Chi uccide il fotovoltaico italiano

di Gianni Girotto

Produrre energia pulita in Italia è un atto di coraggio ripagato con multe salatissime che scoraggiano i cittadini a prendere la strada delle rinnovabili. Nel nostro paese ci sono 550.654 impianti fotovoltaici incentivati con le tariffe del Conto Energia per 17.750 MW di potenza, oltre ad altri 150 mila installati negli ultimi 4 anni circa che non prendono tariffe incentivanti. Ma chi decide di investire in questo settore oggi, come più volte denunciato, è esposto al rischio fallimento a causa della sovrabbondanza di ostacoli architettati dai governi Renzi-Gentiloni per affossare un settore di assoluta avanguardia. Se non si cambiano subito le regole, si rischia di schiacciare l’esperienza italiana, una delle più avanzate al mondo, mandando gambe all’aria i bilanci di Enti pubblici, privati e operatori del settore che hanno scelto le buone pratiche delle rinnovabili, contribuendo alla transizione energetica.

A causa di strumenti normativi inadeguati, infatti, il GSE applica sanzioni sproporzionate sulle irregolarità per gli impianti fotovoltaici incentivati negli anni scorsi. In parole povere, basta un banale vizio di forma, un documento scritto male, per far scattare una penale eccessiva, che puo’ prevedere la cancellazione della tariffa incentivante e la restituzione degli incentivi erogati negli anni. Dobbiamo quindi evitare ulteriori storture che mettano a rischio gli investimenti del settore. Chi agisce in buona fede va tutelato, non punito.

È questo il senso dell’interrogazione urgente ai ministri dello Sviluppo economico e delle Finanze presentata dal Movimento 5 Stelle a mia prima firma. Non possiamo permettere che le sanzioni – per giunta retroattive – si espandano a macchia d’olio solo perché la norma è sbagliata. Ma vediamo qualche numero: degli oltre 550 mila impianti installati, più di 480 mila (ovvero quasi l’89%) sono stati fatti da utenti residenziali e da attività produttive piccole e medie. In buona sostanza si tratta di proprietari di casa e aziende i cui investimenti sono a rischio a causa di un sistema poco equilibrato.

A riprova dello squilibrio in essere i dati sui controlli pubblicati dal GSE stesso dai quali si nota che nel 2016 si sono rilevate irregolarità per il 35% dei controlli effettuati, una quota più che tripla rispetto al 10% del 2015. Le verifiche del 2016 sono state effettuate su oltre 4.000 impianti per quasi 3 GW di potenza. Con la conclusione dei procedimenti si è ridotto il costo di tutti gli incentivi di circa 39 milioni di euro.

La legge dice che gli incentivi vengono tolti e devono essere restituiti in caso di irregolarità. E fin qui nulla da dire. Ma qui siamo di fronte al paradosso che sbagliare a compilare un documento equivale alla truffa architettata per rubare i soldi degli incentivi. In questo caso ci si prende una sanzione allo stesso modo, con la sospensione della tariffa e l’obbligo di restituire quanto ricevuto fino ad allora. Una stortura inaccettabile, che rischia di mandare in fumo gli sforzi di quanti credono nella produzione dell’energia pulita. L’allarme arriva contemporaneamente anche dagli imprenditori del settore. Mentre il recente l’annuncio di Eni che vuole installare 220MW di fotovoltaico non passa inosservato, dal momento che si tratta proprio della stessa potenza che il GSE sta colpendo in queste settimane. Qualcuno mira a costituire un regime di oligopolio anche sul fronte fotovoltaico?

Senza contare che per esempio nel caso dei Comuni tutto questo rischia di trasformarsi in un doppio danno per la collettività in quanto non solo viene punito chi non ha colpa, sia pure un ente pubblico, ma addirittura si finisce per sottrarre importanti risorse destinate alle comunità. Inoltre di fatto si finisce per privare gli impianti della valenza finanziaria necessaria per continuare a produrre, minando di fatto il raggiungimento degli obiettivi internazionali per le fonti rinnovabili e rischiando l’abbandono di una parte sostanziale degli impianti più recenti ed innovativi costruiti in Italia. Insomma, oltre il danno anche la beffa ambientale.

Calenda e Padoan devono quindi intervenire subito per modificare le regole che portano a sanzioni sproporzionate relative alle verifiche sugli impianti che producono energia da fonte rinnovabile, nel rispetto degli sforzi da parte di Enti pubblici e privati che credono nella necessità di un rinnovamento energetico.

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Programma Energia M5S: Incentivi statali ai fossili o alle rinnovabili?

Il quesito che sarà affrontato oggi riguarda lo spostamento degli incentivi statali dalle alle rinnovabili: “Sei d’accordo con lo spostamento degli incentivi statali dalle fonti fossili all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili?” Ce ne parla Paolo Rocco Viscontini, CEO di Enerpoint.

di Paolo Rocco Viscontini

Il Programma energetico del Movimento 5 Stelle prevede un progressivo ma deciso passaggio dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili, con una chiara attenzione all’efficienza energetica.

OBIETTIVO ITALIA: 100% RINNOVABILE
Le fonti fossili beneficiano d’incentivi molto importanti, maggiori rispetto le fonti rinnovabili, incolpate del costo elevato dell’energia in bolletta. Scarsa attenzione è data invece ai sussidi di cui beneficiano le fonti fossili. Parliamo di cifre importanti che riteniamo sia corretto trasferire allo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, per perseguire quello che è l’obiettivo del Movimento 5 Stelle: 100% energia rinnovabile il prima possibile, attraverso una road map condivisa e che nel giro di pochi decenni avrà la possibilità di vedersi realizzata. Alcuni Paesi della Scandinavia hanno già questo obiettivo: entro il 2050 essere 100% rinnovabile senza contributi ai gas climalteranti.

