A Natale lavori il Parlamento, non le famiglie

di Michele Dell’Orco

Saranno molti i lavoratori, spesso genitori con figli piccoli, a passare Natale, Santo Stefano e l’Epifania, sul posto di lavoro, magari dentro ad un centro commerciale, invece che in famiglia e con i loro bambini. Questo segno … Continua a leggere A Natale lavori il Parlamento, non le famiglie

Matteo Salvini, il grande bluff

di MoVimento 5 Stelle

Matteo Salvini è un traditore politico. Oggi ha perso definitivamente qualsiasi tipo di credibilità. La sua Lega Nord dopo gli scandali degli investimenti in Tanzania e dei diamanti comprati da Belsito con i soldi pubblici era … Continua a leggere Matteo Salvini, il grande bluff

Fermiamo il CETA, siamo ancora in tempo!

di MoVimento 5 Stelle

Il CETA si può ancora fermare, basta che il Parlamento voti no alla sua ratifica per l’Italia. Il trattato è entrato in vigore solo parzialmente, in attesa di essere ratificato dai parlamenti nazionali, e basta che uno Stato non lo approvi perché salti tutto. Possiamo essere i primi in Europa a ottenere questo risultato.

In questi giorni il Senato può votare no alla ratifica del CETA e l’Italia può essere il primo Paese a non approvare questo trattato che danneggia il nostro made in Italy. Il MoVimento 5 Stelle si sta battendo in tutte le sedi, e partecipa alla campagna di opposizione al CETA che va avanti in tutta Europa e in Italia dove oltre venti comuni, tra cui la capitale, hanno approvato delle mozioni di contrasto al trattato.

I politici in Senato voteranno avendo a cuore i nostri interessi, o quelli delle lobby?

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Fermiamo il CETA, siamo ancora in tempo!

Buone vacanze dal Pd: il partito delle lobby #DdlConcorrenza

pdlobby.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Il Pd manda tutti in vacanza approvando con l’ennesima fiducia un disegno di legge che avrebbe dovuto tutelare la concorrenza e ha invece ingigantito i privilegi di mercato dei soliti noti: notai, assicurazioni, compagnie telefoniche, farmaceutiche, banche e multinazionali. Persino il presidente dalla Commissione Industria al Senato, e membro del PD, Massimo Mucchetti, ha accusato direttamente la sua maggioranza. Secondo il Presidente della Commissione Industria, infatti, alcune norme contenute nel testo di legge sono strumenti “per favorire o salvaguardare alcune grandi aziende, aziende delle quali faccio i nomi: Enel, Generali, Unipol, Walgreens Boots Alliance, Big Pharma“.

Come si vede, non è più il solo MoVimento 5 Stelle a dipingere il Pd come il partito delle lobby, ma anche esponenti di maggioranza che non sopportano più di voltare le spalle ai cittadini mentre garantiscono favori e posizioni di rendita ai monopolisti privati della nostra economia. Con il ddl concorrenza il governo si è superato. Stiamo parlando non solo del governo Gentiloni, che lo ha fatto approvare, ma anche e soprattutto del governo Renzi, che lo ha presentato a inizio 2015. Elenchiamo qui solo i più macroscopici favori alle multinazionali:

IL TACITO RINNOVO sui rischi accessori a favore delle assicurazioni. Riguarda anche le polizze del settore automobilistico
L’AUMENTO DEL NUMERO DEI NOTAI. Viene aggiornato il criterio che determina il numero di notai sul territorio nazionale: si passa da 1 notaio ogni 7 mila abitanti a 1 ogni 5 mila
L’OBBLIGO DEL NOTAIO PER COSTITUIRE UNA SRL SEMPLIFICATA. Bocciata la possibilità di costituirla con una semplice scrittura privata
– L’APERTURA DELLE FARMACIE ALLE SOCIETÀ DI CAPITALI, sino al 20% su base regionale
– LA BOCCIATURA DELL’EMENDAMENTO SUL TELEMARKETING, che il M5S era riuscito a far approvare ma che è poi stato eliminato dalla maggioranza alla Camera. La misura tutelava i consumatori costringendo i call center a dichiarare la natura della telefonata e per conto di chi fosse effettuata, attendendo il benestare dell’interlocutore prima di continuare la conversazione. Il Pd ha invece preferito mantenere lo status quo: il martellamento quotidiano dei call center continuerà
– LA FINE DEL MERCATO TUTELATO DELL’ENERGIA ELETTRICA E DEL GAS, che obbligherà milioni di consumatori a passare nel libero mercato, nonostante sia molto probabile che le tariffe si alzeranno. A pagare saranno quindi famiglie e piccole e medie imprese. Su questo punto il M5S ha ottenuto un’importante e sostanziosa vittoria, in quanto ha scongiurato il passaggio “automatico” degli “smemorati” (cioè chi non si ricorderà di cambiare fornitore da qui al 1°luglio 2019) nel cosidetto “mercato di salvaguardia”, dotato di tariffe e condizioni decisamente peggiori.

