Livorno: emergenza alluvione, aperto un conto corrente per gli aiuti

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Un conto corrente unico dove far confluire tutte le donazioni dopo il violento nubifragio che si è abbattuto sulla città di Livorno nella notte tra sabato e domenica scorsi, causando 8 morti e provocando ingenti danni alle abitazioni, agli esercizi commerciali, alle aziende industriali e alle infrastrutture pubbliche. Lo ha deliberato la Giunta Comunale nella riunione di lunedì 12 settembre (delibera GC 522).

Mentre continuano le attività della grande macchina dei soccorsi, con la collaborazione di forze dell’ordine, volontariato, moltissime associazioni del territorio e di tanti cittadini, il Comune per affrontare l’emergenza ha attivato un conto corrente dedicato alla raccolta di fondi.

Il conto è intestato “Comune Livorno – Fondo solidarietà alluvione Livorno” ed è attivo presso la Tesoreria Comunale, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.

Le coordinate bancarie sono
IBAN – IT 02 X 01030 13900 000006800927

Su di esso cittadini, associazioni o imprese potranno versare la propria libera offerta.

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Livorno rialza la testa

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di Filippo Nogarin, sindaco M5s Livorno

Con grande fatica e dolore la città sta cercando di rialzare la testa.
La protezione civile, i vigili del fuoco, i tecnici di Asa ed Enel stanno facendo insieme ai volontari un lavoro straordinario e i risultati si vedono.
Ieri a quest’ora avevamo 2700 abitazioni senza corrente elettrica. Ora siamo scesi a 293 e, grazie a un massiccio intervento attualmente in corso, entro le prossime due ore scenderemo a quota 220.
Nel frattempo Aamps sta lavorando senza sosta per rimuovere dalle strade tutti gli oggetti di cui i cittadini hanno necessità di liberarsi perché danneggiati dall’alluvione. L’indicazione, in caso non fosse possibile recarsi in una delle aree di raccolta che trovate a questo link, di lasciare gli oggetti sul marciapiedi. Sarà poi l’azienda stessa a procedere alla rimozione.
Nel frattempo ci stiamo concentrando a risolvere le criticità legate alla viabilità e questo significa, in particolare, ripristinare i quattro ponti crollati.
Questo per evitare che alcuni quartieri rimangano isolati.
Alcuni cittadini oggi hanno lamentato di non essere ancora stati raggiunti dalle squadre di protezione civile. A ieri sera le richieste di intervento arrivate alla sala operativa erano 450. Oggi, la protezione civile nazionale, la Liguria e l’Emilia Romagna, hanno inviato altre 200 unità e questo significa che saremo in grado di soddisfare la totalità delle richieste in tempi brevissimi.
Insomma, siamo al lavoro senza sosta e non abbiamo tempo né voglia di andare avanti con le solite sterili polemiche.

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Col cuore a #Livorno

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Tutto il MoVimento 5 Stelle si stringe attorno alle famiglie dei cittadini di Livorno vittime della recente alluvione: a loro vanno le nostre più sentite condoglianze. Al sindaco labronico Filippo Nogarin e alla sua squadra diciamo ‘coraggio’ e ci mettiamo a disposizione per tutto quanto è nelle nostre possibilità.

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Il MoVimento 5 Stelle salverà Atac

di Gianni Lemmetti

Il Pd non è vergine sul concordato, ma dove l’ha usato ha fallito. Con noi funziona e lo dimostreremo anche con Atac. A Livorno abbiamo dimostrato che il Movimento 5 Stelle ha saputo elaborare un piano di risanamento di una società partecipata per mezzo del concordato preventivo in continuità. Analogamente il Partito democratico, senza dire niente a nessuno, l’ha fatto in provincia di Lucca e in provincia di Massa Carrara. Il Pd non è vergine rispetto al concordato. Lo utilizza, ma siccome lo gestisce in modo politico non gli torna.

