Terrorismo Mediatico di stampo partitico

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di MoVimento 5 Stelle

La strategia messa in campo dai partiti e dai media per denigrare e diffamare il MoVimento 5 Stelle segna oggi un cambio di passo. Oggi si inaugura la fase del Terrorismo Mediatico. Dopo aver tentato invano la narrazione dei “Grillini incompetenti” ed essere smentiti dalle azioni dei nostri amministratori, ora iniziano con il raffinato storytelling dei “Grillini violenti”. La suggestione è stata lanciata ufficialmente ieri da Renzi con un post su Facebook e immediatamente rilanciata da Berlusconi con la prima pagina de Il Giornale.

Nel giorno del referendum catalano, la Pravda berlusconiana, spara addosso al MoVimento a caratteri cubitali: “Delinquenti a Cinque Stelle”. Segue una ricostruzione completamente falsa a cura di Francesco Maria Del Vigo in cui afferma che il MoVimento 5 Stelle difende i violenti e lo accusa di complicità con gli organizzatori della macabra provocazione dei manichini. Balle che sono come ordigni lanciati in una piazza per scatenare il panico e la psicosi contro il MoVimento.

La verità è un’altra. Sono stati i nostri amministratori a ospitare il G7 a Torino e Venaria. Il MoVimento e i suoi principali portavoce (Chiara Appendino a livello locale e Luigi Di Maio a livello nazionale) hanno prontamente condannato i violenti e gli atti violenti. Nessuno di loro ha organizzato o preso parte a manifestazioni violente o macabre come quella dei manichini, che peraltro abbiamo condannato pubblicamente. E il popolo che ci sostiene mai si è macchiato di violenze o di azioni illegali, come invece vogliono far credere i terroristi mediatici. Questa è la posizione ufficiale del MoVimento 5 Stelle, chi ne ha altre le esprime a titolo personale e comunque al di fuori della nostra comunità.

La rabbia del Paese che sarebbe esplosa in faccia a chi l’Italia l’ha devastata, è stata trasformata dal MoVimento in un’energia positiva e pacifica che si esprime attraverso il voto popolare e all’interno di una cornice istituzionale. Delegittimare questa forza con mitragliate di accuse infamanti e menzogne è un atto terroristico di stampo mediatico con precisi mandanti politici: il segretario del Pd e il suo pregiudicato compagno di merende al Nazareno.

Da qui in avanti sarà sempre peggio. I partiti e i mezzi di comunicazione al loro servizio (praticamente tutti) separeranno ad alzo zero contro il MoVimento e i suoi portavoce, senza nessun ritegno e senza nessun rispetto della verità. L’unico antidoto è informarsi sui fatti, non sulle opinione di editorialisti complici dei politici, e soprattutto diventare ognuno di voi un inviato del Paese reale, quello distante anni luce dalle redazioni dei giornali e dei telegiornali mantenuti in piedi con denaro pubblico o elargizioni di qualche magnate. Nessuno di noi è un delinquente e non permetteremo a nessuno di dirlo impunemente.

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Il Giornale c’è ancora, mancano i lettori

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di MoVimento 5 Stelle

Il Giornale, quotidiano fondato e guidato da Montanelli per 20 anni e poi finito in disgrazia, sta vivendo il momento più buio della sua storia. A giugno 2017 ha venduto appena 57.000 copie, circa 15.000 in meno rispetto al giugno 2016 e oltre 100.000 in meno rispetto a dieci anni fa.

In dieci anni il Giornale ha perso una marea di lettori e vende solo un terzo delle copie che vendeva nel 2007. In linea con gli altri giornaloni, Il Giornale si avvia verso il declino totale: da qui a seguire l’Unità verso la scomparsa nel nulla il passo è breve. E’ ciò che accade quando si prendono in giro lettori e anziché fare informazione si pubblicano fake news e balle colossali solo per compiacere il proprio editore o il di lui fratello. Da qui a qualche anno Il Giornale forse ci sarà ancora, sicuramente non ci saranno più i lettori.

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E gli asini volano

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di Beppe Grillo

L’articolo apparso ieri su Il Giornale a firma di Giampiero Timossi è totalmente falso, un fake come altri dello stesso giornalista: Anche Grillo e Casaleggio vogliono farsi una banca, Grillo vara la supertassa Nel mirino gli stipendi superiori a 3.500 euro, Il “piano salute” del M5s: guerra totale alle medicine, Casaleggio accusa Grillo: un casinaro, il flop colpa sua e altri. Tutti articoli che col tempo si sono rivelati falsi. Lo stile è sempre lo stesso: notizie inventate e virgolettati falsi spacciati come retroscena senza nessuna verifica. Per questa gente gli asini volano. Quello con il MoVimento 5 Stelle per me è un rapporto siamese, inscindibile, indissolubile. Come ogni membro della nostra comunità mi impegnerò finchè avrò forza per il nostro Paese e per il MoVimento 5 Stelle e invito ognuno di voi a fare altrettanto. Da qui alle politiche nessuno può permettersi passi indietro. Avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, tutto il nostro entusiasmo e tutta la nostra forza.

