Lettera del MoVimento 5 Stelle a Berlusconi

di MoVimento 5 Stelle

Ieri siamo andati nella residenza romana di Silvio Berlusconi, a Palazzo Grazioli, con il nostro capogruppo alla Camera, Daniele Pesco. Gli abbiamo lasciato una lettera in cui riassumiamo, una per una, tutte le professioni svol… Continua a leggere Lettera del MoVimento 5 Stelle a Berlusconi

La verità sui dati della disoccupazione: il lavoro stabile è morto

di MoVimento 5 Stelle

Ogni mese il Partito Democratico manipola i dati Istat per coprire il massacro del lavoro portato avanti a colpi di Jobs Act e precariato. La realtà, però, è sempre la stessa: Istat conferma che a crescere sono ormai solo i pos… Continua a leggere La verità sui dati della disoccupazione: il lavoro stabile è morto

Dati Istat: il governo Renzi ha penalizzato i giovani

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di MoVimento 5 Stelle

Il rapporto Istat sulla “redistribuzione del reddito in Italia” è una presa in giro con pochi precedenti. Una vera e propria marchetta nei confronti del defunto Governo Renzi. Il messaggio di fondo del documento è che l’azione del Governo nel triennio 2014-2016 ha ridotto le diseguaglianze, ma non è affatto vero. Basta comparare i dati riferiti al 2016 con quelli del 2012 per scoprire che l’azione redistributiva dello Stato si è indebolita proprio da quando Renzi è salito a Palazzo Chigi.

In effetti, se guardiamo all’indice di Gini, cioè l’indice che misura la diseguaglianza dei redditi, vediamo che esso al termine del triennio renziano è del 45,2% prima dell’intervento pubblico e del 30,1% dopo che lo Stato è intervenuto con trasferimenti monetari e imposizione fiscale. Una differenza di 15,1 punti percentuali. Nel 2012, invece, questa differenza era del 18%. Ciò significa che Renzi ha reso meno progressivo il nostro sistema fiscale e previdenziale, favorendo i redditi medio-alti più di tutti gli altri.

In altre parole, con Renzi ci siamo allontanati ancor più dal dettato della nostra Costituzione, che predica equità ed eguaglianza sociale.

Solo che l’Istat tutto questo non lo dice. Presenta i dati del triennio 2014-2016 senza compararli con quelli degli anni precedenti e ne esce un Renzi progressista che nella realtà non è mai esistito.

Ma c’è di peggio. L’Istat si permette di includere nelle stime anche l’estensione della quattordicesima ai pensionati, che non è ancora entrata in vigore. Questa è una scorrettezza scientifica grossolana, indice di evidente malafede. Non basta infatti una noticina a pagina 9 del documento, scritta a caratteri minuscoli e in un italiano complesso, per correggere la grave mancanza.

Se anche volessimo limitarci al rapporto così com’è, cioè un testo lacunoso e fazioso, basterebbe leggere a fondo i dati per capire che non sono tutte rose e fiori. Istat non riesce a nascondere che l’intervento pubblico redistribuisce risorse ai pensionati ma ne toglie ai giovani. Si legge infatti che “Il sistema di tasse e benefici, associato a bassi livelli di reddito familiare, determina per le fasce più giovani della popolazione un aumento del rischio di povertà…dal 19,7 al 25,3% per i giovani nella fascia dai 15 ai 24 anni e dal 17,9% al 20,2% per quelli dai 25 ai 34 anni”. A pagare di più sono “i giovani che vivono da soli o in coppia senza figli e, inoltre, i monogenitori e le coppie con figli minori”.

Non solo Renzi ha intaccato l’azione redistributiva dello Stato, ma lo ha fatto colpendo il futuro del Paese, le classi giovanili, alla faccia della sua retorica ipocrita.

In conclusione, va chiarito con forza che il rapporto Istat è una simulazione, non certo una fotografia del Paese, e che questa simulazione è costruita su basi fragilissime, per non dire di peggio.

I tweet entusiastici dei soldatini renziani, quindi, sono solo l’immagine del tragicomico fallimento renziano.

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L’inutilità dei sindacati

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di Alessandro Di Battista

Leggete questi dati relativi al Jobs Act. Un disastro! Ebbene il governo che prova a nascondere i suoi fallimenti sul lavoro è lo stesso che ci dice che se verrà cambiata la Costituzione tutto sarà meraviglioso. Come no, come il Jobs Act! In Italia non c’è lavoro, ma in cambio ci sono i voucher, buoni da 10 euro (7,5 vanno al lavoratore) che servono solo a gonfiare il numero degli occupati.

Sì perché l’Istat considera occupati anche coloro che ricevono un voucher a settimana, cioè guadagnano in 7 giorni denaro sufficiente solo per un pasto caldo in un fast-food. La situazione è drammatica e in tutto ciò, da cittadino, mi domando. Ma i sindacati dove sono? A parte qualche malinconica intervista ma cosa diavolo fanno (parlo chiaramente dei vertici)?

E’ incredibile, o sono completamente asserviti ai potenti (e sperano in un futuro posto da parlamentare) oppure hanno alzato bandiera bianca. In altri paesi questi dati avrebbero mobilitato migliaia di lavoratori. Da noi le principali sigle sindacali parlano, parlano, parlano e danno “penultimatum” al governo. Ognuno sia protagonista del proprio destino, ognuno deve mettercela tutta. Non ci sono salvatori della patria, non ci sono eroi, siamo noi e soltanto noi, cittadini che, pur seguendo nonviolenza e democrazia, la dobbiamo smettere una volta per tutte di essere moderati. Moderati si muore.

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Tpl gratis ai disoccupati, si discute oggi nostra proposta

Roma, 15 settembre 2015 – Diritto di accesso al trasporto pubblico per tutti, anche per chi è rimasto senza lavoro e si trova in una situazione economicamente svantaggiata. È il senso della risoluzione del M5S che sarà discussa oggi… Continua a leggere Tpl gratis ai disoccupati, si discute oggi nostra proposta

Stabilità: Il governo taglia sgravi a chi assume i disoccupati

Renzi, con la legge di Stabilità, elimina gli sgravi contributivi, previdenziali ed assistenziali contenuti nella legge 407/90 e che erano previsti per gli artigiani e le imprese che assumevano lavoratori disoccupati da oltre 2 anni. Questa legge è in… Continua a leggere Stabilità: Il governo taglia sgravi a chi assume i disoccupati