Il MoVimento 5 Stelle unica forza politica vicina ai cittadini

di MoVimento 5 Stelle

L’assenza di visione e di programmazione, le faide interne al governo e alla maggioranza, l’assalto finale alla diligenza da parte, stavolta, soprattutto dei ministeri. La legge di Bilancio vive ore di impasse alla Camera e i l… Continua a leggere Il MoVimento 5 Stelle unica forza politica vicina ai cittadini

#Pfas, dichiarato lo stato d’emergenza in Veneto: una vittoria 5 Stelle per i cittadini

Il #Rally si sposta in Veneto. Oggi sarò in provincia di Verona a Sommacampagna, Soave e Campagnola di Zevio dove incontrerò artigiani e imprenditori. Domani, sempre in Veneto la mattina sarò a Montecchio Maggiore dove incontrerò le mamme preoccupate… Continua a leggere #Pfas, dichiarato lo stato d’emergenza in Veneto: una vittoria 5 Stelle per i cittadini

Via il contributo unificato per associazioni e onlus (06-12-2017)

Roma, 6 dicembre 2017 – Abolire il contributo unificato per le associazioni onlus di cittadini che presenteranno ricorsi a tutela dell’ambiente e a favore della partecipazione dei cittadini stessi. A chiederlo è il MoVimento 5 Stelle con un emendamento… Continua a leggere Via il contributo unificato per associazioni e onlus (06-12-2017)

Tari, ora chiarezza sui rimborsi. Il MoVimento non molla

di MoVimento 5 Stelle

Vi ricordate la storia della TARI che avete pagato in più denunciata qualche giorno fa dal nostro portavoce Giuseppe L’Abbate? Bene. Il MoVimento 5 Stelle aveva ragione su tutta la linea. E lo stesso ministero dell’Economia, ne… Continua a leggere Tari, ora chiarezza sui rimborsi. Il MoVimento non molla

Un reddito per tutti i cittadini: primo ok del Parlamento europeo

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Il sogno di un reddito per tutti i cittadini si avvicina. La Commissione Occupazione e Affari sociali del Parlamento europeo ha detto sì con 36 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astensioni al rapporto del gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle su “politiche volte a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà.

Il rapporto contiene punti fondamentali che azzererebbero immediatamente la povertà in Italia: l’uso del Fondo sociale europeo per cofinanziare il reddito di cittadinanza, la creazione di un Fondo ad hoc per quei Paesi che hanno tassi di povertà insostenibili, una direttiva vincolante per tutti gli Stati membri, l’indicazione di un importo per la determinazione di questo reddito: il 60% del reddito medio nazionale. L’esperienza europea è fondamentale per implementare con le dovute coperture economiche questo progetto. In tutti gli Stati europei, tranne in Italia e Grecia, esistono misure di contrasto alla povertà.

Non vogliamo sentire scuse: il debito e l’austerity non possono essere alibi per non occuparsi delle persone in difficoltà. I cittadini non possono pagare gli errori dei politici. Durante la seconda plenaria di Ottobre (che va dal 23 al 26 ottobre) verrà votato il testo dall’aula. Siamo curiosi di vedere come voteranno gli europarlamentari di Pd, Forza Italia, NDC e Lega Nord che in Italia si oppongono strenuamente al reddito di cittadinanza.

VIDEO. Ecco la diretta del voto della Commissione Occupazione e Affari sociali e l’intervista a Laura Agea

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85 miliardi di euro regalati alle banche

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di Giorgio Sorial

Il Governo ha messo la fiducia alla Camera sul decreto che regala 5 miliardi a Banca Intesa.
Altri 12 miliardi, poi, sono a rischio sui crediti deteriorati e i contenziosi degli istituti veneti. Un provvedimento che potenzialmente costerà alle casse dello Stato, e quindi ai cittadini, 17 miliardi di euro, accettando il ricatto di Banca Intesa che si è presa solo le parti buone di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che di fatto verranno cancellate dalla faccia della terra lasciando a casa circa 4mila lavoratori e con centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori sul lastrico.
Ma l’operazione di oggi è solo l’ultimo di una serie di regali, composta da prestiti, garanzie, risparmi e dividendi garantiti al settore bancario, veri e propri aiuti di Stato. Il tutto, ovviamente, finanziato con i soldi degli Italiani.

Parliamo, a spanne, di almeno 85 miliardi di euro.
Questa è la cifra spaventosa che lo Stato italiano ha garantito alle banche negli ultimi sei anni.
Si comincia nel 2011, con il Governo Monti, che “presta” 4,1 miliardi di euro a MPS. Soldi pubblici spesi e il risultato finale è davanti agli occhi di tutti.
Sempre nel 2011, poi, arriva il Decreto Salva-banche, che comprendeva le garanzie dello Stato sulle obbligazioni tossiche degli istituti, per un valore di 160 miliardi. Il risultato, per il settore bancario, è di 25 miliardi di euro prodotti tra il 2011 e il 2015.
Passiamo al Governo Letta, che nella Legge di Stabilità del 2013 prevede la revisione del trattamento fiscale delle perdite sui crediti, producendo un risparmio per le banche, secondo una valutazione di Mediobanca, di 19,8 miliardi di Euro.
Nel gennaio del 2014, poi, arriva il decreto che rivaluta le quote di Bankitalia. Si passa dal valore 156mila euro a 7,5 miliardi di euro e le banche socie incassano dividendi per 1.060 miliardi, pari a circa 380 milioni all’anno.