È quanto ho ricordato ieri ai consiglieri di opposizione, durante la seduta straordinaria su Atac. Sono venuti a dirci che il concordato non funziona perché crea dei problemi. Ma noi a Livorno lo abbiamo fatto per l’azienda di gestione dei rifiuti mentre il Partito democratico lo ha fatto a Massa Carrara: il nostro funziona benissimo, abbassa la tariffa, non ha chiesto un euro ai cittadini, ha prodotto un debito ‘zero’ con il servizio porta a porta esteso a tutta la città e porterà allo spegnimento dell’inceneritore entro il 2021; il Cermec, il consorzio per la gestione di rifiuti a Massa Carrara, non ce la fa a concludere il piano di concordato. Però il Pd non dice: “ci abbiamo provato anche noi ma non ci siamo riusciti”. Dicono agli altri che non ce la fanno. Forse perché lo conoscono: conoscono i loro concordati e, siccome non riescono a mettere in pratica questa misura, dicono che gli altri non ce la faranno.

Noi ce l’abbiamo fatta, invece, pagando tutti i fornitori con una percentuale superiore all’80% dei loro crediti. Chi ha parlato, in aula Giulio Cesare, di percentuali al 10% si ricorda di concordati che evidentemente non tengono conto della nuova legge modificata nel 2015: noi a Livorno abbiamo pagato l’80% dei debiti, in un azienda che era piccola ma aveva 42 milioni di euro di debiti su 30 milioni di euro di fatturato.

Tornando ad Atac, sottolineo che i rapporti tra il bilancio di Roma Capitale e la società ci sono indipendentemente dal concordato. Se io chiedessi, come ho sentito paventare, l’accordo di ristrutturazione del debito o eventualmente la ricapitalizzazione, i soldi con i quali dovrei sostenerle li dovrei trovare sul Bilancio 2017: questi soldi non ci sono. Il concordato è invece l’unico strumento che consente a Roma capitale di concordare l’appostamento di risorse al fondo crediti di dubbia esigibilità rispetto al credito nei confronti dell’Atac: lo consente ed è certificato dal tribunale.

Ricordo, inoltre, che con il concordato preventivo in continuità non si portano i libri in tribunale: l’azienda rimane completamente nel possesso delle proprie scelte industriali e il giudice fa una valutazione, per mezzo di commissari, sull’esecuzione del piano una volta omologato. L’accordo si fa con i creditori, che vengono divisi per classi in modo palese e votano tutti insieme lo stesso giorno. Così non si prendono 1.500 posizioni e si va a contrattare con il singolo fornitore: si riuniscono invece per classi e si dimostra che c’è un progetto in grado di dare continuità all’azienda in modo efficace ed efficiente con il piano di risanamento; poi si trova un accordo sul debito tutti insieme, sotto il controllo del tribunale. Quest’ultimo non vota, ci mette solo nelle condizioni di assicurare che la procedura sia rigorosa e che l’accordo proposto da parte del debitore venga rispettato.

Se il Pd, in tutti i concordati che ha votato, non è riuscito ad avere queste performance, eventualmente ci sarà un problema di metodo. Il nostro prevede per Atac un risanamento che consenta di avere un servizio con tutte le caratteristiche che sono state annunciate dalla sindaca Raggi, dal sottoscritto e dall’assessora Meleo.

Allo stesso modo, a Livorno i consiglieri comunali hanno posto come condizione il raggiungimento di obiettivi ambientali che l’azienda sta rispettando in termini di efficientamento ambientale ed economico-finanziario. Nessuna spesa ulteriore per i cittadini, perché è già sufficiente che paghino la tariffa. Allora dico al Pd: portate gli esempi dei vostri concordati preventivi in continuità o dei vostri liquidatori, e poi li confrontiamo.

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A #Livorno5Stelle meno tasse sui rifiuti e più servizi

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di Filippo Nogarin, sindaco di Livorno

Cari concittadini, in questi giorni avete ricevuto gli avvisi di pagamento della Tari.
Per la prima volta da anni, la cifra da pagare riportata sui bollettini è più bassa rispetto a al passato e questo perché l’azienda municipalizzata dei rifiuti, l’Aamps, ha cominciato a funzionare in maniera efficiente e non spreca più i vostri soldi.

Volete una prova: l’altro giorno abbiamo approvato il bilancio 2016. Aamps fa utili: 2,3 milioni di euro in più che ci permetteranno di fare investimenti, potenziare il servizio, rendere sempre più efficiente la raccolta porta a porta e di conseguenza pulita Livorno. Stiamo parlando, sia chiaro, di 2,3 milioni di euro al netto dell’accantonamento delle risorse per lo spegnimento dell’inceneritore, che resta un obiettivo strategico da qui alla fine del periodo di concordato.

