Lotta alla povertà: ecco come si passa dalle parole si passi ai fatti

di Laura Agea, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Era il 2015 quando proprio in questa Aula il Presidente della Commissione europea Juncker presentò la creazione del pilastro sociale. Il 17 novembre di due anni dopo, quindi dopo lunghi tempi di gestaz… Continua a leggere Lotta alla povertà: ecco come si passa dalle parole si passi ai fatti

Abbattiamo le barriere architettoniche nelle scuole e nelle università

di Laura Agea, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

Tutti i luoghi pubblici devono essere accessibili. Il Parlamento europeo ha approvato la strategia europea sulla disabilità. La deputata belga Helga Stevens ha fatto un ottimo lavoro che dà priorità al… Continua a leggere Abbattiamo le barriere architettoniche nelle scuole e nelle università

Vicini al popolo greco

di Laura Agea, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa

Siamo vicini al popolo greco. È vergognosa la decisione dell’Eurogruppo di sospendere gli aiuti alla Grecia in risposta all’introduzione di una tredicesima alle pensioni sotto gli 850 euro. Tutti devono sapere da chi arriva questa nuova scudisciata al popolo greco che da anni sopporta grandissimi sacrifici. I due registi di questa operazione sono il socialista Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, e il Ministro delle Finanze tedesco il popolare Wolfgang Schaeuble, lo stesso che auspicava la vittoria del SI al referendum costituzionale in Italia. PPE e S&D governano in tandem tutte le Istituzioni europee. Sono loro i responsabili di queste politiche sbagliate che si accaniscono sui cittadini senza portare a casa nessun risultato.

Il 5 dicembre, in occasione della riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles, il Ministro delle Finanze francese annunciava con fiducia e determinazione che il governo greco aveva fatto grandi passi per implementare le riforme chieste dalla Troika. Senz’altro l’accordo era alle porte, e sarebbe stato chiuso prima di Natale. Era tempo, diceva il Ministro, di ricompensare gli sforzi della Grecia con un abbassamento del debito, perché: la Grecia ha mantenuto la parola. E’ ora che l’Europa mantenga la sua.

Queste, Signor Commissario, sono state anche le Sue parole in occasione di quella riunione. Incitava Lei stesso i creditori della Grecia a prendere in considerazione l’impegno mostrato dal governo greco. Ma ecco che, ancora una volta, ci ha pensato il governo tedesco a chiudere subito il rubinetto, per impedire alla Grecia di ricevere quel poco respiro che l’Europa era disposta ad offrire.

La Germania, la stessa che da anni viola le regole sul surplus. La stessa che danneggia tutta l’area euro non investendo quanto invece dovrebbe. Per il Ministro tedesco Schäuble, niente è mai abbastanza. La Grecia non ha fatto abbastanza: “ci vuole più austerità, bisogna implementare nuove riforme strutturali”. Da che pulpito! Il Ministro tedesco dovrebbe spiegarci quali sono le “riforme strutturali” messe in campo dalla Germania per evitare un nuovo dieselgate o per aumentare i salari dei minijob!

Vi chiedo, cari colleghi, di interrogarvi con sincerità sulle ragioni di tanta rigidità. Diventa sempre più difficile allontanare il pensiero che l’inflessibile rigidità del Ministro Schäuble e del suo governo nasconda ben altre intenzioni, che nulla hanno a che fare il reale stato di attuazione delle riforme implementate in Grecia: piuttosto, non saranno forse le elezioni in Germania previste per il prossimo anno a rendere il Ministro Schäuble così rigido e inflessibile? Una campagna elettorale vissuta sulla fame di quei genitori che non riescono più a nutrire i loro figli, sulla pelle di quelle madri che si danno alla prostituzione per riuscire a comprare almeno la colazione per i loro bambini. La prostituzione è aumentata del 150%, i casi di HiV del 200%.

Questa, caro Ministro Schäuble, è solo una delle agghiaccianti conseguenze della squallida dimostrazione di forza che Lei sta cercando di vendere ai Suoi elettori. Gli elettori che non vengono ascoltati, ma solo suggestionati. Gli elettori che non sono stati ascoltati in Grecia con il referendum voluto da Alexīs Tsipras. Gli elettori che non vengono ascoltati in Italia, che hanno detto NO alla riforma della Costituzione, NO a Renzi e al governo delle banche, ma si ritrovano, dopo pochi giorni, un premier telecomandato da Renzi stesso.

Che dire poi dell’altrettanto squallido teatro dello “scarica-barile” a cui i cittadini greci, l’Europa, e il Mondo intero stanno assistendo dopo che l’Eurogruppo ha fallito nel suo intento di abbassare il debito? Questo, cari colleghi, è infatti quello che stiamo osservando: uno “scarica-barile” in cui persino gli Artefici dell’austerità vogliono ora negare la propria Responsabilità, dipingendosi come vittime di accuse infondate, e aggiungendo così ulteriori insulti alle uniche vere vittime di questo teatro: i cittadini greci. Su un fronte, il Fondo Monetario Internazionale, e sull’altro fronte il Meccanismo Europeo di Stabilità: coinvolti in un grottesco scambio di accuse in cui il FMI si affretta a dipingersi come difensore del popolo greco, “avvertendo” che quella soglia del 3,5% per il surplus dopo il 2018 richiederà nuove misure di austerità, dannose per la ripresa economica.

Colleghi, rendiamoci conto che persino il FMI si vergogna dell’Austerità che sta schiacciando la Grecia! E se ne vergognano persino le istituzioni europee, che si affrettano subito a denunciare il FMI, per potersi liberare a loro volta dell’infausta “macchia dell’aguzzino” che è ormai divenuta ingombrante per tutti.

Per tutti, tranne che per il Ministro Schauble e per il governo tedesco, che sembrano quasi vantarsi della propria spietatezza. Colleghi, mentre il FMI gioca a palla con il Meccanismo Europeo di Stabilità per determinare “chi è il Cattivo”, nel frattempo nessun accordo è stato trovato dai Ministri dell’Eurozona, mentre il governo greco valuta nuove riforme del lavoro che toglieranno qualsiasi protezione ai dipendenti del settore privato, e lasceranno per strada chi non riesce a pagare la casa.

E come se non bastasse, ad Atene si è approvato da poco il budget per il 2017, che include tagli per un miliardo di euro e prevede nuove tasse per il valore di un altro miliardo: tasse sulle cose più quotidiane, dalle chiamate telefoniche al consumo di tabacco e bevande alcoliche. Colleghi, questa Unione è costituita da 28 Stati Membri, che sono ora chiamati a scegliere. Vi invito a scegliere le parole citate più sopra: “La Grecia ha mantenuto la parola. E’ ora che l’Europa mantenga la sua.

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