L’Europa si è fermata a #Ventimiglia

di Luigi Di Maio

Oggi sono stato a Ventimiglia insieme ai portavoce liguri Simone Valente, Sergio Battelli e la consigliera Silvia Malivindi, per esaminare da vicino lo stato di emergenza che vive il comune da diversi anni. In particolare da quando la Francia ha alzato un muro contro di noi, respingendo automaticamente ogni giorno in Italia centinaia di migranti, senza un esame della loro situazione, come invece previsto dalle norme internazionali sui diritti dei rifugiati e denunciato da Amnesty International. In un anno e mezzo, secondo le stime forniteci dalla nostra Polizia di frontiera, Parigi ci ha rimandato indietro 30.000 migranti (17.000 nel 2016 e 11.000, finora, nel 2017). Prima hanno bombardato la Libia destabilizzando la regione e ora se ne lavano le mani. E’ inaccettabile.

Ma quel che è ancora più inaccettabile è il silenzio dell’UE, che oggi ha persino difeso la Francia affermando che ha tutto il diritto di rimandarci indietro i migranti. Noi qui a Ventimiglia però abbiamo persino avuto notizie da più parti di respingimenti anche di minori, di bambini. Se la notizia fosse confermata sarebbe gravissimo. Per questo chiediamo che l’UE, invece di fare conferenze stampa o comunicati, si faccia vedere a Ventimiglia, dove si è fermata l’Europa, e apra una indagine sui respingimenti in frontiera per verificare se sussistono violazioni dei diritti dell’infanzia e dei protocolli internazionali. Ad oggi l’Italia sta sostenendo costi ingenti per accogliere persone che vogliono andare in Francia e nel resto d’Europa.

Sento inoltre tanto parlare di anti-europeismo, ma qui l’unico sentimento antagonista e ostile che vedo è verso l’Italia e i suoi cittadini. Siamo davanti a una emergenza creata ad arte da Renzi e dal Pd. I nodi sono venuti al pettine nei giorni scorsi, durante la mia visita a Bruxelles, quando il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, ci ha confermato che è la missione Triton, voluta da Renzi e dal Pd, a prevedere che tutti i migranti siano portati in Italia. Un accordo preso con i burocrati europei in cambio di qualche briciola, in cambio di qualche bonus.

Ci hanno svenduto per 80 euro trasformandoci nel porto d’Europa, contribuendo così a creare emergenze come quelle di Ventimiglia. Ma noi non resteremo in silenzio, questa volta no. Questa volta Renzi, il Pd e tutti i governi in provetta che ci hanno propinato finora risponderanno davanti al Paese dei loro disastri.

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Immigrati e ONG: se n’è accorto anche il governo! E ora i benpensanti?

di Luigi Di Maio

Le stesse identiche proposte sono razziste se le fa il MoVimento 5 Stelle e diventano buone se a proporle è il governo! E’ quello che è successo in questi mesi con l’emergenza immigrazione, chiaramente strumentalizzata da chi non ha nessuna voglia di risolvere il problema.

I primi a lanciare l’allarme sulle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo ad opera di alcune Organizzazioni non governative e a proporre soluzioni di buon senso siamo stati noi del Movimento 5 Stelle, tra gli insulti e le critiche del Pd, della stampa mainstream e del governo. Oggi, dopo tre mesi, lo stesso allarme e le stesse proposte le ritroviamo sulla bocca del ministro dell’Interno Minniti e sono quelle che il governo ha portato in Europa.

Buongiorno, Ministro, ben arrivato sulla terra! E buongiorno anche a questo governo, che con tre mesi di ritardo si è accorto che le soluzioni per fermare il traffico di esseri umani e contenere l’emergenza immigrazione esistono. E non sono né di destra, né di sinistra, sono semplicemente buone idee.

Ad aprile, mentre gli altri chiudevano gli occhi e facevano finta di nulla, raccogliemmo le denunce che arrivavano da alcune Procure della Repubblica, tra cui quella di Catania, e da Frontex. Io stesso chiesi chiarezza su quelle Ong, battenti bandiere straniere, accusate di spingersi fino al limite delle acque territoriali libiche per recuperare i migranti e poi portarli nei porti italiani, e su cui grava l’ombra, pesantissima, di contatti diretti con gli scafisti.

