Nasce in Grecia la generazione 265 euro

salarigrecia.jpg

grafico: le colonne rappresentano diversi gruppi di età. Le barre verdi rappresentano gli stipendi nel 2009, quelle arancioni gli stipendi nel giugno 2016. Le percentuali mostrano il decremento tra il 2009 e il 2016. Fonte: Kathimerini.

da Vocidallestero.it: KeepTalkingGreece ci aggiorna sull’orrore della Grecia, dove i lavoratori, specialmente i più giovani, accettano di essere sfruttati per paghe che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili. Anche i meno giovani, che hanno famiglia e obblighi finanziari maggiori, guadagnano in media poche centinaia di euro netti al mese. Ma intanto i riflettori mediatici sulla Grecia si sono spenti da un bel pezzo.

di Keep Talking Greece

L’alta disoccupazione nella Grecia colpita dall’austerity deprime salari e stipendi. Gli imprenditori vogliono spendere quanto meno possibile in salari, e i lavoratori sono costretti a scendere a compromessi che erano impensabili prima della crisi. Si accetta un posto di lavoro a qualsiasi prezzo, non importa quanto sia basso. Il settore imprenditoriale privato in Grecia ignora spudoratamente le leggi sul lavoro e offre una manciata di noccioline con l’ultimatum “prendere o lasciare”. Un ricatto che i lavoratori disperati non possono rifiutare.

Nessuna sorpresa. I dati basati sulle dichiarazioni dei redditi del 2017 relativi all’anno fiscale 2016 mostrano quale sia l’attuale condizione di stipendi e salari nel settore privato greco. Sono spaventosamente bassi, specialmente se si tiene conto del costo della vita nel paese. I dati non rivelano comunque le condizioni di lavoro, se siano lavori a tempo pieno, part time o a turni. I giovani lavoratori sotto 20 anni di età non guadagnano più di 260 euro netti al mese. I lavoratori a 24 anni di età svolgono lavori a tempo pieno per una media di 380 euro netti al mese. I lavoratori fino a trent’anni guadagnano in media 509 euro, e quelli fino a 34 non portano a casa più di 660 euro.

La maggiore diminuzione degli stipendi, tra -42% e -25%, colpisce i lavoratori giovani e quelli nell’età più produttiva, cioè i trentenni e i quarantenni. I lavoratori trentenni di solito progettano di formare una famiglia, e quelli verso i 40 e oltre spesso hanno già delle famiglie e dei figli. Hanno quindi da gestire impegni economici maggiori con redditi che diminuiscono. Ci sono 548.000 lavoratori nella fascia di età 40-49 anni. I lavoratori registrati over 50 sono 335.000. Prima della crisi molti di loro guadagnavano più di 1.600 euro lordi al mese. Nel 2012 i salari minimi sono diminuiti da 780 a 580 euro lordi per i lavoratori sopra i 25 anni e sono diminuiti a 510 euro lordi per i lavoratori tra i 15 e i 24 anni.

Secondo lo stesso dataset, le pensioni medie sono diminuite del 13,96% tra il 2012 e il 2016. Nel periodo 2010-2017 le pensioni di base e integrative sono state tagliate 14 volte. Negli ultimi mesi il tasso di disoccupazione è sceso a causa dei lavori stagionali nel settore turistico. Nell’aprile 2017 il tasso di disoccupazione in Grecia era il 21,7% ed è tuttora il più alto dell’Unione Europea. Seconda viene la Spagna, con una disoccupazione al 17,1%. Tuttavia, secondo l’Unione dei Lavoratori nel Turismo e nella Ristorazione, gli imprenditori pongono l’enfasi sull’ingaggio di lavoratori giovani, fino a 25 anni di età, grazie ai loro minori salari. I salari in questo settore per questo gruppo di età sono di 510 euro al mese lordi per un lavoro a tempo pieno, che diventano 410 euro netti dopo aver scalato tasse e contributi previdenziali.

Questa tendenza, che i media greci descrivono come “la cattiva cultura degli imprenditori”, impedisce la firma di contratti collettivi che permetterebbero di ingaggiare lavoratori più anziani, con più anni di esperienza e conseguentemente salari più alti.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Nasce in Grecia la generazione 265 euro

Udine: bambina sviene in classe per fame

bambinifame.jpg

I bimbi affamati non sono a migliaia di chilometri di distanza. Uno di loro può essere il compagno di banco di tuo figlio che non mangia da due giorni. La situazione è drammatica. Nessuno deve rimanere indietro. Questa è la nostra priorità.

dal Corriere della Sera

Non toccava cibo da 48 ore e per lavarsi era costretta a fare la doccia con l’acqua fredda: sono stati gli stenti a causare il grave stato di prostrazione fisica che ha fatto svenire una ragazzina che frequenta una scuola media di Udine. A denunciarlo il preside dell’istituto: «Non è la prima volta che capita: di bambini che vivono senza riscaldamento o senza un piatto caldo, o non hanno i soldi per pagare i buoni pasto della mensa ce ne sono anche a Udine, e non solo qualcuno, solo che queste situazioni non vengono quasi mai denunciate», sottolinea il dirigente scolastico, che ha raccontato l’episodio ai quotidiani locali proprio per sensibilizzare i cittadini su un tema così delicato, ma che ha preferito mantenere l’anonimato per tutelare la privacy della minorenne. «A volte ne siamo a conoscenza e cerchiamo di dare una mano, per quanto possiamo, alle famiglie di questi minori, ma in altri casi, se i ragazzi non trovano in noi il canale giusto per parlare e confidarsi, può capitare che alcune situazioni sfuggano». Ed è stato proprio così nel caso della ragazzina che è svenuta sotto gli occhi di compagni e insegnanti: soccorsa dal 118, i medici si sono accorti subito che aveva bisogno di essere riscaldata e nutrita.
«Non è l’unico caso che si verifica e negli ultimi anni sono, purtroppo, sempre più frequenti – insiste il preside –. Noi cerchiamo il dialogo con le famiglie e vogliamo aiutarle, ove possibile, ma si tratta di realtà delicate, in cui spesso anche gli stessi genitori non si affidano ai servizi per un senso di vergogna e pudore, e ignorano le agevolazioni e i supporti sui quali possono invece contare per ricevere qualche sussidio. Ci vorrebbe maggiore conoscenza di questi aspetti». Secondo il dirigente , «servirebbe una lista degli uffici e delle soluzioni alle quali ci si può rivolgere per richiedere cibo, indumenti o aiuti, così da agevolare anche le persone che non sono a conoscenza di queste possibilità».
In Italia quasi 1 minore su 3 è a rischio di povertà ed esclusione sociale, come emerge dall’Atlante dell’Infanzia pubblicato un mese fa da Save the Children. I bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché vivono in case non riscaldate, mentre 1 bambino su 10 vive in abitazioni non abbastanza luminose. Se la povertà assoluta è diffusa soprattutto nel Mezzogiorno, dove colpisce più di 1 famiglia con bambini su 10, nel Nord – come dimostra il caso della ragazzina udinese -riguarda comunque 253.000 famiglie (l’8,6% del totale) con un’alta percentuale di famiglie immigrate (41%).

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Udine: bambina sviene in classe per fame