Jobs act, la credibilità del centrodestra è zero

di MoVimento 5 Stelle

Ancora una presa in giro agli italiani. Ora Berlusconi dice di voler abolire il Jobs act e se la prende con la precarietà imposta dalle riforme del Pd. Ancora una volta, la sua credibilità sta a zero.

Nessuno ha dimenticato l… Continua a leggere Jobs act, la credibilità del centrodestra è zero

La verità sui dati della disoccupazione: il lavoro stabile è morto

di MoVimento 5 Stelle

Ogni mese il Partito Democratico manipola i dati Istat per coprire il massacro del lavoro portato avanti a colpi di Jobs Act e precariato. La realtà, però, è sempre la stessa: Istat conferma che a crescere sono ormai solo i pos… Continua a leggere La verità sui dati della disoccupazione: il lavoro stabile è morto

Il tasso di disoccupazione reale è oltre il 20%

di MoVimento 5 Stelle

Un articolo del Corriere della Sera conferma finalmente ciò che il M5S ripete da anni su disoccupazione reale, fallimento del Jobs Act e pessime condizioni del lavoro in Italia. Meglio tardi che mai.

Ecco l’eredità dei gove… Continua a leggere Il tasso di disoccupazione reale è oltre il 20%

Il tasso di disoccupazione reale è oltre il 20%

di MoVimento 5 Stelle

Un articolo del Corriere della Sera conferma finalmente ciò che il M5S ripete da anni su disoccupazione reale, fallimento del Jobs Act e pessime condizioni del lavoro in Italia. Meglio tardi che mai.

Ecco l’eredità dei gove… Continua a leggere Il tasso di disoccupazione reale è oltre il 20%

#ConcettaResisti

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di Luigi Di Maio

La povertà in Italia è a livelli intollerabili da anni. Nessun governo ha fatto niente: 10 milioni di poveri non sono una priorità, non hanno neanche un nome. Hanno trovato miliardi e miliardi per salvare i (papà) banchieri che un cognome ce l’hanno (massacrando i risparmiatori), ma nessuna seria manovra per debellare la miseria dilagante. La situazione è diventata esplosiva. Gli italiani continuano a impoverirsi e non c’è niente che faccia sperare in un cambiamento.

Ieri una donna di 46 anni, Concetta Jolanda Candido, che aveva perso il lavoro a gennaio, si è data fuoco per la disperazione davanti a una sede Inps di Torino. E’ stata salvata appena in tempo, ma le ustioni sono gravi e la prognosi è riservata. Concetta faceva le pulizie nella birreria “Befed brew pub” di Settimo Torinese in via Ariosto, il 13 gennaio scorso era stata licenziata e non ha più trovato lavoro. Nella birreria lavorava da una decina d’anni, poi, nel gennaio scorso, l’azienda che ha sede a Udine ha deciso di assegnare il servizio di pulizie a una ditta esterna e tanti saluti. Aveva chiesto la disoccupazione ma non aveva ricevuto nulla. Ieri, dopo la tragedia, l’Inps Piemonte ha fatto sapere che “la domanda era stata già evasa il 16 giugno con valuta 26 giugno“. Purtroppo questo aiuto non è arrivato in tempo per evitare questo gesto disperato.

Concetta per mesi è stata abbandonata, lasciata senza reddito e senza diritti (cancellati con un tratto di penna dal jobs act) da uno Stato che se stai annaspando, anziché aiutarti ti spinge ancora più giù. Concetta non aveva nessuna certezza dei suoi diritti, nessun figlio ministro, nessuna corsia preferenziale. Sola. Secondo il fratello, a portarla a questo gesto è stata “la difficoltà di sopravvivere”.

La sua condizione è quella di molti italiani. Tre milioni sono senza lavoro. Tre milioni sono inattivi che hanno rinunciato a cercarlo. Tantissimi sono i precari. Concetta forse era più debole di loro, ma uno Stato civile è proprio ai più deboli che deve pensare. Dal 2013 i governi che si sono succeduti ci hanno sempre impedito di discutere in Parlamento la nostra proposta di Reddito di cittadinanza che non è solo un sostegno di dignità, ma un attivatore sociale e una vera manovra economica. Ti salva la vita quando resti senza reddito e poi ti aiuta a trovare un nuovo lavoro e a reinserirti nella società. Ci hanno sempre raccontato che non ci sono i soldi. La domenica dei ballottaggi, in gran sordina, il governo ha messo a disposizione 17 miliardi per salvare le banche venete che la politica ha disintegrato e senza che nessun manager paghi pegno. 17 miliardi sono esattamente le coperture del Reddito di Cittadinanza. Istituirlo è il miglior modo per dare una risposta a questa persona.