In definitiva, il governo si tira indietro quando dovrebbe riconsegnare al mercato i settori monopolizzati dalle multinazionali, e diventa improvvisamente liberista quando le vittime sono i comuni cittadini. Emerge poi la solita attenzione per gli interessi dei notai, delle assicurazioni e delle compagnie telefoniche. Il ddl a questo punto si dovrebbe chiamare: “concorrenza spietata per i più deboli, rendite per i più forti”. L’ennesimo governo delle lobby vi aspetta a settembre con una Legge di Bilancio che si annuncia scoppiettante, a partire da un altro bell’aumento dell’Iva. Buone vacanze, e attenti al portafogli!

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Buone vacanze dal Pd: il partito delle lobby #DdlConcorrenza

Renzi e il Pd: un danno per l’ambiente #PdFossile

renzi-fossile_blog.jpg

di MoVimento 5 Stelle

Non lo dice il Movimento 5 Stelle. Lo hanno denunciato, numeri alla mano, esperti e docenti universitari che hanno partecipato al convegno “Energia 5 Stelle: dal fossile a efficienza e rinnovabili, quale via”.

Mentre il MoVimento 5 Stelle ha presentato un programma energetico che punta alla transizione ecologica, portando l’Italia fuori dal carbone entro la fine della prossima legislatura e fuori dall’era del petrolio e dei fossili entro il 2050.
Renzi e i governi Pd, con le mani e piedi legati ai conflitti d’interessi delle lobby del fossile e dalle difese delle posizioni di rendita di chi distribuisce energia, in questi ultimi quattro anni hanno danneggiato il settore delle rinnovabili. Un settore fortemente legato al ‘made in Italy’ e che potrebbe creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.


Qualche dato del disastro targato Renzi e governi Pd dal 2013. Sono numeri da far impallidire il peggior Berlusconi.

Tra il 2013 ed il 2015 in Italia la produzione da energie rinnovabili è calata del 7,5%

Tra il 2013 ed il 2015 le emissioni di CO2 in Italia sono aumentate (aumentate!) del 10%.

Nella mappa mondiale degli investimenti del settore delle rinnovabili, l’Italia è passata dal 6° posto del 2012 al 25° del 2016.

Nel 2016 in Italia sono stati installati in Italia solo 360 MW di nuovo fotovoltaico e 290 MW di nuovi impianti eolici, con un calo annuale del 19% relativo alle installazioni di solare, eolico ed idroelettrico.

Renzi in questi anni ha ostacolato lo sviluppo della mobilità elettrica. Un’enorme opportunità industriale anche per il nostro Paese con risorse accessibili. Secondo il Politecnico di Milano, per servire 1 milione di veicoli elettrici è sufficiente un investimento sulle infrastrutture di ricarica di 450 milioni di euro, cioè 450 euro a veicolo elettrico circolante e circa 1 TWh di elettricità che potrebbe essere prodotta da energia rinnovabile.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Renzi e il Pd: un danno per l’ambiente #PdFossile

DIRETTA – Acqua pubblica e partecipata: utopia possibile

di MoVimento 5 Stelle

Dal Ghana alla Germania, dall’Argentina all’Ungheria, dalla Malesia alla Francia, passando per la Bolivia: più di 180 città, in più di 35 Paesi in tutto il mondo, hanno ripubblicizzato il servizio idrico integrato. Per quanto riguarda l’Italia, purtroppo, l’acqua è al centro degli interessi economici e finanziari di grandi lobby economiche che, in questi anni, hanno premuto l’acceleratore sui processi di privatizzazione e spinto affinché in Italia la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato venisse bloccata. Questo malgrado il grande successo del referendum del 2011 che ha reso chiara la volontà dei cittadini.

