Sosteniamo Dario Violi per la Regione Lombardia!

di Dario Violi

Aiutateci a realizzare un sogno. Il sogno di una Regione onesta, senza corruzione, senza favoritismi a gruppi di potere, senza grandi opere inutili, con tanto verde dove e l’aria è respirabile, con servizi sanitari accessibili a tutti… Continua a leggere Sosteniamo Dario Violi per la Regione Lombardia!

Lombardia, più di una Regione. Parte la campagna per una Lombardia a 5 Stelle

di Dario Violi – Candidato Presidente in Lombardia

La Lombardia deve tornare a correre perché è più di una Regione. La nostra Lombardia ha un grande futuro davanti a sé: lasciarsi alle spalle i vincoli della corruzione, i freni dell’interferenza del… Continua a leggere Lombardia, più di una Regione. Parte la campagna per una Lombardia a 5 Stelle

Non si può morire di smog

di Dario Violi, candidato presidente per Regione Lombardia del MoVimento 5 Stelle

La Pianura Padana è “una camera a gas”, lo sappiamo. E sappiamo anche che nessun governo regionale o nazionale, di destra o di sinstra, ha mai fatto niente per fermare… Continua a leggere Non si può morire di smog

Dario Violi è il candidato presidente della Lombardia per il MoVimento 5 Stelle!

Dario Violi è il candidato del MoVimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Lombardia! Forza! Di seguito i risultati delle votazioni:

Violi Dario 793
De Rosa Massimo felice 786
Alberti Ferdinando 573
Casalino Eugenio 489
Forte Monica 447
Cenci R… Continua a leggere Dario Violi è il candidato presidente della Lombardia per il MoVimento 5 Stelle!

Il referendum in Lombardia per applicare la Costituzione

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di Dario Violi e Stefano Buffagni, Movimento5 Stelle Lombardia

Il referendum per chiedere più competenze alla Lombardia è e deve rimanere l’espressione della volontà dei cittadini, non certo di Maroni. Nel quesito messo a punto dal MoVimento 5 Stelle Lombardia e approvato a maggioranza in consiglio regionale non si parla di “autonomia” come se la vogliono vendere i leghisti, ma di applicare la Costituzione.
L’art. 116 comma 3 infatti prevede che le regioni in equilibrio di bilancio possano chiedere e ottenere dal Governo più competenze per poter gestire “in casa” una parte più ampia degli oltre 40 miliardi presenti nel bilancio dello stato regionalizzato e destinarli all’istruzione, ai beni culturali, all’ambiente ed allo sviluppo delle nostre imprese.

PERCHÉ UN REFERENDUM?
La richiesta potrebbe essere anche fatta al Governo direttamente dalle Regioni, ma già in passato questi tentativi sono andati a vuoto, scontrandosi contro un muro di gomma. Le finte “aperture” del governo non sono credibili, perché sono gli stessi che pochi mesi fa, con la riforma bocciata dai cittadini, volevano distruggere le autonomie locali e centralizzare il potere.

Il PD vorrebbe che si agisse ancora in questo modo, ma sappiamo bene che loro hanno il terrore del voto dei cittadini, viste le ultime sberle che si sono presi, e temono che i lombardi chiamati a votare, anche se in modo consultivo, darebbero molta più forza alla richiesta della regione e il Governo non potrebbe più fare orecchio da mercante.
Attenzione quindi a chi vi racconta che questo è “il referendum per l’autonomia” e a chi insinua che “sono soldi sprecati”, perché sono balle.
Questa sarà anche l’occasione per sperimentare il VOTO ELETTRONICO in Lombardia, grazie alla Legge del Movimento 5 Stelle. Una pratica che dalla nostra Regione potrebbe fare scuola in tutta Italia.

Solo il Movimento 5 Stelle ha proposto e ottenuto di poter chiedere più spazi finanziari per la Lombardia nel modo corretto e senza fare propaganda, rispettando la Costituzione.
Ora Maroni deve smetterla di parlare solo per farsi campagna elettorale, i cittadini vogliono dire la loro.
Restituiamo le chiavi del territorio ai cittadini.

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La riforma che non taglia gli stipendi dei consiglieri regionali. #IoDicoNo

di Dario Violi – Consigliere Regionale del M5S Lombardia

Renzi vi sta raccontando che con la sua riforma della Costituzione i costi della politica si abbasserebbero, compresi quelli dei consiglieri regionali, perché le loro indennità di funzione verrebbero equiparate a quelle dei sindaci dei capoluogo di regione, e verrebbero aboliti i rimborsi spese.

