Petroliera affondata: è ora di cambiare visione energetica

dei portavoce MoVimento 5 Stelle Camera e Senato delle commissioni, Attività produttive, Ambiente e Industria

Un altro disastro ambientale, un altro ecosistema compromesso, tra i più ricchi e produttivi del pianeta. E ancora una volta sotto accusa è… Continua a leggere Petroliera affondata: è ora di cambiare visione energetica

Non si può morire di smog

di Dario Violi, candidato presidente per Regione Lombardia del MoVimento 5 Stelle

La Pianura Padana è “una camera a gas”, lo sappiamo. E sappiamo anche che nessun governo regionale o nazionale, di destra o di sinstra, ha mai fatto niente per fermare… Continua a leggere Non si può morire di smog

Energia: via dal carbone solo con il MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle

Via dal fossile per un’Italia a efficienza energetica e fonti rinnovabili. E’ questo il progetto del MoVimento 5 Stelle e del suo programma Energia già votato dagli iscritti online. Un obiettivo da raggiungere entro il 2050, attraverso innovativi programmi di transizione e trasformazione industriale, che giorno dopo giorno determineranno benefici ambientali, economici e sociali al nostro Paese.

Quello che vuole il M5S al Governo è chiaro: uscire dal carbone entro la fine della prossima legislatura ed entro il 2050 puntare ad un sistema energetico libero dalle fonti fossili. Anche Svezia e Danimarca vogliono diventare totalmente “Fossil Free” entro il 2050. Con loro anche Svizzera (con un referendum il popolo elvetico ha detto ‘Sì’ alla transizione energetica), Germania e Francia.
Per far questo, il M5S oggi ha messo a confronto docenti universitari ed esperti del settore. E’ il primo di una serie d’incontri.

Renzi e la sua maggioranza in questi anni hanno ostacolato questa strada virtuosa, favorendo con lo Sblocca Italia un modello energetico opposto a quello che il M5S propone. Il mondo renziano è fossile e dipende esclusivamente dai grandi produttori, quello a 5 stelle è un modello innovativo e aperto in cui produttore (offerta) e il consumatore (domanda) partecipano attivamente al sistema energetico con regole semplici e chiare.

Renzi ed il Pd hanno preso in giro i cittadini annunciando un “green act” che ancora attendiamo di conoscere. Con Renzi l’Italia ha rallentato il cammino nel settore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili. Nel 2016 in Italia sono stati installati in Italia solo 360 MW di nuovo fotovoltaico ed appena 290 MW di eolico, con un calo annuale del 19% relativo alle installazioni di solare, eolico ed idroelettrico. Non solo, la produzione elettrica da fonti rinnovabili in Italia è in calo da tre anni!

Un danno per l’ambiente, l’economia ed i settori produttivi innovativi.

Renzi che stringe la mano a Obama sul tema dei “cambiamenti climatici” è pura ipocrisia. Solo con il MoVimento 5 Stelle al governo si attuerà la transizione ecologica verso un sistema libero dalle fonti fossili e ad economia circolare.

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DIRETTA – Presentazione del #ProgrammaEnergia del MoVimento 5 Stelle

di MoVimento 5 Stelle

Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica al mondo a far votare il programma che presenterà alle elezioni online ai propri iscritti. Accompagnati da esperti del settore i nostri iscritti si informano e possono decidere in maniera consapevole. Il primo programma che abbiamo terminato è il Programma Energia, che oggi presentiamo ufficialmente con una conferenza stampa.

Proponiamo una rivoluzione copernicana, necessaria e indispensabile: vogliamo rendere l’Italia un Paese che utilizzi energia rinnovabile al 100%.

Si parte dal risparmio e dall’efficienza energetica per arrivare a dare l’addio al carbone, petrolio e gas entro il 2050, coinvolgendo industria, agricoltura, trasporti e scelte individuali. In un Paese dove si continua a puntare sui gasdotti in un contesto di calo dei consumi invece che investire su rinnovabili, un’altra politica energetica non solo è possibile ma non è più rinviabile.

Il programma che leggete è stato scritto dai cittadini ed è il frutto di sette distinte votazioni sul blog: gli iscritti si sono espressi sugli obiettivi, sulle priorità e sulle politiche da adottare.

