Gennaio 2018, a Strasburgo si deciderà il futuro energetico dell’Europa

di Dario Tamburrano, EFDD – M5S Europa

Ci stiamo riuscendo. Le commissioni Energia e Ambiente (ITRE & ENVI) hanno votato per l’eliminazione entro il 2020 di tutti i sussidi, diretti ed indiretti, ai combustibili fossili. Nell’UE questo enorme flusso… Continua a leggere Gennaio 2018, a Strasburgo si deciderà il futuro energetico dell’Europa

Il futuro dell’Italia con il MoVimento 5 Stelle al governo

di MoVimento 5 Stelle

Preparate i maglioni, prendete le coperte più pesanti che avete, iniziate a equipaggiarvi. L’inverno sta arrivando. Ma non è una fiction. È la realtà, così come arriverà nel 2050, dopo che il MoVimento Stelle avrà governato.

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Il 5 novembre in Sicilia o scegliete il passato o #SceglieteIlFuturo!

di Giancarlo Cancelleri

Sapevamo che sarebbe stata una campagna elettorale difficile e sapevamo pure che per batterci avrebbero messo in campo tutta la loro violenza. Contro di noi hanno schierato un esercito di impresentabili e tutto il controllo d… Continua a leggere Il 5 novembre in Sicilia o scegliete il passato o #SceglieteIlFuturo!

Verità, coraggio, futuro – la nostra scelta per risanare i conti di Torino

di Chiara Appendino

Abbiamo approvato in Giunta il cosiddetto Piano di Rientro. Ovvero una pianificazione di interventi che coinvolgerà tutto il nostro mandato di cui alcuni dettagli potete trovare nella presentazione qui.

Verità
Dobbiamo ripartire… Continua a leggere Verità, coraggio, futuro – la nostra scelta per risanare i conti di Torino

Capire il futuro per inventare il futuro

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La lettera di Davide Casaleggio al direttore del Corriere della Sera

Caro direttore,
circa un anno fa il suo giornale titolava in prima pagina: «Addio al leader che ha portato la politica in Rete», si trattava di mio padre, Gianroberto Casaleggio, che si era spento il giorno prima, dopo aver combattuto la malattia fino alla fine. Il 12 aprile sarà la prima ricorrenza della sua scomparsa. Per ricordarlo e tenere vivo il suo pensiero alcuni amici di mio padre, sua moglie ed io abbiamo organizzato un evento questo sabato a Ivrea. Lo abbiamo chiamato «SUM Capire Il Futuro». Ci ospiteranno le strutture dell’Officina H dell’Olivetti, azienda per la quale mio padre aveva lavorato in gioventù come sviluppatore di sistemi operativi.

Il tema che affronteremo con i nostri ospiti è quello del futuro. Sia perché era l’argomento preferito di mio padre, ma anche perché siamo convinti che progettare il futuro sia ciò di cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno. Vogliamo portare al centro del dibattito pubblico l’esigenza di comprendere come sarà il mondo negli anni a venire e di conseguenza far riflettere i nostri concittadini sulla direzione da seguire nei vari campi del lavoro, della tecnologia, della scienza, del potere, dell’informazione e infine dell’uomo.

Capire il futuro serve per inventare il futuro che vogliamo. Se alcune condizioni sono determinate dall’evolversi della tecnologia, la decisione su come reagire, come posizionarci o come adeguarci spetta solo a noi. Le faccio un esempio che renderà più chiaro il mio ragionamento.