A Concetta e altri 10 milioni di italiani il governo ha preferito Zonin (il super manager della Popolare di Vicenza) e una manciata di banchieri.

Prima che dagli elettori, sarete giudicati dalla vostra coscienza.

#ConcettaResisti!

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L’Italia sull’orlo del fallimento #IlDebitoDiRenzi

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di MoVimento 5 Stelle

Il debito pubblico raggiunge un nuovo record storico per colpa delle politiche disastrose di Matteo Renzi. A marzo lo stock di debito è salito a 2260 miliardi e pochi giorni fa la Commissione europea ha previsto che il rapporto debito/Pil sarà in crescita anche nel 2017 (al 133,1%). Di fronte a questo Renzi, tutti i partiti e l’informazione fanno finta di nulla, con il il Paese a un passo dal default. A breve si raggiungerà un punto di non ritorno.

Non serve un economista per capire il perché di questo fallimento.

Il rapporto debito/Pil sale se anno dopo anno il debito cresce più velocemente del Pil. Renzi ha strozzato il Pil e mantenuto alto il deficit con misure clientelari invece che con investimenti produttivi. Il mix perfetto per condurre l’Italia verso il default.

Facciamo un appello al Capo dello Stato affinché non lasci che questa situazione ormai disperata porti l’Italia nel baratro finanziario e politico.

In 3 anni il Governo Renzi ha piazzato l’Italia all’ultimo posto in Europa per crescita, ha eliminato il posto di lavoro stabile con il Jobs Act e ha scialacquato decine di miliardi per bonus elettorali.

JOBS ACT
Se togli ai giovani qualsiasi prospettiva di un futuro stabile i consumi non ripartono e il nostro tessuto di piccole e medie imprese soffoca per mancanza di profitti. Un giovane precario non si sposa o si sposa molto tardi, non fa figli (e per forza dopo c’è bisogno di migranti per far crescere l’economia) e soprattutto tende a risparmiare il più possibile il misero reddito che guadagna.
Non contento di ciò, Renzi ha drogato il Jobs Act con quasi 18 miliardi di incentivi statali per poi toglierli all’improvviso dall’1 gennaio 2016. La bolla dei contratti a tutele crescenti si è così sgonfiata in pochi mesi e dall’anno scorso sono cresciuti solo voucher e contratti a termine

BONUS A PIOGGIA, NIENTE INVESTIMENTI
Il “Rottamatore” ha rottamato solo le sue promesse di cambiamento. Come un navigato politico della prima repubblica ha speso decine di miliardi per bonus elettorali, sacrificando l’unica spesa necessaria in tempi di crisi: gli investimenti produttivi. Basta un elenco veloce per capirci: 10 miliardi all’anno per il bonus 80 euro (che ha poi ripreso a quasi 1 milione di italiani), quasi 18 miliardi per il Jobs Act e varie altre mancette miliardarie. In tutto più di 40 miliardi che potevano essere utilizzati per creare occupazione diretta intervenendo nella manutenzione diffusa del territorio, negli investimenti locali (la rete ferroviaria per i pendolari, ad esempio) e nei settori strategici (energie rinnovabili, connettività, ricerca e sviluppo)

I TAGLI AI SERVIZI PUBBLICI E AGLI ENTI LOCALI
Mentre sperperava la flessibilità concessa dall’Unione Europea per tentare di vincere il referendum costituzionale Renzi si dimostrava un fedele esecutore del Fiscal Compact, tagliando risorse reali alla sanità pubblica e agli enti locali (quindi a scuola, strade, trasporto pubblico e raccolta differenziata)

Questa tenaglia terrificante di sprechi e austerità ha distrutto ogni speranza di una solida ripresa economica. Il Pil italiano è cresciuto di qualche misero zerovirgola, trascinato a stento dal calo del prezzo del petrolio e dalle manovre monetarie di Draghi. Intanto il resto della zona Ue cresceva a ritmi doppi o tripli. Oggi Gentiloni e Padoan devono fare il lavoro sporco per riparare il disastro Renzi: l’Iva salirà di nuovo a partire dal 2018, raggiungendo l’aliquota folle del 25 %.
Più Iva significa ancor meno consumi primari, ancor meno profitti per le nostre imprese e ancor meno investimenti privati. Il rapporto debito/Pil è quindi destinato ad aumentare fino al default, che potrebbe arrivare anche prima a causa di una crisi bancaria che lo stesso Renzi, insieme a Padoan e alla famiglia Boschi, ha contribuito ad alimentare.

La cura Renzi ha mandato in coma il paziente Italia. O si cambia ora o mai più.

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Il Jobs Act di Renzi è una disgrazia, ecco la conferma dell’Inps

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di MoVimento 5 Stelle

È arrivata dall’Inps una pessima pagella per Matteo Renzi. I dati definitivi sul mondo del lavoro nel 2016 sono da mani nei capelli e confermano il fallimento della sua riforma principale, il Jobs Act.