Per aver semplicemente chiesto la verità, sono stato violentemente attaccato dalla stampa e dal PD. Ricordo benissimo le accuse di quei giorni: Roberto Saviano mi tacciò di ‘cattivismo’ e di ‘voler cercare voti’, i giornali titolavano ‘Le bufale di Di Maio’, ‘M5S ipocrita’, ‘Accuse vergognose’.

Oltre a denunciare, il M5S propose di non far approdare nei nostri porti le imbarcazioni di ONG non trasparenti, che battono bandiera di paradisi fiscali, che non mostrano i propri bilanci, insomma quelle su cui ci sono ombre anche di possibili finanziamenti da parte degli scafisti.

Oggi rivedere il ruolo delle Ong è diventata una missione del governo. Volete sapere cosa ha detto Minniti in Parlamento qualche giorno fa? “La proposta che abbiamo avanzato è quella di un codice di comportamento delle Ong”. Bene!
Il M5S ha presentato, sempre tra aprile e maggio, una proposta di legge per portare sulle navi delle ONG la polizia giudiziaria, affinchè controlli e accerti la presenza di queste anomalie e comportamenti irregolari. E Minniti cosa ci dice in Aula alla Camera? “La seconda questione è un coordinamento con le attività di polizia giudiziaria nei confronti dei trafficanti di esseri umani”. Benissimo!

Dove sono, adesso, i benpensanti alla Saviano che ci criticarono con tanta violenza? Nulla da dire sulle proposte del governo?

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Il #MetodoRepubblica colpisce ancora. Fango e bugie su Luigi Di Maio


di Luigi Di Maio

Il Metodo Repubblica colpisce ancora. Notizie false e non verificate spacciate per vere con un obiettivo che è politico e non informativo. Non dovete mai dimenticare che La Repubblica è il giornale di Tessera Numero Uno del Pd De Benedetti.

Oggi, per continuare a spacciarci per pericolosi fascisti, si sono inventati di sana pianta che al Liceo avrei presentato una lista, per fare il rappresentante d’istituto, usando il motto della decima MAS fascista “Memento Audere Semper”.

E’ una balla. Sarebbe bastata una telefonata al mio ex liceo per evitare di scriverla, ma ovviamente i giornalisti di Repubblica non fanno alcuna verifica su ciò che scrivono. Per completezza aggiungo che nelle tre occasioni in cui mi sono candidato i motti erano:

1) Anno s. 2001/2002 “Cogito ergo sum”
2) Anno s. 2002/2003 “Per una scuola ricca di iniziative”
3) Anno s. 2003/2004 “Classico e Scientifico fanno la forza”

Non mi aspetto più neanche le scuse da questa gente, neanche mi interessano, ma volevo che voi sapeste la verità. Vi invito solo a non credere mai a ciò che scrive questo giornale: se scrivono una cosa, probabilmente è vero l’esatto contrario. Gli esempi ormai sono centinaia. Domani ne avremo un altro.

P.s: vi aspetto questa sera a Asti alle 20 in Piazza Libertà per sostenere Massimo Cerruti Sindaco

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Con Luca Pirondini #GenovaCambiaMusica

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Oggi a Genova in Piazza Matteotti per Luca Pirondini ci saranno anche Filippo Nogarin, Nicola Morra, Luigi Di Maio, Beppe Grillo e tanti altri. La diretta sarà trasmessa qui a partire dalle 19.30

di Luca Pirondini, candidato sindaco M5S Genova

Nel corso di questi ultimi dieci anni abbiamo assistito agli ennesimi cicli amministrativi fallimentari che hanno continuato ad usare la politica per gestire il sistema di potere che ha instaurato in quarant’anni di amministrazione di Genova. Dobbiamo dirlo chiaramente, oggi a Genova c’è un sistema di potere che come una piovra ha i suoi tentacoli ovunque e controlla ogni aspetto della vita dei cittadini genovesi.

