Lotta alla povertà: ecco come si passa dalle parole si passi ai fatti

di Laura Agea, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Era il 2015 quando proprio in questa Aula il Presidente della Commissione europea Juncker presentò la creazione del pilastro sociale. Il 17 novembre di due anni dopo, quindi dopo lunghi tempi di gestaz… Continua a leggere Lotta alla povertà: ecco come si passa dalle parole si passi ai fatti

Ministro delle finanze unico e Troika per tutti. Lo ‘stato dell’Unione’ di Juncker è terrificante

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Con il suo classico discorso sullo “stato dell’Unione” il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker si è accodato alle recenti dichiarazioni di Angela Merkel, Wolfgang Schäuble, Emmanuel Macron e Mario Draghi. Nulla di realmente nuovo per chi legge questo blog, e proprio per questo è stato un discorso terrificante. La direzione auspicata è quella tedesca, già formalmente approvata da PD e Forza Italia al Parlamento europeo, che hanno votato un report (qui tutti i dettagli) inglobante le idee teutoniche sul ministro unico delle finanze della Zona Euro e l’istituzionalizzazione della Troika.

IL MES DIVENTA FONDO MONETARIO EUROPEO
Così verrà istituzionalizzata la Troika attraverso la revisione dell’assetto istituzionale dell’Unione Economica e Monetaria. La proposta, sulla quale c’è già un mezzo accordo Parigi-Berlino porta alla trasformazione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) in un Fondo Monetario Europeo, che interverrà in modo frequente con “aiuti” finanziari elargiti nelle situazioni ritenute “opportune” dai burocrati. Cosa vuol questo dire aiuto? Di certo non sarà gratuito. Per due motivi, primo e più paradossale: lo pagheremo noi stessi. L’Italia, infatti, è il terzo contribuente economico al Meccanismo Europeo di Stabilità. Il secondo motivo, e più crudele: l’attivazione di questo nuovo meccanismo comporterà il “commissariamento”, mirato, ad esempio, ad applicare riforme liberali ed impopolari nel mondo del lavoro, privatizzazioni di sanità e beni pubblici, aumenti di tasse o dell’età per il pensionamento.

BUDGET DELL’EUROZONA
La proposta che è sul piatto non è ad oggi ben delineata, soprattutto su come verrà finanziata questa linea di budget. Non siamo a favore di un bilancio dell’Eurozona che comporterebbe altri sacrifici contributivi, senza che siano prima risolti gli squilibri economici dovuti all’adozione della moneta unica tra 19 economie diverse. Ad esempio chi accumula surplus (Germania, Olanda e Lussemburgo, violando le stesse regole europee odierne) dovrebbe contribuire di più attraverso trasferimenti fiscali nell’ordine di almeno decine di miliardi di Euro. Le riforme richieste in cambio del contributo economico non dovranno avere un orientamento eccessivamente liberale (svalutazione salari tramite riforme del lavoro, riforme delle pensioni, privatizzazioni e vendita di beni dello Stato).

SCHEMA DI GARANZIA DEI DEPOSITI COMUNE
Ad oggi non c’è una chiara volontà politica per creare un sistema di garanzia davvero europeo e credibile. Sul piatto c’è una situazione di compromesso che non comporta una reale condivisione dei rischi. In particolare per l’opposizione dei Paesi del Nord. L’Unione Bancaria nel suo secondo pilastro (che riguarda la risoluzione degli istituti in crisi, dove è contenuto il bail-in) mette di fatto a rischio il risparmio. Noi vogliamo difendere il risparmio degli italiani come sancito dalla Costituzione, quindi vogliamo che ci sia: o un meccanismo europeo credibile; o uno nazionale che garantisca con una banca centrale pubblica senza rischi per i cittadini di perdere risparmi.

EUROBOND
Anche in questo caso la proposta sul tavolo non prevede un vero e completo meccanismo di condivisione del rischio sul debito, ma un progetto dove rimarranno fortemente marcate le differenze tra i debiti dei Paesi. Nella proposta, la maggior parte dei titoli di Stato rimarrà escluso dal sistema di “condivisione”, e verrà introdotto il rischio sui titoli sovrani per i bilanci delle banche. Creando problemi ai sistemi bancari dei Paesi con “rating” inferiore, che ad oggi contabilizzano i titoli di Stato a rischio zero.

Il commento del portavoce Marco Valli:

“Oggi il presidente della Commissione europea Juncker ha confermato quello che già tutti sapevano: la Germania comanda l’Europa. Le idee di Merkel e Schäuble, su cui c’è già un accordo con Macron, sono quelle di un ministro delle finanze unico della Zona Euro e la conseguente istituzionalizzazione della Troika. Verrano così costretti gli Stati membri a ricevere aiuti da un fantomatico bilancio e fondo monetario europeo (finanziato da loro stessi) in cambio di pesanti condizionalità, sul modello greco. La cosa più incredibile è che PD e Forza Italia si accodino a queste richieste e che anzi abbiano già votato positivamente al Parlamento europeo un report che conteneva tutti questi elementi. Come al solito, la vecchia politica in Europa non è in grado di risolvere alcuno dei problemi degli italiani. Fa sorridere pensare oggi alle “sparate” di Matteo Renzi e del PD contro l’attuale assetto istituzionale imposto da Bruxelles, considerando il fatto che quest’ultimo andrà a peggiorare e divenire ancora più stringente anche grazie ai loro voti. L’Italia e gli italiani hanno bisogno di un Governo che in Europa si faccia rispettare e che non si pieghi supinamente ai voleri della Merkel”.

