Matteo Salvini, il grande bluff

di MoVimento 5 Stelle

Matteo Salvini è un traditore politico. Oggi ha perso definitivamente qualsiasi tipo di credibilità. La sua Lega Nord dopo gli scandali degli investimenti in Tanzania e dei diamanti comprati da Belsito con i soldi pubblici era … Continua a leggere Matteo Salvini, il grande bluff

Il #MetodoRepubblica denunciato all’ordine dei giornalisti

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di Davide Casaleggio

Stamani ho avuto conferma che l’Ordine dei Giornalisti ha ricevuto il mio esposto riguardo il #MetodoRepubblica. Dato che il direttore di Repubblica Calabresi non è riuscito a dire nemmeno il giorno del fantomatico incontro che ha sbattuto in prima pagina secondo il famigerato #MetodoRepubblica, nell’esposto ho prodotto le prove di come il bugiardo non fossi io.

Considerando l’intero periodo di tempo indicato da Repubblica (l’arco di una decina di giorni prima dell’affossamento della legge elettorale in Parlamento) non era possibile un incontro a Milano. Infatti per quattro giorni io ero all’estero e per i restanti Salvini era in piena campagna elettorale in giro per l’Italia: fa fede la sua agenda pubblica. 

Sembra ormai una pagliuzza, ma credo che la libertà di stampa passi anche dal valore e verità delle notizie. Oltre al fatto che non tollero di essere tacciato di bugiardo da chicchessia.

Ora esprimersi tocca all’ordine dei giornalisti. Confido nel fatto che abbiano il coraggio di fare ciò che è giusto e sanzionare questo comportamento scorretto.

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Arroganza e codardia del #MetodoRepubblica

di Davide Casaleggio

La Repubblica qualche giorno fa ha pubblicato la notizia falsa di un mio incontro che ho immediatamente smentito, vista l’enfasi data in prima pagina. Incontro molte persone e non tutte persone che la pensano come me. Non avrei nessun problema a confermare un incontro se lo avessi fatto con chiunque, ma in questo caso questo era falso ed era mio dovere ristabilire la verità. Quello che è successo dopo ha dell’incredibile.

Posso capire che un giornale più o meno volontariamente, più o meno indirizzato dal suo proprietario, possa sbagliare, ma poi dovrebbe ammettere l’errore e correggere.

Quello che invece non accetto è che dopo aver inviato la rettifica il direttore Calabresi mi dia del bugiardo sulla base di presunte “fonti certe“, che certe non sono. Ho chiesto pubblicamente al direttore Calabresi di dire il giorno e l’ora di questo presunto incontro, di modo che io avrei potuto pubblicare tutti i miei spostamenti e incontri di quella giornata per dare il via a un fact checking pubblico. Se ci fossero davvero state “fonti certe” non ci sarebbe stato certo difficile pubblicare questo dettaglio. Il direttore ha avuto paura. E’ passata quasi una settimana e Calabresi si è ammutolito, le fonti certe sono scomparse rendendo chiaro a tutti il “Metodo Repubblica“: pubblicare notizie false in prima pagina, citare presunte fonti certe, tirarsi indietro davanti a un fact checking pubblico e lasciare il dubbio nelle persone che un fatto possa essere vero anche se non lo è.

Non è accettabile questo modo di fare informazione. Fonti inesistenti o inconsistenti non possono essere usate come clave mediatiche per indirizzare il pensiero degli italiani. L’operazione politica è bieca quanto evidente: far credere alle persone che esista un’alleanza del MoVimento 5 Stelle con la Lega Nord. Questo è falso. Quello che mi conforta è che i primi ad aver capito che il Metodo Repubblica non è finalizzato a un’informazione libera sono i lettori, che Repubblica perde al ritmo di 15-20.000 all’anno.

Il direttore di Repubblica Calabresi davanti alla richiesta di fact checking pubblico si è dileguato con le sue fonti, non mi rimane (come lui ha richiesto) che denunciarlo civilmente* per tutelare la mia onorabilità e fare un esposto all’ordine dei giornalisti che spero prenda le distanze da un giornalismo che pubblica falsi in prima pagina e diffama chi chiede una rettifica.

* La querela l’ha già fatta Luigi Di Maio​ , io procederò a fare l’esposto all’ordine dei giornalisti e la denuncia civile come suggeritomi dall’avvocato

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Calabresi lancia il sasso e nasconde la mano? #MetodoRepubblica

di Davide Casaleggio

Il direttore Calabresi non ha accettato la mia smentita e mi ha accusato di aver dichiarato il falso, dandomi pubblicamente del bugiardo. Io ho una parola sola e la ribadisco. Non ho mai parlato con Matteo Salvini. Ed è intollerabile che la mia onorabilità venga messa in discussione in prima pagina su un quotidiano nazionale senza portare uno straccio di prova.