1. I cittadini hanno innanzitutto detto sì a sviluppare politiche che scoraggino l’uso di benzina e petrolio, anche se ciò potrà comportare una modifica nella proprie abitudini quotidiane;

2. Vogliono prediligere gli impianti di stoccaggio di energia domestici rispetto ai grandi impianti di pompaggio.

3. Non vogliono più importazione di energia nucleare. E che questo flusso venga interrotto nell’arco di una legislatura;

4. Vogliono che si spostino gli incentivi statali dalle fossili alle rinnovabili;

5. Hanno detto sì a far tornare pubblici Terna o comunque l’azienda che ha la concessione per la trasmissione dell’energia elettrica;

6. Chiedono che i terreni marginali, abbandonati, ex industriali siano utilizzati per impianti destinati alla produzione di energia rinnovabile;

7. La rete di distribuzione dell’energia deve essere partecipata dai cittadini e non privata.

Questo vogliono i cittadini. Questo sarà contenuto nel programma di governo del M5S nel settore energia. È possibile! La Norvegia ha annunciato che entro il 2030 vuole arrivare a un’economia a neutralità di emissioni. E loro il petrolio lo estraggono e lo vendono. L’Italia, il Paese del sole, può e deve puntare sulle rinnovabili. E il MoVimento 5 Stelle ha un programma pronto per attuare questa rivoluzione.

L’intervento di Beppe Grillo durante la diretta

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Fermiamo il monopolio della produzione di energia elettrica da fonti fossili

di Gianni Girotto

Sosteniamo con forza la petizione online lanciata da diverse personalità che chiede al Presidente del Consiglio Gentiloni di eliminare il monopolio della produzione di energia elettrica da fonti fossili.

Su spinta delle Associazioni ambientaliste, dei consumatori e del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica è stata presentata in Senato una proposta importante che riguarda lo sviluppo della generazione distribuita di energia rinnovabile, che potrebbe consentire il ripristino dei “sistemi di distribuzione chiusi”, reti elettriche che permettono di scambiare energia rinnovabile verso più clienti, superando l’attuale modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione che utilizzano combustibili fossili.
L’utilizzo dei “sistemi di distribuzione chiusi” da parte dei singoli cittadini o da piccole, medie o grandi aziende, che hanno deciso di produrre e autoconsumare l’energia rompe definitivamente un sistema basato su forme di oligopolio che scaricano sui costi energetici di ognuno di noi le loro inefficienze, i loro gigantismi organizzativi, i loro sprechi infiniti. Il ripristino di tali sistemi contribuisce alla decarbonizzazione dell’economia con una serie di benefici: la riduzione delle emissioni, con conseguenze positive sulla salute umana e sull’ambiente, la diminuzione del costo dell’energia e la creazione di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

E’ una necessità sulla quale nel luglio del 2016 è intervenuta anche l’AGCM (Aurotità Garante della Concorrenza e del Mercato) ritenendo che gli “ostacoli alle reti private definiscono una discriminazione a favore del modello dominante di organizzazione del sistema elettrico, basato sulla centralizzazione della generazione di energia elettrica in impianti di grandi dimensione e sulla trasmissione e distribuzione attraverso reti pubbliche dell’elettricità e dell’unità di consumo, che riflette per lo più le scelte tecnologiche compiute nel passato e non favorisce le evoluzioni delle reti verso nuovi modelli di organizzazione del sistema elettrico che possono utilmente contribuire al raggiungimento degli obbiettivi generali di convenienza dell’energia per gli utenti, innovazione, sicurezza e sostenibilità finanziaria del sistema elettrico nazionale, oltre che di tutela della concorrenza” chiedendo al Parlamento “una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU (rete Interna di Utenza) e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”. Nelle conclusioni l’AGCM chiede al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente della X commissione e ad altre istituzioni di intervenire “ad una revisione ed integrazione della disciplina normativa e regolamentare riguardante i Sistemi di Distribuzione Chiusi, volta a consentire la realizzazione di nuovi reti elettriche private diverse dalla RIU e ad eliminare ingiustificate limitazioni alla concorrenza tra differenti modalità organizzative delle reti elettriche e tra differenti tecnologie di generazione”.

