prevede in automatico la decadenza, e aperto una corsia preferenziale per un possibile ritorno in Parlamento di Silvio Berlusconi.

Con che faccia Matteo Salvini possa continuare a girare il Paese atteggiandosi a forza di opposizione, quando i suoi uomini in Parlamento a braccetto con il Pd salvano un condannato, non è dato sapere. E’ chiaro però cosa avesse in mente Salvini: le elezioni si avvicinano e in vista di una possibile Federazione con Berlusconi, ha voluto mandargli un chiaro messaggio di non belligeranza. Alla faccia dei tanti cittadini onesti, che ancora una volta hanno dovuto constatare che la legge non è mai uguale per tutti. Salvini ha detto che la possibile Federazione del centrodestra potrebbe chiamarsi ‘Prima gli italiani’. Fa ridere: meglio chiamarla ‘Prima Minzolini’, almeno ci risparmiano l’ipocrisia.

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Forza Italia salva Lotti, il Pd salva Minzolini #CastaSalvaCasta

di MoVimento 5 Stelle

Ieri Forza Italia ha dato una mano al PD a salvare il ministro renziano Luca Lotti dalla mozione di sfiducia del M5S; oggi il PD salva dalla decadenza il senatore forzista Augusto Minzolini, condannato in via definitiva per peculato continuato: questo è un vero e proprio scambio di favori, un do ut des all’insegna dell’impunità, ‘io salvo i tuoi, tu salvi i miei’, una mano lava l’altra, tutte e due lavano il viso. Casta salva Casta.

PD e Forza Italia sono sempre a braccetto quando si tratta di salvarsi le poltrone e la pensione. Ieri hanno ignorato le accuse pesantissime della Procura che sta indagando su Lotti per rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento per il caso Consip, oggi addirittura se ne sono fregati delle sentenze dei giudici.

Augusto Minzolini a novembre 2015 è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi di carcere per peculato continuato. Quando era il ‘direttorissimo’ del TG1, in epoca berlusconiana, ricevette una carta di credito aziendale come benefit aggiuntivo e, secondo i giudici che lo hanno condannato, usò la sua disponibilità di denaro in maniera spregiudicata e senza rendicontare le sue spese in maniera corretta. I giudici dicono che Minzolini non ha fornito le giustificazioni per circa 65 mila euro spesi per pranzi e cene con la sua carta di credito aziendale.

Minzolini fu inizialmente assolto in primo grado, poi condannato in secondo grado nell’ottobre del 2014. La condanna venne successivamente confermata in Cassazione. Per la Legge Severino doveva decadere immediatamente dalla carica di senatore. La Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato a luglio scorso aveva dato parere favorevole alla decadenza di Minzolini da senatore.

Ma oggi l’Aula del Senato, con un vergognoso escamotage parlamentare, ha capovolto l’esito della decisione della Giunta. In un colpo solo sono andati contro La Legge Severino, contro la Relazione della Giunta e hanno disatteso le sentenze di condanna dei giudici che prevedevano anche l’interdizione di Minzolini da qualsiasi carica pubblica. E’ chiaro che si sentono sempre e comunque al di sopra della legge e dei cittadini.

I berlusconiani di ferro hanno esultato come allo stadio: “Oggi finalmente è decaduta la legge Severino!“, quella legge di civiltà che permetteva ai politici condannati in via di definitiva di non mettere più piede in Parlamento. Minzolini è stato salvato dai senatori di Forza Italia, PD, i verdiniani di Ala, Lega, Ap-Ncd: questo è il garantismo del PD, questo è il garantismo di Renzi!

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#DenunciamoAlfano: l’abbiamo fatto davvero. Ecco il video (14-03-2017)

L’avevamo detto qualche giorno fa. E abbiamo mantenuto la nostra promessa: questa mattina abbiamo querelato il ministro Angelino Alfano per peculato. L’attuale ministro degli Esteri ha il record assoluto di voli blu presi da agosto a oggi. Siamo a… Continua a leggere #DenunciamoAlfano: l’abbiamo fatto davvero. Ecco il video (14-03-2017)

Voli di Stato, ora basta: denunciamo Alfano, e poi approviamo la legge M5S (10-03-2017)

Angelino Alfano pare sia detentore di un record su cui c’è poco da vantarsi: secondo gli ultimi scoop giornalistici, è il ministro che fa un maggior uso dell’aereo blu di Stato. Da agosto 2016 ad oggi il ministro degli… Continua a leggere Voli di Stato, ora basta: denunciamo Alfano, e poi approviamo la legge M5S (10-03-2017)