Intercettazioni: dal governo un regalo a tangentisti, corrotti e corruttori

di MoVimento 5 Stelle

Il Governo approva l’ennesimo atto osceno di questa scellerata legislatura: il decreto intercettazioni. Un provvedimento fortemente voluto da Berlusconi e Verdini che rappresenta di fatto un regalo a tangentisti, corrotti e cor… Continua a leggere Intercettazioni: dal governo un regalo a tangentisti, corrotti e corruttori

Il governo salva nominati e corrotti del fisco

di Riccardo Fraccaro

Ciao a tutti. Vi chiedo un minuto del vostro tempo. Dovete sapere quello che sta accadendo in Parlamento perché riguarda le vostre tasche. I vostri soldi. Vi faccio una domanda: chi è che controlla le vostre dichiarazioni dei re… Continua a leggere Il governo salva nominati e corrotti del fisco

Il governo salva nominati e corrotti del fisco

di Riccardo Fraccaro

Ciao a tutti. Vi chiedo un minuto del vostro tempo. Dovete sapere quello che sta accadendo in Parlamento perché riguarda le vostre tasche. I vostri soldi. Vi faccio una domanda: chi è che controlla le vostre dichiarazioni dei re… Continua a leggere Il governo salva nominati e corrotti del fisco

Codice antimafia: il PD gioca ancora al ribasso

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di MoVimento 5 Stelle

Il Pd, come al solito, sul contrasto alla corruzione predica bene e razzola male: nella riforma al Codice Antimafia, approvato in Senato, il partito di Renzi all’ultimo minuto ha presentato in Aula e non in Commissione, dove per 3 anni è stato discusso il provvedimento, un emendamento che depotenzia il testo e di fatto riduce molti degli elementi positivi che la norma poteva avere in principio.

Lo hanno fatto con la legge anticorruzione approvata nel 2015, lo hanno fatto con il 416 ter cp sul voto elettorale di scambio politico – mafioso e sono tornati a farlo di nuovo anche con la riforma al Codice Antimafia.

E’ ormai chiaro che per il PD i singoli corrotti e corruttori che per esempio sono indiziati di aver dato una tangente per aggiudicarsi un appalto pubblico e lo hanno fatto senza far parte di una associazione a delinquere, sono anime innocenti, agnellini e non meritano di subire misure preventive come i sequestri o gli obblighi di soggiorno. Eppure sappiamo benissimo che nei reati contro la pubblica amministrazione, il vincolo associativo non viene contestato neanche nei processi penali, figuriamoci nell’applicazione delle misure di prevenzione! I processi per la maggior parte si fanno per corruzione, non per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Quindi, aver inserito il vincolo associativo, di fatto rende inapplicabile la norma e mette in pericolo l’applicazione delle misure di prevenzione.

Quando si parla di lotta alla mafia e alla corruzione non si fanno sconti a nessuno. Questo è il dovere della politica, non quello di cercare ogni volta vie d’uscita per i responsabili del malaffare e per coloro che delinquono: questi sono tali a prescindere se appartengono o meno ad una associazione. Ci vuole, dunque, un messaggio forte, chiaro e rigoroso contro tutti indistintamente se vogliamo davvero incidere sui fenomeni corruttivi. Ci vuole coraggio: quello che manca ai partiti.

In questo Paese è necessario introdurre immediatamente l’agente sotto copertura per i reati contro la PA, il whistleblowing sia nel pubblico che nel privato, il DASPO per politici, funzionari pubblici e imprenditori corrotti, una seria riforma della prescrizione, la modifica del 416 ter del codice penale sul voto di scambio elettorale politico-mafioso. Misure che verranno introdotte dal MoVimento 5 Stelle non appena al Governo.

Niente sconti contro corruzione e mafie. Non ci renderemo mai complici di compromessi al ribasso.
Quelli ai quali è abituato il PD!

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Renzi, Alfano e Orlando uniti nella legge salva corrotti

di Alfonso Bonafede

Più la legge è una porcata, più in fretta si mette la fiducia per approvarla e quindi toglierla rapidamente dalle mani del Parlamento.
Questa manfrina è successa già 92 volte, e con oggi sono 93. Siamo ormai avviluppati in un sistema a tal punto demenziale, da esigere novantatre fiducie per riuscire a legiferare. Questo non accade perché il Parlamento sia inetto o abbia poca voglia di lavorare, anzi: c’è una precisa regìa che rende il Parlamento impotente davanti a leggi scritte dal governo e approvate da una maggioranza complice, o costretta al sì per non prendersi la responsabilità di far cadere tutto il cucuzzaro.