Hanno distrutto le aziende pubbliche partecipate, con dirigenti non preparati, troppo spesso amici del partito, ex mogli, politici di secondo piano o che avevano portato qualche voto alle precedenti elezioni. Hanno cercato in tutti i modi di svendere AMIU, l’azienda pubblica dei rifiuti, ad IREN, tentando di creare un monopolio privatistico il cui unico interesse è quello di alimentare gli inceneritori a Torino e Parma. Lasciando, ovviamente, il debito contratto da AMIU tutto sulle spalle dei genovesi, altro che raccolta differenziata! Dobbiamo ribellarci a questa visione miope e opportunista! I rifiuti possono diventare una risorsa economica per i cittadini e per le imprese! In tutta Europa questo avviene, in Italia questo avviene, ad esempio a Livorno, con il nostro sindaco Nogarin. Con la raccolta differenziata e gli impianti di proprietà, possiamo vendere i rifiuti e trarne un profitto per la collettività. Non possiamo continuare a spendere 28 milioni di Euro per portare la spazzatura negli inceneritori di IREN, solo così potremo davvero abbassare la tassa sui rifiuti.

AMT, l’azienda di trasporto pubblico, ha il parco mezzi più vecchio d’Europa e gli autobus che ormai prendono fuoco da soli. La Fiera di Genova , fallita e messa in liquidazione, con i grandi eventi che dicono addio a Genova, come Euroflora e in parte persino il Salone Nautico. Tagliando gli sprechi e con dei manager davvero competenti, potremo risollevarne le sorti, riportando in città tutti quegli eventi, concerti e fiere che Genova merita.

Genova Parcheggi, con le tariffe più care d’Italia e un buco nel bilancio inspiegabile. Tutti questi disastri hanno dei responsabili, nomi e cognomi.

Una piovra con tentacoli ovunque dicevo. Hanno riempito ogni vuoto urbano con un centro commerciale, distruggendo il piccolo commercio, desertificando i quartieri. Addirittura in una zona che nel piano di bacino Regionale è ancora indicata come zona ad alto rischio idrogeologico, l’area Ex Boero e che la prossima vedrà l’inaguurazione dell’ennesimo centro commerciale.

Noi siamo gli unici che denunciano questa connessione tra la grande distribuzione organizzata e il degrado dei quartieri. Perché la grande distribuzione organizzata uccide il commercio di prossimità, le strade si desertificano, crescono i fenomeni di microcriminalità con conseguente svalutazione degli immobili, si creano così i quartieri ghetto.

In questi cinque anni abbiamo assistito alla continua fuga di giovani, ho tantissimi miei coetanei che ancora non sanno cosa ne sarà del loro futuro, giovani che vanno a lavorare all’estero o a Milano, perché non trovano opportunità di lavoro per le quali si sono specializzati. Abbiamo assistito al dilagare dell’illegalità, abusivismo commerciale, mercatini autorizzati dal Comune che vendono merce di dubbia provenienza, criminalità dilagante e quartieri completamente abbandonati dalle istituzioni, penso al Centro Storico a Sampierdarena a Begato e a Prà.

Allora io non farò nessun appello di voto, ma molto chiaramente ai genovesi dico questo: oggi dobbiamo scegliere il futuro di Genova dei prossimi 20 anni.
Da un lato abbiamo un candidato che rappresenta la continuità assoluta con la giunta Doria, con la giunta Vincenzi, con tutte le giunte di quella sinistra che ha governato fino ad oggi con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, dall’altro c’è un candidato messo lì da Salvini e da Berlusconi, che di Genova non conosce niente, che parla per slogan: la città meravigliosa, i 30.000 posti di lavoro, Genova il più bel sobborgo di Milano. Il candidato del centro destra ha promesso tutto a tutti, questa è stata la sua campagna elettorale, senza spiegare una volta dove prenderebbe i soldi! Un candidato che non ha mai preso una posizione contro le Sale Slot Machines per le quali il suo partito, la Lega Nord, ha votato una proroga alle concessioni per un anno in consiglio Regionale. Sale gioco dove migliaia di genovesi si ammalano di azzardopatia ogni anno, una vera disperazione per le famiglie.