Se ne parla oggi in un convegno internazionale organizzato dalla portavoce Federica Daga alla Camera (atleta dei Gruppi dalle ore 14.30). Dopo domani è la giornata mondiale dell’acqua: il M5S con questo convegno dimostra che renderla pubblica è un’utopia possibile, che è diventata realtà in numerose città del mondo. A presentare l’ampia mappatura globale dei casi di ripubblicizzazione dell’acqua ci saranno gli illustri professori Emanuele Lobina e Satoko Kishimoto, autori dell’importante testo Our Public Water Future.

A raccontarci poi i più emblematici successi europei
nella ripubblicizzazione saranno presenti Anne Le Strat, vicesindaco di Parigi; Dorothea Haerlin, membro fondatore del Berliner Wassertisch-AG Remunicipalisation di Berlino; gli spagnoli del Comune di Barcellona che sta avviando, proprio in questi mesi, il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua.

Della situazione italiana discuteremo con il portavoce M5S Dario Tamburrano, membro dell’Intergruppo sui Beni Comuni presso l’Europarlamento; Paolo Carsetti del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua; Bengasi Battisti, portavoce nazionale dell’Associazione Comuni Virtuosi;l’avvocato Maurizio Montalto, ex presidente dell’azienda speciale ABC Napoli.

Infine, ascolteremo le esperienze dei sindaci del M5S, attraverso le voci dei comuni di Roma, Porto torres, Civitavecchia, Marino

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere DIRETTA – Acqua pubblica e partecipata: utopia possibile

Vi spiego come in Irlanda abbiamo fermato le lobby del petrolio

lukeirl.jpg

di MoVimento 5 Stelle Europa

L’Irlanda ha recentemente approvato una legge che vieta gli investimenti nelle fonti fossili con i soldi dei contribuenti. Ogni anno l’Italia spende 3,5 miliardi di euro per sussidi diretti e indiretti alle compagnie petrolifere. Il Movimento 5 Stelle vuole utilizzare questi soldi per finanziare il reddito di cittadinanza. Il programma sull’energia votato dai cittadini parla chiaro: copiamo l’Irlanda!

VIDEO. Abbiamo intervistato l’eurodeputato irlandese Luke Ming Flanagan che ha sponsorizzato la legge. Fai sapere a tutti che si può e si deve rinunciare al petrolio!

Intervista all’eurodeputato irlandese Luke Ming Flanagan.

“Vi racconto quello che è successo in Irlanda: un mio amico, un deputato del nostro Parlamento, Thomas Pringle, un indipendente, è riuscito a ottenere il tempo di parola per promuovere un progetto di legge e vietare la consuetudine degli investimenti nelle energie fossili. È stata in realtà una lotteria da cui però ne è uscito un progetto di legge che poi è stato approvato. La sua proposta era quella di vietare all’Irlanda gli investimenti dei propri fondi sovrani nei combustibili fossili. Al momento stiamo investendo 133 milioni, non è una cifra roboante per un’economia grande come quella dell’Italia, ma per l’economia dell’Irlanda sono un bel po’ di soldi. Lui ha messo alle strette il Parlamento che infine lo ha approvato.

I MERITI DI UN “GOVERNO INSTABILE”
Uno dei motivi per il quale è stato approvato è perché abbiamo, quello che si può chiamare, un “governo instabile” al momento: non abbiamo una maggioranza. Infatti, il governo in carica ha solo il 60% circa dei voti che gli servirebbero per avere una maggioranza. Così, ogni voto nel nostro Parlamento è sempre imprevedibile. Fino ad oggi con una coalizione stabile, quando una proposta emergeva, di solito, non accadeva nulla di radicale. Ora, invece, grazie a questa circostanza, questa proposta di legge è stata approvata con il sostegno di un’ampia maggioranza del Parlamento. È una ottima notizia e speriamo che quello che abbiamo ottenuto sia un esempio per tutto il mondo. Purtroppo però le ultime notizie dicono che la Banca Centrale Europa sta usando i soldi ottenuti dal Quantititive easing per investire nei combustibili fossili. Si dovrebbe dire che fino a quando l’UE non inizia a prendere sul serio questo problema, quello che l’Irlanda ha fatto sarà irrilevante. Quindi, noi abbiamo preso l’iniziativa e speriamo che i cittadini ci seguiranno.