Il programma Watson di Ibm è l’avanguardia dell’intelligenza artificiale: è capace di rispondere alle nostre domande facendo connessioni di idee che per un uomo sono assolutamente impensabili. Ha accesso a 200 milioni di pagine di contenuti e impiega 4 terabyte di memoria. Nel giro di dieci anni, secondo Jerry Kaplan, professore di Intelligenza artificiale a Stanford, avremo questa tecnologia a nostra disposizione in un dispositivo mobile. Potremmo rivolgergli ordini vocali per farci arrivare una macchina «autoguidante» o fargli fare la spesa semplicemente elencando ciò che ci serve di modo che venga consegnata a casa in tempo per il nostro ritorno. Nel giro di dieci anni faremo un salto tecnologico incomparabile rispetto a quello fatto in tutto il secolo scorso. La velocità con cui si sta evolvendo la tecnologia è impressionante: il problema per la società è proprio questo. Non abbiamo mai dovuto affrontare uno stravolgimento cosi repentino e massiccio. Lo shock più forte sarà nel mondo del lavoro. Avremo milioni di disoccupati in tutto il mondo perché ci saranno software e robot intelligenti molto più efficienti. Certo: ci saranno nuove esigenze, nuove competenze saranno richieste, ma un’intera generazione di lavoratori rischia di essere esclusa da un giorno all’altro perché non saranno più necessari e non potranno riadattarsi, nel giro di così poco tempo, per le nuove mansioni di cui ci sarà bisogno. Questo scenario non deve spaventarci, anzi: la sfida è trarne il meglio. Il prossimo decennio può riservarci un’altra drammatica crisi o una straordinaria opportunità in cui potremmo affrancarci dall’esigenza del lavoro per vivere. Tutto sta nel gestire questi anni di passaggio al meglio delle nostre capacità, con la massima generosità, per inventarci il futuro che vogliamo. Tasse sui robot, come propone Bill Gates? Reddito di cittadinanza universale, come suggerisce Elon Musk? Per dare una risposta a queste domande è necessario capire il futuro.

Con noi sabato a Ivrea ci saranno l’amministratore delegato di Google Italia Fabio Vaccarono, il direttore di Ispi Paolo Magri, l’astronauta Paolo Nespoli, Gianluigi Nuzzi, Enrico Mentana, Domenico De Masi, Franco Bechis, Luca De Biase, Marco Travaglio e tanti altri per portare la loro esperienza e dare il loro contributo a questo dibattito che auspico continuerà ad alimentarsi nei prossimi mesi. Sarà presente in platea anche Beppe Grillo che ringrazio per la sua disponibilità. La giornata di studi si concluderà con una riflessione sul futuro del bambino di oggi, che è l’adulto di domani, ma a cui le istituzioni e la politica non sembrano dedicare sforzi sufficienti. L’evento è completamente gratuito ed è finanziato tramite libere donazioni che, chiunque voglia sostenerlo, può fare sul sito www.GianrobertoCasaleggio.com, dove ci si può anche registrare all’evento e trovare altre informazioni utili sulla giornata.

Infine mi consenta una breve riflessione sulla situazione politica italiana. Come lei sa presiedo, a titolo gratuito, l’Associazione Rousseau che si occupa di sviluppare gli strumenti di democrazia diretta online del MoVimento 5 Stelle, in particolare il Sistema Operativo Rousseau. Tramite questo, da alcuni mesi, stiamo discutendo e votando in Rete il programma di governo. Abbiamo concluso le votazioni sul programma Energia e ora stiamo terminando la discussione sul programma Esteri. Il MoVimento 5 Stelle è attualmente l’unica forza politica italiana che si preoccupa di programmare l’attività di governo che proporrà agli elettori alle prossime politiche ed è l’unica forza politica al mondo a farlo in modo partecipato in Rete, consentendo a ogni singolo iscritto di contare e dire la sua. Molti commentatori si sorprendono del fatto che ormai, nei sondaggi, il MoVimento 5 Stelle goda della fiducia di un terzo degli elettori, in particolare dei giovani dove arriva circa al 50% e se anche i sedicenni avessero diritto di voto, come penso sarebbe giusto, la percentuale sarebbe ancora più alta. Forse dovrebbero soffermarsi a capire come funziona il nostro sistema e come funziona quello dei partiti, che ormai non sta più in piedi neppure economicamente. Garantiamo un servizio migliore e siamo più efficienti nel portare le istanze dei cittadini dentro le istituzioni, sia dove siamo opposizione, ma soprattutto dove governiamo. Per rimanere in tema digitale: la vecchia partitocrazia è come Blockbuster, noi siamo come Netflix. Il futuro è nella Rete, nella partecipazione. E siamo coscienti degli oneri che derivano dall’avere questa prospettiva. Il MoVimento 5 Stelle, come già detto da vari portavoce, presenterà la sua squadra di governo prima del voto, che ci auguriamo sia fissato il prima possibile. Su Rousseau i nostri iscritti voteranno i candidati al Parlamento che finiranno nelle liste e anche il candidato premier, che contiamo di poter presentare ufficialmente, assieme al programma completo, alla prossima edizione di Italia 5 Stelle che si terrà questo autunno.