A proposito di concordato. Negli anni scorsi la città ha vissuto momenti a tratti drammatici: chi voleva in ogni modo impedirci di rendere efficiente l’azienda, eliminando gli sprechi e sottraendola alle grinfie della politica da un lato e degli amici degli amici dall’altro, non ha esitato a trasformare Livorno in una discarica a cielo aperto. Tutti voi avete negli occhi alcune immagini di quei giorni, ne sono certo.

Bene. Ora che Aamps è stata rimessa sui binari giusti posso svelarvi una cosa: se ieri non avessimo preso la strada del concordato, che tanto è costata a noi e anche all’immagine della città, oggi voi nelle vostre cassette della posta vi sareste visti recapitare un avviso di pagamento tari quasi raddoppiato.

Ricapitalizzare allora l’azienda avrebbe significato proprio questo: far pagare le inefficienze, le incapacità manageriali e politiche a voi cittadini, nascondendo la polvere sotto un piano industriale da 25 milioni di euro, finanziato ovviamente con la nostra Tari, utile sì a risanare i conti dell’azienda nell’immediato, ma incapace di risolvere il problema alla radice.

Una storia già vista, basti pensare a MPS, Banca Etruria o Alitalia. Noi invece, per l’Aamps e per Livorno, abbiamo voluto scrivere una storia con un finale diverso.

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Con coraggio, puntiamo sul Reddito di cittadinanza

di Filippo Nogarin, sindaco 5 Stelle di Livorno

Quando in una città di 160mila abitanti, 30mila persone perdono il lavoro, perdono il reddito, vuol dire che le ricette del passato non funzionano più. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo puntato con coraggio verso un intervento che è il Reddito di cittadinanza. Questa nazione necessità di un vero intervento strutturale. Il più importante: intervenire sul Reddito di cittadinanza. Il 20 maggio vi chiediamo di venire a Perugia e mettervi in cammino con noi. Fatelo per il reddito di cittadinanza. Fatelo affinché tutti insieme proviamo a chiederlo con ancora più forza.

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Aamps è salva: una vittoria di tutti i livornesi

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di Filippo Nogarin, sindaco 5 Stelle di Livorno

È finita, Aamps è ufficialmente salva. Il Tribunale ha infatti disposto l’omologa del concordato preventivo in continuità, la strada che abbiamo scelto per tirare l’azienda dei rifiuti di Livorno fuori da quella palude di debiti e malagestione in cui l’avevano costretta coloro che hanno amministrato la città prima di noi.

Non ho intenzione di ripercorrere le tappe di questa vicenda che ha tolto il sonno a me, alla mia famiglia, al mio assessore al Bilancio Gianni Lemmetti, al gruppo consiliare di maggioranza e all’intero Movimento 5 stelle.
Abbiamo pagato tutti moltissimo in prima persona per aver deciso di non far ripagare ai livornesi i debiti fatti da manager e politici strapagati e oggi il Tribunale fallimentare ha promosso il nostro progetto a pieni voti.
Quella che ieri era una partecipata schiacciata da debiti e inefficienze, oggi sta cominciando a macinare utili, a modernizzarsi e ciò che più conta a riorganizzarsi al proprio interno.

La strada è ancora lunga ma le basi per il rilancio definitivo sono ottime. Lo hanno capito i creditori, lo hanno capito i dipendenti e chissà, forse in cuor loro lo hanno capito anche i profeti di sventura che nel 2015 hanno dipinto Livorno come una pattumiera a cielo aperto e noi come dei dilettanti improvvisati, destinati a far fallire l’azienda e ridurre sul lastrico le famiglie di 400 dipendenti.
Alla fine abbiamo vinto noi improvvisati, ma, come detto, abbiamo pagato tantissimo. Abbiamo visto la nostra maggioranza in consiglio comunale sgretolarsi, ed è a chi è rimasto a lottare al fianco della giunta che va il mio ringraziamento più sincero.
Io, l’assessore Lemmetti, l’attuale Cda di Aamps – 3 professionisti che hanno traghettato l’azienda nella bufera a poco più di 700 euro al mese – e alcuni dipendenti comunali ci siamo persino presi un avviso di garanzia per aver provato a risanare una partecipata senza ricorrere ai soldi dei livornesi.