Arriva il momento del Governo Renzi, che nel novembre del 2015 approva un altro Decreto “Salva-Banche”, che azzera quattro istituti del centro Italia, tra cui, guarda caso, Banca Etruria. L’esborso è di almeno 4 miliardi a carico del sistema bancario. Non sono fondi pubblici, ma è sempre un regalo ai banchieri. Mentre decine di migliaia di risparmiatori piangono lacrime amare.
Ad aprile 2016, poi, la riforma dell’articolo 120 del Testo unico bancario genera ricavi per il settore bancario pari a 2 miliardi di euro all’anno.

Infine, il Governo Gentiloni e i salvataggi degli ultimi giorni.
Prima i 5,4 miliardi per Mps, poi una cifra simile per le banche venete. E considerando i costi totali delle due operazioni (l’ipotesi peggiore di perdita sulle garanzie), l’esborso complessivo dello Stato potrebbe arrivare a 23 miliardi.
Il totale parla di oltre 85 miliardi regalati in varie forme alle banche.
Adesso sappiamo perché non ci sono mai soldi per i cittadini: vengono regalati alle banche.
Gli Italiani, grazie agli ultimi governi, pagano le tasse per salvare le banche.
Se però proviamo per un attimo a ignorare gli enormi guadagni garantiti al settore bancario e consideriamo solo i soldi pubblici effettivamente già usciti dalle casse dello Stato, e quindi dalle tasche dei cittadini, abbiamo una spesa di circa 20 miliardi.
Cosa si sarebbe potuto fare con una cifra del genere?
Cosa avremmo potuto realizzare, se il primo interesse dello Stato non fosse stato quello di favorire le banche, ma di investire per i propri cittadini?

Facciamo alcuni esempi:
– in un momento di grande crisi del mondo del lavoro, si sarebbe sicuramente potuto investire per garantire occupazione. Secondo il rapporto Cresme per ogni miliardo investito nella riqualificazione edilizia si generano 14.927 occupati.
Se quindi avessimo usato questi 20 miliardi come investimento nel settore avremmo generato ben 298.540 occupati;
– se si pensa inoltre che quotidianamente il nostro territorio è soggetto a elevate criticità idrogeologiche queste risorse si sarebbero potute investire per la riduzione del rischio idrogeologico, salvaguardando la vita dei nostri cittadini e generando ulteriori opportunità occupazionali. Si stima che per ogni miliardo investito nel settore attiverebbe 6 mila posti di lavoro. Investire 20 miliardi in tale settore avrebbe permesso di avere 120 mila occupati.
Tutto questo, però, resta solo un sogno. Quando si parla di sicurezza della vita dei cittadini italiani, di lavoro, e di tutti gli altri problemi che attanagliano gli italiani, noi siamo sempre in prima linea con proposte serie e dalla parte dei cittadini. La risposta che ci viene data, però, è sempre la stessa: non ci sono i soldi.
Quando saremo noi a governare il Paese, però, i fondi pubblici verranno usati per i cittadini, per il lavoro, per la sicurezza e per il benessere del popolo italiano.
Per dare una risposta ai nostri veri problemi.
Perché si può fare. Basta volerlo.

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La Sicilia la cambieremo insieme ai cittadini

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di MoVimento 5 Stelle Sicilia

Ambiente, lavoro, turismo, legalità, sviluppo, cultura, questi sono solo alcuni dei temi contenuti nelle tantissime proposte che sono state caricate su Rousseau dai cittadini siciliani. C’è davvero di tutto: dall’incentivazione dell’utilizzo delle rinnovabili alla salvaguardia dei produttori locali, dal decoro urbano alla maggiore trasparenza nella pubblica amministrazione. Un preziosissimo elenco di idee che verranno studiate, vagliate e – nel mese di maggio – messe in votazione su Rousseau. Le più votate entreranno ufficialmente nel programma del M5S Sicilia. Sarà un programma innovativo e partecipato. Un programma ispirato dai siciliani e pronto a trasformare la Sicilia nella prima regione a 5 stelle!

Un ringraziamento di cuore a tutti quelli che stanno partecipando a questo bellissimo esperimento di democrazia diretta. Per governare questa regione ci alleeremo con la più grande e unica lobby che conosciamo: quella dei cittadini! Arriviamo!

