Domani si vota il candidato premier del MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Domani, giovedì 21 settembre, sarai chiamato a votare su Rousseau per scegliere il Candidato Premier del MoVimento 5 Stelle e designando Capo della forza politica che depositerà il programma elettorale sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle per le prossime elezioni.

La lista dei candidati che sarà sottoposta alla votazione degli iscritti è la seguente:

Cicchetti Vincenzo
Di Maio Luigi
Fattori Elena
Frallicciardi Andrea Davide
Ispirato Domenico
Novi Gianmarco
Piseddu Nadia
Zordan Marco

Ogni iscritto al sito www.movimento5stelle.it entro la data del 1 gennaio 2017, abilitato ad accedere a Rousseau, maggiore d’età e che abbia certificato la sua identità tramite il caricamento di un proprio documento, potrà esprimere un solo voto a favore di un solo candidato.

I risultati della votazione saranno depositati presso due notai alla chiusa della votazione stessa, e saranno resi pubblici sabato 23 settembre dal palco di Italia 5 Stelle.

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Basta disinformazione sul MoVimento 5 Stelle!

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immagine: la rinuncia alla pensione da privilegiati di Giancarlo Cancelleri, candidato presidente in Sicilia, e di tutti i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Sicilia

di MoVimento 5 Stelle

In questi giorni fiumi di inchiostro vengono sprecati sui giornali, nel misero tentativo di screditare il MoVimento 5 Stelle. Dalla Sicilia fino alle nostre votazioni per il candidato premier, l’atteggiamento di una certa stampa è deplorevole e violento. Usano le loro penne come dei manganelli e pretendono che i cittadini e il MoVimento 5 Stelle, che è al loro fianco, se ne stiano fermi e immobili, senza batter ciglio.

Noi respingiamo ogni forma di violenza, ma ci arroghiamo il diritto quantomeno di replicare da un blog all’ennesima notizia falsa riportata nel pomeriggio dall’agenzia Ansa. Secondo quella che viene considerata la prima agenzie di notizie in Italia, il MoVimento 5 Stelle non sarebbe obbligato a raccogliere le firme a supporto delle liste per le Regionali in Sicilia. A propria ragione, l’Ansa cita l’articolo 13 della legge numero 29 del 1951, ma commette – senza preoccuparsene nè verificare – un errore mastodontico dando una lettura della questione totalmente fuorviante. Il MoVimento 5 stelle infatti non ha mai detto di essere obbligato alla raccolta firme per la presentazione delle liste nei diversi collegi provinciali, bensì per la lista regionale, il cosiddetto listino del presidente, che, secondo quanto previsto invece all’articolo 14 bis delle legge 29 del 1951, articolo che l’Ansa però sembra ignorare, prescrive la raccolta da 1800 a 3600 firme anche per chi, come noi, ha rappresentanza parlamentare all’interno delle istituzioni.

Eccoli dunque, i “professionisti dell’informazione“, titolari del sapere assoluto e mai pronti a chiedere scusa, anche quando commettono un errore che rischia di condizionare falsamente l’opinione pubblica. Siedono sempre su un gradino sopra agli altri, i finti miti dell’imparzialità. Che da quando siamo entrati in Parlamento fanno a corsa per inventarsi notizie a qualunque costo sulla pelle del Movimento 5 Stelle. Anche quando di notizia, come in questo caso, non c’è assolutamente traccia.

Basta disinformazione sul MoVimento 5 Stelle!

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Il direttore del quotidiano Il Tempo e i rapporti con Mafia Capitale

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di MoVimento 5 Stelle

Gian Marco Chiocci, direttore de “Il Tempo”, quotidiano romano dedito al fango quotidiano contro il MoVimento 5 Stelle e l’amministrazione di Virginia Raggi, va verso il processo nell’inchiesta “Mafia Capitale” con l’accusa di favoreggiamento.

Secondo gli inquirenti che hanno chiuso le indagini, il direttore de “Il Tempo” avrebbe aiutato Massimo Carminati “a eludere le investigazioni dell’autorità giudiziaria che procedeva nei suoi confronti per i delitti di associazione a delinquere di stampo mafioso e di corruzione, comunicandogli, per il tramite di Salvatore Buzzi, di avere appreso in ambienti giudiziari della indagine a suo carico e di attività di intercettazione e di riprese video in corso”.

Proprietario de Il Tempo è il parlamentare super assenteista (99,5% di assenze) Antonio Angelucci (Forza Italia) , nonché imprenditore plurindagato nel settore della sanità privata romana.

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Banche venete: tra silenzi e complicità

di MoVimento 5 Stelle

Ci avevano raccontato che il bail-in doveva servire a non mettere più a repentaglio risorse pubbliche per salvare le banche in crisi. Risultato? I partiti si sono resi conto, dopo averla votata, che la procedura per il cosiddetto “salvataggio interno” destabilizzava la fiducia dei risparmiatori e rischiava di far saltare il sistema. Dunque, hanno cercato ogni mezzo per aggirare le nuove norme europee.