Tutti noi abbiamo subito pressioni pesantissime da parte di lavoratori comprensibilmente preoccupati, ma anche da giornali, tv, partiti politici, sindacati e associazioni di categoria che hanno tentato di cavalcare questa storia in ogni modo pur di darci una spallata che ci facesse cadere. Non ce l’hanno fatta, siamo rimasti in piedi e l’abbiamo spuntata. Ma voglio essere molto chiaro: quella di oggi non è solo una vittoria di questa amministrazione, né solo del Movimento 5 stelle. E’ una vittoria di tutti i livornesi.

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Il #Governo5Stelle a Livorno e il silenzio degli incompetenti

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di Gruppo di Coordinamento Comuni 5 Stelle*

A Novembre del 2015 Livorno era su tutti i giornali e i tg nazionali, era argomento fisso dei talk show, e l’oggetto di comunicati stampa giornalieri dei parlamentari Pd, nel loro solito stile “polli in batteria”. Filippo Nogarin e la sua giunta avevano deciso di rimettere in sesto l’azienda dei rifiuti cittadina, l’AAMPS di Livorno, che era messa davvero male:

– 42 milioni di debiti;
– quasi i tre quarti del personale composto da quadri (i sindacati erano stati capaci di inventare una figura unica in Italia come il “superquadrocoordinatore”);
– servizio di spazzamento esternalizzato;
– indagini penali pendenti inerenti la malagestione del passato.

Un’azienda sull’orlo del fallimento che le passate amministrazioni avevano rimpinguato ogni anno tagliando al sociale, al trasporto pubblico e ad altri servizi essenziali. Nogarin, la sua giunta e la sua maggioranza decisero di rompere questa pessima usanza, decidendo che non un solo centesimo dei cittadini livornesi si sarebbe dovuto più spendere in quel carrozzone.

Scelsero quindi di avviare il concordato preventivo in continuità, una procedura mai adottata prima per un’azienda a totale partecipazione pubblica. L’obiettivo era trasformare l’azienda in una partecipata capace di fare economie, in grado di macinare utili, attraverso la ristrutturazione del vecchio consiglio di amministrazione, attraverso una seria riorganizzazione aziendale che passasse per il taglio degli sprechi e il rafforzamento della raccolta differenziata porta a porta.

Quasi tutti i media, guidati dal Partito Democratico, scatenarono un attacco senza precedenti contro Livorno. La città veniva raccontata a livello nazionale come una discarica a cielo aperto e il Comune come al collasso totale. Orde di cameraman indugiavano sui sacchetti di immondizia con un primissimo piano e il microfono in mano: pareva stessero per intervistarlo. I sindacati avevano scatenato un inferno, assediando il consiglio comunale per giorni e urlando cori contro i nostri consiglieri di maggioranza. La CGIL ci diede degli incompetenti, sostenendo che avremmo messo a repentaglio i posti di lavoro. Una mistificazione della realtà che non ha precedenti.

In pochi mesi il nuovo piano ha portato i primi risultati: a dicembre Aamps ha certificato 11 milioni di euro di liquidità e da quest’anno ha cominciato a saldare i propri debiti con tutti i creditori privilegiati e con una parte dei piccoli creditori, il valore della produzione è cresciuto di oltre 500mila euro rispetto alle previsioni, i costi si sono ridotti di oltre 1,5 milioni di euro, molti lavoratori, che prima erano inidonei, sono tornati in servizio, sono stati stabilizzati anche i precari storici!

Ieri il Tribunale di Livorno ha concesso l’omologa al concordato preventivo in continuità per l’Aamps. Ciò che da più parti era stato definito “impossibile” oggi è invece, realtà. È storia.

Complimenti a Filippo Nogarin, alla sua giunta e ai consiglieri del M5S per il coraggio dimostrato. Una menzione speciale al gruppo professionisti, guidati dall’avvocato Luca Lanzalone, che ci ha affiancato in questo percorso e un sincero augurio di buon lavoro alla magistratura che ha portato a termine questo procedimento in tempi giusti e con la massima attenzione.

Dopo due anni di ingiurie e attacchi alla nostra giunta livornese, ci saremmo aspettati almeno delle scuse da tutti quei media e quei partiti, che hanno massacrato senza appello Nogarin e Livorno, ma che oggi sono totalmente in silenzio nonostante questo risultato storico.