I CAMBIAMENTI CLIMATICI
Un argomento importante riguarda il cambiamento del clima. Non si tratta più di un parere di pochi. Tutta la comunità scientifica condivide la tesi che il clima sta cambiando. Il cambiamento climatico comporta dei costi molto elevati: danni causati dagli eventi atmosferici estremi come la siccità, problemi enormi causati dall’immigrazione (solamente in un anno si stima circa che 20 milioni di popolazioni sono costrette a migrare a causa dei cambiamenti climatici). E’ importante intervenire nel modo più deciso possibile. Come? Cercando di equilibrare i numeri tra fonti fossili (che rappresentano il motivo principale del cambiamento climatico) e fonti rinnovabili.

SUSSIDI ALLE FOSSILI
Che cosa significa quando parliamo di sussidi alle fossili? Il Fondo Monetario Internazionale parla in Italia di 13 miliardi di euro, Legambiente in quasi 15 miliardi di euro. Grazie allo studio di Legambiente sono propri stati messi in luce degli esempi più significativi di cui ora vi parlo.

1. Le royalties che le società petrolifere in Italia pagano per l’estrazione del petrolio o del gas sono molto inferiori rispetto a quelle che pagano i competitor nei Paesi del Nord Europa. Se solamente ci si avvicinasse (neanche dico a raggiungere) ai valori delle Royalties degli altri Paesi, si potrebbe generare un gettito di 1,2 – 1,3 miliardi di euro all’anno.
2. Agevolazioni alle industri energivore. Sarebbe opportuno armonizzare il sistema tariffario a livello europeo, perché le tariffe di energia elettrica sono uno strumento di politica industriale. Paesi come la Germania hanno deciso di abbassare in maniera consistente il prezzo dell’energia nel settore industriale e aumentare molto il prezzo nel settore residenziale. Questo genera una competitività del settore industriale tedesco molto superiore all’Industria italiana. In un’Europa che si dice unita: non dovrebbe accadere. Il nostro obiettivo è quello di tassare l’energia in base all’inquinamento che produce, ma è importante avere una visione europea in un mondo globalizzato perché non ci sia concorrenza sleale che viene inevitabilmente generata anche da questi squilibri di prezzi dell’energia.

SUSSIDI ALLE RINNOVABILI: RICERCA, INDUSTRIA E OCCUPAZIONE
Togliere progressivamente i sussidi alle fossili, e applicare delle tassazione ben proporzionate all’impatto ambientale e sanitario delle stesse fossili genera delle risorse, come le possiamo utilizzare?
1. Rendere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica alla portata di tutti, per agevolarne la diffusione.
2. Migliorare le tecnologie grazie alla ricerca: l’Italia purtroppo è sempre il fanalino di coda dei paesi industrializzati in quanto investimenti e ricerca. E’ importante dedicare molte più risorse alla ricerca che permetterà di raggiungere risultati migliori in termine di riduzione dei costi, di riduzione d’impatto ambientale delle tecnologie. La ricerca genera occupazione, competenza e permette a un paese di distinguersi.
E’ importante che queste azioni avvengano in un periodo medio lungo, con coerenza e senza incorrere negli errori del passato. Mi riferisco al fotovoltaico che aveva creato una cosa come 100 mila occupati che sono andati persi nel giro di un anno.

INCENTIVARE RINNOVABILI ED EFFICIENZA: COSA SIGNIFICA?
Cosa significa in concreto, incentivare rinnovabili ed efficienza? Significa creare le condizioni perché le fonti rinnovabili si diffondano in maniera incisiva sul territorio. Perché questo possa avvenire, non è sufficiente avere solo dei pannelli solari o delle turbine eoliche che producono energia. Bisogna accumulare questa energia, e gestirla. Siamo nell’era della smart grid: a livello locale è doveroso gestire i flussi di energia in maniera più ottimale possibile, dando priorità alle fonti pulite in primis, poi un giorno saranno solo fonti pulite ma ci vorrà del tempo. Ecco quindi che con dei software adeguati è possibile già adesso dare delle priorità: prima di tutto si utilizza dell’energia prodotta dal fotovoltaico nel momento in cui serve. Quando questa energia non può essere utilizzata laddove viene prodotta perché è week end (ad esempio) questa energia può essere accumulata oppure può essere utilizzata nella zona. Quando questa energia non c’è perché c’è brutto tempo oppure è notte, si utilizza l’energia dagli accumuli che hanno bisogno ancora di aiuti in modo che nei prossimi anni possano diffondersi in maniera più importante. Quando anche l’energia accumulata nelle batterie non è sufficienza, si utilizzerà l’energia idroelettrica, che a sua volta proviene dai bacini che possono essere gestiti, caricati anche dall’energia solare diurna e così via anche con un utilizzo di energia da biomassa, nel momento in cui le fonti che abbiamo visto prima non sono disponibili. E’ necessaria un’intelligenza, un cervellino, che alla fine gestisce questi flussi di energia.

Mi auguro che grazie a queste informazioni siate in grado ora di poter esprimere un parere con consapevolezza: siete d’accordo o meno sullo spostamento degli incentivi dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica?

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