Grazie al MoVimento 5 Stelle il whistleblowing è legge anche in Italia: approvata la nostra proposta

di MoVimento 5 Stelle

Ci abbiamo creduto dal 2013, quando appena entrati in Parlamento, abbiamo presentato la nostra proposta di legge a prima firma e promossa da Francesca Businarolo. Non ci siamo mai arresi nonostante le difficoltà e alla fine, in… Continua a leggere Grazie al MoVimento 5 Stelle il whistleblowing è legge anche in Italia: approvata la nostra proposta

Il whistleblowing per combattere la corruzione

di MoVimento 5 Stelle

Il Senato dice sì alla legge del MoVimento 5 Stelle sul whistleblowing a prima firma Francesca Businarolo. E’ una legge che tutela chi denuncia corruzione e malaffare nella pubblica amministrazione e nel settore privato, una l… Continua a leggere Il whistleblowing per combattere la corruzione

Corruzione: le proposte del MoVimento 5 Stelle non sono più prorogabili

di MoVimento 5 Stelle

Anche quest’anno il rapporto di Transparency sulla corruzione lancia l’allarme sulla situazione del nostro Paese. Siamo in pratica un Paese ostaggio della corruzione, terz’ultimo in Europa, dietro solo a Grecia e Bulgaria, per … Continua a leggere Corruzione: le proposte del MoVimento 5 Stelle non sono più prorogabili

Di chi ha bisogno l’Italia

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di Luigi Di Maio

La cronaca delle ultime ore ci regala due notizie che hanno entrambe a che fare con il grande male di questo nostro Paese: la corruzione. La prima è quella di alcuni professori di diritto tributario finiti ai domiciliari con l’accusa di aver truccato le procedure per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle nostre Università. Le intercettazioni pubblicate sui giornali chiariscono bene come funzionava il metodo corruttivo: «Non è che si dice è bravo o non è bravo. No, si fa: questo è mio, questo è tuo, questo è tuo, questo è coso, questo deve anda’ avanti per cui…». Poi non ci meravigliamo se i giovani italiani se ne vanno all’estero o se nelle classifiche mondiali sulla qualità degli atenei le Università italiane non compaiono proprio ai primissimi posti.

La seconda notizia arriva dalla Lombardia, dove un’inchiesta della Procura ha portato a galla l’ennesimo intreccio tra ‘Ndrangheta, politica, imprenditori e dirigenti pubblici corrotti. Questa volta ai domiciliari con l’accusa di corruzione c’è finito pure il sindaco di Seregno, città della provincia di Monza e Brianza amministrata dal centrodestra: secondo l’accusa avrebbe ottenuto voti in cambio di favori ad un imprenditore vicino alla mafia.

Sono due storie diverse, ma hanno una cosa in comune: il nostro Paese non ha bisogno di questa gente che disprezza le regole e la meritocrazia, e che ci sta rubando giorno dopo giorno ricchezza e pezzi di futuro. L’Italia ha invece bisogno di persone come Philip Laroma Jezzi, il ricercatore che con le sue denunce ha dato il via all’inchiesta sulla spartizione delle abilitazioni nazionali e delle cattedre. A lui in queste ore sta andando il ringraziamento di molti e voglio ringraziarlo anche io.

Tra le tante proposte contro la corruzione presentate dal MoVimento 5 Stelle e inserite nel nostro programma sulla giustizia, c’è anche quella sul whistleblowing, proprio per dare adeguate misure di tutela e protezione a chi denuncia fatti di corruzione. E’ una misura sollecitata anche dal presidente dell’Anticorruzione Cantone, ma la nostra proposta è ferma in Senato da più di 600 giorni. Quanto ancora dovremo aspettare prima che i partiti si decidano a votarla e a farla diventare legge?

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Nell’#Italia5Stelle non c’è spazio per la corruzione

di Paola Taverna

22, 23 e 24 settembre. Non dimenticate questa data. Si va a Rimini. C’è di nuovo Italia 5 Stelle. Il momento d’incontro con il quale facciamo una panoramica su tutto quello che abbiamo fatto, ma quest’anno è particolarmente importante perché ci avviciniamo finalmente alle elezioni nazionali e sarà un momento per raccontarvi come immaginiamo la nostra Italia. Molti parleranno di quelli che sono stati i problemi legati alle banche, legati principalmente alla sanità.