Io non voglio sapere le fonti di Repubblica e nessuno glielo ha chiesto. Io voglio che Repubblica pubblichi tutti i dettagli su questo fantomatico incontro, visto che Calabresi afferma di avere delle “ottime fonti“. Finora hanno scritto che “l’incontro si è svolto a Milano una decina di giorni fa prima che la trattativa sulla legge elettorale fallisse“. E’ un po’ pochino. Ci dica invece quando è stato fatto l’incontro e dove si è svolto: due “ottime fonti” dovrebbero saperlo. Venga pubblicato il luogo preciso, il giorno preciso e l’ora precisa. Io pubblicherò la mia agenda personale e dimostrerò a tutti dove mi trovavo e cosa facevo quel giorno, se necessario con l’ausilio di testimoni.

Se sarà dimostrato, e sarà dimostrato, che io il giorno indicato ho fatto altro, allora credo che coerentemente il direttore Calabresi dovrà immediatamente dimettersi.

Se il direttore Calabresi invece lancia il sasso ma nasconde la mano, e si rifiuta di pubblicare la data precisa dell’incontro allora prenderemo atto del fatto che si sono inventati tutto di sana pianta e procederò alle vie legali, tramite la richiesta di costituzione di un Giurì d’onore o con una querela, per tutelare la mia onorabilità.

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Il #MetodoRepubblica e la morte dell’informazione

L’intervento di Davide Casaleggio a Rapallo from Confindustria on Vimeo

di Davide Casaleggio

Oggi La Repubblica apre con una notizia falsa in prima pagina. Non ci sarebbe niente di nuovo se non fosse che questa volta riguarda me ed è stata creata ad arte per screditare il MoVimento 5 Stelle. Non ho mai incontrato Matteo Salvini. Non è mai avvenuto nessun incontro segreto né con lui né con altri rappresentanti della Lega. Primo perché non ci interessa, secondo perché il MoVimento 5 Stelle agisce sempre nella massima trasparenza: gli incontri segreti non fanno parte della nostra cultura.

Quella di oggi è l’ultima di una serie di fake news diffuse dai giornali, ormai alla canna del gas, negli ultimi giorni. In occasione del mio viaggio a Roma di qualche settimana fu l’Adnkronos a mettermi in bocca parole mai pronunciate né in pubblico né in privato. Poi è stata diffusa la falsa notizia dei fischi al mio intervento a Rapallo: non ci sono mai stati e per avere conferma basta guardare i video diffusi da Confindustria, si troveranno solo applausi. Hanno continuato inventandosi una mia contrapposizione con Beppe Grillo che è inesistente ed è quanto di più lontano dalla verità ci possa essere. Infine un fantomatico incontro con Gherardo Colombo, anch’esso mai avvenuto.

Quello dei giornali è un metodo rodato, per comodità lo chiameremo “Metodo Repubblica” dato che questo giornale ne fa ampio e smodato uso. Un giornalista X inventa dal nulla una notizia falsa, il suo giornale complice la poca professionalità e negligenza del direttore (che dovrebbe pretendere più fonti certe) la pubblica, tutti gli altri giornali e le agenzie la diffondono senza verificare né chiedere conferma o smentita a nessuno, arrivano gli opinionisti che iniziano a blaterare su una notizia falsa che sembra diventare vera per il circuito mediatico deviato. Quando infine giunge la smentita, tutti fanno finta di niente e continuano a commentare la notizia falsa. Un metodo malato che è la morte dell’informazione.

Anziché inventare notizie false, questi giornalisti dovrebbero dedicarsi a raccontare i fatti senza doppi fini politici. Ci sono certamente i professionisti che fanno informazione vera e ci sono quelli che utilizzano questi metodi. Ma oggi con la maggioranza dei mezzi di informazione in mano alla politica la normalità sono le fake news in prima pagina.

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La stanza di Ciriaco de La Repubblica

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articolo liberamente ispirato allo stile di giornalismo di Repubblica, fatto di virgolettati inventati, episodi mai accaduti, spaccature inesistenti, totali falsità e bufale clamorose. Questo modo di fare giornalismo è insulso e deve finire. Prima di continuare con la lettura, rileggete l’articolo pieno di balle di Tommaso Ciriaco pubblicato La Repubblica. Niente è più triste di leggere un quotidiano il giorno dopo, Repubblica è l’unico che ti intristisce anche lo stesso giorno

di Agenzia Ansia

C’è una stanza della Repubblica in cui si lavora da tempo a un obbiettivo preciso: la diffamazione del MoVimento 5 Stelle. “Oggi cosa mi invento? – è il ragionamento di Tommaso Ciriaco, articolista del giornale – Potrei inventarmi di sana pianta un qualche virgolettato inesistente su delle assurde ipotesi alleanze di governo.” Il “giornalista” pensa proprio alla destra di Salvini e Meloni, che tanto ci cascheranno come delle pere e gli permetteranno di scrivere un altro articolo, e se ne frega se il MoVimento ha sempre detto e dimostrato che non fa alleanze con nessuno. “Ma sì: Ciriaco può pure scrivere tutte le balle che vuole sui 5 Stelle – è l’analisi che il direttore Calabresi ripete in privato – Una bufala più è grossa meglio è, ormai ne pubblichiamo una al giorno.”