Dopo la (mezza) risoluzione delle quattro banche e la ricapitalizzazione precauzionale del Monte dei Paschi (e pensare che hanno sempre considerato uno scandalo l’idea della rinazionalizzazione di alcune banche, avanzata dal M5S), ecco esplodere lo scandalo delle due banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Saltate a seguito della gestione sciagurata dei due “padroni”, i due satrapi, rispettivamente Gianni Zonin e Vincenzo Consoli, sono state cancellate dalla scena economica veneta: le parti “buone” sono state rilevate da Intesa Sanpaolo a un euro, mentre le parti “cattive” sono finite alla struttura di liquidazione, in attesa che la Sga (ex Banco Napoli) del Tesoro riesca a recuperare quanto più possibile dai circa 19 miliardi di crediti deteriorati che le sono stati affidati dai liquidatori.

Ma Intesa si è già presa circa 5 miliardi soldi pubblici senza colpo ferire, oltre alla possibilità di pescare dal cesto solamente ciò che le andava a genio delle due venete fatte a pezzi. E altri 12 miliardi di danari dei cittadini sono in pericolo sottoforma di garanzie pubbliche sugli Npl e sui rischi legali. Che ne è stato del principio per cui i contribuenti non devono pagare per i crimini dei banchieri (tutti per lo più inquisiti solo per il lieve reato di ostacolo alla vigilanza)?

Mutui “baciati” per gonfiare illecitamente il capitale, prestiti folli agli amici degli amici, moduli mifid taroccati per turlupinare i piccoli risparmiatori con le obbligazioni tossiche. La storia recente di PopVicenza e Veneto Banca è fatta di una tragica e letale commistione tra finanza spregiudicata, imprenditoria parassitaria, politica senza scrupoli in cerca di consenso. Potentati attecchiti come tumori che hanno inquinato tutta la vita pubblica dell’importante area del Nord-Est, condizionando persino il comportamento di investigatori e magistrati.

Il MoVimento 5 Stelle ha lottato, nella solitudine propria dell’unica forza politica mai coinvolta in scandali bancari, contro un sistema criminale che ha potuto prosperare anche grazie alle distrazioni e le complicità della vigilanza di Bankitalia.

Ora Intesa sta integrando le due venete nella propria struttura territoriale. Ma ci sarà un pesante taglio di sportelli bancari e di personale. Mentre si teme una riduzione del credito erogato al sistema delle imprese e si paventano altri esborsi pubblici legati all’escussione delle garanzie sui crediti deteriorati.

Ne abbiamo parlato oggi, alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, in via della Dogana Vecchia 29 a Roma con i nostri portavoce Laura Bottici, Enrico Cappelletti, Emanuele Cozzolino, Mario Giarrusso, Gianni Girotto e Alessio Villarosa. Con loro l’ex magistrato Cecilia Carreri, che ha avuto a che fare da vicino con il sistema di potere di Zonin, e il presidente Adusbef Antonio Tanza. Perché uno scandalo del genere non può e non deve mai finire nell’ombra.

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Giancarlo Cancelleri era, è e sarà il candidato presidente del MoVimento 5 Stelle #SceglieteIlFuturo

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di Giancarlo Cancelleri

Alla luce del decreto del Tribunale civile di Palermo, il MoVimento 5 Stelle annuncia che esercitando un suo diritto farà ricorso per far valere le proprie ragioni. I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che “nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio” riguardo “all’an della celebrazione” e “alla modalità di svolgimento” delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare.

Alla prima udienza dell’8 agosto la causa poteva essere decisa immediatamente ma la difesa del ricorrente ha chiesto un rinvio che il Tribunale ha concesso al 29 agosto. In tale udienza, con un Giudice diverso, la causa è stata nuovamente rinviata al 6 settembre, quando è stata tenuta da un altro giudice ancora. Quest’ultima si è riservata ed ha sciolto la riserva il 12 settembre rinviando la causa al 18 settembre. Oggi siamo fuori tempo massimo.

La scadenza per presentare il simbolo è questo sabato 23 settembre e dobbiamo inoltre raccogliere 3.600 firme per la presentazione della lista. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto, Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione e con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017.

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Accessibilità: nessuno deve rimanere indietro

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di Marco Zullo, EFDD – M5S Europa

La scorsa plenaria di Strasburgo è stata l’occasione per chiedere al Parlamento Europeo di votare a favore della normativa sui requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi che mira a migliorare la qualità di vita, nella sua quotidianità, di circa 80 milioni di cittadini europei con disabilità e di tutti i cittadini con limitazioni funzionali, come quelle legate all’età o invalidità temporanee.