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Le banche ombra gestiscono il mondo

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di MoVimento 5 Stelle Europa

Il settore bancario (e quello della finanza ad esso collegato) è completamente fuori controllo. Nessuno con precisione sa quanti soldi girino nel mondo, esiste un universo immerso nell’ombra dove il tracciamento diviene impossibile da qualsiasi autorità. E la cosa più spaventosa e che questa montagna silenziosa di denaro potrebbe distruggere qualsiasi economia occidentale, visto che il suo ammontare – come ci riferisce un rapporto pubblicato il 10 maggio dal Financial stability board (Fsb) – è pari al 120% del PIL di tutti i Paesi del mondo messi insieme.

Questi OFI, definiti dallo studio “altri intermediari finanziari”, sono cresciuti di 3mila miliardi di dollari rispetto al 2014. Specialmente perché al crescere delle borse molti capitali hanno lasciato il settore bancario cosiddetto tradizionale. Il dato di cui sopra non comprende Paesi come la Cina, il cui settore OFI vale 7300 miliardi di dollari alla fine del 2015 e dove le banche ombra hanno avuto una crescita del 31% tra il 2014 e il 2015 stesso. I soldi generati vanno a finanziare i debiti delle imprese di Stato e i precari progetti immobiliari dei Governi locali.

Come riporta Internazionale, gli esperti dell’Fsb, però, si aspettavano indicazioni molto più interessanti dallo studio, soprattutto perché non hanno ricevuto tutti i dati che volevano avere. Un importante centro finanziario come il Lussemburgo – del celebre presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker – non ha inviato i suoi dati.

Alla luce di questo mostro oscuro è davvero impossibile pensare che non capiterà più alcuna crisi. I mezzi per mettere in sicurezza il sistema ci sarebbero anche, il MoVimento 5 Stelle propone da anni la creazione di un moderno Glass-Steagall Act basato sulla separazione delle attività di credito tradizionali dalle attività finanziarie speculative, una regolamentazione severa anche per gli intermediari del sistema ombra e un solido strumento di protezione dei depositi bancari basato sulla garanzia illimitata di una banca centrale, che funga da prestatore di ultima istanza.

Solo così potremo mettere in sicurezza il sistema e allo stesso tempo proteggere i cittadini e i loro risparmi. Ma l’UE non vuole ascoltare e le sue scelte politiche (per il momento) vanno in un’altra direzione. Il commento di Marco Valli, portavoce M5S in Europa: “Per scongiurare davvero il pericolo delle crisi sistemiche è fondamentale agire sul sistema finanziario in modo deciso. Oltre a proporre la separazione Bancaria, il M5S sta provando da tempo a suonare l’allarme sul sistema bancario ombra, prima che esploda l’ennesima crisi improvvisa, dove i cittadini potrebbero essere chiamati ancora una volta a pagare il prezzo della speculazione e l’incapacità della politica di agire. Stiamo presentando da tre anni emendamenti in quasi tutti i testi del Parlamento europeo che trattano il tema bancario, ma poche volte vengono supportati da una maggioranza. Le lobby finanziarie sono influenti, potenti ed interessate a mantenere il sistema bancario ombra deregolamentato. La politica deve andare oltre queste pressioni ed agire nella tutela dell’interesse collettivo”.

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L’Europa è guidata dal re dell’evasione fiscale di Stato

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di MoVimento 5 Stelle Europa

La pistola fumante è arrivata. Il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato nuove rivelazioni sull’operato dell’attuale presidente della Commission europea Jean-Claude Juncker quando dal 1995 al 2013 è stato primo ministro del Lussemburgo.

Se nel 2014 lo scandalo Luxleks aveva mostrato i meccanismi di una gigantesca operazione di elusione fiscale praticata da multinazionali e governo del Lussemburgo che aveva fatto perdere miliardi di entrate tributarie ai governi nazionali dei singoli Paesi in cui le multinazionali prevalentemente operavano, oggi abbiamo nomi e cognomi di chi ha architettato questo scandalo: l’attuale presidente della Commissione europea. È lui – secondo l’inchiesta giornalistica – che ha bloccato ogni tentativo di riforma europea di armonizzazione dei sistemi fiscali nei diversi Paesi europei sfruttando il principio dell’unanimità che vige in seno al Consiglio europeo per alcune decisioni.

Secondo il The Guardian: “Juncker ha speso molti anni nel suo precedente ruolo di primo ministro del Lussemburgo bloccando segretamente ogni sforzo europeo di combattere l’elusione fiscale praticata dalle multinazionali”. In Europa ci sono Stati che per anni si sono arricchiti sulle spalle degli altri. Juncker rappresenta una contraddizione visto che, nella sua vita politica, ha sempre agito in nome della sua appartenenza nazionale: ha fatto arricchire il proprio Paese alle spalle degli altri partner europei, alla faccia dell’Unione e dello spirito comunitario che lui dovrebbe rappresentare.

Al Parlamento europeo il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione di censura a Juncker bocciata poi dal ‘Patto del Nazareno’ che governa tuttora l’Europa. Gli stessi che nel primo anno della Commissione TAXE, la commissione specialmente nata con il compito di esaminare le pratiche fiscali in Europa, hanno negato che nello scandalo LuxLeaks il Lussemburgo, e chi l’ha governato finora, abbia avuto una responsabilità politica nell’architettare queste pratiche. Oggi, grazie a una inchiesta giornalistica seria e indipendente, sappiamo che avevamo ragione. Se l’Europa vuole sopravvivere a se stessa deve archiviare gli ultimi 20 anni di furbizie e sopraffazioni. L’Europa deve sfiduciare Juncker.

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