Ogni articolo dei giornalisti di Repubblica parte da una premessa: se diciamo la verità sul MoVimento 5 Stelle prenderanno ancora più voti di quelli che prendono nonostante le nostre bugie. Meglio allora continuare a sparare balle tutti i giorni, “pubblicate” con soddisfazione negli ultimi mesi dal giornale di De Benedetti. Come quella di ripetere che la Casaleggio Associati fa contratti con gli eletti del MoVimento 5 Stelle, un’invenzione diffamatoria che solo giornalisti “a la Ciriaco” potevano creare. Nulla è lasciato al caso, in questa fase. Ogni cosa che dice Beppe Grillo – come l’ultima intervista al giornale francese – viene completamente stravolta nel senso e nel significato. E’ un lavoro di fino, forse pagato troppo poco.

A Ciriaco va bene così. Da pragmatico, il giornalista si dedica alla rincorsa di un posto migliore nella redazione: “E’ meglio continuare a dire balle e mantenere il posto e magari far carriera – è la sua linea – piuttosto che iniziare a dire la verità e dovermi cercare un nuovo lavoro.” Tra i giornalisti di Repubblica, nessuno la pensa diversamente: “Siamo un giornale che non dice la verità“.

Ps: Salvini, Meloni, mangiate tranquilli. Il MoVimento 5 Stelle non fa alleanze con quelli che da decenni sono complici della distruzione del Paese.

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Firme false: a Verona ci sono PD, Lega, NCD e FI

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di MoVimento 5 Stelle

C’è il Partito democratico, c’è la Lega Nord, c’è Forza Italia e c’è il Nuovo Centrodestra. Non manca nessuno nello scandalo firme false che ha colpito, a macchia di leopardo, gran parte della provincia di Verona. Con una differenza, rispetto al caso di Palermo, per il quale la stampa ha fatto pelo e contropelo: il Movimento 5 Stelle non ne è coinvolto, anzi, sono stati alcuni attivisti pentastellati a denunciare il tutto, in qualche caso ricevendo come ringraziamento, qualche spintone e qualche minaccia velata. E nessuno, o quasi, ne sta parlando.

Hanno patteggiato sindaci di importanti centri come San Bonifacio (Giampaolo Provoli) e Pescantina (Luigi Cadura), di altri paesi della provincia come Pressana (Stefano Marzotto), esponenti politici di rilievo, come un assessore del comune di Verona (Alberto Bozza) e un ex assessore della Provincia (ora nel Cda dell’autostrada del Brennero), Carla De Beni. Tutti hanno ricevuto condanne fino a cinque mesi e qualche giorno: il limite massimo per non doversi dimettere, secondo la legge Severino (che richiede sei mesi). Due consiglieri comunali del Movimento, Anna Firolli e Samuele Baietta, e i due deputati della zona, Francesca Businarolo e Mattia Fantinati hanno segnalato il fatto al prefetto, evidenziando come le elezioni che si erano tenute in quei comuni fossero da ritenere invalide: molte liste, infatti, non avevano raccolto le firme necessarie.
Ora sulla faccenda potrebbe dire la sua anche il Tar.

Resta un dato di fatto: al di là di quanto previsto dalla legge, siamo davanti a numerosi politici che si sono dichiarati colpevoli, patteggiando, di un reato. Non solo nessuno ha fatto un passo indietro, ma non è arrivata nemmeno una sana autocritica. Tutto va avanti come se nulla fosse successo.

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La Lega di Salvini fallisce sempre. Cade il sindaco di Padova


di Jacopo Berti, M5s Veneto

Bitonci è caduto: qualche ora fa una parte della maggioranza e tutti i membri delle opposizioni si sono dimessi.
Del sindaco leghista ricorderemo solo le imbarazzanti provocazioni, le battaglie anti-kebab e ebola, ma nessun risultato per la città. Il suo piano per la sicurezza è rimasto uno slogan, la sua battaglia contro il degrado mai iniziata.

Bitonci e la Lega hanno umiliato Padova e la sua immagine nel mondo.
È ora di restituire dignità a questa città, di ridarle lo spessore culturale che l’ha resa grande.

Per i cittadini questa è una liberazione e ora ci chiedono di cambiare. Noi siamo pronti.

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