Il Parlamento europeo ha approvato molti degli emendamenti che abbiamo presentato, frutto di un ottimo lavoro svolto in collaborazione con il Forum Italiano sulla Disabilità e con l’European Disability Forum. Il Parlamento europeo ha infatti votato a favore dei nostri emendamenti per rendere i prodotti e servizi, a partire da quelli fondamentali come telefoni, pc, trasporti, televisori, servizi bancari, biglietterie e altro ancora, più accessibili ai disabili.

Sono stati approvati anche altri emendamenti che mirano ad introdurre i criteri di accessibilità nella stesura dei bandi per gli appalti pubblici, come riferimento dalle autorità che si occupano di standardizzazione e, non di meno, è stata approvata la nostra richiesta di una normativa che si preoccupasse anche del cosiddetto Ambiente Costruito e che soddisfasse i criteri di accessibilità: risulterebbe quantomeno bizzarro, per esempio, preoccuparsi di rendere un bancomat accessibile se poi lo stesso bancomat viene collocato in un ambiente non raggiungibile o non utilizzabile da una persona disabile o con limitazioni funzionali di altro genere.

“L’atto europeo sull’accessibilità è una normativa di portata storica e noi, con il voto di domani, possiamo migliorare in misura notevole la qualità della vita, non solo dei cittadini europei con disabilità, ma anche dei cittadini con limitazioni funzionali, come quelle dovute all’età o alla gravidanza.

Allora, quando il relatore oggi ha aperto il suo discorso affermando che ci sono in gioco molti interessi, posso confermare che questo è vero: ci sono in gioco gli interessi di circa 120 milioni di cittadini europei. Questo è l’impatto di questa normativa. Allora, dobbiamo avere il coraggio di osare, di disegnare una strada verso il futuro che oggi spaventa qualcuno ma che apre la porta all’accessibilità, apre la porta ai servizi, al mercato del lavoro, all’istruzione, ai trasporti, all’intrattenimento, anche all’utilizzo degli smartphone.

E allora anche noi abbiamo presentato degli emendamenti per migliorare questa normativa e per renderla più ambiziosa. Primo fra tutti, è quello sull’accessibilità dell’ambiente costruito: noi non possiamo accettare il fatto, in qualche modo, di prendere in giro il cittadino, dicendogli che gli offriamo un servizio, ad esempio un bancomat accessibile, ma poi a questo bancomat non ci si arriva, perché l’edificio che lo contiene non è accessibile. Dobbiamo andare oltre quelle che sono queste limitazioni anche dei locali.

Vogliamo osare perché vogliamo ampliare questa normativa a coloro che hanno delle limitazioni funzionali, lo abbiamo detto prima, quindi un infortunio, la gravidanza, l’età, perché toccherà un po’ a tutti. Quindi dobbiamo disegnare un mondo accogliente, anche per il futuro. E ci sorprende il fatto che questa normativa sull’accessibilità non comprenda in modo forte il rispetto di questi requisiti quando parliamo di bandi pubblici. Anche per questo abbiamo presentato un emendamento, perché per noi del Movimento 5 Stelle, nessuno deve rimanere indietro”.

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I giornali volevano delle primarie fiction, noi gli abbiamo dato la realtà

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di MoVimento 5 Stelle

Per i giornali ogni scusa è buona per parlare male del M5S e in queste ore discettano sulla qualità del voto per la candidatura a premier del M5S. Candidarsi alla guida del Paese è una grande, enorme responsabilità e tanto di cappello per chiunque ha deciso di mettersi in gioco. Il più grande in bocca al lupo di tutto il M5S.

Questo fa il M5S: dare l’opportunità a chiunque di farsi Stato ed occuparsi della cosa pubblica. E’ il principio base della democrazia diretta. Sarebbero stati tutti più contenti se ci fossimo chiusi in una stanza, come fanno i partiti da decenni, e avessimo deciso una rosa farlocca da presentare per inventarci una competizione che soddisfacesse la sete di quotidiani e di tg. Ma per favore. Ma per favore, prendetevi un po’ di realtà ogni tanto!

Tutti sanno come funzionano certe primarie, ad esempio quelle del Pd: c’è un candidato sostenuto dal partito e gli altri pescati dentro (per simulare un vero e proprio match), ai quali viene garantita una quota specifica di voti, giusto perché perdano con dignità riuscendo a restare capi della loro piccola corrente. Le primarie del Pd servono a pesarsi e poi a riposizionarsi dentro al partito e nelle correnti. E’ una fiction, ma contenti loro.

Da noi questo non esiste, nessuno deve pesarsi, nessuno deve spartirsi quote di potere. questa mentalità non ci appartiene. Nel M5S è tutto più semplice e democratico: esce un post su un blog, ci sono delle regole e tutti possono partecipare. Niente schede bianche, niente stand elettorali pagati coi soldi dei contribuenti, tutto a costo zero e il candidato, infine, è espressione diretta dei cittadini.