C’è chi teme il futuro perché non sa cosa gli riserva. È una reazione comprensibile. Come per ogni paura l’unico modo per sconfiggerla è la conoscenza. Capiamo il futuro e affrontiamolo. Sarà una sfida entusiasmante.

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Arrivano i robot: serve un reddito per tutti

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Il Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulla robotica. È la prima volta al mondo che un’assemblea eletta dai cittadini discute e vota un così importante tema. La quarta rivoluzione industriale apre le porte a un nuovo mondo basato sulla virtualizzazione e l’interconnessione di dispositivi intelligenti e dotati di supporto fisico. Il gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle Europa vuole governare questo fenomeno che è irreversibile e ha contaminato con idee positive e innovative il rapporto già nel lavoro preparatorio della Commissione Industria, Ricerca ed Energia e della Commissione Giuridica.

Il Parlamento europeo ha riconosciuto la preoccupazione del’impatto dell’automazione su istruzione, diritti dei cittadini, politiche sociali e occupazione, ma ci rammarichiamo della mancata approvazione – 328 contro 286 a favore – di un emendamento che ha rimosso dal testo originale la raccomandazione per tutti gli Stati membri a erogare un reddito di base generale. L’innovazione tecnologica deve essere messa a disposizione di tutti. Nessun cittadino deve restare indietro! Nonostante questa miopia politica da parte del Parlamento europeo, non ci arrendiamo! La battaglia del Movimento 5 Stelle continuerà nei prossimi mesi grazie alla discussione del rapporto sul reddito minimo, affidato in Commissione Occupazione e Affari Sociali a Laura Agea.

Non regaleremo il futuro della nostra società a multinazionali pronte a sfruttare la tecnologia, non per ridistribuire ricchezza e benessere, ma per moltiplicare i loro affari.

I PUNTI CHIAVE DEL RAPPORTO SULLA ROBOTICA

l’accesso alle nuove innovazioni tecnologiche deve essere garantito a tutti i cittadini. Nessuno escluso.
lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale deve avvenire con un impatto ambientale limitato. I robot devono essere alimentati da energie rinnovabili.
un’agenzia Europea per la robotica e l’intelligenza artificiale deve fornire le competenze tecniche, etiche e normative necessarie per sostenere gli attori pubblici, così da essere pronti a sfruttare opportunità e sfide.
bisogna avere un completo sistema di registrazione di robot avanzati che dovrà essere introdotto nel mercato interno dell’Unione.
deve essere garantito un elevato livello di sicurezza e protezione dei dati personali insieme al rispetto per la privacy nella comunicazione tra gli esseri umani, robot e intelligenza artificiale.
– i robot medici possono ridurre i costi sanitari, consentendo così ai medici di spostare la loro attenzione nel trattamento della prevenzione, ma si pone l’accento sulla necessità di non disumanizzare le cure e di istituire comitati di robo-etica in campo medico.
puntare sul miglioramento della sicurezza del lavoro con il trasferimento di una serie di compiti pericolosi e dannosi dall’uomo al robot.
le auto intelligenti senza pilota devono seguire dei precisi principi etici che devono valere per tutti i robot e che sono la giustizia, la non malvagità, la benevolenza e l’autonomia. Si deve valutare la nascita di una assicurazione per i robot nel caso in cui siano responsabili di incidenti e la cui responsabilità non possa essere riconducibile ai produttori o ai proprietari/utilizzatori.