Come dimostrato dalla mia busta paga attuale, l’indennità di funzione attuale, senza riforma, ammonta a 6.327 euro (il M5S restituisce parte dello stipendio in un fondo per le Pmi lombarde) più i rimborsi spese. Se vincesse il sì, il mio stipendio verrebbe equiparato a quello del sindaco di Milano Sala ovvero, 9,123,53 euro al mese, più i soliti rimborsi spese. Un aumento dello stipendio di oltre 2 mila euro al mese, moltiplicato per la maggior parte dei consiglieri che lavorano in Regione. E questo meccanismo vale per tutte le regioni italiane. Altro che risparmio della macchina istituzionale! Inoltre quella dei rimborsi è un’altra bufala di Renzi, perché da nessuna parte, nel testo della riforma, si fa riferimento all’abolizione dei rimborsi spese ai consiglieri.

Renzi sta vendendo, con lo spot del taglio ai costi della politica, una riforma che ha come obiettivo reale l’accentramento e il controllo del potere su se stesso, togliendo voce ai cittadini e depotenziando la loro partecipazione alla vita democratica e politica. Per far risparmiare soldi pubblici non serve una riforma della costituzione, bastava approvare la legge ordinaria sulla riduzione degli stipendi dei parlamentari proposta dal M5S che i partiti hanno rispedito al mittente. Una legge che avrebbe fatto risparmiare oltre 80 milioni di euro! Per tutti questi motivi, per l’ipocrisia che questa riforma porta con sé, #IoDicoNo!

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Addio Equitalia in Lombardia: il grande bluff di Maroni

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di Dario Violi – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

A un anno dalle elezioni regionali Maroni tenta il colpo ad effetto, che sui titoli di giornali si traduce con “Abbiamo abolito Equitalia”. Falso, o meglio vero a metà. L’operazione di Maroni in realtà prevede che siano due società private, la DUOMO GPA Srl e la PUBBLISERVIZI Srl, a sostituire il detestato ente di riscossione nazionale. Ed proprio su questo sentimento popolare che fa leva la propaganda di Maroni, in pieno stile Lega: parla alla pancia delle persone per conquistare voti senza offrire soluzioni che superino il problema.


Per i cittadini vessati dalle cartelle esattoriali
non cambierà nulla anzi, verosimilmente, la situazione rischia di peggiorare, passando letteralmente dalla padella alla brace. Perché se si guardano le esperienze delle amministrazioni locali che hanno adottato il modello delle società esterne private, scopriamo che gli effetti per le casse pubbliche sono stati disastrosi.

L’amministratore delegato della Tributi Italia Spa ad esempio, una società incaricata di incassare per diversi comuni italiani, è stato arrestato con l’accusa di peculato dopo che per anni si è intascato i soldi delle riscossioni. Il danno accertato dalla Guardia di Finanza nei comuni colpiti è impressionante, si va dalle centinaia di migliaia di euro ai 20 milioni di Aprilia e i 7 milioni di Bergamo, per un totale, sommando tutti i comuni gestiti, di oltre 46 milioni di euro sottratti alle casse comunali. Per i voti Maroni ha deciso di esporre i lombardi a tale pericolo: affidare le riscossioni a società private che applicano lo stesso metodo di Equitalia, e in più rischiare che il delinquente di turno faccia sparire soldi pubblici che le amministrazioni dovrebbero reinvestire nei servizi al cittadino.

DUOMO GPA Srl e PUBBLISERVIZI Srl sono società che nel recente passato hanno avuto non poche grane: bollette, multe e notifiche esattoriali pazze, avvisi di pagamento della Tasi fatti pervenire al limite dei termini previsti, indagini dell’Antitrust, inadempienze dei contratti. Insomma, tutto quello che i cittadini in difficoltà non vogliono più vedere rimarrà in piedi. Rimarrà in piedi un sistema vessatorio che il M5S da tempo propone di superare internalizzando il servizio in capo a comuni o regioni e adottando modalità più eque, bypassando definitivamente enti esterni senza scrupoli. Ma la Lega, senza idee, copia male le nostre proposte. D’altronde, che cosa ci si poteva aspettare da chi con il suo “governo degli esattori” Equitalia l’aveva introdotta? Ora dopo aver rovinato la vita degli italiani sta facendo la stessa cosa con i lombardi.

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