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#RaiChiediScusa per le balle sul referendum

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di Beppe Grillo

Il sondaggio sulle bufale dei media si è concluso. I risultati sono i seguenti:
60%: Se vince il NO paese a rotoli: bufala diffusa da tutti i media italiani, con rare eccezioni, per comodità è stata attribuita alla RAI che maggiormente si è distinta per la campagna a favore del SI, fregandosene del suo ruolo di servizio pubblico
17%: Grillo vuole una banca: bufala diffusa dal Giornale (prima pagina)
14%: Beatrice Di Maio: bufala diffusa da La Stampa (chiamata La Busiarda a Torino) e smontata dall’intervista di Franco Bechis a Titti Brunetta
9%: Buche a Roma (del 2014): bufala diffusa da L’Unità, qui maggiori informazioni
La RAI vince quindi il Bufalino d’oro e presto gli sarà consegnato il premio. Pretendiamo scuse pubbliche ai cittadini italiani per la campagna di disinformazione messa in atto per il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. Basta prendere in giro i cittadini che pagano il canone. La RAI cominci a fare informazione imparziale e veritiera.

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SONDAGGIO – I media italiani devono chiedere scusa ai cittadini #ChiedeteciScusa

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di Beppe Grillo

E’ bastato prospettare ai media di essere sottoposti a un’operazione verità che sono subito andati con il cervello in pappa, a cominciare dal modo in cui è stato riportato il post dell’altro giorno. “Grillo vuole il tribunale del popolo“. Falso. “Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare” è quanto scritto. I giudici popolari non sono un tribunale del popolo e sono previsti dall’ordinamento italiano. Sono estratti a sorte da apposite liste cui, a patto di alcuni requisiti, chiunque può partecipare. Formano la maggioranza della composizione della Corte d’Assise e della Corte d’Assise d’Appello che sono gli organi giurisdizionali competenti a giudicare i reati più gravi, rispettivamente in primo grado e in appello. I giudici popolari possono giudicare su un omicidio e non sarebbero in grado di determinare se Grillo vuole una banca solo perchè Davide Casaleggio ha incontrato l’AD di una banca online o se una buca del 2014 può essere utilizzata per imputare una colpa a Virginia Raggi nel 2017? Non scherziamo.

I media hanno parlato di “fascismo“, di “mordacchia alla stampa“, di “illiberalismo“. Ma la proposta sanzionatoria non sono nè multe nè limitazioni della libertà di scrivere, ma semplicemente di chiedere umilmente scusa per la balla propinata e di dare alla verità la stessa evidenza che è stata data alla falsità. Cosa c’è di scandaloso in questo? Se uno sbaglia, chiedere scusa non è il minimo? E non è forse giusto chiedere che la verità venga ristabilita? Che meraviglioso gesto sarebbe se l’anchorman del tg della sera iniziasse la puntata di oggi dicendo: “Signori scusate, in questi anni abbiamo diffuso notizie false e manipolate, vi abbiamo mentito. Da oggi ci sforzeremo di fare un’informazione che sia degna di questo nome“. Dall’alto della loro arroganza non lo faranno mai e continueranno a perdere copie vendute e telespettatori fino a scomparire. Ma noi abbiamo il dovere di ristabilire la verità e pretendiamo che chi ha diffuso balle si scusi.

Oggi lanciamo un piccolo sondaggio sulle quattro balle più eclatanti degli ultimi tempi, il vincitore riceverà il “Bufalino d’oro” e inizieremo una campagna per pretendere le scuse ufficiali di chi ha diffuso la bufala. Il sondaggio è sul mio profilo Twitter di modo che chiunque possa partecipare. Le opzioni sono:
Beatrice Di Maio: bufala diffusa da La Stampa (chiamata La Busiarda a Torino) e smontata dall’intervista di Franco Bechis a Titti Brunetta
Grillo vuole una banca: bufala diffusa dal Giornale (prima pagina), la verità è semplicemente che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l’AD di una banca online che ha ricevuto vari premi per l’innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete
Buche a Roma (del 2014): bufala diffusa da L’Unità, qui maggiori informazioni
Se vince il NO paese a rotoli: bufala diffusa da tutti i media italiani, con rare eccezioni, per comodità verrà attribuita alla RAI che maggiormente si è distinta per la campagna a favore del SI, fregandosene del suo ruolo di servizio pubblico

SONDAGGIO: Qual è la peggiore bufala dei media degli ultimi tempi? Il vincitore sarà premiato con il “Bufalino d’oro” #ChiedeteciScusa

— Beppe Grillo (@beppe_grillo) 15 gennaio 2017

Buon voto!

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