IL RAPPORTO SULLA ROBOTICA NELLA SUA VERSIONE ORIGINALE

VIDEO. L’intervento nella plenaria di Strasburgo di Dario Tamburrano.

di Dario Tamburrano, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa, Commissione Industria, Ricerca ed Energia

“Fin da quando abbiamo acceso il primo fuoco, realizzato la prima freccia e sviluppato le tecniche agricole, la tecnologia è stata uno dei motori, forse il più potente del cambiamento. Miliardi di persone hanno in tasca apparecchi come questo così ubiquitari, veloci e connessi: inimmaginabili solo pochi anni fa. Eppure sono ancora molte le cose da normare nelle ICT, nonostante il World Wide Web si sia diffuso oltre 20 anni fa. Per citarne alcune: il geoblocking, la privacy in rete, la responsabilità e proprietà intellettuale.

Come legislatori dovremmo intercettare in anticipo i cambiamenti e definire quadri regolatori in maniera rapida, che non arrivino ad approvazione già vecchi e inadeguati. Quindi è nostra responsabilità intervenire prima che il futuro che si intravede oggi diventi rapidamente un presente senza regole.

L’intelligenza artificiale è infatti già in grado di auto apprendere e l’evoluzione dei sistemi ciberfisici che ne consegue genererà assai presto, enormi cambiamenti sociali, produttivi, economici e culturali. Positivi e negativi.

Tra quelli negativi ci aspetta una rapida disoccupazione tecnologica senza precedenti: la Banca di Inghilterra stima che in Gran Bretagna scomparirà un lavoro su due entro il 2020 ed entro lo stesso anno, secondo il World Economic Forum, si perderanno 7 milioni di posti di lavoro nelle 15 economie più industrializzate del mondo di lavoro, posti rimpiazzati da soli 2 milioni di nuovi lavori. Sappiamo bene come dal lavoro derivino la capacità di spesa dei cittadini e le tasse, che sostengono il sistema pubblico, dal welfare alla sanità…

A questo si aggiunge la crescente concentrazione della ricchezza globale. Secondo Forbes nel 2010, 388 persone possedevano la ricchezza del 50% dell’umanità, nel 2014 sono diventate 85, nel 2016, 62; per arrivare a 8 persone secondo i dati citati a Davos poche settimane fa. Non possiamo sottrarci dall’affrontare le questioni citate: così maiuscole e correlate. L’innovazione tecnologica è un bene quando a beneficiarne è l’umanità, un male se crea ulteriore diseguaglianza e disoccupazione mettendo a rischio un già instabile ordine sociale. Sosterremo con vigore questa risoluzione laddove affronti la sostenibilità dei nostri sistemi fiscali e di sicurezza sociale prendendo in esame l’introduzione di un reddito di base generale: il report Delvaux è il testo più lucido e lungimirante che ho letto e al quale ho avuto l’onore di collaborare in questi due anni e mezzo al Parlamento Europeo. Mi auguro che non venga stravolto domani ai voti”.

VIDEO. L’intervento nella plenaria di Strasburgo di Laura Ferrara.

di Laura Ferrara, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa, Commissione Giuridica.

“I grandi progressi della robotica e la possibilità che l’intelligenza artificiale superi l’intelligenza umana, ci impongono delle riflessioni etiche e morali, alle quali non possiamo sottrarci. Le questioni etiche non riguardano solamente l’interazione uomo-macchina, ma anche i problemi ontologici relativi all’identità personale con riferimento agli interventi bionici volti a recuperare o potenziare le capacità sensomotorie e cognitive degli esseri umani.