Ecco, questo sarà uno dei punti dei quali mi occuperò anche io per raccontarvi quello che è stato lo sfacelo di un governo che ha fatto tagli indiscriminati. Abbiamo proposto un programma che prevede quelle che dovrebbero essere ovviamente le prime cose da fare, compressa la lotta alla corruzione.

Nella sanità la corruzione è una piaga inimmaginabile che ha trascinato il nostro sistema sanitario nazionale che è stato un modello all’avanguardia per tantissimi anni ad essere probabilmente qualcosa che rimarrà solamente un ricordo. Io vi chiedo, innanzitutto la vostra presenza. Dopodiché come sapete sono tutte iniziative che noi ci autofinanziamo quindi anche un aiuto sotto il profilo economico sarà sicuramente una cosa che ci aiuterà a realizzare insieme a voi un’Italia che sogniamo e un’Italia che può diventare una realtà grazie al MoVimento 5 Stelle. Ci vediamo a Rimini.

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Nell’#Italia5Stelle non c’è spazio per la corruzione

di Paola Taverna

22, 23 e 24 settembre. Non dimenticate questa data. Si va a Rimini. C’è di nuovo Italia 5 Stelle. Il momento d’incontro con il quale facciamo una panoramica su tutto quello che abbiamo fatto, ma quest’anno è particolarmente importante perché ci avviciniamo finalmente alle elezioni nazionali e sarà un momento per raccontarvi come immaginiamo la nostra Italia. Molti parleranno di quelli che sono stati i problemi legati alle banche, legati principalmente alla sanità.

Ecco, questo sarà uno dei punti dei quali mi occuperò anche io per raccontarvi quello che è stato lo sfacelo di un governo che ha fatto tagli indiscriminati. Abbiamo proposto un programma che prevede quelle che dovrebbero essere ovviamente le prime cose da fare, compressa la lotta alla corruzione.

Nella sanità la corruzione è una piaga inimmaginabile che ha trascinato il nostro sistema sanitario nazionale che è stato un modello all’avanguardia per tantissimi anni ad essere probabilmente qualcosa che rimarrà solamente un ricordo. Io vi chiedo, innanzitutto la vostra presenza. Dopodiché come sapete sono tutte iniziative che noi ci autofinanziamo quindi anche un aiuto sotto il profilo economico sarà sicuramente una cosa che ci aiuterà a realizzare insieme a voi un’Italia che sogniamo e un’Italia che può diventare una realtà grazie al MoVimento 5 Stelle. Ci vediamo a Rimini.

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Come il #SistemaAlitalia insabbia il conflitto d’interessi

di MoVimento 5 Stelle

Era il 18 maggio quando abbiamo presentato all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’esposto per segnalare il conflitto d’interessi di Enrico Lagni, uno dei commissari straordinari nominati dal Governo per gestire la crisi economica di Alitalia. Laghi è incompatibile con il ruolo di commissario Alitalia perché ha già ricoperto in precedenza dei ruoli nella gestione, poi rivelatasi disastrosa, della ex compagnia di bandiera. In particolare Laghi è stato il Presidente del Consiglio di amministrazione della società Mindco, proprietaria del 51% di Alitalia, che per conto di CAI autorizzava tutte le decisioni di carattere finanziario, ed è stato membro del collegio sindacale del primo creditore, cioè Unicredit.

Di recente l’Anac ci ha dato ragione, affermando che il conflitto d’interessi di Laghi esiste, eccome. Ma dov’è la beffa? Che Laghi, in base al regolamento del Ministero dello Sviluppo Economico, può garantire per se stesso. Come? Con una semplice autocertificazione che dice che il suo conflitto d’interessi non esiste.