Perfino le regole dell’Unione europea per il raggiungimento degli obbiettivi al 2030 sul clima e l’energia prevedono la realizzazione di questo modello energetico. Nell’Energy Union (COM 2015/80) si legge espressamente che occorre “prendere le distanze da un’economia basata sui combustibili fossili, con una gestione centralizzata dell’energia incentrata sull’offerta, che si avvale di tecnologie obsolete e si fonda su modelli economici superati”.

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L’Irlanda è pronta a dire addio al fossile

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da HuffingtonPost

Potrebbe passare alla storia come il primo Paese al mondo ad aver messo al bando i combustibili fossili: l’Irlanda ha infatti votato una legge che ha per scopo la riduzione dei fondi pubblici diretti a petrolio, carbone e gas naturale. Se passerà il test della commissione finanziaria, il provvedimento potrebbe entrare in vigore già nei prossimi mesi.

L’Irlanda si appresta, dunque, a compiere un passo epocale: il Fossil Fuel Divestment Bill, proposto dal ministro Thomas Pringle, agirà sul fondo strategico del Paese, denominato Ireland Strategic Investment Fund (ISIF), che ammonta a circa 8 miliardi di euro, e che potrebbe non essere più disponibile per compagnie che si occupino di combustibili fossili.

“Lobby e politici che continuano a negare l’esistenza del cambiamento climatico e che continuano a manipolare i dati scientifici non sono più tollerabili – ha spiegato Pringle -. Non possiamo accettare le loro azioni nei confronti di milioni di povere persone che vivono in zone sottosviluppate del pianeta e che devono fronteggiare gli effetti negativi del cambiamento climatico, attraverso carestie, migrazioni di massa e disordini sociali”.

Una volta reso esecutivo, il provvedimento indirizzerà gli investimenti dell’Ireland Strategic Investment Fund altrove, probabilmente verso compagnie che operino nel settore green. Ciò che sperano in molti è che l’Irlanda non segua l’esempio della Norvegia, che nel 2015 aveva annunciato la decisione di abbandonare tutti gli investimenti del suo fondo sovrano nel carbone. In realtà, Oslo non ha mantenuto gli impegni visto che, di fatto, si è limitato a spostare gli investimenti dalle compagnie minerarie ai produttori di energia elettrica. Il grande passo ora però potrebbe essere tentato dall’Irlanda: le premesse ci sono tutte.

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Ogni cittadino paga 600 Euro l’anno per finanziare l’energia fossile

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di Dario Tamburrano, EFDD – M5S Europa

Ogni cittadino europeo paga 600 Euro l’anno per finanziare l’energia fossile. Soldi che si trovano efficacemente sepolti a pagina 12 del secondo allegato della comunicazione “Energia pulita per tutti”. I sussidi inefficienti al fossile sono citati nel testo principale, ma come penultimo argomento del penultimo paragrafo: ci riferiamo ai dati del Fondo Monetario Internazionale sugli aiuti diretti e indiretti provenienti dalla UE, e quindi da 500 milioni di cittadini.

La cifra totale parla di 300 miliardi di Euro solo nel 2015. Un vero e proprio scandalo inserito nell’ottimo lavoro di chi ha redatto 4400 pagine di documenti professionali, precisi e interconnessi. Tuttavia, la mancanza maggiore è una semplice questione di logica. L’energia fossile – sporca e letale climaticamente, sanitariamente, geopoliticamente – non deve essere sovvenzionata più di quella pulita.

E se non si vogliono eliminare le sovvenzioni ai fossili, che almeno si mettano sul piatto altrettanti 300 miliardi di Euro reali per nutrire l’energia verde. Basta con le prese in giro del liberismo straccione.

È fondamentale che il Movimento 5 Stelle faccia sentire la propria voce forte e chiara anche a livello europeo, poiché qui si decideranno le sorti del panorama energetico italiano. Continuerò ad essere il referente del tema energia a Bruxelles e insieme agli altri portavoce lavoreremo per mettere al centro la transizione energetica verso un sistema quanto prima basato al 100% su rinnovabili, per il bene del clima, delle comunità e dei cittadini.

Ci aspettano lunghe e intense battaglie per le quali tutta la vostra attenzione sarà fondamentale per aiutarci a contrastare le grandi lobby che sicuramente lavoreranno con immense risorse per tirare il freno a mano di un cambiamento che non solo è necessario, ma imperativo se vogliamo continuare a chiamarci “esseri viventi” su questo pianeta.

Inizia la battaglia di Dario Tamburrano:

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