La fiducia richiesta oggi serve ad apporre il sigillo sulla riforma del processo penale. Una materia ostica: e come siamo ormai abituati, più è ostico l’argomento più i vari governi riescono a infilarci porcate di ogni genere. Tanto, chi vuoi che lo capisca? E quale giornale o TV vuoi che si prenda la briga di spiegarlo ai cittadini? Lo zittificio nazionale se ne guarda bene dal disturbare il manovratore.

E dire invece che le porcate infilate questa riforma sarebbero comprensibili anche a un bambino: il bavaglio alle intercettazioni, che accontenta tanti, dai mazzettari alle ONG; l’allungamento della prescrizione, che fa tanto comodo ai soliti “amici” e ai mille Verdini che campano nel sottobosco dei partiti. Lungi dal migliorare la giustizia, insomma, questa legge rappresenta al contrario un’istigazione a delinquere. D’altronde, le leggi illegittime e anticostituzionali sono praticamente il marchio di fabbrica di una maggioranza che va avanti approvando favori a destra e a sinistra (nel vero senso della parola) e calpestando il Parlamento.

Eppure l’ultima volta che abbiamo guardato l’Italia era ancora una Repubblica Parlamentare: cosa aspetta allora il Presidente della Camera, quella Laura Boldrini che non si esime mai dal messaggiare e monitare la Nazione su ogni ramo dello scibile, ad offrire finalmente il monito più atteso, ovvero che la Camera non può più essere calpestata in questo modo indegno?
Sarebbe un bel gesto istituzionale per portare finalmente un granello di dignità a questa pessima legislatura. I cittadini lo aspettano… con fiducia.

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Fuori i condannati dal governo!

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Se applicassero il nostro codice etico non rimarrebbero neppure le sedie.

di Luigi Di Maio

Nel “nuovo” governo Gentiloni-Renzi non c’è solo il Ministro dello Sport Lotti indagato, ma anche il Sottosegretario ai Trasporti condannato per avere rubato soldi all’erario. E’ Umberto Del Basso De Caro, ex consigliere in Regione Campania: lui e i suoi colleghi di centro sinistra e centro destra hanno usato soldi pubblici per pagarsi di tutto, dai cellulari, alla signora delle pulizie. In totale, più di un milione di Euro di soldi dei cittadini sottratti all’erario. Ne avete sentito parlare? Nel frattempo, noi – parlamentari e consiglieri regionali del MoVimento – continuiamo a restituire la metà dei nostri stipendi.

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Il nuovo regalo del governo Renzi a mafie e corrotti

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di MoVimento 5 Stelle Senato

Con il disegno di legge sul processo penale in discussione in Senato la maggioranza Renzi-Alfano intende fare ulteriori regali alla criminalità organizzata politica e mafiosa.

In particolare si vogliono impedire le intercettazioni informatiche (chat, social su pc etc). Non potrà più essere utilizzato questo sistema per scovare trame criminali sia in caso di corruzione, reati contro la pubblica amministrazione, ma anche reati gravissimi come l’associazione a delinquere ed il traffico internazionale di droga. Tutto questo è stato inserito grazie ad un emendamento dei relatori alla legge.

Ma non è finita qui. Sono presenti altri regali al crimine .

Quello più grave riguarda la criminalità organizzata mafiosa che al momento non può usufruire dei benefici della legge Gozzini (sconto delle pena al decorrere degli anni) e che invece con le norme in discussione verrebbe applicato a tutti i mafiosi ad eccezione a quelli condannati all’ergastolo.

Ma non c’è due senza tre. Infatti c’è un altro regalo alle mafie con la sostanziale abolizione del cosiddetto circuito penitenziario, significa che fino ad oggi i mafiosi nelle carceri sono stati tenuti per quanto possibile separati dalla criminalità comune, mentre le norme che la maggioranza Renzi-Alfano vuole approvare, abolisce questo circuito. Secondo i magistrati la scelta del governo “rappresenta una regressione nell’azione di contrasto alla criminalità di tipo mafioso e terroristico aprendo alla criminalità organizzata spazi di controllo e di influenza all’interno degli istituti di pena” .

Immancabile un ulteriore dono ai corrotti con norme processuali che sempre secondo l’ associazione dei magistrati ‘sarebbero gravemente disfunzionali e foriere di ulteriori contenziosi in particolare con la previsione dell’obbligo di esercizio dell’azione penale entro tre mesi dal decorso del termine delle indagini preliminari, proposta che apre la strada ad ulteriori atti dovuti facendo sì che il mero decorso del tempo divenga un moltiplicatore di adempimenti e pretesto di azioni disciplinari”. Tra NCD e Pd è tempo di ricatti incrociati, vittime come sempre i cittadini italiani.

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