Abbiamo quindi presentato una richiesta d’accesso agli atti al Ministero dello Sviluppo Economico. Abbiamo chiesto di poter leggere, e diffondere ai cittadini, il documento con cui Enrico Laghi dichiarava di non essere in conflitto d’interessi con la nomina di commissario. Ma il ministero dello Sviluppo Economico ce l’ha negato, affermando che ad opporsi è stato lo stesso Laghi. Eppure Laghi ricopre un ruolo pubblico attraverso il quale, dopo aver contribuito ad una precedente gestione fallimentare, dovrà decidere delle sorti di Alitalia, dei suoi lavoratori e dei soldi dei cittadini usati per salvarla. Non solo: il Governo ci ha risposto che non ci sono irregolarità sulla nomina di Laghi. Senza però mostrarci uno stralcio di documento. Ecco il sistema Alitalia: la politica che copre l’inefficienza di un’azienda che è stata un bancomat pubblico per generazioni di supermanager.

Dai conti di Alitalia è inoltre evidente che gli sperperi non sono per nulla legati al costo del lavoro, che è in linea o più basso di quello dei maggiori vettori concorrenti. Per questo un nuovo piano industriale e il rilancio futuro della compagnia non possono prescindere da un pieno mantenimento dei livelli occupazionali, visto che i dipendenti sono la ricchezza principale, l’asset più prezioso dell’azienda. Nella manovra correttiva il MoVimento 5 Stelle ha proposto, non a caso, di impegnare gli amministratori a garantire i livelli occupazionali. E abbiamo anche chiesto di mettere un tetto agli stipendi dei manager in ragione del prestito ponte erogato dallo Stato. Proposte bocciate dalla maggioranza di Governo.

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#ProgrammaGiustizia: L’introduzione del whistleblowing con un premio per chi denuncia

Il whistleblowing è uno strumento fondamentale per la lotta alla corruzione. Consiste nel dare tutela a tutti coloro che segnalano illeciti e punisce chi abusa del proprio potere per scoraggiare ingiustamente i lavoratori più onesti e coraggiosi. Vogliamo che questo strumento venga previsto sia nel contesto lavorativo pubblico che nel settore privato, come prevede già la proposta di legge depositata in Parlamento dal MoVimento 5 Stelle. Ma quanto costa denunciare? Quali sono i vantaggi per chi denuncia? Le spese legali e sanitarie per i whistleblower sono tante e non c’è nessun incentivo a segnalare. Valutiamo la possibilità di ricompensare i whistleblower con un vero e proprio premio, quando la denuncia sia fondata e porti beneficio alla comunità, o tramite un fondo a sostegno delle spese sostenute a seguito della segnalazione, nell’obiettivo di promuovere la buona prassi di segnalare gli illeciti e combattere la corruzione ed il malaffare.

di Daniele Piva

Oggi parliamo di whistleblowing, una parola difficile che viene dall’inglese e che in realtà è piuttosto semplice da tradurre. Whistle significa fischietto, blowing soffiare, quindi in sostanza si traduce come soffiata. È un po’ come l’arbitro di calcio che rileva un fallo, fischia perché appunto vuole denunciare che quel fallo, quella violazione c’è stata. Allo stesso modo, nell’ambito delle pubbliche amministrazioni o anche delle imprese private, un qualsiasi dipendente si può accorgere che è stato commesso un abuso, una violazione, un fatto illecito.

E allora questo istituto che è già regolato ed è introdotto solo per le amministrazioni pubbliche dalla legge 190 del 2012, la cosiddetta legge Severino, oggi si propone di inserirlo anche nell’impresa privata. È appunto un istituto che esprime questa denuncia, questa segnalazione da parte di un qualsiasi dipendente di un abuso, di un fatto illecito, che lui ritiene essersi realizzato nell’ambito della propria amministrazione o del proprio ente di appartenenza. La segnalazione viene fatta ad un soggetto che può essere il superiore gerarchico, può essere l’Anac, può essere l’autorità giudiziaria, l’autorità contabile, o può essere il cosiddetto responsabile per la prevenzione della corruzione.

È evidente che, soprattutto in materia di corruzione, è importante che si si segnalino fatti illeciti perché i due soggetti della corruzione (corrotto e corruttore) hanno un interesse al silenzio. Quindi a non diffondere l’accordo corruttivo.