Un altro risultato storico del #Governo5Stelle. Ed è solo l’inizio.

*Il gruppo di coordinamento comuni 5 stelle è composto da Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede e Giancarlo Cancelleri

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Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci

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di Luigi Di Maio

Lo ricordo come se fosse ieri.
Ricordo gli attacchi del Pd: “voi siete pazzi, manderete il comune in default“, i titoli dei giornaloni: “il Movimento 5 Stelle non è in grado di governare“, ricordo la Cgil: “mandare in concordato un’azienda partecipata è una follia, i lavoratori perderanno il posto di lavoro“, ricordo i titoli diffamatori dei Tg nazionali: “5 stelle incompetenti“. La campagna di odio nazionale contro il Sindaco fu allucinante: minacce e intimidazioni a lui – portato dalla digos fuori città – e ai consiglieri comunali.
Media e partiti fecero passare quella scelta coraggiosa, per uno dei più grandi fallimenti della storia del Movimento 5 Stelle, fu una campagna di un’aggressività inaudita, per farci tornare sui nostri passi e quindi indurci a continuare a foraggiare le spartizioni clientelari del Pd.

Alcuni mi dissero anche: “Scaricate il Sindaco finché siete in tempo, altrimenti perderete tanti voti, non andrete mai al Governo“.
Ma il Movimento ha mantenuto la barra dritta, difendendo quella scelta a spada tratta, nelle TV e nelle piazze. E oggi finalmente arriva la notizia che ci dà ragione.
Era l’autunno del 2015, Filippo Nogarin governava da un anno Livorno e doveva prendere una decisione sull’Aamps: l’azienda dei rifiuti cittadina prossima al default per un buco di bilancio da 40 milioni di euro. Un’azienda partecipata usata dal Pd come bancomat e poltronifico per decenni.

Il Sindaco e la sua maggioranza dovevano scegliere: tagliare fondi ai servizi sociali per rifinanziare il buco nero dell’Aamps o avviare un risanamento dell’azienda di fronte al tribunale, tagliando poltrone e sprechi?
Filippo scelse coraggiosamente di avviare il concordato preventivo dell’azienda.
Il “gruppo di supporto enti locali” del Movimento 5 Stelle seguì passo passo tutto l’iter, affiancandogli i migliori professionisti.
Pochi giorni fa abbiamo appreso che il concordato è stato accettato da oltre il 70% dei creditori. A distanza di un anno e mezzo, l’amministrazione 5 stelle di Livorno ha di fatto salvato la sua azienda dei rifiuti, senza più tagliare fondi al welfare e addirittura stabilizzando i lavoratori precari.

Dopo poco tempo, l’amministrazione Nogarin, con i fondi che non aveva dovuto tagliare, ha anche avviato il reddito di cittadinanza comunale.
Ovviamente nessuno ne parla, nessuno ce ne darà mai atto, perché dovrebbero negare le loro stesse menzogne, dovrebbero smentire quella campagna diffamatoria contro il Movimento 5 Stelle che è stata strumentalizzata fino alle elezioni di Roma e Torino.
Ma la vicenda dell’Aamps di Livorno dobbiamo tenerla sempre a mente. È un vero e proprio manuale per il Movimento 5 Stelle al Governo.
Quando i nostri Sindaci fanno delle scelte, gli effetti positivi di quelle decisioni saranno percepiti a distanza anche di un anno o due, quando i riflettori si saranno già spenti e le ignobili campagne contro di loro già consumate.

Ogni scelta che tende a sovvertire lo status quo, viene attaccata immediatamente: i nostri detrattori sanno che per dimostrare le nostre ragioni con i fatti, abbiamo bisogno di mesi o anni. Loro in pochi giorni schierano sedicenti professionisti, opinionisti, commentatori in tutti i Tg per darci addosso, consapevoli che la verità si affermerà solo quando i riflettori si saranno già spenti.
Di fronte a questo schifo, c’è chi è tentato dall’arretrare per fermare il battage mediatico, lasciandosi intimidire e chi invece mantiene la barra dritta andando fino in fondo.
A me queste esperienze hanno insegnato a non mollare mai. Se siamo nel giusto, il tempo ci darà ragione e i cittadini ci seguiranno.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

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