L’OPPOSIZIONE DELLE LOBBY
Di solito avremmo avuto una forte opposizione. In passato i lobbisti andavano dai partiti di governo, chiacchieravano con loro in privato e così si prendevano le decisioni finali. Ma a causa della situazione di instabilità politica, questa volta non è andata così. Paradossalmente, la stabilità nel nostro Paese, in Irlanda, sembra diventare una carta bianca per la corruzione, mentre una situazione instabile, così potremmo definirla, ha creato un nuovo scenario dove possono potenzialmente accadere buone cose.

LE CONSEGUENZE SULLE RINNOVABILI
La cosa positiva di questo è che ora abbiamo 133 milioni di euro da poter potenzialmente investire in nuove tecnologie e risorse ambientali per creare energia. Quindi, mentre una volta non investivamo in quel settore ora abbiamo fondi disponibili per le nuove risorse: sia che si tratti di energia solare o impianti eolici offshore o energia ricavata dalle maree. Abbiamo affrontato un grande problema quando si tratta di produrre nuove fonti d’energia in Irlanda, dove finora sono state le multinazionali a guidare lo sviluppo di questo settore. Questo ha portato la popolazione a non sentirsi particolarmente coinvolta in questo sviluppo.

COINVOLGERE SEMPRE I CITTADINI
In realtà, anche se abbiamo votato per rimuovere l’investimento nei combustibili fossili, c’è ancora una grande opposizione in Irlanda contro le turbine eoliche. Credo che questa opposizione si basi sul fatto che alla gente non piacciono esteticamente perché, ricordate, l’Irlanda è bellissima e se la copriamo con turbine eoliche…se oltretutto non si ottengono risultati da queste turbine eoliche, a parte il profitto per le multinazionali, e se noti che bisogna pagare sempre la stessa bolletta energetica, tutto ciò porta al fallimento. L’esperienza irlandese, direi, insegna che è stato positivo il fatto che ci siamo liberati dei combustibili fossili, ma la seconda cosa che dobbiamo fare è quella di assicurare che tutti si sentano coinvolti e che le persone percepiscano che hanno guadagnato da questo cambiamento, piuttosto che perso. In questo momento, i cittadini stanno cominciando a sentirsi più coinvolti quindi credo che sia necessaria la partecipazione a livello locale. Allora, diciamo per esempio che nella vostra piccola città, se si vuole produrre energia solare dobbiamo fare in modo che essa sia un’iniziativa portata avanti dalla popolazione locale. Loro devono esserne i proprietari. Loro devono sentire i benefici e in questo modo non ci saranno contestazioni”.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Vi spiego come in Irlanda abbiamo fermato le lobby del petrolio

Azzardo: politica ipocrita, condanna fenomeno ma non lo contrasta (17-01-2017)

ROMA, 17 gennaio – "Condividiamo la struttura della relazione della commissione Antimafia sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito ma abbiamo deciso di astenerci dal voto per far emergere l’ipocrisia delle istituzioni, ormai infiltrate dalle lobby dell’azzardo…. Continua a leggere Azzardo: politica ipocrita, condanna fenomeno ma non lo contrasta (17-01-2017)

Video pirata! M5S scova un altro lobbista appostato in Parlamento

di MoVimento 5 Stelle

M5S in modalità “apriscatole”: beccato un altro lobbista che si aggira come uno squalo attorno alla Commissione Bilancio, per ottenere norme e leggi favorevoli all’azienda e alla multinazionale di turno.

Il lobbista pizzicato dal nostro portavoce Giorgio Sorial è Antonio Iannamorelli, presente per conto della società di lobbying Reti e “invitato” dal deputato del PD Alberto Losacco a seguire da molto vicino i lavori sulla manovra di bilancio, in particolare riguardo la sorte dei provvedimenti sulle società di call center.

Guarda caso lo stesso Iannamorelli ha già fatto con il Partito Democratico politica attiva a livello locale in Abruzzo.
A un certo punto, il lobbista di giornata sembra esultare per l’accantonamento (in pratica un rinvio) di un emendamento tra i tanti (ce ne sono anche del M5S) che precisano doveri, aggravano responsabilità ed eventuali multe per gli aggiudicatari dei servizi di assistenza telefonica.