Vi è quindi una segnalazione ad un soggetto, un’autorità a un superiore gerarchico, che poi accerterà se questo fatto si sia davvero realizzato oppure no, e nel caso in cui accerti che il fatto si è realizzato stabilisca una adeguata sanzione. Che può essere una sanzione soltanto disciplinare oppure se il fatto illecito ha una rilevanza giuridica, una sanzione anche amministrativa, una sanzione civile, finanche una sanzione penale ove il fatto costituisca reato.

Il problema di questo istituto, il whistleblowing, è che naturalmente va tutelato il soggetto che segnala in buona fede, e nell’interesse della collettività un fatto illecito. Sia sotto forma di tutela dell’anonimato, nel senso che la sua identità rimane segreta, salvo che non sia assolutamente necessario diffonderla, per esempio perché c’è un consenso del segnalante alla diffusione della propria identità, oppure perché vi è un’esigenza assoluta di chi si deve difendere da quella angolazione nel sapere chi lo ha denunciato, chi lo ha segnalato. Ma, salvo casi straordinari (soprattutto se c’è un procedimento penale il magistrato può chiedere chi è il segnalante) questi viene tutelato attraverso la garanzia dell’anonimato.

L’altra tutela, naturalmente stabilita dalla legge, è il divieto di subire delle discriminazioni, per esempio un demansionamento, un trasferimento, ho delle sanzioni disciplinari, al soggetto che, lo ripetiamo non in malafede a vantaggio suo ma in buona fede a vantaggio di tutti dove ritiene che una certa violazione si sia realizzata, la denuncia.

Questo è uno strumento molto importante che è valorizzato anche a livello europeo.
Oggi si pensa di inserire una direttiva europea sul whistleblowing proprio per armonizzare le legislazioni della Comunità Europea, perché ci sono differenze tra i vari stati, sulla base delle esperienze molto fruttuose dei paesi anglosassoni. Molti procedimenti penali, anche molti casi famosi, poi sono arrivati a giudizio e sono stati puniti proprio perché all’inizio c’era stata una segnalazione di questo tipo.

Il problema è che anche come denuncia l’ultimo rapporto dell’Anac di qualche giorno fa, giugno 2017, queste denunce anche nelle amministrazioni pubbliche arrivano, ma non in quantità soddisfacente, perché ancora la cultura della segnalazione non è permeata tra i cittadini, e probabilmente c’è il timore di subire delle discriminazioni, di subire delle angherie, delle offese, di essere mobbizzati sul luogo di lavoro, anche per la semplice denuncia in buona fede.

Si ritiene quindi di introdurre da più parti degli strumenti, e gli istituti di incoraggiamento per il whistleblowing. Uno di questi può essere, nel caso in cui la segnalazione porti ad un procedimento e quindi a sostenere delle spese, il rimborso delle spese per il soggetto segnalante. L’altro può essere quello invece di stabilire il premio, come nei paesi anglosassoni, per il segnalante. Specie quando il fatto che lui ha denunciato si accerti come davvero commesso, e tale sia anche la violazione.

Pensiamo alla corruzione, si scopre e magari lo Stato riesce anche a recuperare un mal tolto. In questo caso si propone di attribuire un premio al soggetto segnalante, in modo che si senta più protetto, più incoraggiato se ha notizie di questi fatti, a portarli in evidenza delle autorità che possano accertarli e sanzionarli.

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Riforme pasticciate: corruzione devastante

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di MoVimento 5 Stelle

La Corte dei Conti, nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato 2016, parla di corruzione “devastante” e di riforme pasticciate da parte del Governo. Critiche che arrivano a distanza di pochi giorni da quando la DDA nella sua relazione annuale aveva raccontato di un controllo delle istituzioni a tutti i livelli e degli appalti pubblici dalle organizzazioni criminali.

Questo Governo, così come il Governo Renzi, hanno, dunque, fallito la battaglia contro la corruzione e il malaffare. Questa classe politica non ha alcun interesse ad adottare misure efficienti e rivoluzionarie come l’introduzione dell’agente provocatore, il wistleblowing, l’interdizione perpetua per tutti coloro, imprenditori, politici e funzionari pubblici, condannati per reati contro la PA, la confisca ed il sequestro preventivo del patrimonio e dei beni dei corrotti, l’incremento dei mezzi investigativi per gli inquirenti.