Ecco, molti dei giornali di regime a quanto pare volevano delle primarie fiction come delle quel Pd o di altri partiti, noi, per l’ennesima volta, gli abbiamo dato la realtà.
Avanti tutta, già si sentono tremare la terra sotto i piedi!

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Fai il volontario a #Italia5Stelle

di Mattia Fantinati

Ciao a tutti, mancano davvero pochi giorni a Italia 5 Stelle: 22,23 e 24 Settembre ci vedremo tutti a Rimini. Sarà un evento importantissimo per il MoVimento 5 Stelle ma sono sicuro un evento importante anche per il futuro del nostro Paese. Per noi la politica è partecipazione e coinvolgimento dal basso, ed ecco perché sono qui a chiedervi un aiuto, sia monetario, oppure facendo parte della nostra squadra di volontari.

Si sa, se uno fa qualcosa, il volontario per un evento, riesce a viverlo in un modo più personale, più di gruppo, più intimo, diverso. Riesce insomma a fare un’esperienza nell’esperienza. Se vuoi avere informazioni su come fare, scrivi una mail a volontari5stelle@gmail.com. C’è chi ha già fatto tanto, c’è chi ha già donato, e a questi va il mio ringraziamento, e il mio ringraziamento di cuore andrà a tutte le persone che si uniranno a noi. Perché ricordatevi che tutti insieme, uniti, riusciamo davvero a fare la differenza e cambieremo questo Paese. Ci vediamo tutti a Rimini tra qualche giorno.

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Il candidato premier del MoVimento 5 Stelle: i candidati

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi alle 12 si è conclusa la fase di accettazione delle candidature come stabilito nelle Regole pubblicate il 15 settembre. Ringraziamo tutti coloro che hanno accettato la candidatura e hanno deciso di partecipare a questo importante momento della vita del MoVimento 5 Stelle. Dopo le opportune verifiche, la lista provvisoria dei candidati che sarà sottoposta alla votazione degli iscritti è la seguente:
Cicchetti Vincenzo
Di Maio Luigi
Fattori Elena
Frallicciardi Andrea Davide
Ispirato Domenico
Novi Gianmarco
Piseddu Nadia
Zordan Marco
In bocca al lupo a tutti.

Ps: Coloro che hanno sottoposto tempestivamente una candidatura ritenuta priva di tutti i requisiti richiesti, potranno formulare osservazioni o fornire elementi integrativi a prova della sussistenza di detti requisiti entro le ore 15.00 di domani 19/9/2017

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La truffa del Dieselgate continua

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di Eleonora Evi, EFDD – M5S Europa

Volkswagen richiama i veicoli per aggiornare il software illegale, dicendo che l’auto così riparata rispetta i limiti dell’omologazione. È davvero così? Sono sempre di più i test e le notizie che dimostrano il contrario, le auto continuano ad inquinare oltre i limiti. I consumatori sono ingannati due volte? La Commissione nei giorni scorsi, insieme alle autorità per la tutela dei consumatori, ha scritto a Volkswagen per chiederle di riparare tutti i veicoli interessati entro la fine dell’anno, cosi come aveva promesso. Ho la sensazione che si tratti dell’ennesima azione di facciata.

Penso sia chiaro a tutti che l’inganno non si risolverà con dei semplici aggiornamenti delle centraline. Perché il problema, oltre che abbastanza ovvio dal punto di vista tecnico, è anzitutto politico. E non riguarda una sola casa automobilistica, bensì 35 milioni di veicoli diesel sporchi in giro per l’Europa.

La commissione d’inchiesta ha appurato che c’è stata una frode, ovvero: Commissione europea e Stati membri hanno consentito l’omologazione di veicoli che superavano abbondantemente i limiti emissivi. Malgrado ci fossero già le tecnologie adatte all’abbattimento delle stesse emissioni. Frode e lucro.

Inoltre, si è consentito alle industrie una proroga ingiustificata ai limiti in vigore dal 2015, legalizzando emissioni del 110% in più fino al 2020. Ad oggi non abbiamo raggiunto alcun risultato concreto. D’altronde siamo abituati all’immobilismo dell’UE di fronte alle grandi multinazionali.

Nel mentre le vendite di Volkswagen sono cresciute del 16%. Ora, io non sono un’esperta di questione economiche, ma mi sembra chiaro che la schizofrenia e l’immobilismo delle istituzioni europee abbiano paradossalmente rafforzato VW. Perché in Europa vince sempre e solo il più forte. Altro che “Unione del diritto” (giusto per citare le parole di Juncker), il Diselgate, oggi, è la dimostrazione che questa Europa è l’Unione dell’ipocrisia.

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