In tutte le città dove amministra il Movimento, lo ha detto Milano & Finanza, non il nostro blog la specialità dei nostri sindaci è quella di risanare i bilanci. Il Comune di Pomezia nel 2012 aveva 7,5 milioni di debito. Da quando è amministrato da Fabio Fucci, il nostro sindaco a 5 Stelle, il bilancio è passato ad un attivo di 15 Milioni. Quando gli hanno chiesto come ha fatto, la sua risposta è stata: “semplice, non ho rubato.”

Questo facciamo con il MoVimento 5 Stelle, vogliamo mettere in rete il bilancio comunale nostro e quello degli scorsi anni e far vedere ai cittadini dove sono stati spesi e dove saranno spesi i loro soldi. Vogliamo far conoscere ai cittadini il curriculum e le esperienze lavorative dei dirigenti che nomineremo a capo delle aziende partecipate. Vogliamo che siano i cittadini per primi ad essere i controllori delle Istituzioni. Abbiamo lavorato ad un progetto che è un vero e proprio atto di amore per Genova, 160 pagine di programma scritto dopo aver ascoltato per mesi i cittadini e le tante realtà che compongono la città, con la collaborazione dei migliori esperti di settore.

L’11 Giugno possiamo davvero fare qualcosa di grande per Genova e per i genovesi tutti, possiamo regalarle una nuovo destino.

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#LeggeElettorale, ecco come sono andate veramente le cose

di Luigi Di Maio

Sono profondamente rammaricato per come sia andata a finire la storia di questa legge elettorale. Avevamo accolto l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ovvero di approvare al più presto una legge elettorale. Ci abbiamo lavorato un mese e mezzo e il MoVimento 5 Stelle è stato disponibile a sedersi al tavolo con forze politiche che ha sempre combattuto.

Quello che è successo ieri alla Camera è vergognoso e guai a chi osa incolpare il MoVimento 5 Stelle di quanto accaduto. Il Partito Democratico accusa noi di aver votato un emendamento che già sapevano avremmo votato. Il punto è un altro: loro alla Camera contano 282 deputati e per fermare la proposta che abbiamo votato sarebbero bastati 264 voti. Quindi il problema sono i franchi tiratori di un partito allo sbando, che per nascondersi dà a noi degli irresponsabili.

In realtà loro temevano di andare sotto alla Camera sulle preferenze, altro nodo da sciogliere e sul quale già avevamo espresso la nostra intenzione di voto. Far saltare una legge elettorale sulla decisione se estenderla o no al Trentino Alto Adige è solo una scusa.

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Il metodo Renzi

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di Luigi Di Maio

Scopriamo dalle parole di un deputato del partito di Alfano che da diversi mesi Matteo Renzi chiede di far cadere il governo Gentiloni. Sono queste le parole del parlamentare in questione (il deputato Pizzolante): “E’ da febbraio che Renzi ci chiede di far cadere il governo Gentiloni, in cambio ci ha detto: la legge elettorale scrivetela voi”.
Esiste quindi un individuo, non eletto da nessuno, che da febbraio chiede al partito di Alfano (anch’esso mai votato da nessuno) di far cadere il governo Gentiloni per avere la possibilità di scriversi la legge elettorale su misura. Questo significa sputare in faccia ai 60 milioni di cittadini italiani che sono governati dal ricatto di questi politicanti senza scrupoli che pensano solo alle poltrone.