Perché quegli emendamenti sono stati messi da parte? Qualcuno auspica riformulazioni? In favore di chi? Visto che Iannamorelli non si fa problemi a raccontare sul web o su twitter la propria attività, anzi si considera la quintessenza della #lobby messa a dura prova dalla congrega degli onorevoli burloni, il M5S chiede come sempre massima trasparenza in favore dei cittadini, a partire dalla pubblicazione della lista di chi entra ed esce dal Parlamento. E a che titolo.
Il tema dei call center, quintessenza (questa sì!) del precariato moderno, è tornato peraltro caldissimo in questi giorni, con l’inchiesta che ha portato all’arresto per corruzione di Roberto Boggio, gran capo della Transcom e titolare del servizio per conto di Inps-Inail.

Il M5S ha una proposta di legge, a prima firma Cominardi, che regola il settore in favore dei lavoratori e dei fruitori. E non possiamo tollerare che figure opache si appostino fuori dalle Commissioni Parlamentari e facciano pressione sul Parlamento, per conto di società che sfruttano la manodopera ingrassando con contratti milionari.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere Video pirata! M5S scova un altro lobbista appostato in Parlamento

De Luca pronto a vendere la salute dei campani alle lobby

di Valeria Ciarambino, M5S Campania

Era tutto previsto. Sul piatto del voto di scambio tra Renzi e De Luca, in cambio di migliaia di voti clientelari per il Si al referendum c’è la sanità campana. Il quadro che emerge mettendo insieme tutti i tasselli del mosaico è allarmante, e parla di un vero e proprio patto, che coinvolge oltre ad esponenti del governo, parlamentari verdiniani e le lobby della sanità privata. Le mani sull’80% del bilancio regionale. Il senatore D’Anna, verdiniano e amico di Nicola Cosentino, nonché ras dei laboratori privati in un incontro ripreso e trasmesso dalla trasmissione Nemo con 2 lobbisti della sanità privata, fa sapere loro che Vincenzo De Luca sbloccherà dal bilancio regionale 30 milioni di euro alle strutture private accreditate. Lo ha saputo dal sottosegretario Lotti, lo stesso che ieri è venuto a Salerno a un evento col figlio di De Luca.

Quando avviene l’incontro non è ancora passato l’emendamento che consente a De Luca di togliere di mezzo i commissari di governo e diventare lui stesso commissario alla sanità campana. Ma evidentemente i giochi sono già fatti.

Alla luce di tutto questo diventano davvero inquietanti le affermazioni di De Luca sulla sanità privata nell’incontro a porte chiuse coi 300 amministratori locali del Pd il 15 novembre scorso, in cui il presidente incita al clientelismo:

«Comparto della sanità: (…) qui la sanità privata è il 25 per cento (..). Io credo sinceramente che per come ci siamo mossi in questi mesi, ci sia rispetto da parte dei titolari di strutture private e qualificate. E possiamo permetterci di chiedere a ognuno di loro di fare una riunione con i propri dipendenti. Parliamo di migliaia di persone, quindi parliamo di un blocco abbastanza localizzato (…). Fare l’elenco dei dieci-venti imprenditori che uno chiama sul piano dell’amicizia, sul piano del rapporto personale, dell’amministrazione, al di là di tutte le questioni: per cortesia, fai questo lavoro, dimmi (…) quanti voti porti.»

Il 22 novembre scorso in commissione bilancio, di notte, nonostante la strenua opposizione del M5S ed altri e nonostante il parere negativo del ministro della Salute, passa l’emendamento Pd che ha di fatto consegnato la sanità campana nelle mani dello sceriffo, togliendo di mezzo il commissario. Oggi nella legge di semplificazione regionale in discussione, dopo essersi approvato a maggio scorso una legge sulle nomine dei direttori generali in sanità, che va contro i criteri della legge nazionale Madia e mette tutte le nomine nelle mani del presidente senza trasparenza né merito, e senza nessuna valutazione di commissioni tecniche, De Luca prova a completare l’opera. In un articolo cambia le regole anche per le nomine dei direttori dei distretti sanitari, cancellando ogni selezione pubblica basata sul merito e mettendole nelle mani dei direttori generali, a loro volta nominati da De Luca. Il presidente e commissario avrà così il controllo totale di tutta la sanità campana.

Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it

Continua a leggere De Luca pronto a vendere la salute dei campani alle lobby