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iDay, raccolte 10mila vostre proposte per una #Sicilia5Stelle

>>> Le votazioni sulla lista di Genova sono aperte fino alle 19. VOTA ORA!

di MoVimento 5 Stelle Sicilia

10.000 GRAZIE

Vi abbiamo chiesto di regalarci delle idee e ci avete sommerso, sono infatti 10.000 circa le proposte che abbiamo raccolto per tutto il mese con i banchetti dell’iDay,10.000 cittadini attivi che hanno compreso che la nostra terra potrà migliorare con l’aiuto di tutti i siciliani, nessuno escluso, 10.000 idee che entreranno a fare parte del programma del M5S per la Regione Siciliana.

Domenica 12 marzo si chiude l’iDay, ci vediamo a Catania, in piazza Bellini (anche detta piazza Teatro Massimo) alle 17:30, con noi ci sarà anche Alessandro Di Battista.

Adesso partiamo con la fase 2: Rousseau.

Dal 17 al 31 marzo del 2017 sarà infatti attiva su Rousseau un’apposita sezione dove tutti gli iscritti potranno inserire le loro idee, è questo l’unico spazio ufficiale con cui il M5S sta scrivendo il programma con i cittadini, non ce ne sono altri, è questa l’unica democrazia che conosciamo, quella partecipata.

Tutte le proposte inserite, escluse quelle che non sono di competenza regionale, nel mese di maggio saranno oggetto della valutazione degli iscritti siciliani al M5S attraverso il voto online sulla piattaforma Rousseau, le più votate entreranno a far parte del programma del Movimento 5 Stelle alla Regione Siciliana.

Partecipa al cambiamento!

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Roma sta con Virginia!

di Virginia Raggi

Grazie, grazie davvero. Oggi in piazza in Campidoglio ci avete fatto una sorpresa incredibile. E’ stato emozionante sentire il vostro affetto e il vostro sostegno. Eravate tantissimi e ci avete dato coraggio per continuare a lavorare con determinazione. In queste settimane la macchina del fango non si è fermata mai, neanche davanti all’evidenza: Roma sta cambiando.

I risultati arrivano ma c’è chi vuole nasconderlo. Nonostante questo, certa stampa continua a dare spazio a retroscena fantasiosi piuttosto che alle iniziative che stiamo portando avanti con orgoglio. Penso al primo progetto di democrazia partecipata applicata al bando Azioni Urbane Innovative; all’accordo contro gli sprechi alimentari; ai numeri da record registrati da ‘Riciclacasa’; agli incontri che si stanno susseguendo con successo sul territorio di #RomaAscoltaRoma nell’ambito del Piano Sociale Cittadino. Ma noi non ci lasceremo scalfire. Siamo determinati più che mai ad andare avanti per rilanciare la Capitale in ogni aspetto. La vostra vicinanza, la vostra presenza, ogni cartello che ho letto oggi, sono una iniezione di incoraggiamento preziosa.

Continuo a credere fermamente una cosa: insieme possiamo farcela. Insieme stiamo dando nuova linfa a questa città. Avete urlato “Avanti”. E noi andremo avanti. Non ci fermeremo. Grazie. Non sono sola perché voi siete con me.

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Il bilancio partecipativo che dà il futuro delle città in mano ai cittadini

di Roberto Falcone, Sindaco M5S Venaria Reale

Ci siamo incontrati con i cittadini, li abbiamo ascoltati e abbiamo raccolto le proposte, coinvolgendoli sempre in modo semplice e diretto. Dopo nemmeno un anno e mezzo di lavoro il Bilancio Partecipato approda a Venaria.

Si tratta di 150mila euro messi a disposizione della collettività, che ha proposto più di quindici progetti su cui l’assessore Paola Saja, i consiglieri e attivisti Sara Napoletano, Raffaela Cantella, Stefano Balocco, Rosa Antico, Guido Ruento, Marco Tabor, Cipo Napoletano e Alessandro Fabbris hanno lavorato insieme agli uffici del Comune per consentirne la realizzazione.

Dopo aver raccolto le proposte e dopo averle elaborate, nella prima settimana di dicembre siamo tornati sul territorio per illustrare i progetti finalisti, che i cittadini hanno votato dal 9 al 18 dicembre. In 579 venariesi hanno espresso le loro preferenze sia presso gli uffici sia tramite il sito del Comune.

Ciò che realizzeremo, in ordine di maggior numero di voti raccolti, saranno l’acquisto e installazione di dieci lavagne interattive multimediali, la realizzazione di 38 scivoli dislocati in vari punti della città per l’eliminazione di barriere architettoniche, la sistemazione e costruzione di alcune aree di aggregazione, l’illuminazione di un percorso pedonale tramite il raddoppio dei corpi illuminanti, l’installazione di telecamere di sicurezza in due zone della città, l’installazione di nuove pensiline alle fermate degli autobus, l’installazione di nuove fontanelle nelle aree verdi.

Dopo aver eliminato il quorum dal referendum popolare e aver abbassato il numero di sottoscrittori delle proposte di iniziativa popolare dal 5 al 2% dell’elettorato, il 2016 è stato il primo anno di Bilancio partecipato e solo l’ennesimo passo percorso sulla strada della nostra idea di democrazia diretta, di città, di cittadini.

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