Siamo davanti ad un rischio enorme per la democrazia, quel rischio si chiama Matteo Renzi. Questo è un governo basato sul ricatto, il ricatto di Renzi al suo successore a Palazzo Chigi, un ricatto inaccettabile che usa il Parlamento come il tabellone del risiko. Questi personaggi vogliono un’oligarchia, vogliono essere loro a decidere le sorti del Paese per mandarlo definitivamente sotto terra. Se l’Italia è a un passo dal baratro è colpa di questi imbarazzanti figuri: da Alfano che combina disastri in qualunque ministero si trovi, fino a Renzi che dopo aver promesso di abbandonare la politica in caso di sconfitta al referendum adesso gioca a fare il piccolo dittatore. E ci sono anche le schermaglie pubbliche fra i due, con Renzi che prima attacca Alfano e poi sottobanco chiede altro.

Se tutto ciò fosse vero sarebbe peggio dell’affaire Berlusconi-De Gregorio. Renzi infatti avrebbe usato come merce di scambio una delle leggi fondamentali dello Stato, quella che stabilisce le regole del gioco. Vogliamo tutta la verità, subito. Non teatrali smentite a uso e consumo dei media.

Gli italiani devono sapere da quali personaggi sono governati.

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Quello che non dovete sapere su Di Maio ad Harvard

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di Luigi Di Maio

In questi giorni per colpire me, si è deciso di far apparire Harvard come una Università di studenti e docenti spocchiosi che prima invitano un rappresentante delle istituzioni per discutere con lui e poi gli organizzano un processo per ”tartassarlo”. Nulla di più falso. Questo è stato il racconto tendenzioso e con gravi omissioni di alcuni giornalisti italiani che non erano lì, che sono accecati dall’odio nei nostri confronti e che per questo hanno già preso delle cantonate che resteranno nella storia del giornalismo italiano: do you remember Beatrice Di Maio, alias la moglie di Brunetta? Ecco, c’è anche il suo di racconto distorto.
Avete ascoltato o letto da qualche parte le opinioni dei docenti di Harvard sul mio speech? Eppure ce ne sono state.
Avrò risposto a oltre 10 domande quella sera, ma i media hanno riportato l’unica che domanda non era, fatta da una persona che non era né ricercatore, né studente, né docente di Harvard. Ma che grazie alla furia cieca della disinformazione, da oggi potrà fregiarsi di questi titoli.
E’ mio dovere prima di tutto dirvi che ad Harvard sono stato accolto con il massimo degli onori e della gentilezza. Appena arrivato mi hanno invitato a firmare il Guest Book di Harvard nel Marshal’s Office – dove hanno apposto la loro firma reali e capi di stato di tutto il mondo – subito dopo mi hanno illustrato la storia del loro Ateneo in un tour guidato dagli studenti.
Nel pomeriggio ho avuto il piacere di confrontarmi con studenti e docenti di Harvard in due riunioni distinte, abbiamo parlato dei nostri sistemi di democrazia diretta, di regole interne, del nostro programma e degli argomenti di attualità. C’era tanta ma davvero tanta curiosità.
Poi alle 18:00 – ora di Boston – ho tenuto il mio speech e il successivo dibattito.
Il dibattito si è concluso con le parole di ARCHON FUNG (Professor of Democracy and Citizenship ad Harvard), colui che ha moderato la serata accanto a me dall’inizio e che in apertura credeva fossi un populista di destra: Ciò che avete ascoltato è uno dei più interessanti e sensati tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica (…) nuovi politici e nuovi candidati capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce>>. Ma queste parole nessuno le riporterà mai.
Come nessuno riporterà mai le parole del Prof. TONY SAICH, direttore del the Ash Center alla Kennedy School of Government: Di Maio mi ha colpito quale politico tradizionale sofisticato e articolato, ha fatto quello che in tanti hanno fatto prima di lui nel suo discorso. Ha anche risposto bene alle sfide durante il dibattito, non ha perso le staffe, ha articolato le sue risposte. Ciò non vuol dire che sono d’accordo con i contenuti, ma è un buon politico>>.
E figurarsi se qualcuno riporterà mai le parole di ELENA FAGOTTO – che alla Kennedy School of Government dirige un gruppo di ricerca su temi di trasparenza nelle politiche pubbliche: La comunità accademica americana è molto interessata, proprio per i dettagli tecnici” del metodo di democrazia diretta proposta dal M5S, così come “nel cercare di ubicare il movimento a destra o a sinistra, ed è emerso ieri questo elemento di novità”. Con un intervento che Fagotto giudica equilibrato ma dal quale sono anche emerse alcune criticità’>>.
Non c’è neanche traccia degli interventi del Prof. Italiano ad Harvard FRANCESCO ERSPAMER: Molto bravo e maturo, dopo vent’anni di cazzari preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), finalmente un discorso politico, in cui si fanno proposte e si ammettono le difficoltà che si incontreranno, il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia>>.
Nessuno deve sapere che una delle Università più prestigiose al mondo, è interessata al Movimento 5 Stelle.
E siccome in queste ore qualcuno sta addirittura insinuando che non sia stata Harvard ad invitarmi, faccio presente che è stato Tony Saich in persona – direttore del the Ash Center alla Kennedy School of Government – a rivolgermi l’invito ufficiale.

