Jobs act, la credibilità del centrodestra è zero

di MoVimento 5 Stelle

Ancora una presa in giro agli italiani. Ora Berlusconi dice di voler abolire il Jobs act e se la prende con la precarietà imposta dalle riforme del Pd. Ancora una volta, la sua credibilità sta a zero.

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Salvini, Maroni e la Lega che non risponde sui finanziamenti pubblici

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di MoVimento 5 Stelle

Toc, toc. Salvini e Maroni vi ricordate di quando avete utilizzato i soldi pubblici rubati da Bossi e Belsito ? Parliamo di un partito, la Lega, che mentre gridava “Roma ladrona” in 20 anni ha incassato oltre 180 milioni di euro di finanziamento ai partiti-rimborsi elettoral. Il tutto senza mai rinunciare ad un solo privilegio o tagliarsi stipendi. Nelle Regioni come in Parlamento.

A due anni dalla prima denuncia del Movimento 5 Stelle, emerge sempre più con forza che anche Salvini e Maroni hanno utilizzato parte dei 48 milioni di euro pubblici frutto della truffa orchestrata da Umberto Bossi e l’ex tesoriere Belsito, entrambi già condannati per la vicenda “Tanzania & diamanti” .

Due giornalisti, Giovanni Tizian e Stefano Vergine, hanno trovato una ulteriore conferma alla denuncia che partiva dai bilanci depositati e dalla costituzione in parte civile del Parlamento. Spulciando le carte della Lega tra la fine del 2011 ed il 2014 hanno scoperto che esiste un filo diretto tra la truffa firmata dal fondatore della Lega ed i suoi successori. In quel periodo prima Maroni e poi Salvini hanno incassato e usato i rimborsi elettorali frutto del reato commesso dal loro predecessore. Lo hanno fatto quando ormai era chiaro a tutti che quei denari rischiavano di essere sequestrati. Si parla di quasi 12.9 milioni di euro da parte di Maroni e 820mila euro Salvini. Quest’ultimo, non a caso, in un primo tempo si costituì parte civile contro Bossi e Belsito, ma a novembre 2014 fece dietrofront e rinunciò a chiedere i danni all’ex tesoriere. Nel 2013 sempre Belsito accusò Salvini di avere preso fondi in nero. Anche qui, nono risulta nessuna querela da parte di Salvini. Quando nel 2014 in diretta tv il Movimento 5 Stelle gli chiese conto di questi fatti, Salvini stizzito non rispose nel merito. Intanto emerge che in questi anni il Carroccio ha speso 4.3 milioni di euro pubblici in avvocati, alcuni di questi poi piazzati da Maroni in diverse partecipate. Sono ancora in tempo a dare le risposte ai cittadini.

Toc, toc. Salvin e Maroni rispondete. Perché è stata ritirata la causa contro Bossi e Belsito. Salvini perchè non hai mai querelato Belsito?

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Azzardo: Emiliano e Maroni battano un colpo contro il governo pro-slot (23-05-2017)

ROMA, 23 maggio 2016 – "Giù le mani dagli enti locali e dagli strumenti che hanno a disposizione per contrastare il dilagare dell’azzardo. Il governo torna a convocare giovedì 25 maggio la conferenza Stato-Regioni mettendo all’ordine del giorno il riordino… Continua a leggere Azzardo: Emiliano e Maroni battano un colpo contro il governo pro-slot (23-05-2017)

Ferrovie Nord, i conti non tornano

di MoVimento 5 Stelle Lombardia

Fnm, la partecipata del trasporto pubblico di Regione Lombardia, ha deciso di investire in Atv, l’azienda che gestisce gli autobus della provincia di Verona. La notizia è positiva, dimostra che l’azienda regionale protagonista solo due anni fa dello scandalo spese pazze, per cui il M5S chiese una pulizia e un reset totale, sta lavorando ora per l’interesse della comunità, puntando a consolidare il posizionamento dell’azienda nel settore del trasporto pubblico nel nord Italia.

E infatti il problema non è nella strategia, ma nel modo in cui la si vuole perseguire. Perché acquistare a 21 milioni di euro il 50% di un’azienda stimata 20 milioni di euro? Siamo molto preoccupati: sembra l’ennesimo caso Antonveneta o Serravalle dove furono fatti acquisti di aziende tramite la politica a valori fuori mercato che hanno poi portato a dissesti finanziari. Lo scenario non è chiaro e bisogna tenere gli occhi ben aperti.

Non vorremo che questa operazione venisse strumentalizzata da Maroni su Tosi, con il quale è oramai ai ferri corti, per tornaconti politici leghisti. Se Maroni sta alzando la posta in gioco per mantenere un suo avamposto in un’azienda partecipata per metà dal comune di Tosi, che a questo punto ha tempo un mese per presentare una nuova offerta almeno pari a quella di Fnm, non ha fatto i conti con il M5S. Qui si tratta di soldi pubblici e di servizi ai cittadini di un territorio che va dalla Lombardia alla provincia di Verona; vogliamo vederci chiaro, l’offerta per un acquisto che non garantisce neppure il premio di maggioranza è spropositata.