Vi è poi il tema della responsabilità, che si presenta in tutta la sua drammaticità, soprattutto con riferimento ai droni per uso militare: chi é responsabile delle violazioni umanitarie compiute attraverso il loro utilizzo? E ancora, il tema riguardante la capacità di compiere scelte in situazioni estreme dove la componente “etica” rappresenta un elemento determinante della scelta. Come si comporterebbe un’auto senza guidatore se dovesse scegliere, in caso di un improvviso sbandamento, tra l’incolumità del passeggero dell’auto e quella di un gruppo di persone ai margini di una strada? La relazione sulla robotica affronta questi temi, tracciando un percorso possibile che merita di essere ulteriormente esplorato”

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Tutti i numeri di #Lavoro2025. Questo è il MoVimento 5 Stelle

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di Claudio Cominardi

Forse qualcuno ora comprenderà che il MoVimento 5 Stelle fa sul serio. Ecco i numeri di #lavoro2025:

– 1° gruppo politico a realizzare una ricerca previsionale con metodo scientifico sui temi del lavoro;
– 9 mesi di lavori dall’inizio del progetto;
– 11 esperti coinvolti nello studio;
– 1 comitato scientifico composto dal prof. De Masi, 2 ricercatrici e i committenti (M5S);
– 300 pagine di studio previsionale elaborato con metodologia Delphi;
– 16 scenari probabili emersi dalla ricerca;
– 12 prestigiosi discussant coinvolti nel dibattito pubblico sui risultati della ricerca;
– 4 giornalisti delle più importanti testate in qualità di moderatori;
– 650 iscritti alla due giorni di convegno;
– 16 ore di lavori suddivisi in 4 panel;
– 439.730 visualizzazioni complessive delle dirette facebook;
– decine di articoli di stampa nazionale pubblicati.

Sì, lo ammetto, questa volta posso ritenermi soddisfatto. È stata una fatica immane, ma ne è valsa la pena. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno reso possibile questo grande successo. Sono commosso, credetemi.

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Come cambierà il lavoro nei prossimi 10 anni

di Tiziana Ciprini e Claudio Cominardi

Il lavoro rappresenta per l’individuo una delle dimensioni più importanti del suo rapporto col mondo. Secondo Aris Accornero “un uomo che ha perso il suo lavoro ha perso il suo passaporto per la società”.

Oggi ci troviamo nel bel mezzo di un’epoca di grandi trasformazioni dettate dall’innovazione tecnologica, dalla globalizzazione, dai nuovi media e dalla scolarizzazione di massa; cambiamenti che la politica tende ad ignorare perché incapace a proiettarsi oltre la scadenza della legislatura.

In un contesto drammatico come è quello italiano, dove la povertà dilaga con 4,6 milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà assoluta e un tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti in Europa (36,4% Fonte ISTAT) il tema del lavoro deve essere sempre più centrale.

E’ quindi doveroso porsi delle domande su quelli che saranno gli scenari futuri.

Come evolverà il mercato del lavoro? Quali saranno le professioni del futuro? I posti di lavoro aumenteranno o diminuiranno in rapporto alla popolazione attiva? Quali settori saranno carenti, quali adeguati e quali esuberanti di occupati? Come evolverà il mix tra lavoro fisico, lavoro intellettuale di tipo esecutivo e lavoro intellettuale di tipo creativo? La globalizzazione, lo sviluppo dei metodi organizzativi, il progresso tecnologico, la longevità, i flussi migratori come influiranno sulla creazione e sulla distruzione dei posti di lavoro?

Il MoVimento 5 Stelle le risposte ce le ha, grazie a un’inedita ricerca previsionale su come evolverà il mondo del lavoro da qui al 2025.

Il noto sociologo Domenico De Masi, professore emerito di Sociologia del Lavoro ha coordinato questo studio grazie alla collaborazione di 11 tra i maggiori esperti in vari ambiti: dall’economia al diritto, dalla tecnologia alla psicologia.

Mercoledì 18 e giovedì 19, per la prima volta, ne discuteremo insieme in due intere giornate alla Camera dei Deputati.

L’evento sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del MoVimento 5 Stelle.

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