Anzi hanno sempre bocciato queste proposte quando sono state presentate in Parlamento dal MoVimento 5 Stelle. Hanno limitato le intercettazioni riducendone anche le risorse ad esse destinate, hanno aggravato la posizione dei magistrati ed agevolato quella dei delinquenti, hanno fatto finti aumenti di pena ma poi hanno legittimato condotte prima ritenute illecite.

In questo modo stiamo consegnando il futuro del nostro Paese ed il destino dei nostri giovani nelle mani delle organizzazioni criminali che hanno occupato ormai interi settori dello Stato.
Questa classe politica si sta rendendo corresponsabile della diffusione del malaffare e della continua sottrazione di risorse pubbliche ad opera dei criminali che poi li finanziano.

O il cambiamento passa attraverso un Governo del MoVimento 5 Stelle che sia libero, rigido e autorevole nel contrasto alla corruzione o il nostro Paese sarà sempre più preda del sistema politico – mafioso che imperversa nelle istituzioni.

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Sindaci 5 Stelle: sindaci incorruttibili

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Vuoi un sindaco incorruttibile? Scegli un sindaco 5 Stelle! Nelle intercettazioni quando si parla dei sindaci 5 stelle vengono sempre descritti come incorruttibili. I malintenzionati sono arretrati dinanzi a Fucci sindaco di Pomezia e a Cinque sindaco di Bagheria.
Oggi raccontiamo la storia di un altro sindaco 5 Stelle incorruttibile, il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro. Dove c’è il MoVimento, c’è l’onestà e non si ruba più.

di MoVimento 5 Stelle Chioggia

I due arrestati per corruzione nella provincia di Venezia si lamentavano al telefono di non poter avvicinare il Sindaco di Chioggia del MoVimento 5 Stelle Alessandro Ferro, “Stanno rivoluzionando un po’ tutto adesso”… “Purtroppo i grillini… sono così!”, dicevano.

La scorsa settimana ci sono stati 16 arresti nella provincia di Venezia, con l’accusa di corruzione. Pagavano tangenti per evadere le tasse.

Tra gli arrestati, in custodia cautelare, in questa inchiesta che nasce dopo lo scandalo Mose, ci sono imprenditori, commercialisti, ufficiali della Guardia di Finanza e dirigenti dell’Agenzia delle Entrate.

Uno di loro è Elio Borrelli, ai vertici dell’Agenzia delle Entrate a Venezia fino a poco tempo fa, ed ora in Abruzzo.

Secondo l’accusa Borrelli prendeva soldi per ‘ammorbidire’ le somme delle tasse da pagare. Anche dell’80% (nel caso di tre società del gruppo Bison).

Borrelli, insieme ad un altro funzionario, Esposito, si sono poi accordati con il commercialista di Chioggia Augusto Sartore, per ricevere 50.000 euro in cambio della promessa di “accomodare” un accertamento tributario alla Somit Srl.

Il loro piano generale però non è andato come speravano, già prima dell’arresto. Sul loro percorso hanno trovato un imprevisto che si chiama MoVimento 5 Stelle.

Il funzionario dell’agenzia delle Entrate Borrelli in un’intercettazione si lamenta col commercialista Sartore del fatto che non sia possibile contattare persone nel Comune di Chioggia, amministrato dal MoVimento 5 Stelle.

Come riporta il Gazzettino di oggi, il nostro sindaco Alessandro Ferro è inavvicinabile per loro. Quelli del MoVimento 5 Stelle “Stanno rivoluzionando un po’ tutto adesso, sai”, spiega Sartore. “Tutto, cazzo”, replica Borrelli. “Purtroppo i grillini… sono così!” sbotta il commercialista.

E sì, “purtroppo” per voi siamo così.

Porte aperte per gli onesti, porte chiuse per i furbi e i corrotti.

Ancora una volta, dalle cronache emerge la differenza nel modo di fare politica fra noi e i partiti. Con sindaci come Alessandro Ferro a Chioggia, Fabio Fucci a Pomezia (“incorruttibile” nelle intercettazioni di Buzzi) e molti altri, che lavorano ogni giorno tenendo alla larga il malaffare dalle nostre città.

Siamo orgogliosi dei nostri sindaci!

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