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La fake news dei ricercatori contro Di Maio

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di Francesco Erspamer, Harvard University

La stampa liberista italiana sta come al solito facendo da stampella al renzismo traballante attaccando il suo unico reale avversario, il M5S. Questa volta spacciando informazioni incomplete sulla visita di Di Maio a Harvard. Leggete l’articolo della “Stampa“.

Lo “studioso” a cui il giornalista dà grande evidenza e che ha accusato Di Maio di non essere laureato, per esempio, non è affatto un ricercatore di Harvard e nemmeno uno studioso (chessò, un epidemologo o un sociologo) bensì un chirurgo napoletano che lavora in Nuova Zelanda, non so come mai ieri a Boston; può ovviamente pensare quello che vuole del livello di preparazione accademica che un leader politico debba avere ma non è affatto un esperto che abbia valutato la questione in termini scientifici o storici. E comunque, come dare credibilità a un personaggio che per la fuga dei cervelli non accusa il governo né i partiti che da 25 anni si alternano al potere, bensì un partito da sempre all’opposizione? Ma il giornalista della “Stampa” non vede la contraddizione e neppure la vede chi ha ripostato con soddisfazione il suo articolo.

“La Stampa” guarda caso non nomina le domande fatte allo scopo di informarsi, da americani; si limita a quelle ostili, mancando di notare che tutti coloro che hanno “tartassato” Di Maio erano italiani; una in particolare, per sua stessa ammissione quando si è presentata, con nessun legame con Harvard e in gita turistica a Boston. Un giornalismo serio avrebbe messo in evidenza queste cose; purtroppo si tratta solo di una macchina propagandistica, senza la quale il successo di Berlusconi e Renzi sarebbe stato impossibile.

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Sulle ONG ha ragione il MoVimento 5 Stelle: #ChiedeteciScusa

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi due importanti quotidiani nazionali (Corriere e Messaggero) pubblicano stralci del rapporto su cui si basa l’indagine della Procura di Catania. Si tratta di un documento riservato di 20 pagine, datato 10 aprile e proveniente ancora una volta dall’agenzia europea Frontex. Il dossier dimostra che il MoVimento 5 Stelle ha ragione: sulle ONG bisogna continuare a indagare e bisogna rispettare e tutelare il lavoro di magistrati coraggiosi come il procuratore di Catania Zuccaro.

“Nel 90 per cento dei salvataggi eseguiti dalle navi delle Organizzazioni non governative nel 2017 – si legge -, le imbarcazioni coinvolte sono state individuate direttamente dalle Ong e soltanto in seguito è stata data comunicazione al centro operativo della Guardia costiera a Roma”. Nello stesso documento si riporta un episodio in cui “due mezzi veloci della Golfo Azzurro hanno interferito con la navigazione di un’imbarcazione della Guardia costiera libica che stava rientrando in Libia e hanno convinto l’ufficiale a bordo a trasferire i migranti sul proprio mezzo” per portarli in Italia.