Il paradosso è che lo scorso anno non solo sono crollati i nuovi contratti a tempo indeterminato rispetto al 2015 (-37,6%, da oltre 2 milioni a 1.264.865) ma il livello degli stessi è stato ancora più basso del 2014 (1.271.398) prima cioè che entrasse in vigore il Jobs Act. Questo significa che senza la droga degli incentivi pubblici il Jobs Act è il nulla assoluto: non crea posti di lavoro e non favorisce i contratti stabili. Renzi ha quindi stanziato quasi 20 miliardi di incentivi pubblici per nascondere l’inconsistenza della sua riforma e appena ha dovuto ridurli dal 100% al 40% la bolla occupazionale si è sgonfiata. Lo abbiamo sempre detto, ma adesso arriva la conferma ufficiale dei tecnici.

Fa rabbia pensare che con quei 20 miliardi si poteva finanziare il reddito di cittadinanza, il salvataggio dei risparmiatori senza ulteriore debito pubblico o un piano di investimenti pubblici infrastrutturali (magari anche per la prevenzione sismica e del rischio idrogeologico).

Nel complesso il saldo dei contratti a tempo indeterminato nel 2016 è positivo di sole 82.000 unità (-91% sul 2015) e considera anche le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti (teoricamente) stabili. Senza esse, che pure sono diminuite del 35%, il saldo sarebbe addirittura negativo.

A far la parte dei leoni, oltre ai voucher, sono i nuovi contratti a tempo determinato (in aumento dai 3,4 del 2015 ai 3,7 milioni del 2016). Come dire che per tre anni Renzi ci ha tenuti prigionieri di un bluff! Ora che l’illusionista bugiardo se ne è andato la realtà torna a prendere il sopravvento sulla propaganda: il precariato dilaga e l’occupazione ristagna.
Come era ovvio a pagare questo fallimento sono stati innanzitutto i salari dei nuovi lavoratori a tempo determinato, i più numerosi. In un anno sono calati dello 0,3% e la discesa è destinata a continuare.

La ricetta per creare lavoro rimane una e una sola: aumentare gli investimenti pubblici e privati. Per i primi serve la sovranità monetaria e fiscale che l’Unione Europea ci nega, i secondi sono innescati dalla crescita della domanda interna, cioè da misure di sostegno al reddito e dagli stessi investimenti pubblici.

BOCCIATA la riforma costituzionale dal popolo italiano,

BOCCIATO l’Italicum dalla Corte Costituzionale e

BOCCIATO il Jobs Act dai dati Inps,

cosa rimane del Governo Renzi? Parole, parole, parole…

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L’unico 40% del Pd è quello della #disoccupazione giovanile

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di MoVimento 5 Stelle

La disoccupazione resta al 12% a dicembre. E quella giovanile si riaffaccia sopra quota 40%. E’ un tragico gioco dell’oca: si torna sempre al punto di partenza con questi governi. Gli occupati stabili diminuiscono con l’afflosciarsi del doping degli incentivi contributivi, i giovani continuano a emigrare o rimangono a marcire in casa, mentre aumenta il numero di quelli che hanno un lavoro solo tra gli over 50, imprigionati da una folle riforma delle pensioni targata Fornero.

Poletti appare l’unico che con il Jobs act ha trovato un posto stabile (da ministro), saltando dal governo del Bomba a quello dell’avatar del Bomba. E con queste norme sta realizzando il suo (nemmeno tanto segreto) sogno: cacciare via dall’Italia tutti i ragazzi che cercano di realizzarsi.

Ricordiamo che nel solo 2015 abbiamo perso 100 mila italiani
, in gran parte proprio giovani. C’è un solo modo per invertire la rotta ed è quello di sostenere i redditi e l’occupazione direttamente, ciò che prevede la nostra proposta sul Reddito di cittadinanza.

Insieme a un programma di investimenti pubblici nei settori strategici, sarebbe possibile trattenere la cosiddetta fuga dei cervelli che oggi rappresenta uno dei principali effetti negativi della crisi.
Loro sprecheranno almeno 18 miliardi in tre anni con il Jobs act. Al M5S sono bastati finora 18 milioni delle restituzioni sugli stipendi dei portavoce per creare quasi 10mila posti grazie al microcredito.

La differenza già si vede. E si vedrà molto di più quando andremo al governo. Al voto subito!