Siamo pronti a chiedere l’intervento della CONSOB per verificare l’attendibilità dell’offerta nella tutela del valore azionario e nel rispetto dei terzi. Non vorremmo trovarci tra qualche anno a dover assistere l’ennesimo scandalo italiano.

Stefano Buffagni (M5S Lombardia)
Gianni Benciolini, Riccardo Saurini e Francesca Businarolo (M5S Veneto)

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Altri 450 milioni per Pedemontana, un disastro economico e ambientale

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di Gianmarco Corbetta – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Altri 450 milioni di denaro pubblico in arrivo da Regione Lombardia a garanzia delle banche per proseguire i lavori e salvare dal fallimento una Pedemontana più morta che viva. La furia asfaltatrice di Roberto Maroni non conosce tregua: sono anni che inutilmente batte cassa a Roma e a Bruxelles eppure non ha ancora capito che fermare l’opera è l’unica soluzione ragionevole. Davvero non si capisce perché debbano essere i cittadini lombardi, con i loro soldi, a garantire il completamento di un’autostrada inutile e devastante per il territorio. Una tale scelta sarebbe totalmente in contrasto con il principio del project financing su cui si basa la realizzazione di Pedemontana.

In una Paese normale il project financing dovrebbe reggersi con le proprie gambe grazie ai privati che finanziano l’opera e conseguentemente incassano i ricavi dei pedaggi. Peccato che il traffico e i conseguenti incassi di Pedemontana siano molto più bassi rispetto alle stime esagerate su cui era stato costruito il piano economico finanziario! Di conseguenza le banche non mettono soldi per non rischiare perdite enormi! Ma allora, se le banche hanno capito la fregatura e – logicamente – non investono, perché dovrebbe farlo Regione Lombardia con i soldi dei cittadini? Perché i cittadini dovrebbero offrire una garanzia gli investimenti delle banche in un progetto che è chiaramente fallimentare? E’ un evidente controsenso!

Se investire in Pedemontana è un pessimo affare, offrire una garanzia per attirare gli investitori lo è doppiamente perché gli investitori parteciperanno agli utili mentre chi offre una garanzia non ci guadagnerà niente: potrà soltanto perderla! Privatizzare gli utili lasciando al pubblico le perdite è una soluzione che abbiamo già visto troppe volte ed è quasi comico che a tentare di rifilarcela sia lo stesso Maroni, sedicente paladino del buongoverno e dell’efficienza lombarda!

Pedemontana è un colossale disastro economico e ambientale da fermare al più presto per evitare danni peggiori, Maroni se ne faccia una ragione e si concentri invece sui reali bisogni dell’economia lombarda e delle migliaia di piccole e medie imprese della nostra regione! Insomma non sono bastati i 1200 milioni di finanziamento statale a fondo perduto, non sono bastati i 350 milioni di ulteriore defiscalizzazione (la cui legittimità è ancora in fase di verifica da parte dell’UE), ora si prospettano altri 450 milioni sottratti alle reali esigenze dei cittadini lombardi (trasporto pubblico, sanità, sostegno alle imprese e al lavoro).

Tutto ciò è semplicemente vergognoso e inaccettabile. Verificheremo scrupolosamente la legittimità giuridica dell’operazione: con i soldi dei cittadini non si scherza!

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Addio Equitalia in Lombardia: il grande bluff di Maroni

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di Dario Violi – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

A un anno dalle elezioni regionali Maroni tenta il colpo ad effetto, che sui titoli di giornali si traduce con “Abbiamo abolito Equitalia”. Falso, o meglio vero a metà. L’operazione di Maroni in realtà prevede che siano due società private, la DUOMO GPA Srl e la PUBBLISERVIZI Srl, a sostituire il detestato ente di riscossione nazionale. Ed proprio su questo sentimento popolare che fa leva la propaganda di Maroni, in pieno stile Lega: parla alla pancia delle persone per conquistare voti senza offrire soluzioni che superino il problema.


Per i cittadini vessati dalle cartelle esattoriali
non cambierà nulla anzi, verosimilmente, la situazione rischia di peggiorare, passando letteralmente dalla padella alla brace. Perché se si guardano le esperienze delle amministrazioni locali che hanno adottato il modello delle società esterne private, scopriamo che gli effetti per le casse pubbliche sono stati disastrosi.

L’amministratore delegato della Tributi Italia Spa ad esempio, una società incaricata di incassare per diversi comuni italiani, è stato arrestato con l’accusa di peculato dopo che per anni si è intascato i soldi delle riscossioni. Il danno accertato dalla Guardia di Finanza nei comuni colpiti è impressionante, si va dalle centinaia di migliaia di euro ai 20 milioni di Aprilia e i 7 milioni di Bergamo, per un totale, sommando tutti i comuni gestiti, di oltre 46 milioni di euro sottratti alle casse comunali. Per i voti Maroni ha deciso di esporre i lombardi a tale pericolo: affidare le riscossioni a società private che applicano lo stesso metodo di Equitalia, e in più rischiare che il delinquente di turno faccia sparire soldi pubblici che le amministrazioni dovrebbero reinvestire nei servizi al cittadino.