Dopo l’operazione, la Ong in questione “pubblica online le immagini del salvataggio” e “dichiara che i migranti sono stati salvati a 60 chilometri dalla costa”, ma “in realtà – si legge ancora nel documento Frontex – l’incidente è avvenuto a 36 chilometri dal litorale libico che si trova a 16 chilometri dalle acque territoriali. Alle 8,10 la Golfo Azzurro dichiara alla sala operativa di Roma di aver preso a bordo 22 migranti. Nessun cenno viene fatto alla presenza della Guardia costiera libica”.

Non solo. La Procura di Trapani avrebbe messo sotto inchiesta un’altra Ong aprendo un’indagine per favoreggiamento all’immigrazione clandestina per missione navale “umanitaria” non richiesta. Il sospetto è che un’imbarcazione sarebbe entrata in azione senza un SOS dei potenziali naufraghi o una richiesta di intervento delle autorità italiane.

Questi due episodi confermano una volta per tutte sia le denunce mosse dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, sia le perplessità sollevate dal MoVimento 5 Stelle sull’argomento. C’è chi, con toni retorici e demagoghi, in questi giorni ha tentato di ridurre il dibattito sulle operazioni in mare ad una mera polemica da bar, tra chi ritiene che le vite debbano essere salvate e chi invece sarebbe pronto a lasciar morire. E’ falso, oltre che politicamente strumentale. Ed è questa, forse più di ogni altra cosa, la vera grande speculazione sulla pelle dei migranti, specie perché giunge da chi, come il Pd, predica “pace e amore” e poi, oltre a tagliare ogni anno i fondi alla Cooperazione internazionale (volti a stabilizzare le aree di crisi all’origine dei flussi), annuncia un aumento delle spese militari dell’Italia (fino al 2% del Pil nell’ambito dell’accordo Nato) per una cifra che varia tra i 13 e i 15 miliardi di euro in più ogni anno.

Sono le stesse persone convinte che le guerre si risolvano con altre guerre, le stesse che restano in silenzio di fronte ai bombardamenti dei sauditi in Yemen, effettuati peraltro con le nostre bombe, o che sorvolano di fronte alla “madre di tutte le bombe” (MOAB, l’ordigno non nucleare più potente al mondo) sganciata dagli Usa in Afghanistan, come a testimoniare, ancora una volta, il fallimento di un intervento militare che si protrae ormai da oltre 15 anni.

Noi lezioni di democrazia da questa gente non ne prendiamo. Il dossier di Frontex riportato oggi da alcuni organi di stampa e l’inchiesta aperta dalla Procura di Trapani dimostrano che avevamo ragione noi e che i dubbi del procuratore Zuccaro sono fondati. Sentire che l’intento del M5S sia stato quello di gettare fango su tutte le Ong indiscriminatamente è paradossale: fare luce su coloro che operano all’oscuro e che sono accusati di comportamenti illeciti potrà solo arrecare un beneficio al comparto e a tutte quelle Ong che invece spendono risorse ed energie per fini sociali e umanitari. Se l’alternativa sarebbe dovuta essere il silenzio, noi abbiamo scelto, come sempre, la trasparenza. E ne andiamo fieri.

Oggi qualcuno ci deve delle scuse. A tutto il MoVimento 5 Stelle e in particolare a Luigi Di Maio che è stato vigliaccamente attaccato da tutti i partiti e i media.

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Il Reddito di Cittadinanza per riprendersi la propria vita

di Luigi Di Maio

Il Reddito di cittadinanza è una vera e propria manovra economica in grado di far ripartire il Paese. Il Reddito di cittadinanza è uno strumento grazie al quale è possibile garantire dignità e lavoro a tutti i cittadini. E’ per questo che tutti gli stati europei lo hanno adottato, manchiamo solo noi e la Grecia.

Come funziona?
Lo Stato ti aiuta a trovare un lavoro. In cambio bisogna offrire un piccolo contributo per aiutare la collettività: formarsi e riqualificarsi per essere reinseriti nel mondo del lavoro! Se si rifiutano 3 proposte, si perde definitivamente il diritto a percepire il reddito. Il Reddito di cittadinanza consente ai cittadini di riprendersi la propria vita.
Vi aspettiamo a Perugia il 20 maggio.

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