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#IoSfiducioPoletti, chi sta con i giovani voti la sua sfiducia

di MoVimento 5 Stelle Camera

Ora basta. E’ inammissibile che il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si riferisca ai giovani italiani emigrati all’estero a cercare lavoro così: “conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi“. Questi sono i toni che fanno male all’Italia. Davanti al dramma di 100 mila giovani che ogni anno lasciano il nostro Paese per fuggire a Londra o in Australia o chissà dove perchè non riesce a trovare un maledetto lavoro che gli permetta di vivere con dignità, il ministro del Lavoro italiano gli dice che è felice di non averlo tra i piedi. Ma che modi sono? E poi chi è Poletti? E’ noto per essere ministro del Lavoro nel momento in cui la disoccupazione giovanile sta battendo tutti i record e per la cena assieme a Buzzi, il re di Mafia Capitale, e Casamonica.

#iosfiduciopoletti
Quello noto per i voucher e la cena assieme a Buzzi, il re di Mafia Capitale, e Casamonica pic.twitter.com/wngDKYmr3N

— Movimento 5 Stelle (@Mov5Stelle) 20 dicembre 2016

Se c’è uno che non soffriremmo ad avere tra i piedi è lui. Poletti ha chiesto scusa. E chi se ne frega. Ogni dichiarazione di questi ministri e politicanti rende sempre più ampia la spaccatura tra il Paese reale e chi vive nei palazzi. Tra chi arranca per arrivare alla fine del mese e chi, tra cene di partito, scorte e salotti, viene coccolato. #IoSfiducioPoletti. Il MoVimento 5 Stelle sta depositando alla Camera una mozione di sfiducia, a prima firma Ciprini, nei suoi confronti. Basta falsa solidarietà e basta scuse. Vedremo chi sta con lui e chi sta con i giovani.

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La Repubblica sprofondata sul lavoro #VoucherNoGrazie

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di Mattia Fantinati

L’INPS sbugiarda il JobsAct di Renzi che si sta mostrando per quello che è: un disastro di riforma del lavoro che sta riducendo gli italiani in miseria. È odioso dire “ve lo avevamo detto” eppure ci risiamo: l’ennesima grande balla gonfiata ad arte da questo Governo.
L’INPS rivela dati aggiornati ed inquietanti. Nei primi dieci mesi del 2016, al netto delle trasformazioni, i contratti a tempo indeterminato sono stati 1 milione e 370 mila, ne sono cessati ben 1 milione e 308 mila, cioè un saldo positivo di appena 61 mila unità. L’Osservatorio dell’INPS conferma che questo dato è peggiore dell’89% rispetto al saldo positivo di 588.039 contratti stabili dei primi dieci mesi del 2015. Perché questo crollo? Semplice, riduzione degli incentivi: diminuito il doping, sgonfiato il muscolo.
A proposito di doping: aumentano i voucher del 32%, utili a gonfiare i dati sull’occupazione. Ben 121,5 milioni i voucher per remunerare con un valore nominale di 10 euro il lavoro occasionale. A diminuire in questo caso, solo i diritti e le speranze degli italiani che ormai vivono una situazione di caporalato legalizzato.
Sempre l’Osservatorio dell’INPS conferma il triste trend dei licenziamenti: ben +3,4%, passando dai 490.039 agli attuali 506.938. Gran parte di questi per motivi disciplinari, passati da 47.728 a 60.817; e poi qualcuno si chiede ancora perché difendevamo ARTICOLO 18 e contestavamo le (inesistenti) tutele crescenti. Soldi pubblici, ben diciassette miliardi di euro gettati in decontribuzioni e bonus, senza i quali torna tutto come prima e anche peggio. Alla faccia delle riforme strutturali, anche queste precarie, almeno in questo il governo Renzi è stato coerente. Eppure doveva essere la “volta buona”, e lo è stato, ma solo per erodere i diritti dei lavoratori che oggi tra JobsAct e Riforma Fornero si trovano imprigionati in un mercato del lavoro infernale.
Mentre si continua a spostare l’attenzione da una parte all’altra, l’Italia affonda. L’Italia di Renzi e Gentiloni è quella fondata sui voucher, con cui puoi permetterti al massimo un pasto in un fast food.
Infatti aumentano i poveri relativi e quelli assoluti: +141% negli ultimi dieci anni. Oggi infatti l’8% degli italiani, cioè ben 4,6 milioni di persone, vivono in uno stato di indigenza assoluta. Un dato vergognoso che raffrontato con il dato Istat-Eurostat del 2005, dove la popolazione in povertà assoluta era meno di 2 milioni, evidenzia l’unica crescita che gli ultimi governi hanno saputo realizzare: la povertà degli italiani.
L’undici gennaio la Corte Costituzionale deciderà sull’ammissibilità del referendum sul JobsAct. Se ci sarà la possibilità di andare al voto ed esprimere il parere del popolo sovrano sull’azione del governo, ricordatevi di questi numeri. Dopo il 4 dicembre prepariamoci a dare un altro schiaffone all’arroganza e alle prese in giro di questo esecutivo.

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