DUOMO GPA Srl e PUBBLISERVIZI Srl sono società che nel recente passato hanno avuto non poche grane: bollette, multe e notifiche esattoriali pazze, avvisi di pagamento della Tasi fatti pervenire al limite dei termini previsti, indagini dell’Antitrust, inadempienze dei contratti. Insomma, tutto quello che i cittadini in difficoltà non vogliono più vedere rimarrà in piedi. Rimarrà in piedi un sistema vessatorio che il M5S da tempo propone di superare internalizzando il servizio in capo a comuni o regioni e adottando modalità più eque, bypassando definitivamente enti esterni senza scrupoli. Ma la Lega, senza idee, copia male le nostre proposte. D’altronde, che cosa ci si poteva aspettare da chi con il suo “governo degli esattori” Equitalia l’aveva introdotta? Ora dopo aver rovinato la vita degli italiani sta facendo la stessa cosa con i lombardi.

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I lombardi a piedi per colpa di Maroni

di Iolanda Nanni – Portavoce Regionale del M5S Lombardia

Per colpa di Maroni i lombardi viaggeranno “A piedi gratis“. Si sarebbe potuta chiamare così, in pieno stile maroniano, la nuova campagna di Regione Lombardia sulla mobilità. Infatti il Piano Regionale della Mobilità, passato martedì 20 settembre in aula con il voto contrario del M5S, prevederà il dirottamento del 95% delle risorse (2,2 miliardi circa) su autostrade e tangenziali inutili, mentre solo il 5% delle risorse finanziarie (115 milioni circa) verrà destinato al trasporto pubblico locale, una cifra ridicola rispetto ai bisogni di questo settore. E’ un modello kamikaze che disegna una Lombardia di cemento e asfalto, a cui non bastano i casi fallimentari delle autostrade Bre.Be.Mi e Pedemontana. Peraltro, proprio questa estate è arrivata la seconda lettera di messa in mora della UE, che preannuncia un procedimento di infrazione alla Lombardia per grave inquinamento e che costerà caro e salato ai lombardi. Ignorando tutto ciò, la scelta politica di questo centrodestra lombardo manderà in default l’intero sistema di trasporto pubblico della nostra regione. Come dire ai lombardi, andate A PIEDI! Per questo in aula abbiamo consegnato una finta tessera di abbonamento “A piedi gratis in Lombardia” a Roberto Maroni, all’Assessore Sorte e al Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo.
Il piano è una farsa: fallisce completamente i suoi obiettivi di sostenibilità, rispetto ambientale e innovazione del sistema dei trasporti e della mobilità. E’ un documento che ripropone scelte vecchie che, invece di incentivare i lombardi all’uso dei mezzi pubblici, promuoverà l’uso del mezzo privato, traffico, inquinamento e grandi cattedrali che rimarranno incompiute. Il costo stimato per queste grandi opere è di quasi 7 miliardi, mentre le disponibilità di Regione Lombardia ne coprono meno di un terzo. Uno spreco di risorse immani che finiranno in un buco nero che farà sfregare le mani a speculatori e affaristi. Per contrastare la politica di Maroni il M5S ha messo diverse proposte sul piatto: invertire il rapporto degli investimenti in favore del trasporto pubblico, intervenire sulla manutenzione e potenziamento della rete di trasporto pubblica già esistente, revisionare gli studi e le previsioni di traffico (per la maggior parte obsoleti e incoerenti, come lo stesso PRMT afferma) per verificarne l’effettiva utilità e i reali benefici soprattutto rispetto ai nuovi criteri di sostenibilità, e promuovere forme di partecipazione democratica (seguendo ad esempio l’esempio della Francia) per coinvolgere maggiormente la cittadinanza sulla realizzazione di nuove grandi opere infrastrutturali. Abbiamo operato per far sì che gli investimenti sul trasporto pubblico diventino centrali e strategici per la nostra regione, ma ci siamo scontrati con una Giunta Regionale completamente sorda alle istanze dei territori e della gente. Mandiamolo a casa e rimettiamo in movimento la Lombardia e i cittadini lombardi, non a piedi ma su treni, tram, metropolitane e autobus!

VIDEO FB: https://www.facebook.com/Movimento5stellelombardia/videos/1287114961307788/

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Tangenti in Lombardia: hanno imbavagliato Salvini

ROMA, 19 febbraio 2016 – "Qualcuno deve aver imbavagliato Matteo Salvini, perché non si capirebbe altrimenti il fragoroso silenzio del leader leghista a proposito di quanto sta accadendo in Regione Lombardia, governata dal ‘suo’ Roberto Maroni che, alla faccia del… Continua a leggere Tangenti in Lombardia: hanno imbavagliato Salvini